SPETTACOLI- Pagina 6

Anche un documentario Rai per i 100 anni di Susanna Egri 

Il 18 febbraio prossimo, Susanna Egri, coreografa e ballerina di origine ungherese, figlia dell’allenatore del Grande Torino, Ernő Egri Erbstein, scomparso con la squadra nella tragedia di Superga, compirà 100 anni, un traguardo di notevole rilevanza, considerando che l’artista è ancora attiva, e che non è passato inosservato neanche alla RAI, tanto che per festeggiare i suoi 100 anni, Rai Teche, in collaborazione con il Centro di produzione TV di Torino, proporrà un tributo a una delle più grandi protagoniste della danza del Novecento, con “Susanna Egri, una vita sulle punte”, disponibile su RaiPlay da martedì 17 febbraio, vigilia del compleanno della grande coreografa.
Si tratta di un viaggio alla scoperta di una donna visionaria, che ha saputo trasformare la disciplina classica in un linguaggio contemporaneo e moderno, portandolo nelle case di tutti noi. Quello di Susanna Egri è un caso in cui la vita della donna coincide perfettamente con la sua arte, un’esistenza, forse più d’una, vissuta attraverso la coreografia sperimentata in tutte le sue forme, dal balletto neoclassico al jazz, dal folklore all’espressionismo. Il racconto si snoda attraverso un’intervista originale in cui l’artista ripercorre con straordinaria lucidità i momenti che hanno segnato la sua vita e la sua carriera, a partire dalla sua infanzia cosmopolita al seguito del padre, al trauma delle leggi razziali che la allontaneranno dalle scuole italiane, dal ritorno in Ungheria, dove scoprì la danza come “una nuova maniera di considerare la vita”, fino al rientro a Torino, dove portò la ventata di novità assimilate nel fervore artistico di Budapest. Con la tragedia di Superga del 1949, perse il padre e, con lui, tutto il suo mondo.

“A Superga ho ritrovato la valigia prestata a mio padre – ricorda l’artista – dento c’era la bambolina con il costume portoghese che mi stava portando in dono. È diventata il mio talismano, non l’ho mai rattoppata, è sempre con me”.

Il 1949 fu, nello stesso tempo, l’inizio delle trasmissioni sperimentali, e fu proprio la televisione a dare a Susanna Egri la forza di ricominciare, chiamata da Sergio Pugliese, che intuì come la televisione avesse bisogno di movimenti. La Egri creò il primo teleballetto originale, dal nome “Le foyer de la danse”, e iniziò una stagione di sperimentazione senza precedenti. Ricordiamo le avanguardistiche coreografie jazz, il sontuoso ballo Excelsior, l’audace coreografia “Jeux” di Vaclav Fomič Nižinskij. Dal 1954 le fu affidata una rubrica all’interno di “Orizzonte”, uno dei primi settimanali televisivi della neonata televisione RAI, una prova di rotocalco firmata da Umberto Eco, Gianni Vattimo e Furio Colombo. Per il programma, la Egri presentava un Carnet di ballo, in cui informava i telespettatori su vecchie e nuove tendenze del mondo della danza, dimostrando spiccate doti divulgative oltre al suo talento da ballerina. Nel 1963 la RAI le commissionò tre balletti televisivi, e la Egri decise di ispirarsi ai libretti da cui nacquero opere come “Turandot”, “Vita di Boheme” e “Cavalleria rusticana”. Grazie alla sua rielaborazione dell’opera di Mascagni, tratta dalla novella di Giovanni Verga, e alla capacità creativa di ambientarla in una Sicilia degli anni Cinquanta, influenzata dalla cultura d’oltreoceano, Susanna Egri si aggiudicò la vittoria del prestigioso Prix Italia.

La Fondazione Egri, dal canto suo, festeggia il centenario della sua fondatrice con le celebrazioni che si apriranno il 18 febbraio, giorno del centenario, al teatro Maggiore di Verbania, nell’ambito di Maggiore Danza, rassegna curata dalla stessa Fondazione. Verranno portati in scena due momenti della sua straordinaria carriera: “Istantanee”, del 1953, lo spettacolo che ha segnato la sua giovinezza artistica su musica originale del musicista  ungherese Paul Arma, e “Cantata profana il cervo fatato”, il recentissimo lavoro di Raphael Bianco, creato appositamente per l’occasione sulla musica di Béla Bartók, e dedicato a Susanna Egri, con cui ha fondato la compagnia EgriBiancoDanza.

