Giachino: “E accorgersi prima che Torino non aveva alcuna idea sul futuro di Caselle?”
Finalmente tutti o quasi si occupano dell’aeroporto di Torino. Accorgersi prima che Torino non aveva alcuna idea sul futuro di Caselle? Quando i Sindaci del PD e Cinquestelle vendevano le azioni?Quando uscivano i dati sul numero dei passeggeri trasportati tutti a magnificare la percentuale di aumento mentre la sostanza che definiva il ruolo limitato del nostro aeroporto era la posizione rispetto agli altri scali italiani scesa negli ultimi anni da quattordicesimo aeroporto italiano a tredicesimo ben distanziato da Bologna e Catania , dopo Bari e Pisa, uno scandalo. L’unico che ricordava questo dato era il sottoscritto che cercavo invano di spiegare i giornalisti la situazione ma la potenza comunicativa della Sagat era più forte.
In questa situazione a Milano che invece ritengono strategici per la economia lo sviluppo dell’aeroporto , tenuto presente che controllano dal punto di vista azionario Caselle, hanno pensato di come sfruttare meglio le sinergie.
Torino si scopre nuda perché alcuni Sindaci avevano venduto le quote.
Per fortuna le cose non sono così semplici per una certa voracità del Sindaco di Milano, un elefante in cristalleria. La presenza nell’azionariato di CDP ,la Banca del Ministero del Tesoro , dice che l’interesse generale deve prevalere così come la presenza in F2i della Fondazione CRT e del Sanpaolo, chissà perché sin qui silenziosi, ci dà spazio.
Ha fatto molto bene Cirio a chiamare Giorgetti perché CDP non potrà che pretendere che seppure nella diversità degli aeroporti nessuno usi o violenti l’altro e così Torino, pur non avendo più una azione , potrà giocare un ruolo importante, con lo stesso management o no.
Mino Giachino
Responsabile torinese UDC
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