Due cantautrici e tre cantautori: sono cinque i finalisti della VI edizione del “Premio Gianmaria Testa”, attesi alle “Fonderie Limone” di Moncalieri
Lunedì 9 marzo, ore 20,45
Moncalieri (Torino)
Ora la competizione si è ridotta a cinque. Tanti sono infatti i finalisti del “Premio Gianmaria Testa – Parole e musica”, giunto alla sua VI edizione e nato come riconoscimento ed omaggio alla memoria e all’eredità artistica di Gianmaria Testa (Cavallermaggiore, 1958 – Alba, 2016), il “poeta in musica” o il “cantautore ferroviere”, per gli anni di lavoro trascorsi quale “capostazione” allo scalo ferroviario principale di Cuneo.
Il Concorso era, come sempre, dedicato ai giovani cantautori “under 38” e promosso dal “Comitato Moncalieri Cultura” con “Produzioni Fuorivia” e il contributo della “Regione Piemonte”, della “Città di Moncalieri” e di “Banca d’Alba”, nell’ambito del “Festival Moncalieri Legge”.
I cinque “intrepidi”, selezionati da una Giuria presieduta da Paola Farinetti (“Produzioni Fuorivia” e moglie di Testa) si esibiranno, per accedere al podio più alto, sul palco delle “Fonderie Teatrali Limone” di Moncalieri (via Pastrengo, 88), lunedì 9 marzo 2026, insieme all’ospite speciale Raphael Gualazzi.
Selezionati tra le 160 candidature pervenute da tutta Italia, i cinque finalisti si esibiranno dal vivo, interpretando, nella prima parte della serata, il proprio brano in concorso oltre a una canzone di Gianmaria Testa, in un suggestivo dialogo tra memoria e contemporaneità. La serata sarà inoltre impreziosita, nella seconda parte e nello spazio temporale che vedrà la Giuria impegnata a decidere la proclamazione del vincitore assoluto e il Premio per la migliore “esibizione live”, dalla presenza dell’ospite speciale Raphael Gualazzi, uno degli artisti più originali e versatili della scena musicale italiana e internazionale, che si esibirà in una dimensione intima di piano e voce. (I biglietti sono disponibili in prevendita sul sito del “Teatro Stabile” di Torino, al prezzo di 15 euro).
Cinque voci, cinque storie, cinque modi di intendere la canzone d’autore.
Il primo ad esibirsi, portando in concorso il brano “Teresa”(pubblicato per “Futura Dischi” e disponibile su tutte le piattaforme digitali) sarà alaska. Progetto pop-cantautorale nato nel 2020, alaska è il nome d’arte di un polistrumentista e cantautore, classe ‘99 originario del Novarese, capace di “attraversare la musica creando una contaminazione di generi sempre nuova”. Produce autonomamente ogni brano con i propri strumenti – pianoforte, chitarra acustica ed elettrica, batteria, basso- e nel 2024 è tra i finalisti del “BMA – Brancaccio Musical Academy” e del concorso “Musica Da Bere”, selezionato per il “rehub produzione creativa” con il rapper Nitro come mentore.
A seguire, Martina Primavera sul palco con il brano “Genetica”, inedito che porta al Premio tutta la forza di una scrittura originale e personale. La sua presenza tra i finalisti conferma l’attenzione del Concorso “verso le nuove voci capaci di coniugare profondità emotiva e ricerca melodica”.
Chiaré – nome d’arte di Chiara Ianniciello, classe 1999 – presenta “Ago e filo”, brano tratto dal suo secondo recente album “SEI”, pubblicato per “Four Flies Records”. Nata nell’agro nocerino-sarnese e oggi residente a Roma, cantautrice e contrabbassista, laureata in canto jazz, la sua voce alterna italiano e napoletano su un “tappeto sonoro che intreccia jazz, musica elettronica, tradizione popolare e contemporaneità, con riferimenti a Lucio Battisti, Edoardo De Crescenzo e Pino Daniele”.
Di origini campane è anche Fabio Schember in gara con “Amica mia”, brano che “porta al Premio una scrittura intima, ricercata, tutta orientata alla cura della parola”, mentre Achille Campanile (nome e cognome altamente “impegnativi”) chiuderà la rosa dei finalisti con “Spaiate”, brano tra i contributi più originali di questa edizione, “capace di tenere insieme tradizione cantautorale e visione contemporanea”.
Sottolinea Paola Farinetti: “Le parole e la musica di chi ha partecipato ci ricordano che la canzone d’autore non è un genere del passato, ma un linguaggio vivo, capace di dire il presente con poesia e verità. E ci ha fatto particolarmente piacere constatare quante siano state, in questa edizione, le voci femminili: un segnale forte, che racconta una scena in fermento e in trasformazione. Gianmaria – e quest’anno sono dieci anni esatti senza di lui – credeva nella forza delle parole ‘levigate fino alla trasparenza’, e credo che oggi più che mai servano artisti e artiste che abbiano il coraggio di farle risuonare in modo autentico. Questo Premio nasce per loro”.
Per info: www.premiogianmariatesta.it
- m.
Nelle foto: Fabio Schember, Achille Campanile e Raphael Gualazzi
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