Asti, il Palio e i suoi tesori medievali

E’ tempo di Palio per Asti ed è anche l’occasione per scoprire una città medievale per eccellenza. Per fare un viaggio nel Medioevo basta venire ad Asti qualche giorno. Aspettando il Palio, che risale al 1275, il più antico d’Italia, che si correrà domenica 6 settembre in piazza Alfieri, vale la pena scoprire Asti e il suo ricco patrimonio di monumenti medievali con una piacevole passeggiata nel centro storico. Storia e leggenda, esoterismo e sacralità si intrecciano infatti nei “quadri viventi” portati in scena dai quattordici rioni e dai sette comuni che danno vita al Palio e che rappresentano fatti realmente accaduti ad Asti e nei dintorni. Sono il risultato di un’accurata ricerca storica che vede nel Borgo San Pietro uno dei rioni più famosi partecipanti al Palio astigiano. Nel borgo spicca infatti il simbolo della contrada, la Rotonda di San Pietro (o Battistero di San Pietro) risalente al XII secolo, uno dei monumenti romanici più importanti di Asti. Il complesso di San Pietro e la Rotonda figurano spesso come il tema centrale per le rievocazioni storiche durante le manifestazioni del settembre astigiano. Forse non tutti sanno che ad Asti c’è una chiesa che riproduce l’immagine del Santo Sepolcro di Gerusalemme. È la Rotonda o Battistero di San Pietro accanto al quale si trovano la chiesa di San Pietro, la cappella Valperga e i resti dell’antico ospedale dei Cavalieri di San Giovanni, i futuri Cavalieri di Malta. Sono infatti numerosi i cavalieri astigiani che hanno militato nei secoli tra le file dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme fondato nella Città Santa al tempo della Prima Crociata e ancora oggi operativo sotto le insegne dell’Ordine di Malta. Secondo la tradizione popolare la Rotonda sarebbe sorta sulle rovine di un antico tempio dedicato alla dea Diana. Il Complesso, chiuso per lavori di restauro, è costituito da una serie di edifici. La chiesa Rotonda fu costruita tra il 1110 e il 1133 ed è tra gli esempi più significativi di edifici religiosi edificati ad imitazione della Rotonda del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La cappella Valperga nasce invece più tardi, tra il 1446 e il 1467, per volontà del priore Giorgio Valperga mentre il chiostro, con colonne e volte a crociera, assunse un aspetto simile a quello odierno nel Quattrocento. Asti attende di vederlo restaurato e riaperto al pubblico prima possibile e, una volta completati i lavori di ristrutturazione, l’intero Complesso di San Pietro verrà inserito nel percorso europeo delle Rotonde del Santo Sepolcro, una delle tante “Gerusalemme in miniatura”. Per il momento però l’attesa è tutta per la corsa di domenica 6 settembre. Il programma prevede alle 10 la benedizione del cavallo e del fantino nelle parrocchie cittadine, alle 11 in piazza San Secondo l’esibizione degli sbandieratori, a partire dalle 14 la sfilata del grande corteo storico con 1200 figuranti in costume medievale e alle 18.00 la finale della corsa con i cavalli montati a pelo in piazza Alfieri e l’assegnazione del Palio.                                        Filippo Re
nelle foto, la corsa del Palio di Asti e la Rotonda di San Pietro
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