Teatro Regio, “Congedi” con la solista Maria Bengtsson

Il secondo appuntamento de “I concerti 2025-2026” della Fondazione TRT riunisce due interpreti di riferimento per il repertorio tardo romantico mitteleuropeo, in un programma che accosta il lirismo crepuscolare dell’ultimo Strauss al grande sinfonismo di Brahms. Torna a dirigere sul podio di Torino il direttore d’orchestra Bertrand De Billy, protagonista di un’importante carriera internazionale tra teatri d’opera e sale sinfoniche. Ad aprire il concerto, il soprano svedese Maria Bengtsson, interprete particolarmente apprezzata nel repertorio tedesco e straussiano.
Composti negli ultimi anni di vita del musicista, i Vier letzte Lieder rappresentano una sorta di testamento musicale di Richard Strauss. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il compositore visse un periodo di riflessione e progressivo distacco dalla grande produzione sinfonica, con una scrittura sempre più essenziale. Proprio in questo clima nacque, nel 1946, “Im Abendrot” su testo del poeta romantico Josef von Ekendorff, una pagina che evoca il tramonto della natura come metafora del congedo dalla vita. Poco dopo, Strauss, entrò in contatto con alcune poesie di Hermann Hesse e ne scelse tre: “Früling”, “September” e “Beim schlafengehen”, che andarono ad affiancarsi a “Im Abendrot” formando il gruppo dei quattro Lieder, oggi noti come “Vier letzte Lieder”. Il titolo, con cui furono pubblicati dall’editore Boosey & Hawkes nel 1949, deriva da una definizione dello stesso Strauss, che li considerava come gli ultimi canti della sua produzione. In queste pagine, la voce di soprano si fonde con una grande orchestra in un tessuto luminoso e contemplativo. Le immagini poetiche come la primavera, l’autunno, l’abbandono del sonno e il tramonto delineano un percorso simbolico che conduce dalla vitalità della natura alla quiete finale. Non a caso, nel conclusivo “Im Abendrot”, Strauss richiama il tema del suo celebre poema sinfonico “Tod und Verclärung” (Morte e Trasfigurazione) del 1889, creando un ponte ideale tra la giovinezza e la fine della vita artistica.

La seconda parte del concerto è dedicata alla Sinfonia n.4 in mi minore op.98, l’ultima sinfonia di Johannes Brahms, composta tra il 1884 e il 1885, in cui il compositore di Amburgo raggiunge uno dei vertici del virtuosismo sinfonico ottocentesco, con una scrittura di grande concentrazione tematica e straordinaria coerenza formale. Il primo movimento si apre con un tema di intensa malinconia, costruita su un gesto melodico che sale in levare e diventa il nucleo di un più ampio sviluppo in forma-sonata. Nei movimenti centrali, Brahms continua a elaborare il materiale con grande economia di mezzi: l’Andante moderato alterna sezioni di carattere solenne e meditativo, mentre l’Allegro giocoso introduce una parentesi più energica e luminosa.
Il celebre finale rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’intera Sinfonia: Brahms recupera una forma barocca, la “Ciaccona”, costruendo una serie di variazioni su un basso ostinato di otto battute, facendo riferimento ideale alla “Ciaccona” che conclude la Partita n.2 per violino solo di J.S. Bach, un modello che Brahms rielabora in chiave sinfonica con 32 variazioni e una coda conclusiva poderosa.
Il programma del concerto pone così in dialogo due momenti cruciali della tradizione musicale tedesca: da un lato il congedo poetico e trasfigurato dell’ultimo Strauss, dall’altro l’architettura sinfonica compiuta della maturità di Brahms.

Teatro Regio-piazza Castello 215 – lunedì 23 marzo alle ore 20

Mara Martellotta

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

Sindaci in pista per “La gara che unisce”

Articolo Successivo

Bando di contributi per la valorizzazione dei piccoli Comuni

Recenti:

IL METEO E' OFFERTO DA

Fit Homeless