Due serate di grande jazz internazionale, con Kurt Elling e i “Manhattan Tranfer”, nel Gran Parterre dei Giardini della Reggia di Venaria
Martedì 4 e mercoledì 5 luglio
Venaria Reale (Torino)
Ritorna alla grande il più blasonato jazzinternazionale alla “Reggia di Venaria” che, dopo il successo dello scorso inverno con il concerto gospel di Capodanno, riapre lo scenario incantevole dei suoi “Giardini” per ospitare, in collaborazione con il celebre “Blue Note” di via Borsieri a Milano (l’unico “Jazz Club” europeo a fregiarsi dell’insegna del leggendario locale newyorkese) due imperdibili concerti sotto le stelle, presentati da Gino Castaldo, storica firma de “La Repubblica” e critico musicale fra i più celebri in Italia. Bello il titolo dell’evento “Jazzarìa. Le notti Blue della Reggia”, che si inserisce nell’ambito di “Blue Note Off”, il format nato con l’obiettivo di portare la grande musica del celebre club meneghino fuori dalla storica ventennale sede. L’appuntamento, o meglio il doppio appuntamento, alla “Venaria” è per martedì 4 e mercoledì 5 luglio, sempre a partire dalle 21,30.

Ad inaugurare “Jazzarìa”, martedì 4 luglio, sarà Kurt Elling, autentica superstar della voce jazz, che porta alla “Reggia di Venaria” il suo nuovo progetto: dopo essersi aggiudicato il secondo “Grammy Award” (e la quindicesima nomination) nel marzo 2021, il mutevole e carismatico artista di Chicago (classe ’67) è pronto a stupire tutti con l’innovativo “SuperBlue”, un sorprendente mix di funk, jazz, beats indelebili e testi memorabili, che vanta la presenza del produttore e chitarrista Charlie Hunter. L’inconfondibile voce baritonale di Elling (quattro ottave di estensione e un perfetto controllo della tecnica scatt, imitazione vocale degli strumenti musicali), le sue doti di narratore e la capacità di improvvisazione si sposano con i grooves (potenti impulsi ritmici) della chitarra di Hunter e con la potenza della sezione fiati degli “Huntertones”. Insieme a lui sul palco, oltre a Charlie Hunter alla chitarra, Corey Fonville alla batteria, DJ Harrison alle tastiere, Dan White al sassofono, Chris Ott al trombone e Marcus Tenney alla tromba. Nel 1997 Kurt Elling ha anche preso parte alla registrazione dell’album “Swing” dei “Manhattan Transfer”.

E proprio ai “Manhattan Transfer” è affidata, mercoledì 5 luglio, la seconda serata di “Jazzarìa”. Incomparabili virtuosi della voce e fra i gruppi vocali più famosi al mondo, il leggendario quartetto festeggia il 50° anniversario di un’incomparabile carriera di successi pop e jazz: con 10 Grammy Awards su 20 nomination, sono stati inseriti di diritto nella “Vocal Group Hall of Fame”. Il gruppo ha pubblicato 19 singoli e 29 album (nel 2018, l’uscita di “The Junction”, prodotto da Merv Warren) e la loro musica è stata ampiamente rappresentata in film e programmi televisivi di grande successo. Con tour mondiali tutti sold oute milioni di vendite record, per i “Manhattan Transfer” il 2023 è davvero un anno speciale. L’anno che segna con questo tour l’addio alle scene musicali.
In caso di pioggia i concerti si terranno comunque al “Teatro della Concordia”, in corso Puccini, a Venaria Reale: nel biglietto resta comunque compresa la visita al “Piano Nobile” della Reggia e ai “Giardini”, da effettuarsi il giorno stesso prima del concerto, a partire dalle 18.30, oppure in un giorno successivo.
Per info: “Reggia di Venaria”, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (To); tel. 011/4992300 o www.lavenaria.it
g.m.
Nelle foto:
– “Gran Parterre Giardini”, ph. credits Fusaro
– Kurt Elling, ph. credits Dave Stapleton
– “The Manhattan Transfer”, ph. credits Scott Schafer


