SPETTACOLI- Pagina 3

Note di Classica: Fazil Say, Renaud Capucon e Simon Trpceski, le “stelle” di gennaio

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Giovedì 8 alle 20.30 e venerdì 9 alle 20, all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Andrès Orozco-Estrada e con Ettore Pagano al violoncello, eseguirà musiche di Berlioz, Saint-Saens, Respighi. Venerdì 9 alle 20.30 per Lingotto Musica all’Auditorium Agnelli, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Manfred Honeck e con Simon Trpceski al pianoforte, eseguirà musiche di Weber, Cajkovskij, Dvoràk. Mercoledì 14 alle 20.30 al conservatorio G. Verdi, per l’Unione Musicale, Renaud Capucon violino e Guillaume Bellon pianoforte, eseguiranno musiche di Brahms. Giovedì 15 alle 20.30 per “I Pianisti del Lingotto”, nella Sala 500 del Lingotto, Angela Hewitt pianoforte, eseguirà musiche di Bach. Giovedì 15 alle 20.30 e venerdì 16 alle 20 all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Ottavio Dantone e con Nicola Patrussi oboe, eseguirà musiche di Richard Strauss.

Sabato 17 alle 18 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, il Trio Quodlibet eseguirà musiche di Bach, con un invito all’ascolto di Antonio Valentino. Domenica 18 alle 16.30 per l’Unione Musicale, i PICello Bros. eseguiranno musiche di Beethoven, Chopin, Molinelli. Lunedì 19 alle 20 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, il Duo Repicco eseguirà musiche di de Visèe, Couperin, Couperin-de Visèe, von Westhoff. Martedì 20 alle al teatro Regio, debutto de “La Cenerentola” di Gioacchino Rossini. Melodramma giocoso in due atti. L’Orchestra del teatro Regio sarà diretta da Antonino Fogliani. Repliche fino a Martedì 27. Martedì 20 alle 20 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, Paolo Angeli chitarra sarda preparata e voce, presenta in concerto l’album “Lema”. Mercoledì 21 alle 20.30 al conservatorio, Natalie Clein violoncello e Cèdric Pescia pianoforte, eseguiranno musiche di Bloch, Lutyens, Schubert, Elias, Brahms. Giovedì 22 alle 20.30 e venerdì 23 alle 20, all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Diego Ceretta e con Fazil Say pianoforte, eseguirà musiche di Ravel, Say, Musorgskij.

Martedì 27 alle 20.30 all’ auditorium Agnelli per Lingotto Musica, la Camerata Salzburg con Giovanni Guzzo violino concertatore e Pierre-Laurent Aimard pianoforte, eseguiranno musiche di Haydn e Mozart. Giovedì 29 alle 20.30 e venerdì 30 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Nicolò Umberto Foron, con Fleur Barron mezzosoprano, eseguirà musiche di Messiaen, Mahler, Rachmaninov. Sabato 31 alle 18 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, Loris Palladino clarinetto, Pietro Beltramo pianoforte, con Antonio Valentino, eseguiranno musiche di Brahms, Debussy, Poulenc.

Pier Luigi Fuggetta

Quattordici titoli a riproporre l’universo cinematografico di Mario Martone

Il mese di gennaio 2026 al Cinema Massimo

L’anno nuovo del Cinema Massimo si aprirà con la retrospettiva (9 – 24 gennaio) dedicata a Mario Martone, regista di punta del panorama cinematografico degli ultimi decenni (il punto d’inizio fu “Morte di un matematico napoletano” sulla figura di Renato Caccioppoli, 1992, Gran Premio della Giuria a Venezia e David di Donatello quale miglior regista esordiente) come pure di quello teatrale (dal 2007 al 2017 direttore artistico dello Stabile Torinese, indimenticabili tra i tanti titoli le “Operette morali” da Leopardi e “Morte di Danton” di Büchner) e lirico, napoletano di nascita, 66enne, retrospettiva che è momento eccellente per affrontare ancora una volta un universo dove possono riemergere non pochi successi – “È sempre una questione di eredità. Il cinema di Mario Martone si pone, testo dopo testo, di fronte a una dialettica di conoscenza e di passaggio, tra il passato e il presente (alla ricerca di qualcosa da far rivivere) e tra contrasti diversi, talvolta lontani, talvolta confinanti, mettendo in primo piano la tensione politica ed etica di un discorso teso verso il futuro” -, alcuni occasione altresì per un confronto con il pubblico. Il regista sarà presente infatti in sala sabato 10 (ore 20,30) per presentare “Fuori”, interprete Valeria Golino a dar vita al ritratto di Goliarda Sapienza, e domenica 11 (ore 16) per introdurre “Noi credevamo”, le tre vite e la missione rivoluzionaria di Domenico, Angelo e Salvatore, la volontà maturata dalla feroce repressione borbonica dei moti del 1828 di affiliarsi alla Giovine Italia di Mazzini, in un susseguirsi umano e storico di “rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche.”

