SPORT- Pagina 50

Monterosa Ski, riapertura degli impianti e arrivo a Champoluc del Giro d’Italia

Il comprensorio Monterosa Ski  ha ospitato il raduno stagionale della Nazionale maschile e femminile italiana di sci di fondo 

 

Un weekend impegnativo ed esaltante quello del  30 e 31 maggio, dalla riapertura degli impianti di risalita all’arrivo a Champoluc del Giro di Italia. Il comprensorio Monterosa Ski si conferma ancora una volta punto di riferimento di qualità per gli amanti dello sport.

 Le nevi della conca del lago Gabiet, in ottimo stato in queste settimane, grazie a condizioni atmosferiche davvero perfette, stanno impegnando gli atleti nella Nazionale Maschile e Femminile di sci di fondoin ritiro fino al  30 maggio a Gressoney-La-Trinité, ospite del comprensorio Monterosa Ski.

Dieci i convocati dal responsabile tecnico delle squadre, Markus Cramer: Federico PellegrinoElia BarpDavide GrazSimone DapràPaolo VenturaMartino Corollo, Hellweger MichaelCaterina GanzNicole Monsorno, Nadine Laurent e Iris De Martin Pinter, seguiti dai tecnici Paolo Riva, Francois Ronc Cella, Marco Brocard e Claudio Consagra.

Le abbondanti nevicate delle ultime settimane, e le temperature ancora relativamente basse in quota, hanno creato le condizioni ideali da permettere alle azzurre e agli azzurri di allenarsi su un fondo perfetto ricavato nella conca del lago Gabiet a quota 2.400, all’arrivo della telecabina Staffal-Gabiet.  “La situazione meteo di cui abbiamo goduto in questo ultimo periodo – spiega Paola Turchetti, direttrice marketing di Monterosa Ski – fa del comprensorio Monterosa Ski una delle poche realtà, del nostro arco alpino, dove sarà possibile godere di un fondo eccellente almeno fino alla prima settimana di giugno. Questo è uno dei motivi del ritorno, anche per quest’anno, della Nazionale che stiamo ospitando in collaborazione con l’Assessorato al Turismo, Sport e Commercio e con l’Assessorato allo Sviluppo economico, Formazione e lavoro, Trasporto e Mobilità sostenibile. Inoltre, in vista della riapertura ufficiale degli impianti di risalita, per l’avvio della stagione estiva d’alta quota, prevista il prossimo 31 maggio, le straordinarie condizioni del manto nevoso oltre i 3.000 m lasciano presagire un’estate eccezionale anche per la pratica dello sci-alpinismo e dell’alpinismo“.

 

31 maggio si riaprono gli impianti e nello stesso weekend si decide la Maglia Rosa del Giro di Italia

Riconfermata per il quarto anno consecutivo l’apertura della stagione estiva nel comprensorio Monterosa Ski al primo weekend giugno o, più precisamente, al 31 maggio: come già lo scorso anno, i primi impianti ad inaugurare l’estate saranno quelli dellatratta Staffal-Passo dei Salati-Punta Indren nella Valle di Gressoney: questi collegamenti consentiranno ascensioni alle vette del Monte Rosa e l’accesso ai rifugi ad alta quota. Inoltre, anche da Alagna Valsesia, si potrà raggiungere il ghiacciaio di Indren, a quota 3.275 metri.

“Io Dico No”, un torneo di calcio per fare del bene

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Curato e voluto dall’Associazione Narconon e Forza Italia

Sabato 31 maggio prossimo, dalle ore 9 alle 19, presso il campo sportivo del Pozzomaina, di via Monte Ortigara 78, a Torino, andrà in scena il Torneo di prevenzione “Io Dico di No – se cado mi rialzo”, patrocinato dal Consiglio Regionale del Piemonte e curato in collaborazione tra l’Associazione Narconon Piemonte e Forza Italia.

Il ricavato sarà devoluto a Fondazione per la ricerca sui tumori dell’apparato muscolo scheletrico e rari Onlus.

Alle ore 14 inizierà la partita di calcio che vedrà sfidarsi un team di ex calciatori e personaggi televisivi contro una selezione di Amministratori Locali.

Durante la giornata sarà possibile assistere anche alla presentazione del libro di Michele Padovano, ex calciatore della Juventus, intitolato “Tra la Champions e la libertà”, edito da Cairo.

