Biondi, grande avvocato e uomo libero

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / E’ mancato Alfredo Biondi, il decano dei liberali italiani. Uomo di spirito e animo indipendente, fu eletto deputato e senatore per nove volte e fu ministro. In tre dicasteri. Divenne anche segretario del PLI dopo Zanone e prima di Altisssimo. Grande avvocato  di  processi importanti, fu inizialmente difensore di Enzo Tortora, mentre il PLI si disinteressò del suo dramma giudiziario che solo Pannella seppe capire.

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Biondi era un pisano trapiantato a Genova. Una straordinaria mescolanza di toscanità colta e di genovesità generosa. Ci siamo conosciuti ed abbiamo anche fatto delle cose insieme. Era sicuramente un grande liberale colto, parlatore raffinato e appassionante. Esempio di un politico oggi del tutto scomparso.
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E’ morto a 92 anni. Una lunga vita dedicata alla toga, alle istituzioni, all’idea liberale . Rispetto a tanti liberali pieni di sé e chiusi nel loro sfrenato individualismo, Alfredo sapeva distinguersi per l’equilibrio dei suoi modi gentili , anche se la sua fermezza liberale era assoluta. Era un laico sincero, senza le asprezze laiciste di Zanone. Come ministro della Giustizia tentò di opporsi con coraggio a Di Pietro e Borrelli ed ai loro devastanti teoremi giudiziari che avevano affondato la Prima Repubblica . Da avvocato e da parlamentare fu sempre impegnato contro lo strapotere della magistratura, i suoi abusi e le sue invadenze che offendevano lo Stato di diritto e la stessa Costituzione. Una volta mi disse: l’indipendenza dei magistrati è un loro dovere, non solo  un loro diritto. Sarebbe stato interessante conoscere il suo pensiero sullo scandalo del  CSM e su Palamara. Nel 2011 ottenne la nomina a Cavaliere di gran croce dal Presidente della Repubblica  e nel 2018 venne festeggiato a Genova dal Consiglio comunale in cui fu eletto molte volte. Il Centro Pannunzio della Liguria lo propose come senatore a vita. Sarebbe stato un giusto riconoscimento ad uno statista autentico. Vennero preferiti altri personaggi nefasti come Mario Monti che devastarono l’economia italiana con l’ossessione del rigore e dell’austerità. A me  Biondi è  sempre apparso un uomo intero, capace di essere sé stesso in tempi di meschinità, di ignoranza e di compromissioni. L’essere un grande avvocato lo rendeva libero dalla politica politicante. In questo senso è stato l’ultimo erede dei grandi parlamentari che sapevano rappresentare la Nazione , come afferma la Costituzione, consapevoli del grave e solenne impegno a cui dovevano adempiere.  Pensiamo ai De Nicola, ai De Marsico, ai Leone principi del Foro come Biondi. Ma Alfredo era anche molto altro. Ci si vedeva da” Zeffirino” a Genova in via XX settembre e si mangiava e si beveva gagliardamente. Era un uomo simpatico e libero. Non solo al ristorante , ma nella vita quotidiana ed anche in politica. La sua opera parla crocianamente per lui. Croce fu l’elemento che ci unì fin dal primo nostro  incontro e viene naturale ricordare per lui il famoso “Soliloquio“ crociano: la vita intera è preparazione alla morte. Una lunga vita limpida, appassionata, coraggiosa, libera.
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