Quattordici titoli di una filmografia che attraversa allo stesso tempo la sfera privata e pubblica, la Storia e il nostro presente, che attinge alla letteratura (Anna Banti ed Eduardo, Ermanno Rea e Goffredo Parise, Sapienza ed Elena Ferrante), da “Rasoi” a “Capri-Revolution”, da “Il giovane favoloso” con un grande Elio Germano a impersonare il poeta di Recanati a “Nostalgia”, da “Teatro di guerra” a “L’odore del sangue” a “Qui rido io”, non tralasciando (del 2023) “Laggiù qualcuno mi ama”, un ritratto di Massimo Troisi a settant’anni dalla nascita, il mito e la ventata di genialità racchiusi anche in materiali inediti, gli inizi e il tramonto di una carriera terminata troppo presto, sotto lo sguardo della napoletaneità che accomuna entrambi. In programma venerdì 9 (ore 16) e sabato 17 (ore 16).

Ancora dal 26 gennaio al 1° febbraio un focus sul cinema giapponese (“Viaggio in… Giappone”) degli anni Cinquanta e Sessanta con una selezione di opere rare, proiettate in pellicola, che permetteranno di esplorare il periodo d’oro della cinematografia nipponica attraverso opere fondamentali di registi meno celebrati ma altrettanto originali come Kinoshita Keisuke, Shindō Kaneto e Uchida Tomu. Tra drammatiche riflessioni sociali e poetiche storie di speranza, questi capolavori raccontano il Giappone dell’immediato dopoguerra, la sua evoluzione e le sue contraddizioni.

e. rb.

Nelle immagini, scene da “Noi credevamo” con Luigi Lo Cascio e “Nostalgia” con Pierfrancesco Favino.

In cantiere la nuova edizione del libro dedicato alla storia di Antenna 3

L’autore Cristiano Bussola sta già lavorando alla nuova edizione del volume (recensito sul “Corriere della sera” da Aldo Grasso), in vista del 50° compleanno della leggendaria emittente televisiva. Nel 2027 cadrà anche il 40° anniversario dell’assoluzione di Enzo Tortora, fondatore della tv lombarda

Sul Corriere della Sera il critico televisivo per antonomasia,  Aldo Grasso,  aveva dedicato tempo fa la sua prestigiosa rubrica “A fil di rete” al libro intitolato “Una fetta di sorriso” scritto da Cristiano Bussola, direttore del “Torinese” –  Paola Caramella editrice –  incentrato sull’epica storia di Antenna 3 Lombardia che,  negli anni Settanta, rivoluzionò il modo di fare televisione in Italia.

L’autore sta già lavorando a una nuova edizione del volume, in vista del 2027, quando l’emittente lombarda compirà 50 anni di vita. Nello stesso anno cadrà anche il 40° anniversario dell’assoluzione di Enzo Tortora che fu uno dei fondatori della stazione tv nata a Legnano.

“È stata una piacevole sorpresa – commenta il nostro direttore Bussola – poter leggere sul Corriere un pezzo dedicato al mio libro scritto dalla penna arguta e celebre di Aldo Grasso, che ha evidenziato gli aspetti più importanti del testo e, quindi, la figura di Renzo Villa che, nel 1977, insieme a Enzo Tortora e attraverso una forma di azionariato popolare, diede vita alla prima televisione commerciale italiana. Ora sto lavorando a un aggiornamento del libro con nuove interviste per festeggiare  il mezzo secolo di vita di Antenna 3, fondata il 3 novembre 1977″.