“L’Associazione Narconon si occupa della gestione e del recupero, in modo naturale, di persone vittime di dipendenza da alcool e droghe – ha dichiarato Natasha Benincasa, in rappresentanza dell’Associazione Narconon, che ha sede a Villafranca d’Asti, dove si trova anche la comunità omonima – Penso sia importante il ruolo della prevenzione a partire dalle scuole e dalle società sportive che lavorano con i ragazzi. Il nostro ruolo è quello di creare consapevolezza attorno a ciò che circonda l’uso delle sostanze e contrastare la falsa informazione a riguardo. Le persone devono avere una seconda opportunità, e per aiutarle a rialzarsi è doveroso approfondire la conoscenza di questi argomenti. Promuoveremo molti eventi come questo per sensibilizzare la società”.

“Grazie all’Associazione Narconon sono uscito da un periodo difficile – ha raccontato l’ex portiere del Torino Lys Gomis, che sarà presente  all’evento di sabato 31 maggio – Sono stato dipendente da sostanze e l’Associazione mi ha aiutato a uscirne in modo naturale, facendo sì che io riprendessi in mano la mia vita. Credo che la comunicazione tramite lo sport sia diretta ed efficace, e per questo ho voluto mettermi in gioco personalmente. È drammatico pensare che l’84% dei giovani consumi alcool o droghe. Ci tengo a ringraziare Forza Italia per la sensibilità e l’organizzazione di questo importante evento mediatico, un’occasione per divertirsi, contribuire all’educazione, alle conoscenze dei giovani e fare della beneficenza in favore della Fondazione Tumori MSR Muscolo Scheletrici”.

Gian Giacomo Della Porta

Le incertezze di Juve e Toro: Giuntoli via, Conte non torna, dubbi su Tudor e Vanoli

 

Il calcio torinese vive giorni di forte incertezza sul fronte del mercato e delle panchine. La Juventus e il Torino affrontano una fase di transizione, con molti interrogativi ancora aperti sul futuro delle rispettive guide tecniche e delle strategie di rafforzamento.
La notizia più clamorosa arriva in casa Juventus: Cristiano Giuntoli è stato esonerato. Il dirigente, che aveva assunto un ruolo centrale nella ristrutturazione sportiva del club, lascia un vuoto dirigenziale in un momento chiave per la programmazione estiva. Nonostante le voci insistenti su un ritorno di Antonio Conte, la pista si è ufficialmente raffreddata: l’ex tecnico bianconero non tornerà a Torino.
Sul fronte allenatore, il nome più accreditato per ora resta la permanenza di Igor Tudor, ma anche qui regna l’incertezza. La società riflette sull’opportunità di puntare su un tecnico già noto per la sua rigidità tattica e la scarsa tolleranza ai compromessi. La permanenza di Tudor non è affatto scontata.

Anche il Torino non è esente da dubbi. Dopo una stagione altalenante, Paolo Vanoli, indiziato all’esonero, potrebbe rimanere sorprendentemente alla guida del Torino frenando così i piani di Urbano Cairo. Di conseguenza, guadagna terreno una nuova opzione: Marco Baroni, reduce da un campionato altalenante con la Lazio, potrebbe essere la soluzione di ripiego – o forse, il vero piano B del Toro.
In attesa di conferme ufficiali, il futuro delle due principali squadre torinesi appare ancora tutto da scrivere. Le prossime settimane saranno decisive per delineare il quadro tecnico e societario in vista della stagione 2025-2026.

Enzo Grassano

A 40 anni dalla tragedia dell’Heysel

Commemorazione alla Continassa e in piazzetta Vittime dello stadio Heysel

Oggi il sindaco Stefano Lo Russo ha partecipato insieme al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio alla commemorazione per i 40 anni dalla tragedia dell’Heysel. Con loro gli assessori allo Sport e alla Cultura della Città Domenico Carretta e Rosanna Purchia e quella regionale Marina Chiarelli. In platea i giocatori della Juventus Mattia Perin e Federico Gatti, oltre a chi era in campo in quella finale di Champions League: gli ex bianconeri Stefano Tacconi e Sergio Brio, oltre all’ambasciatore del Liverpool ed ex centravanti Ian Rush.

