Insieme, sotto il segno dell’arte e della solidarietà, i detenuti della Casa di Reclusione fossanese e della “RSA – La Corte” di Dogliani
Ceva (Cuneo)
“Dalle parole alla ceramica”. Ovvero: quando la memoria, i ricordi di una vita, raccontati a chi vuole ascoltarti, a chi ti è vicino (non solo fisicamente), ma anche con il cuore e l’anima, riescono a trasformarsi e a prendere corpo vivo offrendo spunti significativi per la lingua universale dell’arte. E’ davvero un piccolo grande “prodigio”! Tanto più se i due “mondi” a confronto non possono essere più lontani tra loro di una “Casa di Reclusione” e di una “Residenza Sanitaria Assistenziale – Casa di Riposo”, dedicata principalmente a persone anziane, per le quali il “motore dei ricordi” gira spesso a ruota libera, generando pallidi lievi sorrisi ma spesso anche tanta sofferenza e amarezza. Un piccolo grande “prodigio”! Realizzatosi attraverso il progetto dal titolo (di cui sopra) “Dalle parole alla ceramica” e magnificamente conclusosi, nei giorni scorsi, sotto la grande, mai abbastanza encomiabile, regia della “Fondazione Azzoaglio ETS” – ente no profit nato per iniziativa dello storico cebano “Banco Azzoaglio” (fondato nel 1879 da Paolo Azzoaglio) – per “generare valore condiviso e promuovere progetti educativi, culturali e sociali nelle comunità del territorio”. Al suo fianco la “Cooperativa Perla” operante con la Direzione del Carcere di Fossano per la realizzazione di attività lavorative dentro e fuori le mura dell’Istituto e la “Residenza La Corte” di Dogliani. Frutto del meraviglioso lavoro delle tre Associazioni, la consegna di una serie di “piastrelle artistiche in ceramica”, realizzate dai detenuti all’interno del “Laboratorio” attivo presso la “Casa di Reclusione” fossanese. Una vera “Meraviglia”: le ceramiche e il “gesto condiviso” che ha portato alla loro realizzazione, attraverso un percorso iniziato presso la “Residenza La Corte” di Dogliani, dove educatori e arteterapeuti della “Fondazione Azzoaglio” hanno condotto un “laboratorio” dedicato “all’ascolto e alla raccolta delle memorie” degli ospiti. Le risposte e le testimonianze raccolte sono state poi condivise con il “Laboratorio di Ceramica” della “Cooperativa Perla” presso la “Casa di Reclusione” di Fossano. Qui i detenuti hanno lavorato alla progettazione e alla realizzazione delle “piastrelle”, trasformando racconti e ricordi in manufatti artistici destinati a tornare agli stessi protagonisti delle narrazioni. Il risultato è una raccolta di “opere uniche che custodiscono e restituiscono le parole degli anziani, trasformandole in un patrimonio tangibile di memoria e relazione”.
Un cerchio “virtuoso”, in grado di unire mondi così diversi tra loro! Ad accomunarli, una sola piccola grande parola: “Solidarietà!”. Tante mani tese in grado di farsi preziosi “scrigni” di antiche memorie, di amori mai finiti, di strade percorse in senso errato ma capaci di svoltare per recuperare i giusti sentieri un tempo ignorati.
Sottolinea, in proposito, Valentina Macchioni, titolare della “Cooperativa Perla”: “All’interno del nostro ‘Laboratorio di ceramica’ osserviamo ogni giorno quanto sia importante che il lavoro realizzato dalle persone detenute possa avere una destinazione concreta e un valore per la Comunità. Questo percorso, compiuto con la Residenza ‘La Corte’, ha permesso ai partecipanti di confrontarsi con storie autentiche, sviluppando competenze professionali, ma soprattutto consapevolezza, responsabilità e capacità di relazione”. E alla Macchioni fa eco Deborah Divulsi, direttrice de “La Corte” di Dogliani: “Per i nostri ospiti è stata un’esperienza molto significativa. Essere ascoltati, raccontare la propria vita e vedere quelle loro parole trasformate in opere concrete, ha generato emozione e positiva partecipazione”.
“Iniziative come questa – concludono Erica e Simone Azzoaglio, rispettivamente vicepresidente e Consigliere di Amministrazione, nonché entrambi fondatori, della ‘Fondazione’ – dimostrano che la collaborazione tra mondi diversi può generare opportunità concrete di crescita e di incontro. Attraverso la memoria degli anziani, il lavoro delle persone detenute e l’impegno degli operatori coinvolti, si crea una comunità più consapevole e più capace di riconoscere il valore di ogni persona. Crediamo che il ruolo di una ‘Fondazione’ sia anche quello di favorire queste sinergie, mettendo in rete competenze, esperienze e sensibilità diverse per generare percorsi che producano valore sociale e culturale per il territorio”.
Lo crediamo anche noi. Additando l’evento quale esempio concreto di rara (purtroppo, di questi tempi!) fruttuosa solidarietà, di cui prendere atto e farne prezioso stimolo per un’ ancor più ampia e coinvolgente condivisione.
Gianni Milani
Nelle foto: le “operatrici” coinvolte, in mano alcune “piastrelle in ceramica”; Simone ed Erica Azzoaglio
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