SPETTACOLI- Pagina 3

“Le ragazze” di Diego Ruiz, divertimento e applausi come se piovesse

Al Gioiello, ultime repliche stasera e domani pomeriggio

È soprattutto uno spettacolo che nasce da una scrittura compatta, tutta scintille, piena di piccole sottotracce tutte quante godibili, “Le ragazze son tornate” (ancora al Gioiello stasera alle 21 e domani alle 16), ben amalgamata tra i momenti di divertimento (tantissimi) e quelli di rimpianto, a raccontarci le piccole o grandi amarezze del passato (pochissimi), capace di costruire una storia che, nascondendo anche un piccolo quanto innocuo risvolto di sapore “giallo”, non calerà mai nei momenti di noia o di stallo fastidioso. La si deve – con il sacrosanto impegno a far trascorrere allo spettatore i 120’ nella più completa spensieratezza, ricavata alla faccia di quanto di intristito ci può stare più o meno intorno, dentro e fuori casa – alla penna più che abituata ai successi di Diego Ruiz, intrecci e leggerezza e sapienza di svolgimento tutti dalla sua parte; che anche in veste di regista non sbaglia un colpo, muovendo, calibrando, buttando in palcoscenico e coinvolgendo fatti e azioni e personaggi.

C’è inevitabilmente voglia di nuove avventure in queste tre donne che hanno superato da un bel po’ i primi anta e che un tempo avevano stretto amicizia eterna e un patto d’acciaio, che si sono sgretolati al primo tradimento. È andata che Claudia abbia rubato il consorte a Teresina – un improponibile nome d’anagrafe presto cambiato in un Tara che fa molto più sfavillante mondo dello spettacolo – quando i due non stavano più insieme, o forse sì, chi lo può stabilire, e da quel fatterello a cui la prima dà nessunissima importanza è venuto fuori il patatrac. “Manifesto della rinascita e dell’indipendenza” è stato definito questo “Ragazze”, un congegno che parte dalla loro riunione, nel cuor dell’estate, in un lembo di terra nel cuore del Mediterraneo, ben orchestrata da un’agente, più legata a loro di quanto ognuno possa pensare, che ha deciso di ridare nuova vita al gruppo. Arenatasi l’una a comparsate in tivù per rispolverare antichi amori e ricordare commedie cinematografiche o cinepanettoni di non primissimo ordine e certe di non dover passare tra i saggi di cinema, girate a far rimuovere i centimetri dei vestiti, con il contorno di innumerevoli docce; l’altra uscita da un mondo teatrale fatto di registi “tutti comunisti” e di testi all’insegna del “che noia!” e l’altra ancora, affermata cantante, che rivendica un grande successo che ha veramente sfondato e che ora, anche con quell’unico intervento estetico che non fa altro che mandare al diavolo, pentitissima, s’è ridotta a legarsi a quei cooking show, pieni di successo per carità, ma certo non proprio quella cosa a cui lei ha sempre aspirato. Con piccole rivalità, con i sorrisi ritrovati, con i tanti ripensamenti che andranno a buon fine, con un passato che a poco a poco ritorna a galla ma tacitamente, il nuovo reality è dietro l’angolo.

E non diciamo oltre. Ruiz ha messo in campo tre attrici coi fiocchi, Daniela Poggi, Debora Caprioglio e Fiordaliso, intente a ricavare quanto più possono dai loro personaggi: ognuna con la propria isola di ricordi e di capricci, di rivalse e di personalità che ha la giusta pretesa di saltar fuori, ognuna con perfetti singoli momenti a cui dare spazio – Poggi che si diverte a “rivisitare” il flautato di Valentina Cortese, Caprioglio che ammicca alla frequentazione di certe pellicole, Fiordaliso che si piglia i suoi applausi con una sgangherata canzone in pseudoenglish. Perché le tre signore non hanno badato a spese, e si sono buttate: per cui, se ci deve essere una sovrapposizione tra personaggio e attrice, ben venga, nel divertimento del pubblico – specialmente al femminile, che alla prima non facevo altro che applaudire – scoprire i tasselli da sistemare nella vita e nella carriera di ognuna. Al successo della serata, contribuiscono con non poco peso Giorgia Guerra e Nicola Paduano, entrambi a nascondere una relazione che è sotto gli occhi di tutti, lei a raccogliere i cocci di un passato al femminile e a rimetterli perfettamente in ordine, come se mai nulla fosse successo, lui a giostrarsi davvero bene nel tenere a bada chi fa in fretta a dimenticarsi che i settanta sono arrivati e in mezzo a un mare di doppi sensi che hanno tutta la gioia dello spettatore. Un successo, che se avesse una ripresa e un ulteriore spazio nel medesimo teatro la stagione prossima – non in un assolato fine settimana primaverile di ponti – sarebbe più che ben accetto. Per ora, approfittate di queste ultime poche repliche.

