Al primo piano della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino è allestito, dal 20 marzo al 28 giugno prossimo, lo “Spazio Leonardo”, che accoglie il nuovo capitolo di “A tu per tu con Leonardo”, l’iniziativa che presenta entro una vetrina climatizzata un disegno di Leonardo Da Vinci, scelto a rotazione tra quelli conservati nella Biblioteca Reale di Torino. Quest’anno l’atteso appuntamento è dedicato al foglio autografo con “Tre vedute di testa virile con barba”, risalenti al 1502 circa, di pietra rossa su carta, di dimensioni 110×283 metri. L’iniziativa vede, nel ruolo di curatori ospiti, Simone Facchinetti e Arturo Galansino, due importanti studiosi del Rinascimento, protagonisti anche di un breve video.
“Il corpus di disegni autografi di Leonardo – afferma Paola D’Agostino, Direttrice generale dei Musei Reali – è esemplare non soltanto per la ricchezza delle collezioni della Biblioteca Reale, ma anche per il raffinato e lungimirante collezionismo secolare dei Savoia.
Il disegno presentato quest’anno, con un pannello d’autore firmato da due specialisti, è di grande fascino per illustrare l’assiduo studio del volto umano da parte di Leonardo, come hanno ben evidenziato Simone Facchinetti e Arturo Galansino. La collaborazione con Gallerie d’Italia rientra in una più ampia rete di rapporti istituzionali che contraddistingue i Musei Reali di Torino da diversi anni e che stiamo ampliando sia a livello nazionale sia internazionale”.
“Rafforziamo il nostro dialogo con i Musei Reali di Torino – ha dichiarato Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia – mettendo a fattor comune contenuti, competenze e studi dedicati a un grande Genio dell’arte italiana. Il prossimo autunno racconteremo Leonardo, i suoi allievi e i suoi seguaci in un’importante rassegna che sarà ospitata alle Gallerie d’Italia di Milano, insieme a due curatori d’eccezione: Simone Facchinetti e Arturo Galansino”.
“La collaborazione con i Musei Reali di Torino – affermano Simone Facchinetti e Arturo Galansino – è il frutto della loro generosa adesione alla prossima mostra dedicata ai pittori leonardeschi lombardi, che si terrà dalla fine di novembre alle Gallerie d’Italia di Milano, di cui saremo i curatori. Questi due progetti contribuiranno in modo diverso allo sviluppo degli studi leonardeschi. La mostra milanese getterà nuova luce sugli allievi e seguaci del Maestro, mentre i Musei Reali continueranno ad approfondire lo straordinario corpus dei disegni autografi. L’occasione di rivedere uno studio così singolare di Leonardo Da Vinci e di poter tornare a riflettere sulla sua funzione, è stata una sfida stimolante. Quando ha utilizzato questo foglio, l’autore aveva un progetto in testa: non poteva disporre di una cinepresa, ma è come se il suo occhio volesse riprendere un ritratto in movimento, prima la vista frontale, poi quella di tre quarti e, infine, quella di profilo. Il disegno è stato tratteggiato rapidamente poiché ha le caratteristiche di un abbozzo, nonostante l’osservatore sia in grado di cogliere le peculiarità fisiognomiche del modello e di riconoscerlo come la medesima persona. Se, come sembra, l’autore ha iniziato dal ritratto frontale, in quelli successivi il modello ha indossato una berretta. Ora le proporzioni sono decisamente aumentate, quasi da uscire dallo spazio del foglio. Questo dettaglio indica che gli schizzi sono stati realizzati in tempi diversi, con una pausa tra i primi e gli altri due. Non esiste un’opera finita di Leonardo connessa a questo disegno, perciò è difficile tentare l’identificazione del personaggio, nonostante sia stato fatto il nome di Cesare Borgia, detto il Valentino, presso il quale Leonardo lavorò tra il 1502 e il 1503. Molti credono sia uno studio realizzato a capriccio, ovvero senza uno scopo preciso, ma solo per il gusto di tratteggiare un modello che aveva incuriosito l’autore. Forse l’aspetto piu interessante del foglio sta proprio nelle domande che ci pone: un disegno in funzione di una scultura? Un disegno che riflette la disputa sul paragone delle arti? Un disegno per un ritratto dipinto? Uno schizzo fatto ‘solo con lo sguardo di una sola volta’, come diceva Leonardo?
Resta il fatto che la fortuna del foglio è anche connessa ad alcuni celebri esempi successivi in cui il tema è stato trattato analogamente. Pensiamo al triplo ritratto di orefice, di Lorenzo Lotto del Kunsthistorsches Museum di Vienna, o al triplo ritratto di Carlo I, di Antoon van Dyck, delle collezioni reali inglesi, spedito a Bernini a Roma, perché ne ricavasse un ritratto in marmo.
C’è un appunto del cosiddetto ‘Trattato della pittura’ di Leonardo, principalmente rivolto ai pittori, ma che può servire come viatico a stimolare il nostro spirito d’osservazione: ’Sii vago spesse volte nel tuo andare a spasso, di vedere e considerare i siti e gli atti degli uomini […] e quelli notare con brevi segni in questa forma su un tuo piccolo libretto”.
Mara Martellotta
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