Miradolo, apre la mostra “C’è oggi una fiaba”

 

Sabato 21 marzo, al castello di Miradolo, apre la mostra dal titolo “C’è oggi una fiaba”, costruita come un racconto corale in cui la fiaba classica prende forma attraverso le opere di alcuni protagonisti dell’arte moderna e contemporanea. Curata da Roberto Galimberti con il coordinamento generale di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi, “C’è oggi una fiaba” è una mostra che mette a confronto le immagini con le dimensioni immaginarie del racconto. Non si tratta di una sequenza di opere, ma di stanze come capitoli, oggetti come indizi, immagini come soglie. A 18 anni dalla nascita della Fondazione Cosso, il percorso espositivo al castello di Miradolo sceglie la fiaba per riflettere sul ruolo contemporaneo del castello, sulla sua vocazione al femminile: la parola “fiaba” nasce al femminile e molte delle prime narrazioni europee sono scritte da donne, e sulla sua capacità di essere visione e crescita. La fiaba ha origini antiche e orali: prima di essere testo, è voce, gesto, trasmissione. La mostra intreccia questa dimensione primaria con la tradizione letteraria europea grazie a rare prime edizioni o storiche pubblicazioni, da “Straparola” a “Basile”, da “Grimm” a “Andersen”, da “Perrault” ad “Alice nel Paese delle Meraviglie” e libri pop-up, volumi di teatro domestico e piccoli capolavori di ingegneria della carta. Accanto ai classici, versioni inattese, errori di traduzioni e varianti che raccontano come la stessa storia possa assumere centinaia di forme: Cenerentola ne enumera almeno 700, e come ogni libro porti con sé un senso diverso. Il percorso artistico comprende opere provenienti da istituzioni torinesi quali la GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, il Museo della Frutta, i Musei Reali, il Museo di Antichità e il Teatro Regio, importanti collezioni private, fondazioni e gallerie internazionali. Queste opere non illustrano storie, ma ne assumono i meccanismi profondi: lo specchio, il bosco, l’oggetto magico, la scarpetta, la metamorfosi, il lieto fine, trasformando il castello di Miradolo in uno spazio intimo e insieme collettivo. Tra gli artisti in mostra, si segnalano Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Michelangelo Pistoletto, Piero Gilardi, Giuseppe Penone, fino a Yves Klein, Carol Rama, Aldo Mondino, Emilio Isgrò, Luigi Mainolfi, Emanuele Luzzati, Joseph Kosuth, Kiki Smith, Grazia Toderi, Pinot Gallizio, Luigi Veronesi, Joseph Beuys, Sofia Cacherano di Bricherasio e Giuseppe Pietro Bagetti.

Il percorso è arricchito da un’installazione sonora inedita curata da Avant-Dernièr Pensée, che si ispira a “Ma mére l’oie”(Mamma oca), una suite di Maurice Ravel originalmente composta per pianoforte a quattro mani nel 1910, che si articola in cinque brani ispirati ai racconti di Charles Perrault, di Madame D’Aulnoy e Madame Leprince de Beaumont, libri di fiabe per l’infanzia. Parallelamente alla mostra, si sviluppa il progetto “Da un metro in giù”, un percorso didattico per visitatori di tutte le età che invita a osservare l’arte e la realtà attraverso il gioco. Grande attenzione è riservata all’accessibilità: testi in più lingue, strumenti inclusivi, percorsi dedicati e la presenza dello Spazio Calmo rendono la mostra fruibile a tutti.

Info: castello di Miradolo – via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo – 21 marzo -21 giugno 2026 – sabato 21 marzo apertura ore 15. Sabato, domenica e lunedì ore 10-18.30/ultimo ingresso 17.30 – aperture straordinarie lunedì 6 aprile, Pasquetta, venerdì 1⁰ maggio, martedì 2 giugno – telefono: 0121502761- prenotazioni@fondazionecosso.it

Mara Martellotta

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