Cristiano Bussola con il Telegatto assegnato ad Antenna 3 negli anni 80

Fu Villa il primo a intuire che proprio gli sponsor, dai mobilieri, ai salumificio, alle case vinicole, ad Aiazzone certamente, dovevano costituire un tutt’uno con lo show”. Bussola nel libro ricorda come si debba, infatti, a Renzo Villa la nascita di programmi come “Il bingooo”, “La bustarella” “Dire, fare, baciare”” Bucce di banana”, “Il pomofiore” e “Non lo sapessi ma lo so”.

“Se da quella televisione di Legnano passarono molti comici destinati a diventare famosi, – scrive Aldo Grasso -come la coppia Massimo Boldi- Teo Teocoli, Walter Chiari, Ric & Gian, Giorgio Faletti, oggi di questo mondo ormai scomparso rimane comunque un testimone, Alessandro di Milia, che lavora ancora in un angolo dell’edificio ormai fatiscente a Legnano e si dedica a un lavoro molto prezioso, riversare in digitale le vecchie cassette dei programmi, dando nuova vita ai nastri che conservano i primi passi di grandi comici e giornalisti come Enzo Tortora”.

Il libro di Bussola sarà citato tra le voci dell’Enciclopedia della Televisione italiana scritta dal critico Massimo Emanuelli.

MARA MARTELLOTTA

Stanotte a Torino. Un sogno ad occhi aperti!

 

La trasmissione dedicata a Torino è stata un vero piacere da guardare.
Alberto Angela ci ha accompagnati in questo viaggio con il suo stile chiaro e coinvolgente, affiancato dalla voce intensa di Giancarlo Giannini. Le immagini,sublimi e sognanti,firmate da Stefano Ughetti, hanno mostrato una Torino elegante e suggestiva, fatta di luci notturne, dettagli architettonici e atmosfere quasi sognanti.
Il racconto si muove tra piazze, palazzi e residenze sabaude, senza dimenticare la Torino moderna e culturale. Tra le tappe più belle: la Reggia di Venaria, la Basilica di Superga, il Museo Egizio, la Mole Antonelliana con il Museo del Cinema, il Museo dell’Automobile, le OGR e il Lingotto.
Spazio anche ai caffè storici e ai luoghi simbolo del centro, come Palazzo Reale, la Galleria Subalpina, il Teatro Regio e piazze iconiche come Piazza Castello, Piazza San Carlo e Piazza Carignano.
Ne è uscita l’immagine di una Torino bella, sobria e piena di storia, capace di unire passato e presente con grande armonia. Una trasmissione che invita a guardare la città con occhi nuovi.

Enzo Grassano 

Foto Lori Barozzino

Whiskey & Soubrette al teatro Juvarra

Per la stagione di Iperspazi stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro  in programma anche a Capodanno  e a gennaio Whiskey & Soubrette al teatro Juvarra.

Quaranta anni di memoria storica e artistica di Torino verranno narrati da un cast di giovani performer dal 31 dicembre al 18 gennaio 2026, ripercorrendo le orme di Isa Bluette, Erminio Macario e Fred Buscaglione.
Tutto ciò è condensato nello spettacolo dal titolo ‘Whiskey & Soubrette’, portato in scena da Tedacà, dopo il successo delle tre precedenti stagioni presso il teatro Juvarra, sito in via Juvarra 13 a Torino, fra gli spazi più affascinanti della città.

 


