Polis Cultura compie 20 anni

Intervista al presidente Massimo Striglia

Polis Cultura nasce da un’idea tanto semplice quanto ambiziosa: restituire alla cultura il suo ruolo originario di collante sociale, di spazio condiviso in cui una comunità possa riconoscersi e crescere. Il nome stesso richiama la polis, luogo di partecipazione e costruzione collettiva, e non è una scelta casuale. È piuttosto una dichiarazione di intenti, un orientamento preciso che guida le attività e la visione del progetto fondato da Massimo Striglia.

Fin dalla sua nascita, Polis Cultura si è configurata come una realtà capace di intrecciare arti, territori e persone, superando la concezione della cultura come ambito elitario o distante dalla vita quotidiana. Teatro, musica, incontri, iniziative educative e sociali diventano strumenti attraverso cui costruire relazioni e stimolare consapevolezza. In questo senso, la cultura non è mai fine a se stessa, ma diventa esperienza viva, occasione di dialogo e di crescita condivisa. Polis Cultura quest’anno compie 20 anni, due decenni di attività e di eventi. “L’associazione è nata nel 2006 come Polis cultura democratica da un’ispirazione di Michele Vietti; l’intento era politico territoriale nella zona di Chivasso e affiancava la Fondazione iniziativa Subalpina” racconta Massimo Striglia, “nel tempo l’obiettivo è cambiato e dal 2012 dalla politica ci si è diretti verso temi culturali. C’e’ stato anche un ricambio, molte persone nuove, e la sede è stata spostata a Torino con il nome attuale”. Nel frattempo si sono uniti personaggi come Alessandro Meluzzi, che ha organizzato un incontro sul femminicidio, e, tra i soci onorari, Alberto Fortis, Ezio Gribaudo e la figlia Paola, Elena D’ambrogio Navone, Anna De Luca, Amedeo Pascale. “Nove anni fa abbiamo creato il premio Polis Cultura dedicato alle aziende vinicole. Attualmente sono stati fatti cambiamenti nel consiglio e nella struttura, come la creazione del Comitato artistico culturale e scientifico, che vede Sara D’Amario come presidente, con l’obiettivo implementare progetti ed eventi”.

Al centro del progetto futuro dell’associazione c’è la visione di Massimo Striglia che interpreta la cultura come responsabilità civile prima ancora che come produzione artistica. Il suo lavoro si distingue per una costante attenzione all’impatto sociale delle iniziative. Non si tratta soltanto di organizzare eventi, dunque, ma di generare percorsi che coinvolgano le persone, le rendano partecipi e le aiutino a riconoscersi come parte attiva di una comunità. Un elemento fondamentale di Polis Cultura è il legame con il territorio. Le attività promosse si radicano nei luoghi, valorizzandone le identità e le risorse, contribuendo a creare occasioni di incontro che vanno oltre il singolo evento. Progetti culturali diventano così momenti in cui il tessuto sociale si rafforza e si rinnova. In un tempo in cui la frammentazione rischia di prevalere, iniziative di questo tipo restituiscono centralità alla dimensione collettiva, dimostrando come la cultura possa essere anche uno strumento di coesione. “Ci sono collaborazioni naturali con altre associazioni come con il Polo Artistico e culturale le Rosine e Fondazione iniziativa Europa di Michele Vietti”.

Polis Cultura si inserisce quindi in una riflessione più ampia sul significato contemporaneo della partecipazione, in un’epoca segnata da trasformazioni rapide e spesso disorientanti, il progetto richiama la necessità di ricostruire spazi di confronto e di ascolto. La cultura diventa un linguaggio comune, capace di attraversare generazioni e differenze, offrendo nuove possibilità di relazione. In questa prospettiva, l’esperienza di Polis Cultura rappresenta un esempio concreto di come l’arte e la cultura possano incidere nella realtà, contribuendo a ridefinire il senso stesso di comunità. Non solo programmazione culturale, dunque, ma un modo diverso di abitare i luoghi e le relazioni, recuperando il valore originario della polis: quello di una comunità che si costruisce, giorno dopo giorno, attraverso la partecipazione, la condivisione e la consapevolezza.

Tra le idee per il futuro di Massimo Striglia c’è quella di organizzare un Festival e tema, “ci stiamo lavorando” chiosa, intanto festeggiamo il ventennale in autunno.

 Maria La Barbera

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