Dire che a Torino le molecole di carbonio sarebbero “meno tossiche” non è solo scientificamente infondato, è pericoloso. “Quelle che sento in giro sono accuse allarmistiche e senza fondamento. E dico una cosa in più: le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove, lo proveremo con studi scientifici ad hoc”.
Invece è di questi giorni la notizia che riprende i dati definitivi 2025 del progetto nazionale “CAMBIAMO ARIA. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”, promosso da ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign: Torino è seconda per inquinamento da PM 2,5, l’inquinante più pericoloso per la salute: la centralina di Rebaudengo ha registrato nel 2025 medie annue ben superiori alle soglie di sicurezza, quattro volte oltre il limite OMS (5). Ancora più grave il dato sui superamenti giornalieri: contro un massimo consentito di 18 giorni UE, Torino è arrivata a 206 giorni oltre i 25 µg/m³; rispetto alla raccomandazione OMS (4 giorni oltre i 15 µg/m³), Torino tocca i 173 giorni.
Il nostro assessore all’Ambiente questa vota si è spinto oltre i confini della realtà, arrivando a stravolgere le leggi della chimica.
L’affermazione dell’Assessore è di un pianeta diverso rispetto a ciò che oggi ci dicono i dati, per questo abbiamo chiesto con quali e quanti fondi si intende finanziare gli studi scientifici ad hoc per dimostrare che “le molecole” di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove. E poi quali siano i soggetti finanziati, o come si intenda selezionarli.
Attendiamo intanto ancora le risposte alle interrogazioni depositate negli scorsi mesi sulle altre attività di implementazione del Piano Qualità dell’Aria – dai biocarburanti ai filtri – che secondo la Giunta consentirebbero di scongiurare il blocco dei diesel Euro 5 ma su cui non c’è nessuna certezza.
Di fronte al fatto che l’inquinamento uccide e chi vive a Torino ha la certezza di essere più esposto a inquinanti pericolosi, serve serietà non generiche rassicurazioni e fantasiose teorie per minimizzare una delle questioni più gravi e urgenti per il Piemonte.
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