Il calcio come strumento di educazione, inclusione e sviluppo
Venerdì 18 settembre alle 18.30, da “Fragole e Barbera” in via Filadelfia a Torino, la presentazione del progetto di cooperazione internazionale promosso dalla sede piemontese di “Una Voce per Padre Pio”
TORINO – Dal cuore della storia granata a Yaoundé, in Camerun. È questo il filo che unisce Torino e Africa nel progetto “Leoni Granata”, iniziativa di cooperazione internazionale che punta sul calcio come strumento di aggregazione, educazione e crescita, ma anche come possibile leva di sviluppo economico per le comunità di origine.
Il progetto sarà presentato venerdì 18 settembre alle ore 18.30 da Fragole e Barbera, al 41 di via Filadelfia a Torino, uno dei punti di ritrovo della comunità granata. Per l’occasione, la proprietà del locale ha scelto di mettere gratuitamente a disposizione i propri spazi, offrendo così un sostegno concreto alla presentazione di un’iniziativa che unisce sport, educazione e cooperazione internazionale.
Una scelta che assume un particolare valore simbolico anche per la collocazione della serata, a pochi passi da quello che è stato e dovrebbe pienamente ridiventare il cuore del mondo granata: il Filadelfia, lo storico stadio che ha visto giocare il Grande Torino e che per decenni è stato anche la casa del settore giovanile del Toro, una delle grandi eccellenze italiane nella formazione dei giovani calciatori.
È proprio dalla memoria di un luogo nel quale calcio, educazione dei giovani, identità e appartenenza si sono intrecciati per generazioni che “Leoni Granata” guarda al Camerun, proponendo un’idea di cooperazione nella quale il calcio non sia soltanto pratica sportiva, ma uno strumento per costruire relazioni, educare alla responsabilità e creare opportunità.
Il progetto prende il nome dall’incontro tra due identità: il leone, simbolo del Camerun, e il granata, colore delle maglie del Toro, al quale l’Academy si ispira. L’obiettivo è sostenere la nascita e la crescita di una realtà calcistica capace di accompagnare bambini e ragazzi attraverso lo sport, offrendo loro un ambiente di aggregazione, formazione e crescita personale.
Ma l’ambizione è più ampia. La Leoni Granata Academy vuole rappresentare anche un’opportunità di sviluppo. La valorizzazione dei talenti calcistici potrà aprire, per i giovani coinvolti, prospettive professionali e formative; al tempo stesso, l’idea è che chi riuscirà a costruire il proprio percorso possa mantenere un rapporto con la comunità di origine e contribuire, attraverso le proprie competenze e opportunità, a generare ricadute economiche e sociali sul territorio.
È una concezione della cooperazione che va oltre l’assistenza: investire sulle persone significa creare condizioni perché possano diventare protagoniste del proprio futuro e risorsa per le proprie comunità. In questa prospettiva, il calcio diventa un linguaggio universale, capace di aggregare e trasmettere valori, ma anche un possibile punto di partenza per costruire sviluppo.
Il progetto è promosso dalla sede piemontese di “Una Voce per Padre Pio”, ONG oggi costituita come ETS e presieduta dal fondatore Vincenzo “Enzo” Palumbo. L’organizzazione opera nella cooperazione e nella solidarietà internazionale con interventi rivolti soprattutto a bambini, giovani, donne e persone in condizioni di fragilità, attraverso progetti di assistenza sociale e sanitaria, educazione, formazione, inserimento lavorativo e sviluppo. La sua impostazione punta a superare una logica puramente assistenziale, sostenendo percorsi capaci di generare autonomia, occupazione e autosostenibilità nelle comunità in cui opera.
“Una Voce per Padre Pio” è anche il nome della trasmissione televisiva e della campagna di raccolta fondi nate da un’idea dello stesso Palumbo. Il programma, realizzato annualmente e trasmesso dalla Rai, racconta storie di solidarietà e di persone incontrate nei progetti dell’associazione e accompagna la trasmissione con una raccolta fondi destinata a sostenerne gli interventi.
Alla presentazione interverrà Gabriele Accornero, promotore dell’iniziativa, e sarà presente come testimonial Lys Gomis, ex portiere del Toro e protagonista del calcio professionistico. Nato a Cuneo nel 1989 e cresciuto nel settore giovanile granata, Gomis ha esordito in Serie A con il Toro nel 2013, vestendo successivamente le maglie di diverse società professionistiche e anche quella della nazionale del Senegal. La sua esperienza nel calcio e il rapporto con il mondo della formazione dei giovani rappresentano un contributo particolarmente significativo per un progetto che proprio nello sport individua uno strumento di educazione e costruzione del futuro.
Porterà il suo contributo anche Claudio Cantore, referente piemontese di Una Voce per Padre Pio, romanziere e autore di Prosper. Storia di una rinascita, pubblicato da Gondour Edizioni, casa editrice del Centro Studi “Silvio Pellico”, e Marco Margrita, giornalista e “penna granata”, autore di libri e articoli nei quali ha raccontato il Toro come peculiare esperienza sociale e culturale, oltre che sportiva.
La serata sarà così anche l’occasione per riflettere sul particolare rapporto tra calcio, comunità e identità, partendo dalla storia granata e arrivando a un’esperienza di cooperazione internazionale che vuole mettere al centro i giovani.
Dal Filadelfia al Camerun, dunque, il calcio come ponte tra comunità e generazioni: non soltanto per coltivare un talento sportivo, ma per costruire attraverso quel talento nuove possibilità di futuro.
Presentazione del progetto “Leoni Granata”
Venerdì 18 settembre 2026 – ore 18.30
Fragole e Barbera – via Filadelfia, 41 – Torino
Per informazioni: Gabriele Accornero – 331 601 3852

