SPETTACOLI- Pagina 144

“Fuori. Storie dal manicomio”

Una drammatica pagina di storia nazionale rivive sul palco dell’ex ospedale psichiatrico di Collegno. Martedì 6 luglio

Fra le più importanti strutture manicomiali d’Italia, quello che fu il “Regio Manicomio” di Collegno (costruito nel 1852 e gestito dall’Ordine Certosino fino al 1890, per poi passare all’Opera Pia come nuovo ente gestore autonomo per effetto delle Leggi Crispine) rivive e racconta la sua storia sul grande palco montato nel cortile della Lavanderia dell’ex-struttura psichiatrica, attraverso lo spettacolo teatrale “Fuori.

Storie dal manicomio”, firmato e prodotto da “Lab22” nella seconda serata del “Flowers Festival”. L’appuntamento, messo in scena in un luogo fortemente simbolico, è per martedì 6 luglio, a partire dalle 21. Dentro quei terribili muri di cinta, costruiti su progetto dell’inegner Luigi Fenoglio e che separavano totalmente il mondo dei “matti” dalla realtà del paese che viveva tutt’intorno, all’esterno, prende corpo una pagina orribile e disumana di storia locale e nazionale, insieme alle vite di chi – adulto o bambino – fu rinchiuso e cancellato come essere umano in quei tetri corridoi, sottoposto a crudeli terapie sperimentali e a punizioni e costrizioni vergognose, sotto l’aspetto psicologico e corporale. Il testo è stato scritto da Serena Ferrari partendo dalle inchieste dei giornalisti Alberto Papuzzi e Alberto Gaino e dal libro di Bruna Bertolo “Donne e follia in Piemonte”, ma anche dalle vite dei protagonisti del tempo, come lo spregiucato professor Giorgio Coda, vice direttore dell’Ospedale psichiatrico, processato nel 1970-1974 per “maltrattamenti” con relativa condanna a cinque anni di detenzione, al pagamento delle spese processuali e all’interdizione dalla professione medica per cinque anni. Ma la storia intreccia anche l’amore nei versi di Alda Merini e in quelli cantati da Simone Cristicchi e da Franco Battiato. Racconta quel mondo e la battaglia che nacque al suo interno e condusse, poi, nel 1978, alla promulgazione della legge n. 180 relativa agli “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, comunemente nota come Legge Basaglia, che portò alla chiusura dei manicomi. Già l’anno precedente l’Amministrazione Comunale di Collegno aveva fatto abbattere il primo tratto del muro di cinta che circondava il Manicomio, precorrendo la coraggiosa misura legislativa che decretò il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici, con una conseguente e rinnovata sensibilità nei confronti del disagio psichico. Serena Ferrari, insieme a Fabrizio Rizzolo, firma anche la regia di “Fuori. Storie dal manicomio” che conta su un cast numerosissimo, fatto di attori professionisti, ballerini ma anche di un’orchestra che realizza dal vivo, sul palco, tutte le musiche di accompagnamento. “Negli ultimi anni abbiamo creato degli spettacoli su temi d’impegno civile. Ne abbiamo firmato uno sulle morti bianche e sui morti della Thyssen Krupp di Torino, uno per contrastare la violenza sulle donne, uno sulla scomparsa del ragazzo collegnese Fabrizio Catalano» spiega il presidente di “Lab 22”, Claudio Ferrari. Nessuno ha però ottenuto il riscontro di “Fuori”, che ha inanellato, dalla sua prima messa in scena, 15 repliche e 15 sold out. Uno spettacolo forte, che “urla” come suggerisce la slide che viene proiettata prima dell’inizio della pièce. Al centro storie di abusi e violenze. Di speranze e di poesia. Di muri costruiti e non più abbattuti. Di esclusione del diverso. “A tratti un pugno allo stomaco, a tratti una musica che unisce amori e storie. Uno spettacolo intenso che mescola movimento e parole, ricordi e il messaggio che escludere non porta mai a nulla”.

Biglietti in vendita al link: http://bit.ly/FUORI_STORIE_DAL_MANICOMIO

Costo 20 euro più prevendita.

g. m.

