GL events: determinati per Torino grande destinazione di turismo d’affari

Lieto di apprendere che Regione, Città e Camera di Commercio riconoscano il valore strategico del Polo fieristico per lo sviluppo economico del territorio, GL events è aperta alle possibili soluzioni, purché in una logica concreta, pianificata e condivisa. La mancanza di impegno fattivo delle autorità locali non permette di fare di Torino la destinazione d’affari che merita.

“GL events desidera mantenere Torino e il Piemonte forti, competitivi e attrattivi e quindi intende continuare a investire sul territorio, ma non può più farlo da sola. La società internazionale è lieta di apprendere che le istituzioni locali riconoscano il valore strategico del Polo Fieristico per lo sviluppo economico del territorio e resta aperta alle possibili soluzioni, purché l’impegno dei rappresentanti pubblici si traduca in proposte concrete con un chiaro calendario dei prossimi mesi.

«È questo il senso della “scadenza” del Salone del Libro, una data che viene posta come obiettivo di lavoro, che aiuti tutti a non indugiare oltre, ma a programmare per traguardi: la gestione del tempo e della produttività è essenziale per il successo e la crescita di un’organizzazione» spiega Gàbor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia, oltreché di Hungexpo.

GL events ha dimostrato l’efficacia del modello pubblico/privato in tutte le strutture che gestisce nel mondo. Proprietario del Lingotto Fiere, è a Torino da quasi 15 anni. «Negli ultimi quattro abbiamo avuto molteplici incontri e tavoli di lavoro con le autorità locali di Torino e del Piemonte, al fine di rendere più performante un modello di gestione che rappresenta un caso unico in Italia» dichiara Christophe Cizeron, amministratore delegato di GL events Venues. In nessun’altra città italiana infatti, una società privata assume il management esclusivo di un polo fieristico, asset strategico, senza la partecipazione o il coinvolgimento pubblico.

«Abbiamo avanzato più proposte, nessuna ha avuto seguito e la situazione attuale non può persistere – prosegue Cizeron –. Al di là del sostegno ad alcuni eventi che si svolgono nel polo fieristico, occorre che le istituzioni forniscano segnali concreti del loro interesse per garantire lo sviluppo futuro del sito e l’attrattività economica locale, sia che si tratti di un rilevamento della struttura, con un acquisto a prezzo di mercato, sia che si tratti della creazione di una società mista o di un altro tipo di impegno finanziario, che rifletta l’ambizione delle istituzioni per il territorio».

Considerando le potenzialità dell’attività imprenditoriale condivisa, non vi è dubbio che uno scambio a breve termine consentirà di concludere un accordo a vantaggio dell’animazione economica e sociale del territorio. «Chiediamo però un nuovo modello di lavoro, ci aspettiamo che gli enti locali siano fonte di proposte e attivamente coinvolti nella gestione della sede» chiosa Cizeron.

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