SPETTACOLI- Pagina 3

Un ponte per due: un’amara “gara di sfiga” notturna

Antonello Costa e Paolo Caiazzo

 

Un ponte per due racconta una condivisione di disgrazie 

In piena notte, sul Tower Bridge di Londra, un uomo in frac scavalca il parapetto per buttarsi nelle gelide acque del Tamigi. È quasi sul punto di lanciarsi quando un passante lo ferma e tenta di dissuaderlo. Entrambi sono emigranti italiani e l’aspirante suicida decide di sospendere l’atto per raccontare la sua disperazione. Antonello, di origini siciliane, da 10 anni ha aperto una rosticceria specializzata in arancini, ma il vizio del gioco lo ha indebitato a tal punto da essere minacciato dagli strozzini londinesi. Non vedendo una via di uscita decide di sacrificare la sua vita per salvare la famiglia. Paolo invece, napoletano di nascita, si è trasferito qualche anno prima nella capitale inglese aprendo una succursale di una storica pizzeria di famiglia. Anche lui ha problemi economici, sentimentali e di famiglia ed esponendoli al connazionale si rende conto che, forse, ha più motivazioni dell’altro e decide così di scavalcare il parapetto. La situazione si ribalta ma Antonello non riesce a far desistere l’altro fino a quando l’arrivo di due poliziotti di ronda intimorisce Paolo che rientra nei margini di sicurezza. Una volta allontanati i poliziotti decidono di tuffarsi insieme, ma con calma. Vale la pena di cogliere l’occasione e di continuare quella piacevole ed “ultima” chiacchierata. Si confessano così in maniera sincera e profonda e, per esorcizzare le proprie disgrazie, le raccontano come una esilarante gara di sfiga.

Il rintocco del Big Ben segna il passare del tempo e l’appetito richiede la chiamata ad un rider, anche e solo per il capriccio di voler morire a stomaco pieno! Ad interrompere puntualmente i vari tentativi di suicidio ci saranno irruzioni di una serie di personaggi, stranamente somiglianti tra loro.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Mercoledì 14 gennaio 2026, ore 21

Un ponte per due

Di e con Antonello Costa e Paolo Caiazzo

Regia Paolo Caiazzo

Produzione Teatro Novanta, Gruppo le Muse

Biglietti: intero 18 euro, ridotto 15 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

In scena a San Pietro in Vincoli “Il borghese gentiluomo”

Per la stagione “Iperspazi” del cartellone condiviso di FTT-Fertili Terreni Teatro, da venerdi 16 a martedì 20 gennaio andrà in scena, in prima nazionale, a San Pietro in Vincoli , lo spettacolo “Il borghese gentiluomo”, progetto Crack 24, per una produzione A.M.A. Factory, interpretato da Alessandro Cassutti, Agnese Mercati, Federico Palumeri, Stefano Paradisi, Elia Tapognani, con la regia di Lorenzo De Iacovo. Primo degli incontri della rassegna “Alt più spazio”, approfondimenti di tre spettacoli in stagione realizzato dai ragazzi e le ragazze del collettivo Sampietriny, domenica 18 gennaio, dalle ore 16.30 alle 18, a ingresso libero su prenotazione, negli spazi di San Pietro in Vincoli è in programma l’evento dal titolo “Chè successo?”, dibattito in compagnia degli artisti di Crack 24 per riflettere sui temi dello spettacolo “Il borghese gentiluomo”. In che modo la ricerca del successo pervade le nostre vite ? Che cosa siamo disposti a fare per perseguirlo ? Cosa possiamo sacrificare per veder realizzato un sogno ? Queste sono alcune delle domande portate all’attenzione del pubblico della riscrittura molieriana, che i giovani sampietriny faranno proprie per un incontro/dibattito aperto in cui gli spettatori potranno confrontarsi con gli artisti.

