L’Ottimismo di questi anni non ha aiutato. Il Piemonte per risalire deve fare di più

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Giachino: “A partire dalle grandi opere come la TAV e la Metro e deve incentivare i capitali privati presenti in Regione a investire di più sul nostro territorio

Caro Direttore,

Ieri al Campus Einaudi alla importante presentazione dell’annuale Report di Banca d’Italia sulla economia piemontese mancavano tanti che in questi anni di bassa crescita della economia torinese e piemontese , hanno sparso con interviste e commenti valanghe di ottimismo sulle tante potenzialità del nostro territorio. Anche nel 2025 come è capitato tante volte dal 2001 in poi la economia piemontese è cresciuta poco sotto la media nazionale, questo il primo dato fornito dalla mitica Cristina Fabrizi di Banca d’Italia . La nostra economia ha tenuto e tiene solo per il buon andamento dell’industria , pur indebolita dalla crisi del settore auto. Il turismo è cresciuto ma nella nostra regione non potrà mai raggiungere la quota di regioni più volte . Ricordo che anche Roma non vive solo di turismo. Tutte le cose nuove  fatte non sono riuscite a pareggiare ciò che stiamo perdendo nel settore auto. Chi ha sostenuto la delibera europea che ha penalizzato l’auto europea , tra cui il Sindaco e la Signora Schlein, spero si faccia un esame di coscienza. Il governo giallorosso oltre ad ver tenuto ferma la TAV  e  che non mise il golden power quando John ha venduto la azienda ai francesi , non può essere ricordato positivamente dai piemontesi. La economia piemontese paga caro anche  il ritardo nei lavori della TAV dalla parte italiana.

I continui slittamenti dell’inizio dei lavori li pagano soprattutto i lavoratori e il commercio della Bassa Valle e del Piemonte che già non godono di grande salute. Se la TAV è l’opera strategica più importante per lo sviluppo del Piemonte gli anni di ritardo sono gravi molto gravi. Sommeiller, Grandis e Grattoni non andavano a tenere conferenze ma finirono i lavori del vecchio Traforo prima del tempo.  A Genova tra due anni sarà in funzione la nuova Diga che porterà più traffici ma questi troveranno pronta solo la linea verso il Nord Europa (Terzo Valico) .Così noi perderemo in parte le nostre potenzialità logistiche a favore dell’area milanese. In questa situazione essere scesi in piazza nel 2018 per salvare la TAV, l’opera più importante per il nostro futuro,  si rivela sempre di più un gran cosa. Ringrazio Ganelli che lo ha capito e detto. La bassa crescita purtroppo ha conseguenze sul PIL procapite che è sceso di una ventina  di punti in questi anni ovviamente a carico delle fasce più deboli. La crescita forte della cassa integrazione ha decurtato gli stipendi dei lavoratori del 30-40% mettendo in forte crisi i bilanci famigliari . Non  caso come ci ha ripetutamente detto l’ex Direttore della Caritas sono aumentate le richieste di aiuto d parte delle famiglie italiane.in questo primo quarto di secolo il benessere di molte famiglie è peggiorato senza che gli ottimisti se ne preoccupassero più di tanto . La Bassa crescita ha aumentato notevolmente le diseguaglianze e la distanza tra le zone ricche della Città e quelle della periferia e’ ancora cresciuta. Ecco perché bisogna cambiare la guida della Città se si vuole sperare nella inversione di tendenza dal Declino attuale alla ripresa e al Rilancio. In una Città che esce dal Declino sarà più credibile la richiesta a chi detiene i 900-1000 miliardi di capitali privati di investirli su Torino e sul suo futuro. Infrastrutture e logistica per rendere più competitivo il territorio, la Intelkigenza artificiale per rende più competitiva il nostro settore produttivo.

Mino Giachino

UDC Torino

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