La cerimonia è avvenuta a pochi passi dal centro sportivo della Continassa, dove è stata inaugurata l’opera commemorativa “Verso altrove”, realizzata dall’artista Luca Vitone e curata dal critico Luca Beatrice, recentemente scomparso.

L’opera si sviluppa in un’area di circa duemila metri quadri: sul manto erboso sono disposti dei maestosi ginkgo biloba – simbolo di resilienza e longevità – e tra gli alberi è presente una rampa a forma di spirale centrifuga, un percorso lungo 66 metri fino a raggiungere un’altezza complessiva di oltre 5 metri.

“Ricordare la terribile tragedia dell’Heysel e prestarle un tributo, in questo anniversario importante, è doveroso – spiega il sindaco Lo Russo -. Quest’opera rende omaggio alle vittime innocenti di una pagina nerissima nella storia del calcio europeo, che persero la vita durante quella che avrebbe dovuto essere soltanto una festa di sport”.

Le celebrazioni continueranno nel pomeriggio. Alle ore 18 si terrà la commemorazione pubblica presso piazzetta Vittime dell’Heysel, con la parteciperà dell’assessore Domenico Carretta: “Oggi ricordiamo un evento che ha segnato profondamente la storia della nostra città – ha ricordato l’assessore -, in questa giornata celebriamo il ricordo delle vittime affinché quanto successo possa insegnare alle future generazioni il valore della vita e dell’umanità”.

All’istituto Plana, dentro la casa circondariale Lorusso e Cutugno, avrà luogo un incontro di educazione civica sulla tragedia. Alle ore 20.30, nella sala convegni ATC di corso Dante ci sarà la rappresentazione teatrale “Due tragedie, una città”, a cura dell’associazione “Quelli di…via Filadelfia” in collaborazione con il Museo Grande Torino. Come ogni anno, con l’arrivo della sera, un’illuminazione speciale della Mole Antonelliana chiuderà la giornata di commemorazione.

TORINO CLICK

Foto della manifestazione: Igino Macagno

La “2ª Partita della Leggenda” al Filadelfia

IL TORINESE WEB TV

È stata ufficialmente presentata, al Museo del Toro, la “2ª Partita della Leggenda”, evento che si terrà il prossimo 6 giugno 2025 alle ore 20,15 allo stadio Filadelfia. “Siamo riusciti a coinvolgere moltissimi ex giocatori e un nutrito gruppo di celebrità, ovviamente tutti di fede granata. Quest’anno hanno assicurato la loro presenza anche Rolando Bianchi e Rosina”. Il Presidente della ”Associazione Memoria Storica Granata e del Museo del Toro” Domenico Beccaria ha spiegato che l’obiettivo di questa partita speciale non è solo divertirsi e rivivere i momenti più belli del passato, ma anche raccogliere fondi per un progetto importante: il trasferimento del Museo del Toro da Villa Claretta, a Grugliasco, allo Stadio Filadelfia a Torino. Si vuole portare tutto il patrimonio e la storia del Toro nel suo habitat naturale . Cioè al “Fila”. Durante la conferenza è stato annunciato, dal vicepresidente dell’associazione “Toromio” Massimiliano Romiti che, quest’anno, il prestigioso Premio Bonetto sarà consegnato  al cantautore Willy Peyote, grande tifoso del Torino, che anche al festival di Sanremo ha manifestato, in mondovisione, il suo amore per il club granata. Il ricavato della partita sarà, quindi, interamente destinato al progetto di trasferimento del museo, che rappresenta un patrimonio prezioso per la storia del club e per tutti i tifosi che vogliono mantenere vivo il ricordo delle gloriose imprese granata. “La squadra del Toro non è solo una squadra di calcio, ma un patrimonio culturale del calcio mondiale, è un simbolo, una parte importante della storia sportiva e culturale di tutto il mondo” ha commentato Andrea Carbonara di Vertigo spettacoli. “Con le sue imprese, i suoi campioni e le sue tradizioni, il Torino rappresenta molto di più di un semplice club: è un patrimonio che attraversa generazioni, un esempio di passione, lealtà e orgoglio granata. Ogni volta che si parla del Toro, si parla di un pezzo di storia del calcio, di un’identità forte e di un legame speciale con i tifosi. È questa ricchezza culturale che rende il club così unico e amato, e che merita di essere preservata e condivisa con il mondo intero. Quindi, quando pensiamo alla squadra del Toro, ricordiamoci che rappresenta molto di più di una semplice formazione sportiva: è un vero e proprio patrimonio culturale del calcio mondiale!”