L’adattamento di un classico del teatro come “Il borghese gentiluomo”, si sviluppa nella direzione  della commedia, riservando da un lato molto rispetto al testo originale, dall’altro arricchendo la partitura drammaturgica con scene tratte dal “Malato immaginario”. Si tratta di una scelta ponderata e assolutamente non casuale, motivata dal fatto che alcune scene del “borghese”, a partire dagli sviluppi del tema turco, risultano aggiunte successive dallo stesso autore, su richiesta di Luigi XIV, assecondando la modifica a commedia-balletto. Da queste premesse, l’obiettivo della compagnia è quello di mettere in luce il testo che Moliére aveva immaginato in origine, partendo da impianto e struttura delle sue grandi commedie di costume (Tartufo, Il misantropo, Don Giovanni), e al tempo stesso restituendo una versione fedele alla maturità della sua scrittura. Tema guida dell’adattamento sarà l’ossessiva scalata verso il successo, conservando il linguaggio di Moliére senza forzarlo verso un’eccessiva lettura contemporanea, che ridurrebbe il testo a semplice cronaca. La stessa parola “nobiltà”, termine centrale nel testo originale, arriva ad assumere valenze multiple, rivelandosi specchio delle nostre relazioni sociali e della società in cui viviamo. In estrema sintesi, il progetto punta a interrogare il contesto contemporaneo con le parole di Moliére, eredità che ci porta a considerare quanto tutto sia così vicino. Oggi, come allora, il singolo si muove in un mondo pieno di ricchezze, non solo materiali, restando intrappolato in una costante sensazione di inadeguatezza: la nostra è una continua ricerca a d’approvazione nello sguardo degli altri, poco importa se sconosciuti, incuranti di venire travolti da una bulimia di like.

La protagonista sarà Madame Jourdain, donna alla costante ricerca della perfezione, mentre Cleonte rappresenterà un carattere al cui interno sono riassunti il ruolo di fratello legatissimo alla giovane Jourdain e gli originali personaggi della moglie e della figlia. Da ultimo Dorimeme si trasformerà nell’essenza stessa del successo, assumendo un ruolo di maggiore fonte di ispirazione rispetto all’originale. Questo ribaltamento di genere e prospettiva, vedrà Jourdain di Moliére in tutta la sua genuina ricerca della felicità assumere le fattezze di una donna perennemente inadeguata, ogni giorno impegnata nell’affannosa ricerca a di immagini irraggiungibili, cercando il successo solo per poter essere finalmente guardata. Depositari di un approccio alla vita felicemente fallimentare, sarà capace di scuotere le coscienze e commuovere servendosi della risata come strumento di collettiva riflessione. Nel cuore di una società ossessionata dalla performance, il tutto si basa su una frenetica corsa all’automiglioramento. In questa affannosa ricerca, Jourdain sacrifica la propria felicità e consuma chi le sta vicino, mentre il successo rimane un orizzonte irraggiungibile. Lo spazio scenico è caratterizzato da una tensione costante tra il basso e l’alto, metafora e contrasto tra borghesia e nobiltà, tra punto d’origine e luogo d’arrivo. La scena è volutamente nuda, abitata da elementi essenziali , quali una poltrona o alcune sedie, che la trasformano in un luogo sospeso. Da questo spazio, i protagonisti guardano verso l’alto, verso una luce che filtra distorta dalla superficie dell’acqua e che nutre il loro desiderio di emergere. Da qui l’idea di una struttura sospesa che evoca la struttura di una superficie su cui si proiettano i sogni e le speranze di Jourdain. Si sentono voci provenire dall’alto, si respira l’aria rarefatta respirata dai nobili.

Biglietti: intero 13 euro se acquistato online – 15 euro in cassa la sera dell’evento – resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione grazie alla collaborazione con Torino Giovani. I biglietti si possono acquistare sul sito www.fertiliterreniteatro.com.