Si tratta di un’opera che mescola prosa, ironia, danza e musica dal vivo, e che avrà ben sedici repliche a partire dall’ultimo giorno dell’anno corrente, con una replica speciale di Capodanno il 31 dicembre, per terminare nella seconda metà di gennaio 2026.
‘Whiskey e Soubrette’ rappresenta un evento speciale della stagione Iperspazi di Fertili Terreni Teatro. La pièce teatrale è ambientata la notte di Natale, quando l’ex oste Bruno ripercorre alcuni momenti vissuti all’interno della sua locanda, dalla sciantosa Isa Bluette al duro Fred Buscaglione, passando per la comicità stralunata di Erminio Macario. Il protagonista, Bruno, ha attraversato quaranta anni di storia e memoria artistica torinese, è stato amico e collega di lavoro di Isa Bluette, conosciuta nei primi anni Venti, quando entrambi erano impegnati alla manifattura Tabacchi, ha visto nel suo locale i primi spettacoli di Erminio Macario ed è stato il confidente di Fred Buscaglione, seguendo il percorso artistico dai suoi esordi alla prematura scomparsa  nel 1959.
I suoi ricordi si materializzano sul palco, immergendo lo spettatore in alcuni momenti trascorsi insieme a questi personaggi e si esprimono in canzoni e coreografie che richiamano i numeri del varietà guardati in gioventù.  Tutto questo succede ogni Natale quando Bruno si reca presso il Cimitero Monumentale di Torino, dove “dormono” Isa Bluette, Erminio Macario e Fred Buscaglione, che aspettano quella notte magica per tornare a raccontare “pezzi” della loro esistenza.
Le vicende di Bruno sono un escamotage narrativa di finzione per attraversare le vite di Isa Bluette, Erminio Macario e Fred Buscaglione. Tutti gli episodi che riguardano le vicende storiche dei tre artisti torinesi sono frutto di una ricerca storica con documentazione reperita a Torino, Milano e Roma. La stessa accuratezza è stata riservata ai costumi e alle coreografie che richiamano il periodo d’oro del varietà torinese e nazionale. Non da ultimo la musica traccerà un percorso  che attraversa quaranta anni di storia nazionale, spaziando dai motivetti di inizio Novecento fino alle canzoni rese celebri da Isa Bluette ( Creola), ed Erminio Macario (“Turin”) per poi tornare ad alcuni capolavori di Fred Buscaglione (Che notte”, “Eri piccola”, “Juxe Box” e “Guarda che luna”) . Brani cantati e suonati dal vivo, con un arrangiamento originale composto appositamente per ‘Whiskey & Soubrette’. Tutte le musiche sono riarrangiate  e composte dal giovane Antonio Dominelli, fra cui alcune sperimentazioni sonore che accompagnano dal vivo le scene dello spettacolo.
Dopo il successo degli ultimi tre anni, con sold out in tutte le repliche dello spettacolo, ‘Whiskey & Soubrette’ torna in scena al teatro Juvarra,  un  gioiello architettonico e culturale tra i più rappresentativi torinesi. Lo spazio, immerso nel cuore di Torino, è  da sempre un riflesso della città stessa. Nato in un’epoca di grandi trasformazioni, quando Torino si affermava come capitale industriale, ha saputo interpretare i mutamenti della società, diventando un luogo di incontro e confronto delle diverse anime di Torino. Dai fasti dell’epoca sabauda agli anni ruggenti del Novecento fino ai giorni nostri, il teatro Juvarra ha accompagnato i torinesi nei loro percorsi di vita, offrendo un palcoscenico dove sognare, emozionarsi e riflettere.
‘Whiskey & Soubrette’ nasce da un’idea di Marco Musarella, su testo di Marco Musarella, Valentina Renna, Simone Schinocca, coreografie di Bqb e musiche di Antonio Dominelli.
Il cast è  composto da dodici giovani artisti della scena piemontese, Anna Bovio, Francesca Bovolenta, Arianna Di Flora, Antonio Dominelli, Elisa Ferraro, Giulia Guida, Marco Musarella, Michela Paleologo, Valentina Renna, Simone Schinocca, Andrea Semestrali e Viviana Stizzolo.

Mercoledì 31 dicembre speciale ore 22

Giovedì 1, sabato 3, luned 5, giovedì 8, sabato 10, martedì 13, mercoledì 14, giovedì 15 e sabato 17 gennaio ore 19.30

Venerdì 2 e venerdì 16 gennaio ore 20.45

Domenica 4, martedì 6, domenica 111 e domenica 18 gennaio ore 16.

Evento speciale fuori abbonamento.

I biglietti sono acquistabili on line su www.ticket.it e inviati via mail in formato PDF da presentare all’ingresso dell’evento.