Elio Rabbione

Per la stagione di Fertili Terreni Teatro, un inedito Domenico Modugno

Per “Iperspazi”, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli andrà in scena martedì 28 e mercoledì 29 aprile, alle ore 21, la pièce teatrale “Modugno. Prima di volare”, uno spettacolo di Teatro Koreja, scritto da Angelo De Matteis, in collaborazione con Salvatore Tramacere, per la sua stessa regia.

A più di trent’anni di distanza dalla sua morte, ancora oggi è considerato uno dei padri della musica leggera italiana. Artista politico che, nel corso della sua lunga carriera, ha inciso più di 200 canzoni, interpretato una quarantina di pellicole per il grande e piccolo schermo, oltre che preso parte ad alcuni pregevoli spettacoli teatrali. Stiamo parlando dell’indimenticabile Domenico Modugno, cui il teatro leccese Koreja dedica uno spettacolo-indagine con cui far luce sulle vere origini dell’artista di Polignano a Mare, la città che gli diede i natali senza esaurire il dibattito intorno alla sua nascita. Punto di partenza della ricerca dello spettacolo “Modugno. Prima di volare” sarà l’insieme del variegato materiale composto da pubblicazioni recenti e ritagli di giornali dell’epoca, fotografie private e altrettanto preziose testimonianze orali di chi visse insieme a lui gli anni del dopoguerra in un piccolo paese del Nord Salento, lo stesso che lasciò per andare a Roma e realizzare il suo sogno di diventare attore: il tentativo di approfondire il tema legato alle sue origini, recuperando la memoria di un ben definito contesto storico e culturale nel quale, il giovane Modugno, nutrì la sua vena creativa, sarà l’elemento funzionale per rintracciare le connessioni culturali e linguistiche che hanno poi preso forma nella sconfinata produzione artistica.

Di certo prima di “Volare”, Modugno si sentiva proprio come un ragazzo di quel sud di cui con un viaggio a ritorno nel tempo, un ritorno alle radici, si delineeranno i confini tra pagine ingiallite di vecchi giornali, fotografie custodite nei cassetti di famiglia e parole di chi ha condiviso insieme a lui gli anni della giovinezza, dando forma a un’Italia che rinascita dopo la guerra.

“Molti credevano che fosse siciliano, complice una curiosa sovrapposizione culturale e linguistica-afferma il regista Salvatore Tramacere – in realtà Modugno nacque a Polignano a Mare, ma le sue vere radici affondano nel Salento, a San Pietro Vernotico, il paese della sua infanzia e della sua formazione artistica, il luogo in cui imparò ad ascoltare le storie degli anziani, il suono della parlata locale, la musica delle feste di piazza (…). Si racconta che negli anni Cinquanta Frank Sinatra si fosse interessato a una sua canzone: da lì la leggenda prese forma, il dialetto salentino, così simile a quello siciliano, e la sua voce calda e profonda, alimentarono l’equivoco che Modugno fosse nato in Sicilia. Lui non si affrettò a smentire, anzi, in un’Italia ancora divisa tra Nord e Sud, tradizione e modernità, qiepl’aura di mistero poteva solo giovargli. Ma il cuore della sua arte batteva altrove, nelle strade polverose della sua giovinezza tra gli ulivi, davanti al mare, nei suoni e nei racconti che avrebbero alimentato la sua vena creativa”.

