Il Tribunale di Torino ha riconosciuto la responsabilità di due dirigenti di un’azienda di logistica per la morte di un autista di 59 anni, suicidatosi nel marzo 2023. I due imputati sono stati condannati per omicidio colposo e atti persecutori, al termine di un processo che ha ricostruito il clima lavorativo in cui operava la vittima.
L’uomo era dipendente della società e prestava servizio nell’interporto di Rivalta. Secondo quanto emerso nel dibattimento, avrebbe subito per un lungo periodo pressioni continue, ritmi di lavoro particolarmente gravosi, frequenti umiliazioni e comportamenti intimidatori che ne avrebbero progressivamente compromesso l’equilibrio psicologico.
L’inchiesta, avviata dopo la denuncia dei familiari, ha inoltre fatto emergere presunte irregolarità nella gestione dell’attività lavorativa, tra cui turni molto prolungati, riposi non sempre rispettati e criticità nell’utilizzo dei cronotachigrafi. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Torino con il coinvolgimento dell’Ispettorato del Lavoro, della Polizia Stradale e dello Spresal dell’Asl TO3.
Per i giudici, le condotte contestate hanno avuto un ruolo determinante nel deterioramento delle condizioni psicologiche del lavoratore, fino al tragico gesto estremo. La sentenza rappresenta un importante precedente sul fronte della tutela dei lavoratori, riconoscendo il nesso tra un contesto lavorativo vessatorio e le responsabilità penali dei datori di lavoro.
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