Mara  Martellotta

Piazza San Carlo, finale Grand Tour “La vita è adesso” di Baglioni

La Compagnia del Giro arriverà il 18 settembre 2026 nella magnifica piazza, cuore storico e sociale del capoluogo piemontese, per il concerto di chiusura, al termine del viaggio nei luoghi più rappresentativi del patrimonio culturale italiano, iniziando a Venezia il 21 giugno, in piazza San Marco.

La spedizione del Grand Tour di Claudio Baglioni rappresenta un progetto musicale dal vivo,  che è il culmine delle celebrazioni per il 40esimo anniversario dell’album più venduto di sempre in Italia, “La vita è adesso, il sogno è sempre”. Nel 2026, da fine giugno a settembre, il Grand Tour porterà la sua musica in 40 località del territorio italiano negli scenari più suggestivi del Bel Paese, sui palchi dei grandi teatri all’aperto. Si tratta di un ritorno che giunge a 15 anni di distanza dall’ultima tournée di Baglioni nei meraviglioso siti italiani outdoor. Il percorso del Grand Tour seguirà itinerari di valore storico, archeologico, artistico e paesaggistico, invitando gli spettatori a divenire protagonisti di un cammino affascinante attraverso la bellezza, l’incanto, la forza della musica e il flusso di emozioni senza tempo, ma sempre nuove.

Info: biglietti disponibili dalle ore 14 di martedì 23 dicembre, per 24 ore in esclusiva in vendita per gli iscritti al Fan Club – in seguito su Ticketone e nei punti vendita.

wwwwfriendsandpartners.it

Mara Martellotta

Capodanno alla Suoneria di Settimo Torinese

Con Guido Catalano, Federico Sirianni e Matteo Castellan

Dopo 15 anni di assenza, torna per una serata unica “Il grande fresco”, lo spettacolo che per quasi un decennio ha riempito club e festival di tutta Italia, Co quest’anno un pubblico fedele con la usa formula poetica, musicale e imprevedibile. Sul palco Guido Catalano e Federico Sirianno si ritrovano per festeggiare il nuovo anno insieme al loro pubblico con uno spettacolo speciale che segna il ritorno di un vero e proprio cult. Accanto a loro ci sarà una novità importante, la presenza di Matteo Castellan, polistrumentista, al pianoforte e fisarmonica, che prenderà il posto di Matteo Negrin, storico terzo uomo del gruppo, contribuendo a rinnovare il suono e l’atmosfera dello show, senza tradirne lo spirito originale. Poi sarà presente anche Carlotta Sillano, cantautrice, e Cecilia Lasagno all’arpa. La serata promette di essere un mix esplosivo di poesia, musica, ironia e follia. Non mancheranno le poesie stralunate, intense e divertenti di Catalano, le canzoni romantiche, oniriche e taglienti di Sirianni e le rubriche che hanno fatto la storia dello spettacolo, come i grandi classici della canzone internazionale tradotti da Google. Lo humour surreale, l’intesa tra gli artisti, il gusto per la sorpresa e la capacità di alternare risate e commozione in un equilibrio unico nel suo genere. Non è solo un ritorno, ma una festa, una notte speciale per chi ha amato lo spettacolo, per chi ne ha solo sentito parlare e per chi vuole accogliere il 2026 con qualcosa di diverso.

Biglietteria: Vivaticket – info@suoneriasettimo.it -011 8028540 – biglietto 50 euro – ridotto 40 euro.

Suoneria di Settimo – via Partigiani 4, Settimo Torinese

Mara Martellott

Giallo, divertimento, inaspettati finali: ed è subito “Forbici Follia”