FRANCESCO VALENTE

Guarda il video:

Estate su due ruote a Limone Piemonte

Limone Piemonte si riscopre anche in estate come una delle mete più affascinanti per chi ama la montagna in sella a una bici. Situata nel cuore delle Alpi Marittime e nota per il suo comprensorio invernale, la località si è affermata negli ultimi anni come punto di riferimento per il cicloturismo e la mountain bike, grazie a una rete di percorsi strutturati, servizi mirati e un’offerta outdoor sempre più integrata.

Tra i tracciati di punta spicca la Via del Sale, uno degli itinerari sterrati più spettacolari dell’arco alpino, che collega Piemonte e Liguria tra paesaggi da cartolina e profumi d’alta quota. La varietà altimetrica e la lunghezza del percorso lo rendono adatto al cicloturismo sportivo, con tappe panoramiche e punti ristoro lungo il tracciato. Accanto a questo percorso iconico, il territorio propone, grazie anche all’apertura estiva di una telecabina e di una seggiovia, diversi tracciati MTB e gravel, adatti a livelli di preparazione differenti, che si sviluppano tra crinali, boschi e strade forestali, con un’attenzione crescente anche alle esigenze delle e-bike.

Per gli appassionati di discipline gravity, il Bike Resort di Limone offre percorsi downhill e freeride attrezzati con salti, paraboliche e strutture tecniche, accessibili tramite impianti di risalita aperti durante la stagione estiva. L’insieme dei tracciati è stato progettato per garantire varietà, sicurezza e continuità dell’esperienza, valorizzando il patrimonio naturalistico della zona.

L’offerta bike è completata da un sistema di accoglienza dedicato: bike hotel, rifugi attrezzati, officine per riparazioni rapide e servizi di noleggio e shuttle permettono al visitatore di costruire itinerari su misura, sia per la giornata singola che per soggiorni prolungati. Il territorio sta investendo nella mobilità attiva con un’ottica integrata, che valorizza le due ruote come strumento di esplorazione sostenibile e leva di destagionalizzazione.

Accanto alla proposta ciclistica, Limone Piemonte offre un contesto ambientale e culturale in grado di ampliare l’esperienza di viaggio: itinerari trekking, arrampicata, escursioni verso laghi alpini e attività outdoor per famiglie si affiancano a momenti di relax, degustazioni e scoperta del borgo, con una tradizione gastronomica che racconta il territorio a ogni assaggio, tra formaggi d’alpeggio, polenta, selvaggina e dolci tradizionali, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino locale.

Con un mix equilibrato tra infrastrutture, offerta tecnica e fruibilità turistica, Limone Piemonte si posiziona oggi come meta bike-friendly competitiva, capace di soddisfare un pubblico sempre più attento alla qualità dell’esperienza e alla sostenibilità della proposta.

“Tauri Memories”. Quando in campo scendevano “loro”!

Un’intera giornata, al “Motovelodromo Fausto Coppi”, per rivivere la storia della grande squadra di “Football Americano”

Sabato 31 maggio, ore 10,30 – 17,30

Più, molto di più che una semplice storia di “Football”! I “Tauri” hanno rappresentato e, ancor oggi, rappresentano e raccontano una storia fatta di “Football– Fratellanza – Passione”. Storia grande, indimenticata e indimenticabile che verrà, a ragione, ricordata con “Tauri Memories”, evento in programma al “Motovelodromo Fausto Coppi” di corso Casale, sabato 31 maggio (ore 10,30 – 17,30), a Torino.

Organizzata dall’Associazione “APS SEAL Sport Experience Activation Lab ASD” , in collaborazione con la “Community Veteran Players TAURI” , la giornata vuole raccontare “non solo l’evoluzione di una squadra – precisano i responsabili – ma anche quella di un movimento e di una visione educativa e sportiva”.

L’esposizione fotografica, accompagnata da materiale di gioco storico , farà rivivere la compagine di “Football americano” militante nel “Campionato nazionale di Prima Categoria” che giocò al “Motovelodromo” dal 1979 al 1987.