Mara Martellotta

Con l’Orchestra Filarmonica di Torino Erica Piccotti in  “Dolci carezze” 

Sarà un viaggio tra armonie luminose e contrasti espressivi, quello che l’orchestra Filarmonica di Torino propone per il prossimo appuntamento concertistico intitolato “Dolci carezze”, in programma il 13 gennaio 2026, alle ore 21, presso il Conservatorio Verdi di Torino. Sul palco il primo violino Sergio Lamberto , in veste di maestro concertatore, guiderà l’orchestra affiancato dalla violoncellista Erica Piccotti, una delle giovani stelle della stagione “One Way Memories”. Talento precoce, premiata in numerosi concorsi internazionali, nel 2020 e stata Young Artist of the Year agli International Classical Music Awards. Picciotti svolge una intensa attività concertistica in Italia e all’estero. Insieme esploreranno un ologramma che unisce l’eleganza del classicismo viennese a una sorprendente incursione nella musica contemporanea. Il concerto si aprirà con la giovanile Sinfonia n.5 in si bemolle maggiore K22 di Mozart. Composta a soli 9 anni, mentre Mozart si trovava a l’Aia durante il gran tour della sua famiglia, l’opera è un distillato di freschezza e grazia che introduce l’ascoltatore nelle armonie pure e leggere del Settecento. A creare un audace e intenso contrasto, l’orchestra di Erica Piccotti eseguirà Hell 1 per violoncello e archi di Giovanni Sollima, tratto da Songs from the Divine Comedy. Questo brano, ispirato alla Divina Commedia di Dante, rappresenta un momento di espressione vivida e contemporanea, portando in secca sonorità ricche di pathos e forza drammatica, un linguaggio espressivo e senza filtri che dialoga con la classicità attraverso l’intensità emotiva. Il percorso prosegue con due capolavori di Haydn. La Piccotti tornerà sul palco per il Concerto n.2 in re maggiore per violoncello e orchestra Hob VIIb:2, uno dei concerti più amati del repertorio. Composto nel 1783, e destinato al primo violoncello del principe, il boemo Antonin Kraft, musicista dall’eccezionale talento, il concerto celebra la virtuosità lirica dello strumento in un contesto di serena architettura formale. Il programma si conclude con la Sinfonia n.44 in mi minore Hobi:44 Sinfonia funebre, che rappresenta un esempio eccelso del periodo “Sturm und drang” di Haydn, un’opera che unisce il tumulto e la tensione emotiva a una scrittura elegante, raggiungendo un’intensità che non scivola mai nella disperazione, ma mantiene un’atmosfera coinvolgente e solenne.

“Con OFT – commenta Erica Piccotti – porteremo nella sala del Conservatorio un programma coinvolgente. Eseguirò per la prima volta Hell 1 di Sollima, e seguo il suo lavoro sin da bambina, quando di nascosto, poiché troppo giovane, ascoltavo le sue lezioni ai corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. E poi il Concerto n.2 di Haydn, un brano noto e amato dai violoncellisti, quasi un banco di prova, perché è spesso richiesto nelle audizioni e nei concorsi di tutto il mondo. In questo brano Haydn, probabilmente con l’aiuto di Antonin Kraft, esalta con grande eleganza e gusto le qualità liriche e virtuosistiche dello strumento. In questi brani ci riflettiamo e ci troviamo ogni volta cambiati”.

Come da tradizione, ogni concerto si aprirà con una storia ispirata al brano musicale, scritto appositamente per OFT dal giornalista e musicista Lorenzo Montanaro. La lettura del testo che accompagna dentro la musica è affidata all’Associazione Liberi Pensatori Paul Valéry e all’Accademia di formazione teatrale Mario Brusa di Torino.

