Canalis (Pd): “Ecco la legge per ricordare le conquiste giuridiche del 1848”

Verrà celebrata il 17 febbraio, in memoria della cittadinanza riconosciuta ai valdesi e agli ebrei nel 1848.

25.2.2026 – Il nostro territorio nel 1848 fu apripista del riconoscimento dei diritti civili alle minoranze religiose. Il 17 febbraio 1848, infatti, Carlo Alberto firmò le Regie Lettere Patenti, che ponevano fine a secoli di discriminazione e persecuzione e riconoscevano ai cittadini sabaudi di religione valdese i diritti civili, i diritti politici e il diritto di frequentare gli istituti scolastici. 

Il 29 marzo dello stesso anno il Regno di Sardegna avrebbe emancipato anche gli ebrei piemontesi, che divennero finalmente cittadini.

Grazie alla legge regionale approvata oggi, di cui sono prima firmataria e il cui iter è durato un anno e mezzo, il Piemonte continua ad essere un faro del dialogo e dello stato di diritto.

La libertà religiosa e l’uguaglianza dei cittadini a prescindere dal credo professato è una conquista pionieristica piemontese che dalle Lettere Patenti del 1848 è giunta, dopo la parentesi delle leggi razziali, sino alla Costituzione italiana del dopoguerra e permane come impegno attuale.

In un’Italia in cui le identità religiose e culturali si evolvono, ritengo fondamentale che il nostro territorio continui a promuovere l’eguale libertà delle confessioni religiose, termometro di ogni altra libertà e tassello essenziale della convivenza democratica.

Ricordare le conquiste giuridiche della storia del nostro Piemonte può contribuire a far crescere la sensibilità verso quei Paesi del mondo in cui la libertà religiosa è ancora negata e verso quelle fedi religiose che in Italia attendono tutt’ora un riconoscimento. 

Può anche essere un antidoto ai recenti rigurgiti antisemiti e un monito a difendere la non confessionalità delle istituzioni civili, la moderna distinzione tra politica e religione, tra sfera temporale e sfera spirituale.

La nuova legge piemontese può anche essere un segnale extra regionale, vista l’assenza di una legge nazionale sulla libertà religiosa.

Sono molto contenta per questo risultato, frutto di una lunga e faticosa mediazione e di una paziente attività emendativa. 

Si tratta della prima legge della legislatura approvata su proposta dell’opposizione e non della maggioranza. 

Speriamo che questa apertura si traduca in iniziative concrete, per sensibilizzare la popolazione piemontese ai valori della convivenza e della tolleranza, come previsto dal testo. 

Da oggi il Piemonte ha uno strumento in più per promuovere il rispetto delle minoranze e i diritti di cittadinanza, temi attualissimi e strategici. 

Monitoreremo che la legge venga attuata.

Monica CANALIS – consigliera regionale PD, prima firmataria della nuova legge

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

Scandurra: “Banca di Asti, perché è importante l’autonomia territoriale”

Articolo Successivo

Caso Lear: le reazioni politiche

Recenti:

IL METEO E' OFFERTO DA

Fit Homeless