Per l’occasione, alle 11,30 è in programma, alla presenza dell’assessore comunale allo Sport Domenico Carretta, l’inaugurazione della “targa commemorativa” dedicata ai “Tauri” e collocata all’ingresso della struttura, accanto a quella dei “Campioni d’Italia del Rugby” del 1947.

Un po’ di storia.

L’avventura sportiva e di vita dei “Tauri” inizia nel 1977 ed è indissolubilmente legata a un nome, quello del mitico astigiano di Castelnuovo Calcea (dove nasce nel 1915) Bruno Beneck, scomparso a Roma nel 2003, atleta, giornalista, regista cinematografico e televisivo (autore, fra l’altro della famosa “Domenica Sportiva” da lui diretta dal 1970 al ’72) e visionario dirigente sportivo, pioniere in Italia, insieme a Giovanni Colombo, del “Football” americano. E’ proprio lui a lanciare il primo “Campionato Italiano di Football Americano” o “Torneo della Stampa Sportiva”Le quattro squadre partecipanti, rappresentanti delle principali testate giornalistiche sportive italiane, erano in realtà formate da “militari” delle basi “NATO” americane .

A vincere furono i “Tori di Torino” , che in finale sconfissero i “Diavoli di Milano”.

Due anni dopo, nel 1979 , Beneck riesce a compiere il vero passo decisivo: fonda la “Lega Italiana Football (LIF)” e organizza il “Primo campionato con squadre composte esclusivamente da atleti italiani”.

I “Tori”, nati nel 1977, vengono rifondati da un gruppo di studenti dell’“Istituto Margara” di Torino, iscrivendosi al Campionato del 1980. Grazie ai rapporti internazionali di Beneck, le attrezzature e le divise arrivano direttamente dagli USA: nel 1979 sono i “Los Angeles Rams” a sostenere i “Tori”, fornendo le divise giallo– blu, i colori propri della Città di Torino. Nel 1981, la “LIF” si chiude, ma non si spegne. L’anno successivo, a Milano, nasce l’“Associazione Italiana Football Americano (AIFA)” con presidente Giovanni ColomboI “Tori” cambiano nome in “TAURI” per potersi iscrivere ai campionati “AIFA”. Cambiano anche i colori: da “giallo-blu” a “granata e bianco”. Ma il loro spirito resta immutato. Il 1984 è  l’“anno d’oro” : 7 vittorie2 sconfitte e 1 pareggio.

Nel 1986 iniziano le difficoltà economiche . Difficoltà che, dopo una fusione con i “Gators” della seconda divisione, nel 1988 diventano insostenibili. La squadra si scioglie, e molti atleti di livello nazionale passano ai “Giaguari” , l’altra storica squadra torinese. Ma lo spirito “Tauri” è ancora forte.

Nasce una “Community spontanea”: ex giocatori e sostenitori continuano a incontrarsi, ogni anno durante il “Tauri Day”Nel febbraio 2013, circa 30 ex “Tauri” fondano la “Tauri Torino”, per ridare vita al sogno: un football fatto di valori, amicizia, crescita. Nascono due progetti. “Classe Tauri”: corsi didattici nelle scuole torinesi, realizzati da un tavolo multidisciplinare con esperti universitari, “Flag Football Agonistico”, con partecipazione ai Campionati “FIDAF”. Dal 2013 al 2024, il progetto coinvolge oltre 1.500 studenti l’anno, forma più di 30 istruttori scolastici, accoglie più di 30 tirocinanti “SUISM” e organizza numerosi tornei e corsi di formazione per docenti.

A fine 2024, l’attività agonistica dei “Tauri Torino” termina. Ma l’eredità vive e si trasforma: i “progetti educativi e “didattici” confluiscono in “APS Sport Experience Activation ASD”Associazione impegnata nella promozione del “calcio americano” come strumento educativo ed inclusivo. E la grande “Storia” dei “TAURI”, pur se trasformata, in una fresca miriade di rivoli e ruscelli prosegue senza mai dimenticare il flusso ancora limpido di un lungo “fiume”, sinonimo di amore, passione, amicizia e benefiche regole di sport e di vita.

Per info: “Motovelodromo Fausto Coppi”, corso Casale 144, Torino; tel. 011/3828188 o www.motovelodromo.to.it

  1. m.

