Compagne di banco: «Tenere il filo della realtà e della comunità, oltre la rete»

Compagne di banco è un’associazione culturale nata dall’incontro di due ex compagne di classe per rimettere al centro i valori della condivisione e della costruzione in comune, uscire dal mondo digitale e dare vita a spazi di incontro fatti di parole, libri, silenzio.

Elena Forno e Chiara Avidano, le due fondatrici, compagne di banco lo sono state sui banchi del Liceo classico Alfieri, e a marzo 2024 hanno dato vita vita al blog omonimo sul Quotidiano Piemontese per poi passare nel breve a realizzare incontri culturali dal vivo: letture silenziose condivise, incontri con autori, laboratori.

L’obiettivo è un progetto di scambio culturale, sociale e generazionale, perché in mezzo a libri, lettura, scrittura e bigliettini i partecipanti possano uscire dal mondo digitale che assorbe e svuota e trovare insieme una nuova dimensione, fatta di empatia e tempi lenti.

LA BIBLIOTECA CONDIVISA E DIFFUSA
«Uno spazio per i libri a disposizione di chi desidera leggere, prendere in prestito, tenere o regalare un libro, se gli ha fatto battere il cuore». L’associazione gestisce e coordina la Biblioteca condivisa e diDusa nata per salvare i libri usati dall’abbandono e dal macero, dando loro una nuova vita libera, in spazi culturali e sociali accessibili e inclusivi. I libri raccolti, tramite donazione, vengono collocati in luoghi che li mettono a disposizione di chi lo desidera, senza vincolo di restituzione, con la libertà di essere restituiti, reintegrati o implementati.

Perché una casa?

Perché tutti, anche i libri, hanno bisogno di un luogo.

Perché chi desidera lasciar andare i propri libri sappia che ci sono delle “case” che li possono
accogliere.

Per costruire un meccanismo di scambio, condivisione, incontro e libera circolazione dei libri
donati e raccolti.

Per dare vita a piccoli spazi di comunità e socialità intorno al tema della lettura, della scrittura,
della messa in comune dei pensieri.

LE PAROLE TRA NOI DA SALVARE
«Per ridare vita e senso alla scrittura a mano, come gesto di cura verso le parole e le persone alle quali dedichiamo il tempo per scrivere». Durante gli incontri i presenti sono invitati a scrivere dei bigliettini, retaggio di quelli che si scambiavano in classe prima del mondo digitale: su quei foglietti di carta si posano, volta a volta, pensieri e sentimenti, idee e sensazioni, ricordi e desideri dei partecipanti. Naturale evoluzione di questo gesto spontaneo, il progetto Le parole tra noi da salvare, che invita i presenti e chi lo desidera a fermarsi a pensare quale sia la parola che sentono di voler salvare, che sia d’amore, di rabbia, di nostalgia, di gioco, per ridare senso alla scrittura a mano, come gesto di cura verso le parole e le persone a cui si dedica il tempo per scrivere. Ecco, quindi, le cassette delle lettere, dove si mettono bigliettini, lettere, parole da salvare, una raccolta che vuole contribuire a creare un’opera collettiva, un diario di parole dalla città.

«Andiamo in controtendenza e invitiamo le persone a prendere carta e penna e ridare senso al gesto dello scrivere, inteso come momento intimo di cura verso la persona a cui si pensa ma anche verso sé stessi – dicono – Si dà spazio al pensiero che, dalla mente, passa alla mano e scende nelle lettere tracciate su carta. Quindi, è davvero parola pensata».

I LUOGHI
La Biblioteca condivisa e diRusa e le cassette delle lettere sono a disposizione in alcuni luoghi strategici: il Villino Caprifoglio al parco del Valentino, la Casa del quartiere Bagni pubblici di via Agliè, l’hub culturale Via Baltea 3, la Casa nel parco di Mirafiori Sud, il Comala e la bocciofila San Pietro di borgo San Pietro a Moncalieri.

LE AUTRICI
Elena Forno è nata e vive a Torino, dove si laurea in Storia Contemporanea e lavora in ambito amministrativo in UniTo. Tre figli, un compagno, due gatte. Dal 1993 al 1995 partecipa al lavoro di ricerca storica sull’eRetto di epurazione delle leggi razziali del 1938 sul Liceo Classico Vittorio Alfieri, dove consegue la maturità classica. Nel 1994 è in giuria giovani al Festival del Cinema di Venezia, l’anno dopo vince il primo premio per i 50 anni della resistenza con il testo teatrale “L’ora del lupo”. Si occupa di teatro in ambito civile, come regista, attrice e con laboratori per giovani. Dal 2017 collabora con Orme Scuola di Arti Sceniche e Impegno civile. Nel 2017-2018 collabora con Asai al doposcuola di aggregazione di
Mirafiori Sud per un progetto di integrazione dei giovani nelle Periferie Urbane.

È fondatrice e presidente dell’associazione Primavera Pajetta, comitato civico per il recupero di spazi, luoghi e tempi urbani sul territorio di Mirafiori e partecipa alla fondazione di Historia Magistra, associazione culturale per il diritto alla storia. Nel 2024 pubblica “I motori della Rivoluzione” con Buendia Books.

Chiara Avidano nasce a Milano il 23 settembre 1976 e diventa torinese nel giro di qualche anno. Frequenta il liceo classico Vittorio Alfieri e si laurea all’Università degli studi di Torino in Lettere Moderne in Storia del Teatro. Collabora con alcuni giornali locali come correttrice di bozze e scrive articoli di costume e cultura sull’inserto “NordOvest” del Sole24Ore. Nel 2006 incontra il mondo dell’enogastronomia ed è amore: comincia ad occuparsi di comunicazione e marketing in progetti di valorizzazione gastronomica della Regione Piemonte, fino a portare gli chef stellati in giro per il mondo e nelle carceri per attività di formazione e informazione.

Prosegue il suo percorso professionale come freelance, lavorando in settori diversi, da quello politico a quello sociale, occupandosi di comunicazione, progettazione, copy-writing. A fine 2022 pubblica la raccolta di poesie “Misto Archivio”, NeosEdizioni.

Per informazioni:
info@compagnedibanco.it
www.compagnedibanco.it
www.facebook.com/compagnedibanco90
www.instagram.com/compagnedibanco1990

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