Il concerto del 13 gennaio è preceduto da due momenti di prova aperti al pubblico. L’Ochestra Filarmonica di Torino apre al pubblico per consentire di vedere gli artisti mentre studiano e si esercitano con il direttore, e il lunedì mentre eseguono la prova filata prima del concerto. La prova generale è in calendario il 12 gennaio, alle 18.30, presso il Teatro Vittoria di via Gramsci 4. La prova di lavoro di domenica 11 gennaio, dalle 10 alle 13, è in programma in via Baltea 3 nello spazio multifunzionale del quartiere Aurora. I biglietti sono in vendita presso l’Orchestra Filarmonica di Torino. Sono acquistabili su www.oft.it – 011533387-biglietteria@oft.it

Mara Martellotta

Foto Laure Jacquemin

Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia con l’esordio di Honek e Trpčeski

Venerdì 9 gennaio, alle 20.30, all’Auditorium Giovanni Agnelli di via Nizza 280, reduce dal trionfo con Myung-Whun Chung nel 2025, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia torna a inaugurare il nuovo anno di Lingotto Musica, questa volta sotto la guida dell’austriaco Manfred Honek, tra i più autorevoli della scena internazionale. Ex viola della Wiener Philarmoniker e assistente di Claudio Abbado, dal 2008 è direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra. Honek condivide il palco con il pianista macedone Simon Trpčeski, solista di levatura internazionale, apprezzato non solo per la sua tecnica impeccabile, ma anche per l’impegno a favore dell’immagine culturale del suo Paese, all’esordio al Lingotto. Si tratta di un doppio debutto nel segno di un repertorio romantico che comprende l’Ouverture dall’Oberon di Weber. L’Oberon di Weber è un’opera romantica in tre atti, otto scene e ventuno numeri, con libretto in lingua inglese del drammaturgo James Plaché, ispirata al poema omonimo di Cristoph Martin Wieland, a sua volta basato sulle canzoni di gesta francesi. Nel periodo di composizione dell’opera, Weber, affetto da tubercolosi, studiò intensamente la lingua inglese per rendere il testo più completo, ed ebbe uno scambio di corrispondenza con il librettista per provare a modificare la natura del testo, molto diverso dalla tipologia di opera tedesca da lui utilizzato fino a quel momento. La prima avvenne il 12 aprile 1826, ed ebbe esito trionfale, con grande richiesta di bis dell’Ouverture. Seguirà il Concerto n.1 per pianoforte di Čajkovskij, composto tra il novembre 1874 e il febbraio 1875, eseguito per la prima volta alla Boston Music Hall di Boston, con Hans von Bülow al pianoforte, uno dei concerti pianistici più eseguiti in tutto il mondo, celebre per la sua grandezza monumentale, il più noto dei tre composti da Čajkovskij. A conclusione, l’Ottava Sinfonia di Dvořák, detta “Inglese”, tra le sinfonie meglio riuscite del diciannovesimo secolo, la più influenzata dalla musica popolare boema. La prima avvenne a Praga il 2 febbraio 1890.

Auditorium G.Agnelli, via Nizza 280, Torino – venerdì 9 gennaio 2026, ore 20.30.