Biglietti: intero 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento – ridotto 11 euro se acquistato online, 13 euro in cassa la sera dell’evento. Possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o Satispay. Possibilità di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. Biglietti online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Mara Martellotta

Ritorna BTT Moves, danza contemporanea del Balletto Teatro di Torino

Ritorna la stagione di danza contemporanea del Balletto Teatro di Torino  BTT Moves. Dal 7 maggio al 22 dicembre prossimo un programma diffuso attraverserà teatri, spazi di creazione e luoghi della cultura della Città  Metropolitana di Torino, trasformandoli in un ecosistema vivo di pratiche, visioni e incontri. Si tratta di un itinerario tra corpi e luoghi dove la danza attiva relazioni, genera prossimità e costruisce senso.
L’edizione 2026 pone in dialogo figure affermate della scena nazionale e internazionale  con le produzioni del BTT. Sei gli appuntamenti, undici i titoli di cui sei firmati da artisti e compagnie ospiti.
Le compagnie presenti sono Alessandro Sciarroni, Corpo Celeste, Compagnia Zappalà danza, TIR Danza , MP Ideograms, Balletto teatro di Torino, Compagnia Arearea, Rebecca Moriondo. Si tratta di un programma che restituisce una visione plurale della scena contemporanea, un disegno curatoriale che accosta poetiche, linguaggi e formati  eterogenei, attivando cortocircuiti sensibili tra estetiche e generazioni.
A inaugurare la stagione il 7 maggio prossimo, negli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo- Museo di Arte Contemporanea,  alle 19 e alle 21, sarà  Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla Carriera per la Danza, con due repliche Op. 22 n. 2 assolo creato per e con Marta Ciappina, Premio Danza & Danza 2022 e Premio Ubu 2023 come miglior Performer.
Un appuntamento che intreccia Danza e arti visive, mettendo in dialogo il gesto performativo con un contesto museale, dove la prossimità con lo spettatore amplifica la dimensione percettiva. Le due repliche previste si svolgono all’interno della mostra dal titolo “Theatre of the mind” di Lenz Geerk, allestita in Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e aderiscono al programma diffuso del Festival Prima Persona Plurale 2026, primo festival in Italia dedicato alla vita indipendente per persone con disabilità,  promosso dalla Fondazione Time 2.
Si inserisce e completa questa prima parte della stagione l’appuntamento con il N.O.I, un progetto di ricerca e incontro aperto alla comunità Danzante.
Il BTT invita interpreti, autori e autrici con pratiche e sguardi differenti, creando una spazio di confronto tra visioni anche distanti tra loro.  Al centro rimane il processo creativo, si esplora, si sperimenta, si rischia, in un campo di possibilità in cui la ricerca prende forma nella relazione, in un contesto volutamente svincolato da traguardi produttivi e esiti performativi.
Quello dell’11 e 12 maggio con Marta Ciappina inaugura un percorso che proseguirà a novembre e dicembre con due altri appuntamenti, con Francesca Pennini e il CollettivO CineticO il 21 e 22 novembre e Daniele Ninariello / Codeduomo il 12 e 13 dicembre prossimi.

Mara Martellotta

“Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao”

Per la stagione “Aurea Familia” del teatro Baretti, in prima nazionale assoluta andrà in scena la pièce teatrale “Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao”