Nelle foto: Immagini di repertorio 1985/ 1986

L’Associazione Narconon promuove il “Torneo Calcistico ‘Io Dico No’”

Una partita tra ex Glorie del Calcio, personaggio radiotelevisivi e Amministratori Locali

Mercoledì 28 maggio, alle 11.30, presso il Consiglio Regionale di via Alfieri 15, a Torino, si è svolto nella sala delle Bandiere l’incontro di presentazione dell’iniziativa benefica “Torneo calcistico ‘Io Dico No’”, il cui incasso verrà devoluto alla Fondazione Tumori MSR Muscolo Scheletrici. Il torneo coinvolgerà 16 società calcistiche del torinese annata 2017. L’evento, promosso e curato da Forza Italia e Associazione Narconon Piemonte APS, prevede una partita di calcio presso il campo sportivo del Pozzomaina, in via Monte Ortigara 78, tra ex Glorie del Calcio e alcuni personaggi radiotelevisivi contro una rappresentanza di Amministratori Locali.

Nella giornata di sabato sarà presente anche l’ex calciatore della Juventus Michele Padovano, che testimonierà la sua esperienza riguardante la sua nota vicenda giudiziaria, raccontata anche nel libro di recente uscita intitolato “Tra la Champions e la Libertà”, edito da Cairo.

“L’Associazione Narconon si occupa della gestione e del recupero, in modo naturale, di persone vittime di dipendenza da alcool e droghe – ha dichiarato Natasha Benincasa, in rappresentanza dell’Associazione Narconon, che ha sede a Villafranca d’Asti, dove si trova anche la comunità omonima – Penso sia importante il ruolo della prevenzione a partire dalle scuole e dalle società sportive che lavorano con i ragazzi. Il nostro ruolo è quello di creare consapevolezza attorno a ciò che circonda l’uso delle sostanze e contrastare la falsa informazione a riguardo. Le persone devono avere una seconda opportunità, e per aiutarle a rialzarsi è doveroso approfondire la conoscenza di questi argomenti. Promuoveremo molti eventi come questo per sensibilizzare la società”.

“Grazie all’Associazione Narconon sono uscito da un periodo difficile – ha raccontato l’ex portiere del Torino Lys Gomis, intervenuto alla conferenza stampa – Sono stato dipendente da sostanze e l’Associazione mi ha aiutato a uscirne in modo naturale, facendo sì che io riprendessi in mano la mia vita. Credo che la comunicazione tramite lo sport sia diretta ed efficace, e per questo ho voluto mettermi in gioco personalmente. È drammatico pensare che l’84% dei giovani consumi alcool o droghe. Ci tengo a ringraziare Forza Italia per la sensibilità e l’organizzazione di questo importante evento mediatico, un’occasione per divertirsi, contribuire all’educazione, alle conoscenze dei giovani e fare della beneficenza in favore della Fondazione Tumori MSR Muscolo Scheletrici”.

Gian Giacomo Della Porta

Sport memorabilia da Bolaffi: Maradona, Platini, Pelè

All’asta in Sala Bolaffi anche la collezione di maglie appartenuta al giornalista sportivo Bruno Bernardi

Circa cento lotti selezionati, tra maglie, coppe, medaglie e altri cimeli faranno battere il cuore di tifosi e appassionati di calcio durante l’asta di Sport memorabilia, in programma giovedì 29 maggio alle 15:30 in Sala Bolaffi a Torino (via Cavour 17). In catalogo spicca in particolare la collezione di maglie da calcio appartenuta all’ex giornalista sportivo del quotidiano La Stampa Bruno Bernardi, testimone diretto di generazioni di campioni degli anni ’70 e ’80.

Tra queste la maglia della Nazionale argentina indossata a Italia ’90 da Maradona e da lui personalmente regalata a Bernardi, a cui il Pibe de Oro era legato da una profonda amicizia, confermata anche dal fatto che fu l’unico giornalista italiano invitato al suo matrimonio (lotto 100, stima 15-20.000 euro). Altro cimelio di Bernardi la maglia indossata da Platini durante una delle sue convocazioni in Nazionale nel 1981/82 (lotto 94, stima 5.000-7.500 euro) e quella della Nazionale di Gigi Riva del 1972 (lotto 97, stima 2.500-3.500 euro).