Mara Martellotta

Atteso ritorno di Angela Hewitt con un recital tutto bachiano

Giovedì 15 gennaio prossimo, alle ore 20.30, nella Sala 500 del Lingotto, in via Nizza 280, atteso ritorno di Angela Hewitt, dopo il fortunato debutto della scorsa stagione con le “Variazioni Goldberg”. Ritorna a interpretare le pagine del compositore a cui ha consacrato la sua carriera con esecuzioni integrali e una miriade di progetti. Per il secondo appuntamento dei pianisti del Lingotto, la pluripremiata canadese guiderà il suo pubblico nei meandri dello sterminato catalogo di J.S. Bach. Il programma disegnerà un raffinato gioco di Intrecci che mette in luce la pluralità dei modelli informali e stilistici di cui il “Cantor di Lipsia” trae ispirazione, ricomponendoli con coerenza e profondità creativa. Il programma proposto da Angela Hewitt, nata in una famiglia di musicisti nel 1958, è che ha iniziato a studiare pianoforte a 3 anni, organista della Christ Church Cathedral di Ottawa, si articola in un affascinante itinerario alla scoperta del genio creativo di Bach, capace di spaziare dal rigoroso contrappunto ad audaci virtuosismi, e di assimilare la varietà degli stili europei in un linguaggio unitario grande profondità intellettuale. Dalla Toccata in re maggiore BWV 912, ancora legata alla tradizione nord tedesca dell’improvvisazione virtuosisitica e del libero alternarsi di sezioni rapsodiche e contrappuntistiche, si passa all’eleganza coreutica della Suite francese n.5 BWV 816, esemplare assimilazione del gusto galante francese filtrato attraverso una raffinata scrittura polifonica. La Fantasia cromatica e Fuga in re minore BWV 903 rappresenta uno dei vertici dell’espressività bachiana per tastiera, per audacia armonica e tensione drammatica, risolta nel rigore della Fuga. La Partita n.5 BWV 829 amplia l’orizzontale delle forme di danza con una concezione di ampio respiro in cui virtuosismo e densità contrappuntistica convivono in perfetto equilibrio. Con il Concerto italiano BWV 971 Bach reinventa sulla tastiera l’energia del concerto solistico vivaldiano, facendo dialogare tutti senza bisogno dell’orchestra. A coronamento del percorso sarà il Preludio e Fuga in la minore BWV 894 che offrirà una sintesi magistrale tra eloquenza improvvisati a e rigore formale.

Biglietti: online su Anyticket o presso la biglietteria di Lingotto musica. Orari sul sito.

Mara Martellotta

Un viaggio tra scienza, stelle e immaginazione: “Lampi di genio”

Con Katia Capato, in scena presso la Sala Scicluna

Sabato 17 gennaio alle 17.45, e domenica 18 alla medesima ora, nella Sala Scicluna di via Renato Martorelli 78, a Torino, per la stagione eventi 2025/2026 “Nove di coppe”, andrà in scena la pièce teatrale “Lampi di genio”, scritto, creato e interpretato da Katia Capato. Si tratta di un viaggio teatrale che attraversa le epoche e le stelle narrando l’incontro immaginario tra una bambina e alcuni delle menti più luminose della storia: Ipazia, Nicola Tesla, Konstantin Ciolkovskij, Katherine Johnson e Samantha Cristoforetti. È attraverso questi incontri che la bambina, invisibile al pubblico ma presente in scena nei gesti e nelle trasformazioni, trova il coraggio di domandarsi chi è e cosa ama fare. La voce di Ipazia guida il racconto come un’eco antica che attraversa secoli di pensiero libero e lotta al fanatismo. Con la sua lucidità apre la strada a Tesla, genio elettrico inquieto che plasma lampi sospesi tra poesia e follia. Arriva poi Ciolkovskij, il sognatore del cosmo, autodidatta, che dalla sordità seppe alzarsi fino a immaginare i razzi e il viaggio interplanetario. Katherine Johnson porta in scena l’intelligenza rigorosa, il talento matematico e la dignità di una donna e madre afroamericana che ha scritto equazioni capaci di condurre l’umanità fino alla luna. Infine emerge una voce dal presente, quella di Samantha Cristoforetti, cala e di guardare la Terra dall’alto e restituirci l’unità dell’essere umano oltre ogni confine. Tutte queste figure offrono una sola domanda: cosa ti piace fare?

La bambina risponde con il teatro, trasformando ogni fragilità in energia creativa. Il racconto culmina in un incontro cosmico tra Ipazia e AstroSamantha, dove si rivela una percezione originaria, quella del Big Bang, scintilla iniziale e simbolo di una possibilità infinita.

Le repliche saranno anche in programma l’11 aprile alle ore 17.45 è il 12 aprile alla medesima ora.