La stagione teatrale Aurea Familia, diretta da Sax Nicosia, si avvia alla conclusione con tre spettacoli ancora in programma e un appuntamento, il 29 e 30 aprile prossimi, imperdibile e che promette ironia, ritmo e uno sguardo dissacrante sul presente. In scena, in prima nazionale assoluta, uno spettacolo dal titolo volutamente esagerato “Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao”, firmato da Matteo Gatta e prodotto da Tristezza Ensemble. Si tratta di uno spettacolo che, già dal titolo, gioca con l’eccesso e l’assurdo per aprire uno spazio di leggerezza intelligente, capace di restituire al pubblico il piacere della risata come strumento di lettura del mondo contemporaneo. Sul palco Matteo Gatta, Joshua Isaiah Maduro, Viola Marietti, Alexandro Xin Zheng, diretti da Viola Marietti e Matteo Gatta, daranno vita a una commedia generazionale surreale e tagliente. Al centro della scena, i Tristezza Ensemble: Viola e Matteo, una compagnia teatrale sull’orlo del fallimento, si aggrappano a un’improbabile occasione di riscatto. Il ritrovamento casuale di un misterioso manoscritto taoista diventa il pretesto per tentare il tutto per tutto, creare lo spettacolo che li porterà, forse, alla conquista del mitico Premio Ubu. Tra casting improbabili, prove improvvisate in un ristorante e un gruppo di interpreti bizzarri, quanto irresistibili, un rider italo-filippino con aspirazioni artistiche e uno zombie digitale della generazione Z, prende forma una macchina comica spiazzante. Lo spettacolo è un produzione del Tristezza Ensemble, compagnia nata nel 2018, formata da Matteo Gatta e Viola Marietti, compagni di accademia nel triennio 2014-2017 del Piccolo Teatro di Milano.

Biglietteria online: Anyticket.it – in cassa, se disponibili, nei giorni di apertura o un’ora prima dello spettacolo. No prenotazioni via email

Mara Martellotta

Hiroshima Mon Amour: jazz ribelle, nostalgia anni ’80 e live da sold out

C’è un luogo a Torino dove le settimane non scorrono: esplodono. Hiroshima Mon Amour inaugura il mese di maggio con una programmazione che attraversa generi, generazioni e linguaggi, trasformando il palco di via Bossoli in una bussola emotiva per chi cerca musica, comicità e serate da ricordare. Dal free jazz militante alle notti glitter anni ’80, passando per la stand-up più coraggiosa e i concerti già sold out, il calendario si presenta come un piccolo festival permanente.  In una Torino che cambia pelle di continuo, Hiroshima Mon Amour continua a fare ciò che gli riesce meglio: intercettare energie diverse e metterle nella stessa stanza. Una sera puoi trovarti dentro un rito jazz radicale, quella dopo in mezzo a un coro su Madonna, poi davanti a un monologo comico che nasce lì, sotto i tuoi occhi.

Il 1° maggio arriva il jazz che brucia: Irreversible Entanglements

Ad aprire il mese, venerdì 1 maggio, sarà una data da cerchiare in rosso per gli amanti della sperimentazione sonora. Nell’ambito del Torino Jazz Festival in collaborazione con Flowers Festival, salgono sul palco gli Irreversible Entanglements. Si definiscono una band free jazz dalla mentalità punk, ma l’etichetta sta stretta. Il collettivo nato a Brooklyn nel 2015 porta in scena improvvisazione feroce, tensione poetica e impegno civile, intrecciando hip hop, jazz visionario e le parole incandescenti di Moor Mother. Un concerto che promette di scuotere più che intrattenere. (Inizio ore 22, ingresso 10 euro).

Sabato 2 maggio: Torino torna negli anni del walkman

Il giorno dopo si cambia pianeta. Sabato 2 maggio arriva Let’s Dance – Party anni ’80, una festa-pop catapultata nell’epoca di Like a Virgin, Bad, paninari, Moncler lucidi e pubblicità rimaste nella memoria collettiva. Una notte da cantare, ballare e rivivere con leggerezza. (Dalle 22, ingresso 10 euro).

Harakiri: la comicità senza rete di sicurezza

Lunedì 4 maggio spazio alle risate ad alto rischio con Harakiri, laboratorio di stand-up comedy dove i comici salgono sul palco senza paracadute. Tra i protagonisti Angelo Amaro, Carmine Del Grosso, Antonio Piazza, Pippo Ricciardi, Marco Los ed Emanuele Tumolo. Materiale nuovo, battute ancora incandescenti, idee da testare davanti al pubblico vero. È la comicità quando smette di proteggersi e torna viva. Ore 21, posto unico a sedere 18 euro.

