Scontri a Torino, i sindacati di polizia: “Serve una svolta su ordine pubblico e sicurezza”

Pubblichiamo un’ampia sintesi del comunicato diffuso dai sindacati di polizia di Torino in merito ai gravi fatti accaduti a Torino nel corso della manifestazione organizzata a sostegno del centro sociale Askatasuna.

Le organizzazioni sindacali di Polizia SIULP, SAP, COISP e FSP della provincia di Torino hanno avuto un incontro con il Capo della Polizia, Prefetto Vittorio Pisani. Durante il confronto, di particolare rilevanza, sono state esposte in modo chiaro e puntuale le numerose criticità che oggi interessano il settore dell’ordine pubblico.

È stato evidenziato come le manifestazioni a carattere politico, o presunte tali, degenerino con sempre maggiore frequenza in scontri diretti di estrema violenza, assumendo le connotazioni di una vera e propria guerriglia urbana. I soggetti coinvolti non possono più essere assimilati a semplici manifestanti, bensì a terroristi, in quanto organizzati secondo schemi e modalità paramilitari, dotati di equipaggiamenti specifici e di strumenti offensivi finalizzati a colpire, ferire e mettere in pericolo la vita delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine.

In questo contesto, le dotazioni attualmente disponibili si rivelano assolutamente insufficienti: lacrimogeni e idranti non sono più efficaci contro gruppi muniti di maschere antigas, razzi artigianali, bombe carta, sanpietrini, fionde, segnaletica stradale divelta, martelli, chiavi inglesi, bottiglie incendiarie e altro materiale offensivo, utilizzato sistematicamente per aggredire i reparti mobili e il personale impiegato nei servizi di ordine pubblico. Tali azioni hanno causato ferimenti anche gravi, ricoveri ospedalieri e hanno esposto gli operatori a rischi estremi per la loro incolumità e sopravvivenza.

Nel corso dell’incontro, i segretari presenti hanno formulato quattro richieste ritenute imprescindibili:

  1. Fornitura di dotazioni ed equipaggiamenti moderni e tecnologicamente avanzati, adeguati ad affrontare un fenomeno che non ha più nulla in comune con le tradizionali manifestazioni operaie o studentesche, ma che rappresenta un attacco diretto all’ordine democratico. Tali condotte assumono una natura apertamente antidemocratica e sovversiva, spesso supportata da circuiti opachi e da complicità ideologiche che devono essere individuate e contrastate con determinazione.

  2. Adozione di un intervento normativo serio ed efficace, che vada oltre misure meramente simboliche e introduca sanzioni penali concrete. In particolare, è stata richiesta la piena operatività dell’arresto differito, equiparandolo per natura ed efficacia a quello previsto in ambito sportivo, rendendo obbligatorio l’arresto nei casi di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Le misure dovranno prevedere pene detentive e percorsi di rieducazione, applicabili sia ai maggiorenni sia ai minorenni, con il coinvolgimento diretto delle famiglie, anche sotto il profilo della responsabilità economica per i danni causati dai figli.

  3. Riorganizzazione dei servizi di ordine pubblico, attraverso una catena di comando più coordinata, funzionale e rispondente alle reali esigenze operative. Tale catena deve essere sempre pronta ed efficiente nella tutela dei poliziotti impegnati sul campo, assicurando supporto, coordinamento e protezione in ogni fase degli interventi.

  4. Riconoscimento della Questura di Torino come Questura di prima fascia, al pari di altre realtà caratterizzate da elevatissime criticità in materia di criminalità e ordine pubblico. Torino, come evidenziato anche dal Procuratore Generale Lucia Musti, deve essere considerata la capitale dell’antagonismo e dell’anarcoinsurrezionalismo e, pertanto, necessita di risorse, organici, mezzi e strumenti adeguati alla complessità e specificità del contesto.

È stato inoltre ribadito che il centro sociale Askatasuna, attualmente chiuso, deve rimanere tale, senza cedere ad alcuna forma di ricatto basata sulla violenza. Analogamente, è stata sottolineata la necessità inderogabile di impedire lo svolgimento di manifestazioni antagoniste nelle vicinanze del cantiere TAV, vista la rilevanza strategica dell’opera e alla luce dell’esperienza che dimostra come iniziative dichiarate pacifiche si trasformino frequentemente in episodi di violenza e devastazione.

Nel tempo, tali dinamiche hanno prodotto danni gravissimi alla città, ai cittadini e alle forze dell’ordine, con operatori feriti, ricoverati e costantemente esposti a rischi elevatissimi per la propria sicurezza e la propria vita, mentre gli autori delle violenze ottengono visibilità mediatica attraverso comportamenti ignobili e antidemocratici.

Con riferimento alle dichiarazioni del Sindaco di Torino, i sindacati di polizia le respingono con fermezza, ritenendo inaccettabile qualsiasi critica all’operato delle forze dell’ordine che non sia preceduta da una chiara assunzione di responsabilità politica. Prima di accusare chi quotidianamente garantisce la sicurezza della città, sarebbe stato doveroso condannare senza ambiguità la partecipazione di consiglieri comunali a una manifestazione poi degenerata in violenze e devastazioni. Tali presenze costituiscono un grave atto di irresponsabilità nei confronti dei cittadini, legittimando un contesto che ha prodotto feriti, danni al patrimonio urbano e un diffuso senso di insicurezza. I costi dei danni ricadranno inevitabilmente sulla collettività torinese, che dovrà sostenerli attraverso la fiscalità. Chi ricopre incarichi pubblici e sceglie di schierarsi al fianco di realtà storicamente associate a episodi di violenza dovrebbe quantomeno provare vergogna per l’incoscienza dimostrata e per il danno arrecato all’intera comunità. Inoltre, la partecipazione di qualsiasi organizzazione sindacale a quel corteo appare una valutazione superficiale e inadeguata dei rischi, considerata la piena consapevolezza delle criticità legate a una manifestazione di questo tipo, poi sfociata in violenze.

Infine, i sindacati di polizia hanno espresso piena fiducia nel Capo della Polizia, certi che le istanze rappresentate saranno sottoposte all’attenzione dei massimi livelli politici, nella consapevolezza della sensibilità, dell’attenzione e della concreta preoccupazione che il Prefetto Pisani ha sempre dimostrato nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa.

SIULP – SAP – COISP – FSP
BRAVO – PERNA – CAMPISI – PANTANELLA

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