A breve inizieranno i lavori nell’ex cinema torinese Arlecchino di corso Sommelier angolo via San Secondo, che per volontà di Susanna Egri rinascerà quale teatro Stabile della sua compagnia. Sotto la Mole si sta girando, intanto, in queste settimane, un film sulla sua vita diretta da Giorgio Ferraro, grazie alla Film Commission Piemonte.

MARA MARTELLOTTA

Il libro della giungla a teatro

Teatro Concordia

Domenica 22 febbraio, ore 16

 

 

Il linguaggio del teatro danza e del teatro di narrazione nello spettacolo tratto dai racconti di Kipling

 

 

Il piccolo Mowgli, trovato da un branco di lupi, impara a vivere nella giungla e rispettarne le leggi. I suoi mentori, Baloo l’orso e Bagheera la pantera, lo conducono attraverso le insidie e i pericoli che un cucciolo d’uomo deve affrontare nella foresta tropicale.

Lo spettacolo è tratto dai racconti de Il libro della giungla del premio Nobel per la letteratura Rudyard Kipling, un’opera narrativa di formazione dove emergono valori universali di rispetto dell’altro e di relazione con le leggi della natura. La compagnia Fantateatro mette in scena questo capolavoro attraverso i linguaggi del teatrodanza e del teatro di narrazione. Abili ballerini danno vita agli animali danzando su musiche eseguite dal vivo, mentre un narratore racconta la storia, aiutato da piccole riproduzioni dei protagonisti. A rendere lo spettacolo ancora più speciale sono i costumi creati da Federico Zuntini: spettacolari teste scolpite nel polistirolo che trasformano gli interpreti negli abitanti della giungla.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Domenica 22 febbraio 2026, ore 16

Il libro della giungla

Favole a Merenda

Da Rudyard Kipling

Adattamento e regia di Sandra Bertuzzi

Allestimento scenografico di Federico Zuntini

Musiche eseguite dal vivo da Marco Zanotti (percussioni)

Costumi Atelier Fantateatro

Produzione Fantateatro

Dai 3 anni

Biglietti: adulto 10 euro, bambino 7 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

“Ergo non sei” in scena al Baretti

Per la stagione 2025-2026 del Cineteatro Baretti, giovedì 19 febbraio, alle ore 21, e venerdì 20 febbraio, alle ore 20, andrà in scena la pièce teatrale “Ergo non sei”, per la drammaturgia di Luigi Di Gangi, Julio Garcia e Ugo Giacomazzi. Interpreti e registi Luigi Di Gangi e Luigi Giacomazzi. Accoglie nuovamente Teatrialchemici, nella stagione teatrale “Aurea Familia” del teatro Baretti, è un gesto naturale e fondante. Come ogni ritorno, conferma l’idea di famiglia teatrale. Il lavoro profondo portato in scena lo scorso anno con attori con disabilità cognitive fa di questo ritorno motivo d’orgoglio per l’associazione. “Ergo non sei” è un viaggio intimo e surreale, una riflessione potente sul destino, sulla fede e sull’identità. Dare spazio a questo tipo di teatro significa ribadire che la qualità, la bellezza e il rigore del palcoscenico passano anche e soprattutto attraverso il coraggio di porre domande radicali.

Il conclave di Madonne riunitosi in cielo ha scelto il nuovo Eletto, colui che dovrà scrivere il nuovissimo Testamento e che dovrà parlare al mondo con animo illuminato. La Madonna del Ponte, Avvocata nostra, si fa così tramite del volere celeste e scende in Terra ad annunciare all’eletto il suo destino. Nella tre giorni in cui deve compiersi tutto, il tempo è una spada di Damocle nella vita di un uomo messo di fronte a un fatto compiuto, e a cui non è richiesta alcuna scelta, ma solo l’ammissione della propria responsabilità. Michele, quarantenne ateo, solitario, assistente universitario di Filosofia, vive da sempre con la madre in un routine immobile scandita da gesti e riti familiari. La sua esistenza, silenziosa e priva di slanci, viene sconvolta quando la Madonna del Ponte gli appare annunciandogli che è stato scelto come nuovo Eletto per diffondere un Vangelo rinnovato. Questo evento straordinario innesca un cambiamento profondo, mettendo in crisi le sue certezze e trasformando i rapporti con la madre e il mondo. Accettare di essere l’Eletto non è facile per nessuno, tantomeno per un uomo che non crede in Dio. In tre giorni sospesi tra realtà e visione, Michele si confronta con la responsabilità del proprio destino, in uno spazio scenico essenziale che amplifica il leso delle domande più antiche dell’umanità: chi siano? In che cosa crediamo? Che cosa ci ha chiesto di diventare?