Durante lo spettacolo sono presenti luci intense e effetti strobo.

Gian Giacomo Della Porta

Al Piccolo Regio Puccini ‘Pierino e il lupo’ 

Sabato 10 e domenica 11 gennaio alle ore 16 il Piccolo Regio Puccini aprirà le sue porte al pubblico dei giovani ascoltatori, a partire dai cinque anni, e delle loro famiglie con la favola sinfonica per voce recitante e orchestra di “Pierino e il lupo” di Sergej Prokof’ev. Le repliche saranno sabato 7 e domenica 8 febbraio alle ore 16.
L’orchestra del teatro Regio è  diretta dal Maestro Aram Khacheh, classe 1997, vincitore del prestigioso  concorso di direzione d’orchestra Cantelli 2024.
Progetto, messinscena e regia sono firmate da Controluce Teatro d’ombra, Cora De Maria, Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas . Le sagome originali sono di Cora De Maria. Gli ombristi sono Cora De Maria, Irene Paloma Jona, Jenaro Meléndrez Chas, la maschera teatrale del lupo è  stata realizzata da Gisella Bigi. Ha collaborato l’Accademia di Belle Arti di Torino. La voce narrante è quella dell’attore Enrico Dusio.
Composta nel 1936 per far scoprire ai ragazzi l’orchestra, in “Pierino e il lupo” ogni personaggio è rappresentato da una sezione strumentale, gli archi per Pierino, il Flauto per l’uccellino, l’oboe per l’anatra, il clarinetto per il gatto, i corni per il lupo, il fagotto per il nonno, i legni e gli ottoni per i cacciatori e i timpani per i colpi di fucile.
‘In Famiglia’ presenta spettacoli, opere e concerti pensati per il pubblico dei più giovani e per i nuclei familiari, con condizioni di biglietteria dedicate. Accanto a titoli concepiti da compositori per i giovani ascoltatori, sono proposte versioni “pocket” di capolavori del repertorio, per avvicinare in modo graduale e coinvolgente al mondo del teatro musicale i più giovani. Si tratta di un calendario di occasioni assolutamente da non perdere per vivere insieme momenti lieti e memorabili al teatro Regio.
Prossimo appuntamento sarà  con Brundibár, opera per bambini di Hans Krása, in scena il 24 e 25 gennaio prossimi in occasione della Giornata della memoria.

Il costo del biglietto under 16 è  di 10 euro, intero di 20 euro; con il carnet a libera scelta il teatro Regio offre l’opportunità di assistere a quattro spettacoli a 80 euro, includendo l’ingresso per un adulto e un bambino e consentendo di scegliere tra le diverse proposte in cartellone.

Vendita online su  www.teatroregio.torino.it   e alla biglietteria del teatro Regio , in piazza Castello 215 e presso i punti Vivaticket.

Tel 0118815241, 0118815242

Mara     Martellotta

Al teatro Gobetti debutta “Le Dieu du Carnage” di Yasmina Reza

Con la regia di Antonio Zavatteri

Dal 13 al 18 gennaio prossimo, sarà in scena al teatro Gobetti la commedia pluripremiata “Le Dieu du Carnage” di Yasmina Reza, con la regia di Antonio Zavatteri. Si tratta di un commedia pluripremiata che ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, a partire da Parigi, Londra e New York, diventata film di successo con la regia di Roman Polanski e continuamente riallestita. Il capolavoro di Yasmina Reza non finisce di divertire, di inquietante e irritare, sospesa com’è tra la satira violenta e un’empatica commiserazione per i suoi protagonisti. La commedia è stata scritta nel 2006 e ha mantenuto intatta la sua forza. Si tratta di un testo che ritrae l’interno borghese parigino, dove regna un’atmosfera compunta, cordiale e tollerante, che virerà in toni crudi e feroci. La dinamica è quella di una doppia coppia di genitori che hanno appena fatto conoscenza e si incontrano per risolvere da persone adulte u a questione che inizialmente pensano di minimizzare, una lite scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli di 11 anni. A poco a poco, le maschere di benevolenza, tolleranza, buona creanza, apertura mentale e correttezza politica si sgretolano, e sotto quelle maschere appare il ghigno di un nume efferato e oscuro che dalla notte dei tempi ci governa, il dio del massacro.

