I
n occasione di LOV Vanchiglia Open Lab, Miraggi Edizioni anima Vanchiglia
dalle 16 con Miraggi Itineranti, reading di alcuni dei suoi autori più
rappresentativi (Luca Ragagnin, Claudio Marinaccio, Francesco Deiana,
simone carta, Carlo Molinaro), e alle 18 presenta alla Libreria Linea 451
i due nuovi romanzi in uscita a ottobre: San Francisco Rock di Marcello
Silvio Oliviero e Agenzia Pertica di Luca Ragagnin. I reading si terranno allo Studio 38, che per l’occasione inaugura la sua attività con un brindisi finale alle 18.30, al Chiosco dello Zoo, alla
libreria Linea 451, al Porto Ribeca e al Sofà Café Torino.
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Il programma
LIBRERIA 451 (via Santa Giulia, 40/a)
16.00 Marinaccio
16.25 Ragagnin
16.50 Carta
17.15 Molinaro
17.40 Deiana
18.05 Presentazione prossime uscite ottobre Miraggi: Oliviero / Ragagnin
PORTO RIBECA (via Tarino, 2)
16.00 Deiana
16.25 Marinaccio
16.50 Ragagnin
17.15 Carta
17.40 Molinaro
SOFA’ CAFE’ (via Balbo, 10/d)
16.00 Molinaro
16.25 Deiana
16.50 Marinaccio
17.15 Ragagnin
17.40 Carta
STUDIO 38 (via Bava 38) con la partecipazione esclusiva di Paolo Angelo
Parpaglione (Africa Unite – Bluebeaters)
16.00 Carta
16.25 Molinaro
16.50 Deiana
17.15 Marinaccio
17.40 Ragagnin
IL CHIOSCO DELLO ZOO (via Bava, 30/g)
16.00 Ragagnin
16.25 Carta
16.50 Molinaro
17.15 Deiana
17.40 Marinaccio

Aveva 31 anni la donna di origini romene trovata morta con la figlia di 6 anni , a causa delle ferite dovute a un coltello
Circa 6 mila i partecipanti ieri alla seconda edizione della Notte degli Archivi
Savigliano
una cinquantina di Comuni delle province di Torino, Asti e Cuneo, impegnati a valorizzare il territorio sotto il profilo culturale e turistico. Tra i suoi progetti, finanziati in parte dagli organismi europei, spicca il Mùses Accademia Europea delle Essenze, che oggi è un grande spazio museale
all’interno dello storico edificio saviglianese. Storia e leggenda, dipinti e reperti si intrecciano idealmente nell’esposizione a Palazzo Taffini che un tempo accoglieva i regnanti e oggi ospita oggetti e sculture di grande valore provenienti dai principali musei etruschi del Lazio, della Toscana e dal Museo di Antichità di Torino. Gli antichi affreschi del Seicento sono ora visibili al pubblico e descrivono le gesta di Enea, eroe troiano progenitore dei Romani, intrecciandole con la celebrazione di Casa Savoia e della famiglia Taffini all’epoca di Maria Cristina di Francia. Trionfano il mito di Enea, l’origine etrusca dei Troiani
e la storia della fondazione di Roma che danno vita a un mitico racconto in cui i Duchi di Savoia e la famiglia Taffini vengono esaltati e glorificati insieme. Gli otto affreschi mostrati ai visitatori rievocano alcuni episodi tratti dall’Eneide di Virgilio e dalle Historiae di Tito Livio e riguardano le armi di Ettore, Enea e Didone, la discesa di Enea agli Inferi, la madre Venere che consegna le armi a Enea, lo scudo di Enea: Orazio Coclite, l’assedio dei Troiani, il soccorso al campo di Troia e il duello finale tra
Enea e Turno colpito a morte dalla spada di Enea. La rassegna è arricchita da splendidi gioielli, da un olfattorio di 24 vasi di vetro di Murano che ricordano i vasi etruschi, contenitori di rari e preziosi profumi, e da un omaggio ai personaggi di Caterina de Medici e Maria Cristina di Francia, duchessa di Savoia, rappresentate con lussuosi vestiti storici. La mostra è curata da Umberto Pecchini (Associazione Le Terre dei Savoia) , Loredana De Robertis, Gabriella Pantò e Simona Rafanelli con il sostegno della Cassa di Risparmio di Savigliano, proprietaria di Palazzo Taffini. É visitabile fino al 7 gennaio 2018, dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.