Sold out generazionale con Mario Sturniolo

Martedì 5 maggio il cartello “biglietti esauriti” racconta già una storia. Mario Sturniolo porta a Torino Ho fatto teatro, progetto condiviso con Marco Merrino e Francesco Merrino. Uno spettacolo che mette in dialogo web e palcoscenico, ironia e racconto generazionale, dimostrando che il pubblico under 30 non ha smesso di amare il teatro: forse aspettava solo una lingua nuova.

Leo Gassmann e il pop dell’autenticità

Mercoledì 6 maggio tocca a Leo Gassmann, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026. Porta a Hiroshima il Vita Vera Paradiso Club Tour 2026, nato dall’omonimo album appena pubblicato. Un live che promette intimità, racconto personale e quella formula pop capace di parlare alle nuove fragilità senza artifici. (Ore 22, ingresso 25 euro)

Duo Bucolico e Mondo Marcio: finale tra surreale e culto rap

Giovedì 7 maggio arrivano i vent’anni di carriera del Duo Bucolico, maestri di un “cantautorato illogico d’avanguardia” dove ironia e nonsense diventano cifra poetica. Ore 22, ingresso 15 euro. Venerdì 8 maggio chiusura potente con Mondo Marcio e il tour celebrativo di Solo un uomo, album culto che compie vent’anni. Non nostalgia da museo, ma rap ancora pulsante, pronto a reclamare il palco. (Ore 22, ingresso 25 euro)

Valeria Rombolà

“Stand Up & Down”, “Vinciamo insieme” a Le Gru

Per ogni serata, tre comici in nove “mini-show” gratuiti: “comicità su e giù” 

Da venerdì 24 a domenica 26 aprile

Grugliasco (Torino)

Si accendono a “Le Gru” (il più grande Centro Commerciale in Piemonte) le serate di primavera ed estate con “Stand Up & Down”, il nuovissimo format che cavalca l’onda dell’irresistibile comicità della “stand – up comedy” italiana, esplosa alla grande negli ultimi anni in una piacevolissima rivisitazione della “comicità anglosassone” mirabilmente arricchita da accenti nostrani.

L’appuntamento, a partire da venerdì prossimo 24 aprile, è per il quarto venerdì di aprile (appunto), maggio e giugno dalle ore 18 alle 21,30, allorché tra aperitivo e cena, tre artisti per serata con un “head-liner” e due emergenti si alterneranno in performance diffuse in tre diverse location. Accanto ai dehors di locali iconici come “Dezzutto” in “Piazza Sud” piano terra, “Caffè del Centro” in “Piazza Sud” primo piano e “Chiosco Coffe & Friends” in “Piazza Nord” primo piano. Gli artisti si esibiranno in minishow a rotazione offrendo risate spontanee in un contesto che mescola relax, comicità viva e menu a tema. A rendere il tutto ancor più appetibile, non mancherà un carretto brandizzato “Spillo”, creato in collaborazione con “One More Drink”, che servirà divertenti “drinketti da passeggio” in bicchieri dedicati al format ed accompagnati da popcorn croccanti. E ancora, promozioni esclusive e sorprese per rendere ogni serata unica.

Ad aprire le danze, venerdì 24 aprile, sarà Pippo Ricciardi. Pugliese d’origine e torinese d’adozione, con oltre 130k follower su “Instagram” e 95k su “tik tok”, Ricciardi irromperà in scena con il suo stile “elettrico e surreale” capace di intrecciare “stand up”, “storytelling” e “crowdwork”, trasformando (e non è da tutti) il pubblico in “co-protagonista”; accanto a lui Yassin Kefi da Carpi, ritmo serrato e origini tunisine per “osservazioni imprevedibili sul quotidiano”, e Wendy LaFortu da Milano con quella sua comicità “intima e improvvisata” che crea comunione immediata. Per ognuno tre show a rotazione nei “palchi” naturali di “Le GruVenerdì 22 maggio, secondo appuntamento con Pietro Sparacino, il primo “stand up comedian” siciliano, di stanza a Roma, affiancato da  Mattia Alfieri che sorprenderà con i suoi sketch sui “vizi urbani” in un mix assolutamente eclettico, mentre il catanese Nanni Mascena darà sfogo a tutta la sua “vena surrealista” e alle sue improvvisazioni “nu-comedy”. L’ultimo appuntamento, venerdì 26 giugno, vedrà in scena Tiberio Cosmin, di origini rumene e con uno stile originale fuori dagli schemi che fonde teatro e “stand up” (reduce da poco dal successo a “Italias Got Talent”), Roberto Anelli e la sua ironia tagliente sui più esilaranti momenti di vita quotidiana e Stephany Aiello, comica umbra dal piglio tagliente, irriverente e autentico. A condurre le serate, sarà il presentatore Antonio Piazza, ex ingegnere siciliano, oggi colonna portante della “stand up comedy torinese”, in grado di trasformare ogni difficoltà della vita con l’arma della sua irresistibile ironia.

