Giovedì 21 maggio alle 21 e venerdì 22 maggio alle 20 il Teatro Baretti ospiterà, nell’ambito della stagione Aurea Familia, “La vita di San Genesio”, nuovo progetto della compagnia CTRL+ALT+CANC con Mattia Lauro, Raimonda Meraviglia e Francesco Roccasecca. Testo e regia sono firmati da Alessandro Paschitto.
Il ritorno della compagnia sul palco del Baretti è tra gli appuntamenti più attesi della stagione. Nato nel 2020, il collettivo si è distinto per una ricerca teatrale capace di indagare il reale attraverso un linguaggio condiviso, aperto e fortemente contemporaneo. Una cifra artistica che trova piena maturazione proprio in “La vita di San Genesio”, spettacolo che affronta il rapporto tra rappresentazione e verità scenica.
La figura al centro del racconto è quella di San Genesio, patrono degli attori, dei giullari e dei guitti. Mimo e interprete nella Roma dell’epoca di Diocleziano, intorno al 300 d.C., Genesio stava portando in scena una parodia quando qualcosa cambiò improvvisamente: la finzione si trasformò in esperienza autentica, l’interpretazione lasciò spazio a una visione che lo condusse alla conversione. Quel presunto gioco teatrale si trasformò così in un evento miracoloso, destinato a costargli la vita. Torturato e ucciso poco dopo, Genesio divenne martire e simbolo di un teatro capace di oltrepassare la semplice rappresentazione.
Da questa vicenda prende forma uno spettacolo che riflette sul confine sottile tra rito e scena, interrogandosi su ciò che accade quando il teatro tenta davvero di generare ciò che racconta. La messinscena si sviluppa come un dispositivo teatrale che, progressivamente, si svuota e si trasforma in una celebrazione alienata, quasi una parodia dei gesti e delle abitudini quotidiane.
In un presente attraversato da smarrimento e precarietà, dove anche le soluzioni più semplici sembrano irraggiungibili, emerge il desiderio ostinato di un miracolo. Tra algoritmi, sistemi che promettono controllo e nuove inquietudini collettive, resta una richiesta sommessa, un appello lanciato nell’incertezza nella speranza che qualcosa possa ancora rispondere.
“Vita di San Genesio” attraversa questi interrogativi mescolando registri e linguaggi differenti: il dialogo diretto con il pubblico, il rito, l’immaginario pop e la performance convivono in una narrazione che mette in discussione le forme tradizionali del teatro per cercare, più che risposte definitive, un gesto vivo e necessario.
Per informazioni: 011 6551187.
Mara Martellotta
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