Magistratura qualche anno dopo il misfatto, ma non ottenne soddisfazione. Fu Gianpaolo Pansa a denunciare il crimine rivoltante avvenuto nel clima irrespirabile di una guerra civile che continuò ben oltre il 25 aprile 1945. Ci furono episodi atroci che hanno provocato degli odi che hanno invelenito l’Italia per decenni. Le atrocità vennero commesse da fascisti, tedeschi e da partigiani. Le motivazioni non giustificano nessuno perché certi crimini non possono essere motivati se non con la barbarie inumana che non è di destra né di sinistra, ma ha un’unica matrice nel ricorso alla violenza belluina. A Noli ( e non a Savona dove il fatto, avvenne ) vogliono apporre questa lapide :”Anni sono passati, ma non ti abbiamo dimenticata ,sfortunata bambina oggetto di ignobile viltà ” .
prudentemente, si e’ sfilata ,affermando come si debba a guardare all’oggi e non ad episodi di decine di anni fa, pur denunciando, da donna ,da avvocato e da madre , l’abuso nei confronti di una bambina avvenuto a Savona nel 1945. Forse ha ragione la sindaca di Savona, ma forse questi episodi motivati da ragioni solo apparentemente politiche ,non potranno mai essere archiviati. Il testo proposto a Noli non offende nessuno e chi si oppone al ricordo di Giuseppina offende il buon senso e i più elementari valori umani che proprio l’antifascismo ha affermato con la Resistenza e che il nazifascismo ha sempre calpestato, spesso in modo sprezzante e persino orgoglioso. Che ci siano stati fatti bestiali durante e dopo la Liberazione non si può continuare a negarlo con una stupida ipocrisia che soprattutto i giovani non possono accettare.
perché non ha scheletri da nascondere. Solo chi ha nefandezze da occultare, può motivatamente urlare allo scandalo di Noli per creare la confusione necessaria a tentare, in verità un po’ pateticamente, di mascherare certe pagine nefande di storia .Chi ha addirittura scomodato Italo Calvino per alleggerire certe colpe, ha fatto un’operazione incredibile. Calvino non avrebbe mai accettato di coprire le belve che torturarono e uccisero Giuseppina . Quel cippo di Noli servirà anche a riflettere sulle violenze e gli stupri che ieri, oggi ,e purtroppo, anche domani si commetteranno contro le donne e le bambine. Al di là delle etichette politiche, dietro cui i barbari intendono nascondere la loro barbarie. Il Vice Presidente Nazionale della FIVL, il savonese Lelio Speranza , partigiano cristiano agli ordini di Martini Mauri, mi disse una volta che, ripensando a quell’episodio del 1945 , sentiva un voltastomaco che lo faceva ancora soffrire e indignare. Speranza fu un vero e valoroso combattente per la libertà ,ma soprattutto fu un uomo autentico e coraggioso.
Terzo arresto da parte della polizia per l’aggressione ad Alberto Airola, il senatore del Movimento 5 Stelle aggredito nel quartiere Aurora
rintracciato e fermato ieri sera. Erano già stati presi due dominicani, uno di 20 e l’altro di 28 anni. Il senatore pentastellato ha riportato una frattura della mandibola, per la quale è stato sottoposto a un intervento chirurgico.

bombardamento aereo danneggia le opere e l’edificio di corso Galileo Ferraris che le ospitava, il museo chiude i battenti. Nel 1950 viene indetto il bando di concorso per la costruzione di una nuova sede per la Galleria: a vincerlo sono i giovanissimi architetti ferraresi Carlo Bassi e Alfredo Boschetti che, azzardando, presentano un progetto innovativo e sperimentale, capace di colpire la commissione giudicatrice. Conclusa la costruzione del nuovo edificio di Via Magenta 31, che ancora oggi è la sede del museo, e portati a termine i lavori di allestimento e ordinamento della nuova GAM, nel 1959 il museo nato dalle macerie della Seconda guerra mondiale viene nuovamente aperto al pubblico e viene celebrato come una delle istituzioni culturali più moderne d’Europa.
La volontà di mantenere intatto tale importante primato ha spinto i direttori che si sono succeduti nel corso del tempo a compiere delle scelte all’insegna dell’innovazione e della sperimentazione. Così, dal 2009 le opere della GAM non sono più ordinate secondo la tradizionale successione cronologica, ma sono disposte secondo un ordinamento non convenzionale, di tipo tematico. La visita all’interno del museo si suddivide perciò in quattro differenti percorsi, ciascuno dei quali dedicato a un tema. Al primo piano si incontrano i percorsi dedicati all’infinito e alla velocità, concetti trasversali indagati sin dal XIX secolo impiegando differenti tecniche artistiche. Le ampie e luminose sale al secondo piano ospitano invece le opere che raccontano tutte le possibili declinazioni dell’etica e le molteplici forme della natura. Fanno parte di quest’ultima sezione opere di straordinario valore artistico come Aprile, paesaggio malinconico di Antonio Fontanesi, Bianco e Sacco, opere polimateriche di Albero Burri, e L’aratura, dipinto realizzato nel 1926 da Fortunato Depero che, facendo propria la lezione dei futuristi, elabora uno stile personale dal tratto geometrico inconfondibile.
adulti e bambini. Ormai è divenuta una consuetudine la partecipazione alla Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, che quest’anno verrà celebrata domenica 8 ottobre affrontando un tema di stretta attualità, «La cultura abbatte i muri». Protagoniste della giornata saranno le opere prodotte dalla fine degli anni Cinquanta dagli artisti giapponesi del movimento d’avanguardia Gutai, che ha aperto una profonda riflessione sul rapporto tra l’arte orientale e le produzioni artistiche dell’Occidente dimostrando che, esattamente come accade ancora oggi, le frontiere da abbattere sono innanzitutto quelle che esistono nella mente delle persone.