“Diamo il benvenuto – dichiara Alessia Zuccolo, ‘Shopping Center Manager’ di ‘Le Gru’ –  a ‘Stand Up & Down’ come evoluzione naturale del nostro impegno per un intrattenimento quotidiano e inclusivo, che anima gli spazi rinnovati e rafforza il legame con la comunità locale”.

Calendario completoorari e dettagli su: www.legru.it

VINCIAMO INSIEME

In questo fine settimana, “Le Gru” annuncia anche il suo partenariato al Progetto “Vinciamo insieme”, promosso dalla “FICG – Lega Nazionale Dilettanti”, a favore di “UGI ODV”“Vinciamo Insieme” porta il calcio virtuale nelle comunità terapeutiche, case-famiglia, ospedali, spazi dedicati a minorenni che sono lontani dallo sport quotidiano: è un importante progetto di inclusione sociale per contrastare l’isolamento, rafforzare l’autostima, stimolare il senso di appartenenza, e aiutare bambini e ragazzi. Da poco sbarcato in Piemonte, il “Progetto” è sostenuto con entusiasmo da “Le Gru”, che porterà a “UGI” un “HUB eSport LND”.

Per questa ragione, nel fine settimana di sabato 25 e domenica 26 apriledalle 9 alle 22, al primo piano di “Piazza Sud” Le Gru, ospiterà un evento con postazioni “eSport”, “calcio balilla” e “subbuteo”: un’occasione per tutti di giocare, divertirsi e condividere gli intenti di “UGI” in modo interattivo e leggero. “Un modo per far vivere a famiglie e visitatori – ancora Alessia Zuccolo – l’emozione del calcio, sensibilizzando sul potere dello sport come ponte verso il benessere condiviso”.

Sarà anche presente “TORadio” con una postazione per interviste e dirette per rendere il weekend ancora più indimenticabile.

Per info: “ Shopville Le Gru”, via Crea 10, Grugliasco (Torino); tel. 011/7709657 o www.legru.it

g.m.

Nelle foto: Pippo Ricciardi, “Le Gru – Piazza Sud”, Alessia Zuccolo

Il trio Caprioglio/Poggi/Fiordaliso, vecchie rivalità e la voglia di rimettersi in gioco

Le ragazze son tornate” di Diego Ruiz, repliche al Gioiello sino a domenica 26 aprile

Ecco, cominciamo nel nuovo millennio a parlare di “trasformazione” e non più di una terza età che si porta dietro un inevitabile invecchiamento. Nemmeno di nonne perennemente rassegnate davanti alla tivù. C’è voglia di rivincita e rinnovamento, c’è voglia di avventura, la donna (leggermente, per carità) agée ha voglia di rimettersi in gioco e far valere la propria indipendenza. In altre parole è d’obbligo gettarsi tutte le rughe dietro le spalle, magari anche riallacciare un’amicizia antica che un tempo è stata stravolta da bisticci sentimentali. Un cambiamento che suona come un vero e proprio comandamento. Ben lontane insomma le signore dal mettere sull’etichetta una data di scadenza. Diego Ruiz ha fotografato in maniera intelligente e divertita la situazione, scrivendo e dirigendo “Le ragazze son tornate”, “un manifesto della rinascita e dell’indipendenza”, (per qualcuno) grido di pericolo e di allarme conclamato da Debora Caprioglio, Daniela Poggi e Fiordaliso, titolo in scena al Gioiello da domani sino a domenica 26 aprile, a chiusura di una breve tournée che riprenderà sicuramente la stagione prossima.