All’Erba, repliche sino al 6 gennaio

Cinquant’anni e non li dimostra. Un minimo di cronistoria? Tutto ebbe inizio ancora nei primi anni dei Sessanta, quando Paul Portner, psicologo svizzero, romanziere, propugnatore di un “teatro della spontaneità” capace di attrarre il pubblico su uno spunto iniziale e coinvolgente, scrisse per il teatro “Scherenschnitt” come a dire il termine che sta indicare l’arte del ritagliare la carta con le forbici. Il debutto avvenne a Ulm, in terra tedesca, nel 1963. Il suo interesse era legato in principal modo alla maniera nella quale le persone percepiscono la realtà e ai diversi modi di percepire fatti relativi a un crimine. Pensò di ambientare la storia all’interno di un salone di parrucchiere e di dar vita a sei personaggi fortemente tipizzati, ciascuno dei quali capace di commettere l’assassinio di una ricca e famosa pianista nel suo appartamento posto al piano sopra il salone. Elemento di novità che Portner pensò di aggiungere alla vicenda nuda e cruda -, secondo le sue teorie, in modo da rendere quel giallo diversissimo da tutti gli altri in circolazione – fu quello di dare agli spettatori presenti in sala la possibilità di risolvere il caso attraverso “l’interpretazione” di quanto avevano visto e sentito o, meglio ancora, di ciò che “avevano creduto” di aver visto e sentito. Una scommessa in altre parole, lunga due ore. Una quindicina d’anni dopo, Bruce Jordan e Marylin Abrams – ideatori e produttori di numerosi allestimenti teatrali negli States – assistettero per puro caso ad una replica della commedia tinta di giallo, non si vollero lasciar scappare l’occasione credendola vincente e contattarono immediatamente l’autore per produrre e mettere in scena lo spettacolo con i personaggi in versione americana. Nell’estate del ’78 la prima versione americana andò in scena nel teatro-ristorante di Lake George, New York. Dopo il grande successo ottenuto acquistarono i diritti per tutto il mondo. Da allora, “Forbici Follia” reclama il proprio posto nel Guinness dei primati, è lo spettacolo teatrale più longevo nella storia degli Stati Uniti, con 40 diversi allestimenti in suolo americano, è stato tradotto in 28 lingue (tra cui il turco, lo spagnolo e il catalano, il greco e il polacco) per un totale di 14 milioni di spettatori in tutto il mondo. Trasportabile e adattabile ovunque, insomma un successone.

Da noi fu lo scomparso regista Gianni Williams (ma anche premiato doppiatore, attore di teatro con Squarzina e Soleri e il Garinei di “Se devi dire una bugia dilla tutta”, nonché di televisione), altra bella sorpresa, a scoprire per caso la commedia a Washington e decise di portarla in Italia. Ma si doveva arrangiarla, rodarla, renderla appieno per un pubblico di casa nostra. Gian Mesturino, anima di Torino Spettacoli e del Gioiello, lungimirante inventore di spettacoli a lunga tenitura e intuito teatrale davvero sopraffino, capitò alle prove della commedia tra Bologna e Milano: incertezze e delusioni cancellate in poco tempo e l’invito a Williams a trasferirsi a Torino, era il 1999, considerate appieno le potenzialità che stavano in quel testo. L’inaugurazione, su quel nuovo palcoscenico, fu nel novembre del 2000, una prima stagione di cinque mesi ininterrotti e di 50mila spettatori, più di 800 rappresentazioni in 25 anni consecutivi di repliche conteggiando sino a fine 2024, superando anche una pandemia che mostrò lo spettacolo in streaming ad un numero imprecisato e mai scoperto di spettatori.

A lunga tenitura anche gli interpreti, inossidabili, espertissimi, abituati a indossare senza nessuna fatica da anni una seconda pelle, da Simone Moretto (volto di diverse pubblicità nazionali, cinema, teatro che va da Machiavelli ad Agatha Christie, da Kesselring a De Benedetti, laboratori a Milano e New York con l’insegnamento di John Strasberg, figlio del grande Lee), il più che eccentrico parrucchiere/proprietario del “Giampy”, a Elena Soffiato (la provocante sciampista Alina), da Matteo Anselmi agente speciale Salvatore Lo Sordo a Elia Tedesco come l’antiquario Giulio Valleri, da Carmelo Cancemi, un più o meno nostrano commissario Montalbino a Cristina Palermo, ovvero la signora Costanza Ravagliati, “impossibile” rappresentante della borghesia subalpina di stanza in Crocetta o in fascia precollina. Indizi, più di un sospetto, azzccati coinvolgimenti della sala (non ultimi, un lavaggio unito a una veloce messa in piega), piccole trasgressioni, battute, divertimento, una serata tutta diversa. Ognuno coinvolto, in questo appuntamento ormai “reclamato”, con il pubblico ogni sera a dipanare quel finale, diverso, inaspettato, sempre effervescente, che il pubblico stesso vorrà immaginare.