Biglietteria: intero 13 euro – ridotto 11 euro – under 25, over 65, ANPI e Feltrinelli – eniticket.it

In cassa, se disponibili, nei giorni d’apertura o prima dello spettacolo.

Info: teatro Baretti – www.teatrobaretti.it

Mara Martellotta

Fabulae. Un monologo sulla dis-parità di genere

Venerdì 20 febbraio alle 21 allo Spazio Kairos, via Mottalciata 7, va in scena “Fabulae – Un monologo sulla dis-parità di genere”, di e con Massimiliano Loizzi«Avrei voluto intitolarlo “Il mansplaining spiegato alle donne”, ma ci tengo alla mia incolumità e così ho preferito un titolo più fiabesco che piace alle donne. Sono ironico, eh!» afferma Loizzi.

Lo spettacolo

Come si può raccontare uno dei temi più dibattuti della nostra società senza risultare retorico o nella peggiore delle ipotesi senza fare mansplaining? Si può narrare la storia delle favole, e la sua evoluzione nei secoli. Dalle primissime forme di narrazione orale alle raccolte scritte di Basile e Perrault, fino alle più moderne favole dei fratelli Grimm, Andersen e Walt Disney, lo spettacolo mostra il cambiamento della condizione della donna nel tempo,

Fabulae svela quanto spaventosamente poco sappiamo dell’universo delle fiabe e racconta i terribili segreti dietro l’origine del mito: storie fatte di violenza, sesso, tradimenti e stupri dove la donna è sempre e solo assassina, traditrice, moglie, serva o schiava.

 

«E forse è ora che le nostre storie vadano nuovamente e per l’ennesima volta cambiate e

“aggiornate” perché da sempre si adattano ai tempi che devono raccontare» si spiega nella presentazione dello spettacolo, un comedy show che intreccia satira, ironia, poesia e denuncia, raccontando in modo irriverente, spassoso e a tratti toccante, un tema fondamentale della nostra società.

MASSIMILIANO LOIZZI

Massimiliano Loizzi attore, comico, autore, 40 anni superati da un po’, milanese d’adozione, è volto noto de il Terzo Segreto di Satira, protagonista delle due stagioni di “Sandro” in coppia con Francesco Mandelli. Il suo primo film da protagonista con il collettivo, “Si muore tutti democristiani“, è su RayPlay. Autore dei romanzi “Quando diventi piccolo”,  edito da Rizzoli/Fabbri Editori, e di “Maledetta primavera” e “La Bestia” edito da People, scrive una rubrica settimanale per FanPage.it. Ha curato per due anni la copertina di Piazza Verdi su RadioRai3

È autore, interprete e regista degli spettacoli della compagnia Mercanti di Storie in collaborazione con il Teatro della Cooperativa di Milano: attualmente in distribuzione con la serie di tre monologhi di teatro civile il Matto, gli spettacoli di satira e comedy show, e la riscrittura de L’Opera da tre soldi.

Attore della compagnia Stabile/Mobile di Antonio Latella, per diverse stagioni; ha collaborato fra gli altri con Renato Sarti, Paolo Rossi, Tullio Solenghi, Matteo Tarasco, PierPaolo Sepe, Riccardo Goretti, Corrado Accordino, Lino Musella. È interprete di svariati film, fra cui, nel 2024, “Zamora” di Neri Marcorè e “I Soliti Idioti 3″.

Utilità
Informazioni: 3514607575 (anche whatsapp),  biglietteria@ondalarsen.orgwww.ondalarsen.org.

Ingresso riservato ai soci Arci: se ci si tessera in loco, il biglietto del primo spettacolo è a 6 euro.
Spazio Kairos apre un’ora prima degli spettacoli. I biglietti si possono comprare online su www.ticket.it.
Intero: 12 euro. Ridotto (universitari, over 65, TAT, CRAL, carta giovani, abitanti circoscrizione 6, AIACE): 10 euro. Under 18 e persone con disabilità: 8 euro. Ridotto Comitiva (acquisto minimo di 6 biglietti per la stessa serata: 48 euro. Abbonamento “Onda” con 4 spettacoli a scelta: 32 euro.

