Tra gli incontri del Salone Internazionale del Libro di Torino di domenica, “Oltre i social: profili legali, fiscali e previdenziali del content creator” ha avuto il merito di spostare il dibattito sul mondo digitale oltre la superficie dell’intrattenimento. In una sala gremita, il pubblico ha seguito con particolare attenzione l’intervento di Greg Goya, artista capace negli anni di trasformare il linguaggio dei social in una forma di narrazione collettiva, emotiva e profondamente generazionale.
«Per forza l’ultima, che si chiama “Le cose che non ti ho detto”, e nasce da un’esperienza di carattere biografico. In particolare dalla digestione di un lutto amoroso, dopo la fine di una relazione importante. Da quel momento ho iniziato ad elaborare quella perdita. Ho cominciato a chiedere alle persone intorno a me di raccontarmi tutte le cose che non avevano mai detto. Mi sono reso conto di quante lettere le persone non abbiano mai scritto o raccontato, e le ho raccolte nel magazine “
Le cose che non ti ho mai detto – Untold Magazine”. Nasce da un’esperienza personale e, per un artista, rappresenta uno step ulteriore, ma allo stesso tempo è anche un’esperienza collettiva».