Teatro Gobetti, via Rossini 8, Torino – 13-18 gennaio 2026 – info: martedì e giovedì ore 19.30/ mercoledì e venerdì ore 20.45/ sabato ore 16 e ore 19.30/ domenica ore 16 – biglietteria: teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it  da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19, lunedì riposo.

Mara Martellotta

Anime in Affitto”, una commedia che parla di noi

sabato 10 e domenica 11 gennaio 

TEATRO CARDINAL MASSAIA – Torino

Claudio Insegno racconta lo spettacolo: ”Anime in Affitto è una commedia che parla di noi, di tutte quelle volte in cui abbiamo avuto la sensazione di ripetere gli stessi errori, nelle relazioni e nella vita. 

È un viaggio ironico e romantico che attraversa due esistenze, mostrando come l’amore – quando è autentico – trovi sempre il modo di riportarci sulla strada giusta. 

Tra risate, momenti poetici e musica, lo spettacolo ci invita a guardare dentro noi stessi, con un sorriso.”

La commedia brillante, scritta da Claudio Insegno e Step Minotti, con la regia dello stesso
Insegno, è una pièce vivace e toccante, resa ancora più coinvolgente dalle musiche originali
di Bungaro e Max Calò, e dalle voci straordinarie di Franco Mannella e Monica Ward –
due dei doppiatori più conosciuti in Italia – che arricchiscono lo spettacolo con intensità e
autenticità.

A Biella “La Magia della Luce, pellicola che passione!” 

Mercoledì 14 gennaio prossimo, alle ore 21, a Biella, presso il palazzo Gromo Losa si terrà l’evento di apertura delle serate culturali del Festival “La Magia della Luce, pellicola che passione!”, evento dal titolo “Carosello Storie e Personaggi”. Gli ospiti saranno di assoluto rilievo, tra cui il giornalista Marco Melegaro, autore di saggi sul Carosello, ultimo dei quali “Aspettando Carosello. Specchio e sogno di un’Italia spensierata”; Bruno Gambarotta, autore RAI, Enzo Perardi, regista di numerosi spot  del noto programma RAI , molti dei quali commissionati dallo storico Studio Armando Testa di Torino. Dai wafer Saiva a Bruno Bozzetto, passando attraverso i fratelli Taviani, Mario Soldati e Catherine Spaak, saranno proiettati gli originali spot televisivi, tutti girati in pellicola, capaci di restituirci uno spaccato del costume italiano dell’epoca e che inaugurarono un nuovo modo di concepire la pubblicità. Tutti gli spot sono a cura della Fondazione CSC Archivio Storico del Cinema di Impresa di Ivrea.
Sabato 17 gennaio, presso la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella,  verrà proiettato il primo film della rassegna cinematografica dal titolo “Bianco e nero: il cinema d’autore in 16 mm” e verrà proposto il film intitolato “Avvenne domani”, “It happened tomorrow”, nella prima edizione italiana  del 1946, film del 1944 diretto da René Clair e interpretato da Dick Powell, Linda Darnell, Jack Oakie, Edgar Kennedy e Sig Ruman, un film che coniuga il sogno con la realtà, il desiderio comune a tutti di sapere ciò che umanamente non si può sapere. Il riferimento alla fallibilità della stampa quotidiana rappresenta il punto più moderno e più tattile dell’intera pellicola, che vanta una grande regia del francese alla sua terza prova hollywoodiana e che, con questo film, ottenne due candidature ai Premi Oscar del 1945.