 

Renato Rascel, torinese “per caso” 

Trent’anni fa, il 2 gennaio del 1991, moriva dopo una lunga malattia Renato Rascel, nome d’arte di Renato Ranucci. Artista incredibilmente versatile, indimenticabile protagonista del teatro leggero italiano, nella sua lunga carriera di attore, comico, cantautore e ballerino si cimentò in moltissimi ruoli.

In molti, tra i non più giovanissimi, lo ricorderanno protagonista di moltissimi spettacoli dalla rivista alla commedia musicale, dall’intrattenimento televisivo e radiofonico all’operetta e al teatro. Non tutti sanno però che nacque “casualmente” a Torino il 27 aprile 1912, durante una tournée della compagnia di cui facevano parte i suoi genitori, il cantante di operetta Cesare Ranucci e la ballerina classica Paola Massa, artisti di opera comica che lavorarono anche con il grande Ettore Petrolini. Il piccolo Renato passò così i primi giorni di vita in una cesta dietro le quinte dove i genitori, a turno, si prendevano cura di lui tra una scena e l’altra. Venne poi battezzato  a Roma, nella basilica di San Pietro per volontà del padre “che volle confermare la sua romanità risalente a sette generazioni”. Nascendo in una famiglia d’artisti fu normale che anche Renato sentisse il richiamo della scena e così, fin  da piccolo, si ritrovò a calcare i palcoscenici di compagnie filodrammatiche e teatrali. L’esperienza lo portò a inventare un suo personaggio che lo rese riconoscibile al grande pubblico. La bassa statura e il fisico esile gli suggerirono la celebre, esilarante e surreale  interpretazione del Corazziere. Elaborò sketch e canzoni diventate pietre miliari della rivista, al fianco di attori e autori come Garinei e Giovannini. I ragazzini della mia generazione lo ricordano in televisione con la veste talare del protagonista de “I racconti di padre Brown”, sceneggiato prodotto e messo in onda dalla Rai nel 1970. Risale a quello stesso anno la sua ultima  interpretazione in una commedia musicale di Garinei e Giovannini (Alleluja brava gente) dove Rascel ebbe l’onere di sostituire all’ultimo istante il famosissimo  Domenico Modugno con un giovane Gigi Proietti, pressoché sconosciuto al pubblico.

Marco Travaglini

Le eccellenze femminili del circo contemporaneo

XX FESTIVAL INTERNAZIONALE SUL FILO DEL CIRCO

In scena dal 2 al 10 luglio 2021 al Parco culturale Le Serre di Grugliasco (TO)

Dal 2 al 10 luglio torna, presso il Parco culturale Le Serre di Grugliasco, in provincia di Torino, l’appuntamento con il Festival Internazionale Sul Filo del Circo, la principale manifestazione nazionale di Circo Contemporaneo per storicità e qualità degli spettacoli proposti, giunto quest’anno alla sua ventesima edizione. Undici le compagnie ospiti, fra cui i cast degli allievi del secondo anno dell’Accademia professionale di Fondazione Cirko Vertigo, organizzatrice del festival, con artisti provenienti da Italia, Portogallo, Francia, Svizzera, Spagna, Croazia, Germania, Regno Unito, Grecia, Albania, Polonia, Israele, Colombia, Messico e Argentina.

Sul Filo del Circo riconferma anche quest’anno, dopo lo stop forzato dell’edizione 2020, la sua vocazione a essere sostenitore delle espressioni più innovative del circo contemporaneo, con un focus sulla creatività al femminile. Spazio quindi a spettacoli di circo contemporaneo che vedano la presenza artistica e creativa di una o più figure eccellenti di professioniste dello spettacolo dal vivo senza limitazione di ambito o spettacoli dedicati ai temi riguardanti la figura della donna e l’universo femminile, ovvero scritti, diretti e creati da artiste donne. Attraverso questa scelta, che non è solo tematica ma vuole incidere sul reale coinvolgimento di un maggior numero di professioniste dello spettacolo, si intende dare evidenza alle donne che sono state e sono protagoniste nelle diverse discipline del percorso artistico e creativo, portatrici attraverso di esso di significative istanze sociali di mutamento. Diffondere conoscenza su questo tema produce un nuovo livello di consapevolezza sul ruolo delle figure femminili nella vita culturale e sociale, e aiuta concretamente a perseguire quel principio di equità e di pari opportunità che deve trovare concretezza nella nostra quotidianità, oggi più che mai.

