La mostra, ideata dall’Associazione Berlinguer, Fondazione Gramsci di Roma e Cespe, dopo le tappe di Roma, Bologna, Sassari, Cagliari e Firenze, raggiunge quindi il capoluogo piemontese in collaborazione anche con Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci, Cgil Piemonte e Spi Cgil Piemonte.
“La mostra ci aiuta a meglio comprendere uno dei protagonisti di un’epoca e a conoscerne alcune qualità e valori condivisibili e apprezzabili in modo trasversale alle aree politiche”, è intervenuto il presidente della Regione, Alberto Cirio. “Penso alla concordia istituzionale, alla difesa della libertà e all’antifascismo, al garbo e alla ricerca di soluzioni di equilibrio, così come al rispetto per chi non la pensa nello stesso modo ma è orientato dalla stessa bussola del bene comune: tutti principi validi e da cui imparare ancora oggi”.
“Enrico Berlinguer è stato sì il leader indiscusso di un partito, ma, al di là della sua appartenenza, ha anche dimostrato con il proprio operato politico un profondo rispetto per le istituzioni, l’avversario e la volontà di difendere i principi di confronto democratico”, dichiara il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco.
“Questa mostra non è solo un’operazione storiografica importante grazie ai materiali d’archivio esposti. E non è neppure un’operazione agiografica, perché non serve a nessuno fare di Berlinguer un santino da collocare in un Patheon”, afferma Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio regionale. “È una mostra importante perché, raccontandoci la figura di un grande politico della Prima Repubblica, ci dimostra cosa la politica può e deve essere, soprattutto quando bisogna assumersi grandi responsabilità e quando si è chiamati a compiere coraggiose scelte di rottura”.
“Sostenere questa mostra non è soltanto un atto istituzionale, ma un dovere politico e morale”, dichiara Valentina Cera, consigliera segretaria del Consiglio regionale. “Enrico Berlinguer ha segnato profondamente la storia del nostro Paese, lasciando un’eredità che continua a parlare al presente. Le sue parole, le sue scelte e il suo pensiero hanno contribuito a dare dignità e rappresentanza al movimento operaio, alle lavoratrici e ai lavoratori, a chi lottava – e lotta ancora oggi – per l’emancipazione sociale, per diritti concreti, per un salario giusto, per una vita libera dallo sfruttamento”.
Curata da Alessandro d’Onofrio, Alexander Hobel e Gregorio Sorgonà, l’iniziativa intende restituire non solo l’immagine e le parole di un protagonista della storia del Novecento, ma anche la forza del suo pensiero e in particolare delle sue riflessioni sulla pace, vero fil rouge del percorso espositivo.
Materiali originali audiovisivi, sonori, fotografici e documenti d’archivio ricostruiscono la vicenda umana e la vita pubblica di Berlinguer attraverso un racconto in cinque sezioni: gli affetti, il dirigente, la crisi italiana, la dimensione globale, attualità e futuro.
All’inaugurazione erano anche presenti i consiglieri e le consigliere Nadia Conticelli, Laura Pompeo, Gianna Pentenero, Alice Ravinale e Domenico Rossi.
Ufficio stampa CRP