Ruiz, nella sua nuova commedia, racconta di tre donne, di quelle stelle del mondo dello spettacolo che hanno certo avuto periodi migliori, che contro ogni legge trovano ancora un’idea che le possa accomunare e permettere di rientrare proprio in quel mondo non certo dalla porta di servizio. È chiaro che niente sarà facile, qualche ruggine continuerà a uscir fuori, qualche vecchio scheletro continuerà a infastidirle e la competizione che non abbandona mai – vogliamo tirar fuori qualche nome dai palcoscenici e dagli schermi dei giorni nostri? – rispunta a ogni più piccola occasione: ma insieme ci possiamo riprovare. E riuscire. Attraverso una buona dose di battute e gag, a cui concorrono Giorgia Guerra e Nicola Paduano, conosciamo Debora, donna e attrice di successo della commedia italiana, che poi il cinema l’ha abbandonata o lei ha abbandonato il cinema, che ha sempre vissuto in un mondo fatto di scintillanti lustrini ma con un irrefrenabile desiderio di essere presa sul serio e non più trattata come una superficiale icona pop; conosciamo Daniela, attrice sofisticata di lunga carriera, che interpreta una stimata icona del teatro piena di talento ma, per colpa di un carattere non proprio malleabile, capace di perdere tante occasioni nella sua carriera e adesso desiderosa di un riscatto che la riporti al successo; conosciamo Fiordaliso, ex cantante con una grande hit alle spalle ma con una carriera tutta al presente che è unicamente legata ai cooking show che l’hanno resa ricca e famosa: ma era quello che lei desiderava davvero?

Dovranno mettere da parte i rancori e zittire i pregiudizi di quanti le vorrebbero già fuori dai giochi, ipotizzare un efficace gioco di squadra anche facendo i conti ognuna con il proprio background, superare i lati negativi fatto un resoconto della propria vita, tirar fuori saggezza e disponibilità, costruendo autobiograficamente o no – una sovrapposizione attrice/interprete che il pubblico sarà spinto a cercare – una commedia frizzante e irriverente che non soltanto si diverte a prendere in giro il mondo tutto luci (e molte ombre) dello spettacolo ma spinge il publico a guardare dentro a una generazione che continua a sorprendere. “Quel che quasi mi ha commosso quando ho messo in scena lo spettacolo – confida Diego Ruiz al telefono – è la passione che le tre attrici ci hanno messo nella costruzione, tutta sorrisi e divertimento con qualche angolo di riflessione, dei loro personaggi, come l’essersi affidate completamente a me. Sono persone che conosco e che frequento nella vita, ho scritto il testo pensando a loro, avevo bisogno proprio di queste attrici e loro hanno accettato. Un ringraziamento in più a Debora Caprioglio che, dopo un paio di repliche iniziali, ho chiamato a sostituire Corinne Clery, impossibilitata a proseguire per motivi di salute: e lei eccola arrivare già con il primo atto memorizzato e dopo pochi giorni idem con il secondo, tanto da far sbalordire le colleghe per la professionalità e per la velocità con cui s’era messa a disposizione.” Ruiz ha scritto il testo sulle corde interpretative di ognuna, “a Fiordaliso, che pure ha già avuto occasioni interpretative ma che è essenzialmente una cantante, ho cercato di dare una sicurezza da confort zone, a Daniela Poggi che aveva visto una mia commedia e l’aveva gradita, chiedendomi a una prossima occasione di prenderla in considerazione, ebbene è lei che ho cercato immediatamente e lei mi ha subito detto di sì. Di tutte ho guardato alla personalità, al diverso passato, al loro desiderio di rimettersi in gioco a ogni occasione, con estremo divertimento per se stesse e per il pubblico che a ogni replica è sempre arrivato più numeroso ad applaudirle.”