I Carmina Burana al Concerto di Carnevale dell’OSN RAI

Una delle composizioni sinfonico-corali più celebri del Novecento sarà protagonista di uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico dell’Auditorium RAI, che ha già registrato il tutto esaurito. Il Concerto di Carnevale, dedicato alla celebre opera di Carl Orff, si terrà martedì 17 febbraio alle ore 20.30 presso l’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino. La serata sarà inoltre ripresa da RAI Cultura e trasmessa su RAI 5 alle ore 22.45.

A dirigere l’orchestra sarà John Axelrod che, nel 2026, festeggerà i sessant’anni e trent’anni di carriera, durante i quali ha guidato oltre duecento orchestre in tutto il mondo. Attualmente direttore principale della Bucharest Symphony Orchestra, Axelrod è apprezzato a livello internazionale per energia interpretativa e versatilità stilistica.

Sul palco si esibiranno il soprano Valentina Farcas, il tenore Sunnyboy Dladla e il baritono Alessandro Luongo. Parteciperanno inoltre il Coro Sinfonico di Milano, diretto da Massimo Fiocchi Malaspina, e il Coro di Voci Bianche del Teatro Regio di Torino, preparato da Carlo Fenoglio.

Considerati una pietra miliare della musica del Novecento, i Carmina Burana furono composti da Carl Orff tra il 1935 e il 1936 e debuttarono l’8 giugno 1937 a Francoforte sul Meno, mentre l’esecuzione italiana avvenne nel 1942 al Teatro alla Scala di Milano.

L’opera si ispira a ventiquattro canti goliardici medievali contenuti nel Codex Buranus, manoscritto rinvenuto presso l’abbazia di Benediktbeuern. Il titolo significa infatti “Canti di Beuern” e fa riferimento a questa raccolta poetica risalente ai secoli XII e XIII, scritta in latino medievale, tedesco medio e francese antico.

Colpito dal fascino di questi testi nel 1934, Orff realizzò una composizione monumentale articolata in cinque sezioni, precedute da un prologo e concluse da un finale. Nonostante una iniziale diffidenza del regime nazista, che criticò lo stile essenziale e le influenze jazzistiche dell’opera, il debutto tedesco riscosse un successo straordinario.

La prima sezione, Primo vere, celebra il risveglio della natura, la giovinezza e l’amore e contiene il celeberrimo coro O Fortuna, diventato nel tempo uno dei brani più riconoscibili e frequentemente utilizzati nel cinema e nella pubblicità. Tra gli altri pezzi figurano Veris leta facies ed Ecce gratum.

La seconda sezione, In taberna, descrive il mondo dei piaceri terreni e della vita dissoluta, mentre la terza, Cours d’amours, affronta i temi della bellezza, dell’amore e dell’ironia dell’esistenza. Tra i momenti più noti figurano Tempus est iocundum, dedicato alla gioia e alla danza, e Ave formosissima, omaggio alla bellezza femminile.

Dal punto di vista musicale, i Carmina Burana si distinguono per la loro forza ritmica ed espressiva. Orff utilizza un vasto organico orchestrale che include un importante apparato di percussioni, ottoni e archi, affiancato da coro misto e solisti vocali. Caratteristico è anche l’impiego percussivo del pianoforte e dei tamburi, elementi che contribuiscono a creare un impatto sonoro energico e coinvolgente.

I biglietti per il concerto, fuori abbonamento, risultano già esauriti.

Per informazioni è possibile contattare la biglietteria dell’Auditorium RAI di Torino, in piazza Rossaro, al numero 0118104653 oppure scrivere all’indirizzo biglietteria.osn@rai.it.

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Giangilberto Monti & Heggy Vezzano e gli Statuto

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Martedì. Al Blah Blah gli Statuto presentano in concerto il disco “Tempi Moderni”. Allo Ziggy si esibisce il duo Nadja.

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour suona Carletto e gli Impossibili. Al Blah Blah è di scena Gianni TBAY’.

Giovedì. All’Hiroshima si esibiscono i Nobraino. Alla Divina Commedia suonano i The Tramps. Al Magazzino sul Po sono di scena i Leatherette. Allo Spazio 211 si esibiscono i Gazebo Penguins. Al Blah Blah suonano i Carbs + Fango. All ‘ Off Topic è di scena Dario Sansone Trio.

Venerdì. Al Magazzino di Gilgamesh è di scena Taylor & Halsted. Al teatro Colosseo si esibisce Delia. Al Circolino suona il Tokyorama Quartet. Alla Divina Commedia si esibisce la Momo Rock Band. Al Folk Club suona Giangilberto Monti & Heggy Vezzano. All ‘ Off Topic è di scena Scarda. Al Blah Blah suonano i SFC + L’Abisso. Al Magazzino sul Po si esibiscono i Brucherò Nei Pascoli + Cowboysquad.

