Pianista tra le più interessanti della nuova generazione, Marie-Ange Nguci esordisce al Lingotto con un recital che esplora la fantasia visionaria del pianista romantico e post-romantico.
Martedì 31 marzo, alle 20.30, presso la Sala dei 500, l’arco narrativo conduce dall’eleganza salottiera del giovane Chopin all’universo inquieto e frammentato della Kreizleriana di Schumann, dalla meditazione paesaggistica di Listz negli “Années de pèlerinage” alle immagini sonore del trittico “Gaspard de la nuit” di Ravel. Si tratta di un programma che richiede non solo padronanza tecnica ma anche sensibilità intellettuale che ha reso la pianista franco-albanese ospite delle principali sale internazionali. Formatasi al Conservatorio di Parigi sotto la guida di Nicolas Angelich, Marie-Ange Nguci ha conseguito il diploma in analisi musicale, musicologia, pedagogia, violoncello e organo, oltre a un dottorato in musica a New York. Il recital si apre con il Rondò in mi bemolle maggiore op.16 di Chopin, composto nel 1832-1833, quando il giovane compositore stava ancora sperimentando le forme classiche pur orientandosi verso la maturità espressiva. In questo brano l’introduzione appassionata cede il passo a un gioioso tema principale, creando un efficace contrasto. Lo stesso dualismo tra luce e ombra, tra grazia e pathos, trova la sua più efficace espressione nella Kreizleriana op.16 di Schumann, del 1838. Il ciclo, che incarna l’anima più visionaria del Romanticismo, prende il nome dal personaggio di Johannes Kreizler, eccentrico maestro di cappella creato dallo scrittore Hoffmann. Le otto fantasie di Schumann, considerate dal compositore stesso la sua opera prediletta, esplorano stati emotivi estremi attraverso brusche alternanze, dall’estasi alla disperazione, dalla tenerezza alla frenesia. Segue il cuore lisztiano del programma con brani tratti dalle ultime tre suite, intitolate “Années de pèlerinage”. Composto tra il 1887 e il 1892, quando Liszt fu ospite del Cardinale Hohenlohe alla magnifica Villa d’Este di Tivoli, il “Troisième Année” testimonia le sperimentazioni armoniche dell’ultima produzione lisztiana.
I due “Aux cyprès de la villa d’Este” spiegano un lirismo malinconico e rarefatto, dominato dalla contemplazione della morte. Si tratta di pagine di meditazione quasi ascetica, lontana dal virtuosismo, che rese celebre in gioventù il compositore ungherese. “Les jeux d’eau a la Villa d’Este”, apre poi uno squarcio luminoso: con le sue cascate di arpeggi e riflessi cangianti della luce sull’acqua, il brano anticipa il linguaggio impressionista e l’estetica di Ravel, che a questa pagina guardò con ammirazione. Oltre che nei celebri “Jeux d’eau” , la capacità di Ravel di evocare la trasparenza e la motilità dell’elemento acquatico si manifesta anche in “Ondine”, il primo brano del trittico “Gaspard de la nuit” del 1908. In questa raccolta il compositore traduce le prose poetiche di Aloysius Bertrand in immagini sonore di grande vivezza. Ondine richiama la figura seducente di una ninfa acquatica. A lei segue “Le Gibet”(la forca) nel quale Ravel crea un paesaggio di morte attorno all’ossessiva ripetizione di un si bemolle. Scarbo infine materializza con virtuosismo trascendentale le metamorfosi sinistre di un demone che tormenta il poeta addormentato.
Info: biglietteria presso gli uffici di Lingotto Musica – via Nizza 272/273, Torino – su appuntamento o telefonicamente da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12 edal,e 14.30 alle 17. – telefono: 333 9382545 – il giorno del concerto presso il foyer di Sala dei 500, via Nizza 280/41 – dalle 19 alle 20.30.
Mara Martellotta
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