Tra gli altri highlight dell’asta ci sono la maglia della Nazionale brasiliana appartenuta a Pelè, stagione 1970/71, e da lui autografata (lotto 101, stima 7.500-10.000 euro), quella del Napoli indossata da Maradona nella stagione 1985/86 (lotto 83, stima 7.500-10.000 euro) e quella della Roma portata da Maurizio Turone nella stagione 1980/81 (lotto 90, stima 5.000-7.500 euro).

Nella sezione dedicata ai club stranieri si va dalla maglia dei New York Cosmos appartenuta a Franz Beckenbauer nella stagione 1980 (lotto 23, stima 3.500-5.000 euro), a quella della Stella Rossa di Belgrado, stagione 1983/84 (lotto 85, stima 3-5 mila euro), passando per la maglia del Liverpool, stagione 1982/84, attribuita al bomber Ian Rush (lotto 86, stima 5.000-7.500 euro).

Tra le rarità, si segnala infine il programma ufficiale dei Campionati del mondo di calcio del 1934 (lotto 5, stima 1.500-2.000 euro).

PDF CATALOGO www.astebolaffi.it/it/auction/788

Berzano ricorda Nino Defilippis, il “Cit” delle due ruote

Nel bar della piazzetta, a Berzano San Pietro, nell’astigiano, si segue il Giro d’Italia in televisione. Sono gli ultimi giorni della corsa rosa, i girini scalano le montagne, si avvicina la conclusiva e forse decisiva tappa di Sestriere, l’ultima fatica. Si commenta ad alta voce, come si fa nei bar, e qualcuno ricorda un certo Nino Defilippis, uno dei più grandi campioni italiani di ciclismo degli anni Cinquanta-Sessanta, che gli amanti del ciclismo non scordano sicuramente, soprattutto qui nella piccola Berzano, 414 residenti, sulle prime colline del Monferrato astigiano, tra Albugnano e Casalborgone, dove il “Cit” delle due ruote, “piccolo” in dialetto piemontese, veniva a trovare sua mamma, Maria Ferraris. Corse con Coppi, Bartali, Bobet, Anquetil, Koblet, Magni, Balmamion, Motta, Zilioli, con una straordinaria forza che gli permise di vincere nove tappe al Giro, sette tappe al Tour, due alla Vuelta spagnola, ha indossato sette volte la maglia rosa, un Giro di Lombardia, due titoli nazionali e l’argento ai campionati mondiali di Berna nel 1961.
La più giovane maglia rosa del Giro d’Italia. Tutt’altro che piccolo ed esile! Era un passista veloce e, pur non essendo uno scalatore, nel ’56 riuscì a vincere la classifica scalatori alla Vuelta di Spagna. Andava forte su tutti i terreni. Padre pugliese, madre astigiana, berzanese, Defilippis nacque a Torino nel ’32, abitava in via Palazzo di Città, in pieno centro, ma era molto legato a Berzano San Pietro in quanto paese della madre e dei nonni. I genitori erano proprietari di un pastificio, diventato famoso, e Nino, nonostante una grande passione per il calcio, era un super tifoso del Torino, scelse il ciclismo. Non solo ciclista su strada, come pistard partecipò alla Sei giorni di Milano nel 1961, 1962 e ’64, piazzandosi nono e settimo. Si ritirò dalle gare nel 1964 e divenne commissario tecnico della nazionale ai campionati del mondo del 1973, quando vinse Felice Gimondi, e a quelli dell’anno successivo. Lasciato il ciclismo diventò imprenditore nel settore dell’indotto auto ma in seguito tornò al grande vecchio amore di famiglia, lo storico pastificio Defilippis.
Il grande Nino si è spento il 13 luglio 2010 all’età di 78 anni. Berzano San Pietro lo ricorda con un piazzale inaugurato di recente davanti al cimitero dove è sepolto accanto a sua mamma. È il piazzale Nino Defilippis in omaggio al “Cit” delle due ruote. All’esterno del “bar dei girini” una grande fotografia in bianco e nero immortala il campione sulla mitica Bianchi vincere nel 1956 la tappa del Tour Gap-Torino in uno Stadio Comunale pieno di gente, davanti al suo pubblico. Campione di un ciclismo d’altri tempi.
 Filippo Re