Sabato. Al Peocio suona il Bermuda Acoustic Trio. Al Folk Club è di scena Dylan Le Blanc. Al Magazzino sul Po suonano Asino + Selce. Al Blah Blah si esibiscono i the Crimson Ghost + Coconut Planters.

Domenica. Al Blah Blah gli Statuto presentano in concerto il disco “RiSKAtto + I Premi Oskar.

Pier Luigi Fuggetta

Luca Marinelli o la scommessa persa sulle “Cosmicomiche” di Calvino

Repliche al Carignano sino a domenica 22

Rivolto verso il buio della sala, con gli occhi attoniti, sbalordito di se stesso, a metà dello spettacolo, il protagonista Qfwfq, familiarmente Q, si ritrova a riflettere su “che cosa stiamo facendo?”. Insuperabile e insuperata domanda a cui è difficile dare una risposta, da parte sua, riversata nello smarrimento di molti spettatori. Luca Marinelli – per la prima volta lo vedo su un palcoscenico, un attore che in più di una occasione s’è fatto ammirare sullo schermo, dall’ormai lontana “Solitudine dei numeri primi” alle prove con Caligari e Mainetti, la rivisitazione di “Martin Eden” per cui ha vinto la Coppa Volpi a Venezia nel 2019, sino all’eccellente “Otto montagne” (con l’amico Borghi, dal romanzo bellissimo di Cognetti), sino all’”M – Il figlio del secolo”, radici estere con la regia di Joe Wright ma intelligenza e sensibilità e inventiva tutte italiane: per cui per l’intera serata mi trovo a richiedermi quanto valga nei risultati il richiamo del divo, qui pure coregista con Danilo Capezzani – si è rivelato ad ogni occasione grande attore ma, con tutta sincerità, su quelle tavole del Carignano, nemmeno riesco a comprendere se davvero teatralmente lo sia (il teatro ha ben altri trabocchetti): ovvero se sia in grado di dare corpo al suo protagonista, di renderlo autentico personaggio con lo spessore che il teatro richiede, se riesca a superare scena dopo scena le sabbie mobili di una drammaturgia ardimentosa e scomposta e impertinente – dopo tutto fragilissima, tipo serie di sketch che non concludono mai – che per lui ha approntato Vincenzo Manna ricavandola da quelle “Cosmicomiche” (debutto contrastato a Spoleto l’estate scorsa) che, posti in raccolta dodici racconti pubblicati dapprima per le testate del “Giorno” e del “Caffè”, Italo Calvino pubblicò poi per Einaudi nel 1965.

Una cornice di avanspettacolo, forse di più trasandato baraccone alla festa del paese, un carico non trascurabile di comicità e ironia verso il mondo della scienza, un entertainer con la sua elegante giacca rossa di lustrini, un viaggio della memoria alla ricerca di un mondo scientifico, un capodanno futuribile, quello dell’anno 2035, che è più fine che inizio, l’antica filosofia dello spazio infinito e del tempo e il caos della loro costruzione, la testimonianza lontana del Big Bang, di quella palla distante e grigia che è la luna, la ricerca della poesia che facciamo fatica a veder arrivare. Tanto ogni azione è spezzettata, mai legata a quanto precede e a quella che la segue, 120’ difficili a scorgere, a recepire, ad assaporare (pubblico festante e osannante per molti versi, ma due signore nel corridoio d’uscita a confessarsi reciprocamente “guarda, io me ne sarei già uscita da un pezzo…”, con allure d’educazione, sabauda o no: e le espressioni che negano sono tante). Perché s’è notata, nell’intera serata, la difficoltà a inquadrare, tra grande fluttuare di veli, la filosofia temporale di Calvino che certo si guardò bene dallo scrivere per il teatro e qui svela tutta la fatica a essere imprigionato in un contenitore che gli sta davvero stretto. Che non è decisamente suo. Che poco o nulla ha a che fare con le sue pagine. Un progetto a lungo vagheggiato, una scommessa, decisa e composta in piena libertà, e rendiamo merito per il coraggio, ma persa, un filo rosso che è difficile rintracciare per collegare un inizio e una fine, un gran correre di tutti gli attori – che altro non fanno che inseguire quel gioco: diligenti Valentina Bellè, Federico Brugnone, Alissa Jung alias signora Marinelli, Fabian Jung, Gabriele Portoghese e Gaia Rinaldi – per la sala forse a voler rendere maggiormente partecipe il pubblico, farlo proprio, accalappiarlo festosamente, il cartello che invita agli “applausi” (non si sa mai!), la rappresentazione del gioco difficile da far collimare con quelle stesse pagine. Il nonsenso invade il palcoscenico, si parla anche di tagliatelle nello spazio, più che l’alto Calvino si scivola nel più frizzante Campanile. E tutto rimane lì, difficile da decifrare e da accettare.