Elio Rabbione

Tommaso Paradiso questa sera all’Inalpi Arena di Torino

 

Si esibirà questa sera all’Inalpi Arena di Torino, per la tappa piemontese del tour partito da Roma, e approdato ieri sera a Milano, Tommaso Paradiso, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo con un brano tra i più applauditi, dal titolo “I romantici”. Paradiso sorprendente il suo pubblico con un doppio annuncio, che segna l’inizio di un nuovo, importante progetto: il ritorno dal vivo con un attesissimo tour nei palazzetti, in programma ad aprile 2026, prodotto da Live Nation e Nuova Musica con il singolo “Lasciamene un po’”, da questo venerdì 12 settembre su tutte le piattaforme digitali e in radio, accompagnato dalla videoclip su Youtube per Columbia Records-Sony Music Italy, già disponibile in prevendita. A distanza di due anni dal suo ultimo progetto discografico “Lasciamene un po’”, prodotto da Simonetta, Paradiso torna confermando il suo stile inconfondibile: una scrittura unica, sempre attuale, con una vena nostalgica capace di trasformare scene quotidiane in immagini universali. Le sonorità, estremamente identitarie, uniscono il calore degli anni Ottanta a un pop contemporaneo diretto e immediato, tra synth, chitarre e ritmi incalzanti, per un brano romantico, incisivo ed estremamente coinvolgente. Il tour nei Palasport toccherà tutta Italia nella primavera del 2026. All’Inalpi Arena si potrà vivere anche l’esperienza della Live Lounge, aperta dalle 19 perché ha acquistato il biglietto specifico sul sito dell’Inalpi Arena, per l’occasione trasformata in una sorta di “Casa Paradiso”, dove dominano cocktail d’amore, menù a tema e atmosfere suggestive. Ad aprire il concerto di Tommaso Paradiso saranno i brani “Sensazioe stupenda”, “Lasciamene un po’”, “Fine dell’estate”, “Promiscuità” e “New York”, nel mezzo i brani “I romantici” e, in chiusura, “Completamente”.

Mara Martellotta

Rinviato lo spettacolo di Frassica al Colosseo

Rinviato per problemi di salute lo spettacolo di Nino Frassica al teatro Colosseo. La data sarà recuperata il 30 ottobre 2026

Lo spettacolo di Nino Frassica & Los Plaggers Band “Tour 2000/3000”, in programma giovedì 23 aprile al teatro Colosseo di Torino, è stato rinviato a causa di problemi di salute dell’artista. La comunicazione del posticipo dell’evento è arrivata dalla direzione del teatro. Il concerto – spettacolo sarà recuperato venerdì 30 ottobre 2026, alle ore 20.30, nella storica sala di via Madama Cristina. Non dovrà essere effettuata nessuna procedura per i fan già in possesso del biglietto, che resterà valido per la nuova data.

Mara Martellotta

Riparte il Cineforum dell’Istituto Sociale 

Riparte il Cineforum dell’Istituto Sociale la Scuola della Compagnia di Gesù di Torino. Una storica iniziativa avviata nel 1949, e interrottasi nel 2016, che ha accompagnato e formato generazioni di torinesi. Un momento di analisi critica, culturale e sociale che ha registrato la partecipazione e il contributo di addetti al mondo del cinema.

Primo appuntamento giovedì 23 aprile, alle 20.30, nel cinema della scuola di corso Siracusa 10, a Torino, con la proiezione del film “Come un gatto in tangeziale” di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi e Antonio Albanese. Il cineforum sarà guidato da Marco Lombardi, giornalista ed ex alunno dell’Istituto Sociale, e la serata vedrà la partecipazione del regista Riccardo Milani. Il cinema è stato da sempre un grande interesse per i gesuiti. Non si può non ricordare Padre Virgilio Fantuzzi, celebre firma della Civiltà Cattolica, amico personale di Rosellini e Pasolini, di cui fu collaboratore volontario e tornando al Cineforum del sociale i padri Gasca Queirazza, Morra e Guerello, che seppero trasformare i momenti di visione dei film in occasioni di introspezione, confronto, crescita personale e collettiva.

Ingresso gratuito.

Mara Martellotta