Iconica l’immagine-guida della mostra. Eccolo, Freddie. Trionfalmente agghindato da regina (i baffi non fanno testo), abito lungo e vistoso – portato con fierezza quasi fosse opera del grande royal designer Norman Hartnel, sarto di fiducia per anni della royal family – la regia corona in testa e, ahinoi (voluta trasgressione?) la stravagante fuoriuscita dall’ingombrante veste a coda di piedi scalzi in libertà. Tutta la regalità e l’ironica stravaganza. Del resto proprio lui diceva:”Amo molto la regina e lo sfarzo. E la amo anche perché è stravagante”. Appare così in uno scatto del 1987 il leggendario Freddie Mercury, al secolo Farrak Bulsara, origini parsi (Stone Town, Zanzibar, 1946 – Londra, 1991), mitico e carismatico frontman dei “Queen”.
di Freddie, Brian, John e Roger.
Del resto, lo stesso Freddie era solito ripetere spesso: “Quality and style will always shine trough– darling /Qualità e stile risplenderanno sempre – tesoro”. E da questo spaccato unico, da questo accesso privilegiato nascono le foto presentate in mostra, dove la carriera dei Queen è documentata anche da un ricco allestimento che include gli oggetti provenienti dalla raccolta personale di Niccolò Chimenti, uno dei maggiori collezionisti europei dell’universo Queen: centinaia di memorabilia, dischi, poster, strumenti musicali, abiti ed accessori, rarità e cimeli originali appartenuti ai membri della band, dall’asta del microfono di Mercury, ai costumi per il video di “Radio Gaga” e molto altro ancora. Ad implementare il percorso espositivo sarà inoltre una sala video in cui verranno proiettati rari spezzoni dei principali concerti internazionali della band.
L’appuntamento è a Busca. In quell’antica fetta (dalle origini pre-romane) del Cuneese al termine della Valle Maira, dove, sabato 1 e domenica 2 luglio, torna la Rassegna, ormai giunta alla sesta edizione, “Carte da decifrare”, promossa e organizzata dalla “Fondazione Artea” di Caraglio (primo fondatore la “Regione Piemonte”) e dal Comune, in collaborazione con il “Salone Internazionale del Libro” di Torino. Una due giorni per due imperdibili appuntamenti di musica e letteratura, concepiti “su misura”, fra arte e natura, in tre suggestive location buschesi: il “Castello del Roccolo” (costruito a partire dal 1831 dai Marchesi Taparelli D’Azeglio e fra i più preziosi revival neo-medievali in Piemonte), le locali “Cave di Alabastro” (antichissime suggestive grotte, in parte a cielo aperto, caratterizzate da cinque lunghe e profonde gole simili a dei canyon) e la “Collezione La Gaia” sulla collina di Busca, che con le sue oltre 2.500 opere (collezionate in quarant’anni da Matteo e Bruna Viglietta) è oggi considerata fra le più grandi collezioni private di arte contemporanea a livello mondiale. Tre magnifici patrimoni del territorio che – secondo la filosofia di “Carte da decifrare” – diventeranno nel prossimo weekend straordinari e meravigliosi palcoscenici per scrittori e musicisti di notevole levatura. “Questa nuova edizione della rassegna – sottolineano i direttori artistici Marco Pautasso e Claudio Carboni – si conferma infatti un ‘format’ davvero unico ed originale, in cui luoghi di rara suggestione diventano protagonisti intrecciandosi mirabilmente alle trame letterarie e musicali cucite insieme da artisti d’eccezione, offrendo al pubblico un’esperienza ambientale, culturale e sensoriale di rara potenza”.



I due noti artisti hanno fatto capolino a sorpresa prima a Villafranca Piemonte, quasi al confine tra Cuneo e Torino, dove hanno percorso in lungo e in largo le vie del paese a bordo di una splendida corriera d’epoca ‘Fiat 640 Casaro del 1949, facente parte della collezione di autobus storici della ‘G.M. Srl’, dal 1963 il più grande busport d’Europa interamente dedicato alla cura degli automezzi pesanti adibiti al trasporto persone.