Allora, nel mare magnum della sfilacciatura, della “Vita cosmicomica vita di Q” ti affidi piuttosto alle scene di Nicolas Bovey e alle loro invenzioni, il gran velame di cui s’è detto e la grande sfera argentata che incanta e travolge, alle luci del medesimo che appaiono un incanto, che colpiscono e che cullano, ai costumi di Anna Missaglia, colorati e divertenti. Ma di quella scommessa, su cui molti hanno creduto, ti rimane poco, saremmo tentare di dire nulla. Repliche, per la stagione dello Stabile torinese, sino a domenica 22 febbraio.

Elio Rabbione

Nelle immagini di Anna Faragona, alcuni momenti dello spettacolo.

Raiteche “Archive Alive!” compie 10 anni

Tivù tivù

“Raiteche “Archive Alive!”, la rassegna della Mediateca Rai “Dino Villani” di Torino che apre al pubblico le porte del suo prezioso archivio compie 10 anni. Un decennio di memoria collettiva grazie ai numerosi incontri con la visione di programmi, documentari, inchieste e sceneggiati che hanno segnato un’epoca e fatto la storia della televisione italiana. Dopo il primo appuntamento del 2026 nel mese di gennaio, dedicato ad un gigante del teatro, il regista Luca Ronconi, martedì 16 febbraio, al Tv8 del Centro di Produzione Rai di Torino verrà proposto, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano, giuliano e dalmata, il tv movie di Gianluca Mazzella “La bambina con la valigia”.

Tutto inizia da una fotografia in bianco e nero del luglio 1946 che ritrae una bambina con in mano una valigia con la scritta “Esule giuliana n. 30001”: si chiama Egea Haffner e la sua storia comincia quando il padre scompare, probabilmente inghiottito dalle foibe. La Haffner, autrice del libro autobiografico dal quale è tratto il film, sarà ospite dell’evento e porterà la sua testimonianza diretta.

Dialogheranno con lei, Alessandro Cuk, critico cinematografico e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, lo storico del cinema Sergio Toffetti e Sinéad Thornhill, l’attrice che impersona Egea da ragazza nella produzione di Rai Fiction.

Igino Macagno

Una notte al Museo del Cinema con il Club Silencio

Sabato 21 febbraio, dalle 19.15, Club Silencio e Museo Nazionale del Cinema accoglieranno i visitatori alla Mole Antonelliana con una straordinaria apertura serale in occasione della mostra “Pazza Idea”: le icone pop di Angelo Frontoni, il sound di Luke Barral, l’ascensore panoramico con un’esclusiva vista notturna sulla città, cinema, drink e molto altro. Il Museo Nazionale del Cinema, uno dei più visitati in Italia, apre le porte agli anni Settanta e Ottanta in occasione della mostra “Pazza Idea”, esposizione che racconta due decenni attraverso lo sguardo di Angelo Frontoni, il fotografo che ha ritratto grandi protagonisti del cinema, della moda e della televisione, quali Ornella Vanoni, Brigitte Bardot, le gemelle Kessler e Raffaella Carrà.

La Mole si svela in una veste inedita per un viaggio nella storia del cinema, dalle origini ai giorni nostri, un percorso immersivo tra scenografie, proiezioni, effetti speciali e reperti iconici. Da non perdere anche “Manifesti d’artista”, la mostra temporanea con importanti locandine cinematografiche realizzate da illustri creativi.

L’ascensore panoramico conduce al tempietto della Mole Antonelliana: 85 metri d’altezza offrono una prospettiva insolita su Torino, eccezionalmente visibile nella sua affascinante atmosfera notturna. Luke Barral animerà l’atmosfera con un set musicale ispirato agli anni Settanta, mentre il lounge bar offrirà una selezione di drink, birre e vino per completare l’esperienza.

Info: sabato 21 febbraio-ore 19.15 -00.00 – ultimo accesso alle ore 23 – ultimo accesso alla visita ore 22.45

Mara Martellotta