I ritardi nei pagamenti preoccupano le aziende piemontesi

Secondo l’European Payment Report di Intrum, più imprese in Piemonte rispetto al resto d’Italia sono disponibili a rivedere accordi e termini di pagamento per salvare la liquidità anche perché prevedono un eccessivo affidamento a prestiti non garantiti tra i propri partner. In Europa il 70% dei manager ne è sicuro: “pagamenti più rapidi permetterebbero di investire in sostenibilità e digitale”. 

Le aziende piemontesi sono più preoccupate (62%) rispetto alla media delle imprese italiane (51%) per il problema dei ritardi nei pagamenti. È quanto emerge dallo European Payment Report (EPR) di Intrum, il principale operatore europeo nei credit services che ha intervistato più di 11.000 imprese di 29 paesi europei e che in regione ha registrato la disponibilità di quasi la metà (49%) delle imprese ascoltate nel rivedere i termini di pagamento per andare incontro al proprio debitore: la media nazionale si attesta al 35%. Diverse aziende piemontesi (36% di quelle intervistate contro il 20% della media italiana) prevedono per i prossimi mesi che i propri partner commerciali faranno un eccessivo affidamento a prestiti non garantiti.

La situazione dei pagamenti alle imprese rilevata da Intrum in Piemonte vede il 40% dei fornitori saldare in media tra 31 e 50 giorni (la media italiana si attesta al 30%) e il 41% dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione vengono eseguiti tra 31 e 50 giorni (media nazionale del 31%). Quasi tutti i manager intervistati in regione si trovano d’accordo nell’auspicare l’introduzione a livello nazionale di una nuova legislazione in tema di ritardi nei pagamenti.

L’EPR di Intrum ha cercato di indagare anche in quanto tempo manager e imprenditori piemontesi stimano che la regione possa diventare “cashless”, ossia utilizzare esclusivamente alla moneta elettronica. Se a livello nazionale il 24% delle aziende interpellate ritiene che l’uso del contante non sarà mai azzerato, in Piemonte la media si alza al 33%.

A tutti i livelli – ha commentato Antonio Rabossi, Operations Director di Intrum Italy – le aziende sono concordi nel ritenere la sana gestione del credito l’elemento chiave per la ripresa economica nella fase post-pandemica. Una sana gestione del credito investe l’impresa di un ruolo sociale: per il 67% delle aziende italiane (69% in Europa) che abbiamo intervistato, il pagamento dei fornitori nei tempi concordati è una delle componenti della responsabilità sociale d’impresa”. 

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