In concomitanza con gli eventi culturali, continuerà ad essere visitabile fino al 26 febbraio prossimo, presso lo Spazio Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, la mostra dedicata alla storia del cinema del Novecento, dove si potrà ammirare un set cinematografico appositamente ricostruito dall’artista Paolo Angelillo, una serie di macchine per il cinema rare e preziose, quali cineprese e proiettori, ed una scelta di video realizzati anche con pellicole d’epoca, il tutto proveniente da importanti collezioni museali e private.
Con questa mostra si potrà riscoprire la bellezza del cinema di un tempo  e ripercorrere l’evoluzione della tecnica cinematografica  in pellicola del Novecento.
Le successive serate culturali continueranno ad ospitare registi, giornalisti, storici e studiosi del cinema per dialogare su storia, personaggi, aneddoti e curiosità,  con focus sul territorio biellese. La rassegna di  proiezioni in pellicola 16mm., rigorosamente in bianco e nero, proporrà una serie di lungometraggi  d’epoca considerati vere e proprie opere d’autore della cinematografia mondiale.  Per il pubblico sarà un’occasione rara e preziosa per riscoprire il cinema in uno dei suoi formati originari, non come immagine digitale, ma come presenza viva, luminosa, che scorre realmente davanti ai nostri occhi trasformandola in esperienza sociale e di visione collettiva. Ogni proiezione sarà introdotta per accompagnare lo spettatore in un’esperienza che è, al tempo stesso, visione, memoria e scoperta.
I laboratori creativi per bambini, condotti da Franca Guiot, permetteranno ai più piccoli di inventare e elaborare immagini e storie fantastiche legate  al mondo dell’animazione filmica.
Ideata dal giornalista e regista Franco Fratto, Direttore del Festival e co- curatore insieme al docente dell’Università di Torino e già presidente ASTUT Marco Galloni, la mostra propone un percorso che unisce scienza e arte, tecnica e immaginazione.

“Rivedere un film in pellicola significa riaccendere un rito: la sala che si oscura, il fascio luminoso  che attraversa lo spazio, il suono intermittente del proiettore – spiega Franco Fratto – Si tratta di un’esperienza che riporta il pubblico all’essenza stessa del cinema – mentre aggiunge Marco Galloni “è come se queste macchine potessero parlare”.
“La Magia della Luce inaugura presso lo Spazio cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella a pochi giorni dal solstizio d’inverno, impreziosendo con le sue proiezioni il periodo in cui le notti sono più lunghe – spiega Michele Colombo, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella – Un fascino antico quello del cinema nato forse dall’incanto dei primi uomini per le ombre proiettate dai fuochi sulle pareti delle grotte e sviluppato in un’arte tecnica e poetica al tempo stesso. Una mostra e un festival da vivere e visitare fino a febbraio”.
“Abbiamo voluto far riscoprire la poesia della macchina cinematografica- spiega Sabrina Sottile, presidente dell’Associazione culturale Sabrina Sottile Eventi d’arte di Torino, ente organizzatore del Festival – quel battito meccanico che ha dato vita alle immagini e che ancora oggi emoziona, anche senza proiettare nulla”.
Il Festival è organizzato dall’Associazione culturale Sabrina Sottile eventi d’arte, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, della Fondazione CRT, del Consiglio Regionale del Piemonte, Città di Biella,  Provincia di Biella e Unione Industriale Biellese, con la presenza di importanti partner istituzionali quali l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa CSC di Ivrea, il Ferrania Film Museum della Città di Cairo Montenotte, in provincia di Savona, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, il Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi, l’Università di Torino e altri importanti partner quali il Club Alpino Italiano della sezione di Biella.
L’evento è gratuito.
Referente del progetto Sabrina Sottile sab.sot@ alice.it

Ente organizzatore Associazione culturale Sabrina Sottile eventi d’arte Torino

Mara Martellotta