Al teatro Erba, venerdì 26 e sabato 27 ore 21; domenica 28 ore 16; mercoledì 31 ore 20,45 già sold out; sabato 3 domenica 4 lunedì 5 gennaio ore 21, martedì 6 ore 16. Da non perdere.

Elio Rabbione

Nelle immagini gli inossidabili interpreti di “Forbici Follie” e gli applausi di una recente edizione.

The Originals accendono Hiroshima Mon Amour

Reggae e contaminazioni sonore per la notte di Santo stefano

Venerdì 26 dicembre a Torino il progetto che riunisce Africa Unite e The Bluebeaters presenta il singolo “No! (No, No, No, No)” e una serata pensata come vero e proprio party natalizio

Torna sul palco di Hiroshima Mon Amour il progetto che ha incendiato l’estate: The Originals, l’incontro artistico esplosivo tra Africa Unite e The Bluebeaters, protagonisti venerdì 26 dicembre di un live imperdibile che trasformerà il storico locale torinese in epicentro di musica, energia e contaminazioni sonore. Lo spettacolo inizia alle 22.00 (porte aperte a partire dalle 21.00) presso Hiroshima Mon Amour in via Bossoli 83, con ingresso a 20 euro. I biglietti sono disponibili in prevendita online sul sito ufficiale www.hiroshimamonamour.org.

Una serata in tre atti

La serata è stata concepita come un vero e proprio party natalizio, scandito da tre momenti distinti. Ad aprire le danze sarà il Dj Piddu, maestro nel dosare calypso, original ska, rocksteady ed early reggae con un ritmo irresistibile, perfetto per riscaldare il pubblico e introdurre l’atmosfera del live show.

The Originals porteranno poi in scena il meglio dei repertori di Africa Unite e The Bluebeaters, arricchito dal nuovo singolo “No! (No, No, No, No)”, un pezzo reggae di forte impatto che affronta le tensioni dell’attuale scenario geopolitico. Il brano nasce da un’idea di Pat Cosmo, elaborata successivamente dai contributi artistici di Bunna e soprattutto di Madaski, che ha realizzato anche una potente versione dub del brano, unendo così le sonorità distintive delle due formazioni in una direzione condivisa. Il singolo, in uscita il 14 novembre per Caribb Roots Records (l’etichetta che da anni supporta i progetti di questa famiglia di musicisti), rappresenta il debutto ufficiale di The Originals come collettivo autonomo.

Il gran finale: Madaski e Baldini in dialogo sonoro

Il concerto raggiunge il suo apice con il confronto creativo tra Madaski e Paolo Baldini, due icone indiscusse della scena dub italiana. Un dialogo sonoro destinato a trasformare Hiroshima Mon Amour in uno spazio immersivo, ipnotico e unico: un’esperienza pensata per lasciare il pubblico senza fiato.

Un viaggio attraverso energia, storia e innovazione, in cui la tradizione reggae incontro l’innovazione sonora contemporanea.

Valeria Rombolà

La Noire Gallery: cinque progetti dell’open call DIALOGUES

Torna DIALOGUES, l’open call, giunta alla sua terza edizione, rivolta a studentesse, studenti e alumni per dare forma alla propria creatività attraverso arte e design. Dopo due edizioni di successo, la Noire Gallery di via Piossasco 29/B, a Torino, è pronta a ospitare la mostra collettiva, curata da Lucrezia Nardi (docente IAAD e curatrice indipendente), dei cinque progetti che verranno selezionati.

Per questa terza edizione di DIALOGUES, il tema si concentra sull’incontro tra discipline: arte e design come linguaggi in continua contaminazione, capaci di generare nuovi modi di pensare, creare oggetti e immaginare spazi condivisi. L’invito è quello di proporre un progetto che esplori questa soglia (estetica, concettuale o processuale) dove arte e design si fondono, si confrontano e si contraddicono, aprendo a nuove possibilità di espressione e relazione. La possibilità di partecipare al bando scadrà il 9 gennaio 2026.

DIALOGUES è un’attività realizzata nell’ambito del progetto P+ARTS – Partnership for Artistic Research Technology and Sustainability – finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU (NGEU).

Gian Giacomo Della Porta