Grande diplomatico, figura di spicco della chiesa medioevale e una delle basiliche più straordinarie del gotico italiano. A Vercelli il cardinale Giacomo Guala Bicchieri (1150-1227) è un mito, quasi una leggenda. Gran mediatore nella stesura della Magna Charta nel 1215, documento fondamentale per lo sviluppo dei diritti civili in Europa, fu colui che fece costruire in tempi eccezionalmente rapidi per l’epoca la Basilica di Sant’Andrea, tra il 1219 e il 1227. Un autentico gioiello tra romanico e barocco. Inviato pontificio in Francia e poi in Inghilterra, si trovò coinvolto nelle contese tra la corona inglese e i baroni ribelli e diventò, alla morte del re Giovanni Senza Terra, tutore del giovane erede al trono Enrico III il quale, per ricompensarlo, gli affiderà la gestione dell’Abbazia di St.Andrew a Chesterton. A questo punto il sogno del cardinale diventò realtà. Le rendite dell’edificio religioso furono utilizzate per fondare la sua chiesa a Vercelli. Con le ricchezze accumulate nel periodo inglese finanzierà la costruzione della Basilica di Sant’Andrea. Appena rientrato dall’Inghilterra diede il via al cantiere per costruire la chiesa e l’ospedale annesso.

La città tra le risaie divenne presto un centro di cultura europea. Il cardinale Bicchieri chiamò a Vercelli i canonici regolari di Parigi che ne fecero un scuola europea di teologia e filosofia e la stessa basilica diventò un ponte culturale tra Italia e Francia nel Duecento. La basilica di Sant’Andrea è uno dei monumenti medievali più affascinanti del Piemonte anche perché è circondata da leggende, curiosità e piccoli misteri che rendono la sua storia ancora più avvincente. La leggenda più nota narra che sotto l’imponente basilica vercellese esista un lago nascosto raggiungibile tramite i cunicoli della chiesa che nel Medioevo venivano utilizzati per fuggire o per spostarsi in segreto. Altri parlano di una grotta nascosta mentre alcuni studi moderni insinuano che potrebbe trattarsi di una falda acquifera ma certo è che la versione del lago resta quella più intrigante. Tunnel sotto la chiesa, storie di passaggi segreti o collegamenti con altri edifici religiosi della città? Non esistono prove certe ma alcune indagini archeologiche hanno individuato strutture sotterranee. Forse la sua storia nasconde ancora dei segreti tutti da scoprire. Sant’Andrea non era solo un sacro edificio. Intanto sorgeva lungo la Via Francigena, cruciale rotta medievale, e nella sala capitolare vennero firmati importanti accordi di pace tra fazioni cittadine in lotta tra loro. Si parla inoltre di un “tesoro” scomparso di Guala Bicchieri che per erigere la chiesa impiegò una parte delle ricchezze ricevute dal regno inglese. In una città affollata di viaggiatori e pellegrini, com’era Vercelli nel Medioevo, fornita di luoghi di accoglienza come l’ospedale dei Giovanniti e il lebbrosario dei cavalieri di San Lazzaro non poteva mancare la presenza dei Templari che possedevano la chiesa di San Giovanni d’Albareto, situata nell’attuale piazza Camana, abbattuta alla fine dell’Ottocento. Nel Medioevo la posizione geografica di Vercelli era molto rilevante perché sorgeva nel punto di incontro di strade frequentate da viandanti, mercanti e crociati come la via Francigena del Gran San Bernardo e di quella del Moncenisio.

D’altronde anche Vercelli ha avuto i suoi “crociati” e tra questi spicca il nome di un altro Guala Bicchieri, zio del cardinale Guala Bicchieri. Lo zio Guala era un combattente che partecipò alla Terza Crociata (1189-1192) con Federico Barbarossa, Riccardo Cuor di Leone e Corrado, marchese del Monferrato. Morì di peste in Terra Santa mentre la regione era scossa da furiosi scontri armati tra cristiani e musulmani. Intanto, gran lieta notizia, il cardinale Guala Bicchieri è tornato a casa sua con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. A febbraio i carabinieri hanno ritrovato la tela con il ritratto del fondatore della basilica di Sant’Andrea rubato in chiesa nel 2011. Come detto, anche grazie a un programma di intelligenza artificiale che monitora ininterrottamente la ricerca nei siti web e nei social di opere d’arte trafugate.
Filippo Re
nelle foto: la Basilica di Sant’Andrea a Vercelli e un ritratto del cardinale Guala Bicchieri