La necessità di incontrare il pubblico dal vivo, di sentire gli applausi, di emozionarsi sul palco e far emozionare, la voglia di portare in scena le proprie creazioni sono i sentimenti che accomunano tutte le professioniste dello spettacolo, protagoniste a vario titolo di questa edizione.

“Un traguardo auspicato, atteso e difeso per la comunità di artisti e spettatori che si ritroverà magicamente sulla scena diffusa del Parco Culturale Le Serre – spiega il direttore di Fondazione Cirko Vertigo, Paolo Stratta -. Per l’occasione tre scene lavoreranno ininterrottamente a riportare in vita quel triangolo d’oro che Fondazione Cirko Vertigo ha saputo creare in questi vent’anni, tra alta formazione, creazione artistica (della compagnia blucinQue di Caterina Mochi Sismondi e delle Residenze Artistiche) e diffusione”.

Il festival, organizzato da Fondazione Cirko Vertigo, con il sostegno di Città di Grugliasco, che lo ospita fin dalla sua prima edizione e di Regione Piemonte, il patrocinio di Città Metropolitana di Torino e Acci – Associazione Circo Contemporaneo Italia e in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo e Società Le Serre, ospiterà in media tre compagnie al giorno che si esibiranno all’interno del TLS – Teatro Le Serre, nello Chapiteau Teatro nelle Foglie, montato ad hoc per il festival, e all’aperto, all’interno del parco. La collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo fa rientrare il festival Sul filo del Circo in una più ampia programmazione estiva su base regionale, con la quale si intende dare vita a un unico grande e multidisciplinare palcoscenico piemontese.

Ogni spazio potrà ospitare un numero massimo di spettatori, stabilito nel pieno rispetto delle normative anti Covid e gli orari saranno scaglionati per permettere, a chi lo desidera, di vivere, con un unico biglietto giornaliero, una vera e propria esperienza immersiva nel mondo del circo contemporaneo e poter godere quindi di tutti gli spettacoli della giornata semplicemente spostandosi nel verde del parco Le Serre.

Il Festival aderisce al progetto Take Off, nato dall’unione delle forze di Fondazione Cirko Vertigo con Associazione Sarabanda Impresa Sociale e Associazione Culturale IdeAgorà, in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo e con il sostegno di Fondazione CRT, Città di Grugliasco e Molecola. Il progetto, che ha lo scopo di immaginare e costruire un circo contemporaneo italiano di qualità, sostenendo compagnie innovative che realizzano produzioni competitive sul mercato internazionale, gode di una serie di partenariati internazionali quali: Delegazione del Québec in Italia – Roma; Plateforme 2 Pôles Cirque en Normandie – La Brèche de Cherbourg – Francia; CIRCa, Pôle National Cirque Auch – Francia; Lost in Translation Circus – Regno Unito; FEDEC (European Federation of Professional Circus Schools).

“Potremmo chiamarla l’edizione della ripartenza e per questo apprezziamo l’averla dedicata alle donne – dichiara Emanuela Guarino, Assessora alla Cultura della Città di Grugliasco – Sono le donne ad aver subito di più in questa pandemia, da molti punti di vista, ed è dalla capacità feconda delle donne di guardare avanti, con resilienza e creatività, che possiamo trarre esempi e motivi di ottimismo. La Fondazione Cirko Vertigo, e la sua direzione artistica, con questa scelta si dimostrano in sintonia con il sentire dell’Amministrazione grugliaschese e attenti lettori degli eventi. A loro va il plauso del Sindaco Roberto Montà e mio e il ringraziamento per la professionalità e la fiducia con cui guardano al futuro”.

Il Festival sarà l’occasione per conoscere artiste di circo di grande talento, sia a livello tecnico che espressivo, come Edvige Ungaro, Coline Mercier e Chiara Capparelli. Presenterà i lavori di registe e coreografe approdate al circo dopo aver sviluppato esperienze nel teatro, nella danza, nella clownerie, come Caterina Mochi Sismondi, Joanna Bassi, Clara Larcher, Sophia Perez e Karine Noël, oltre che musiciste di grande creatività e innovatività, come Bea Zanin. Ambasciatore delle più innovative espressioni del circo contemporaneo in Italia e al tempo stesso catalizzatore delle creatività internazionali più all’avanguardia del settore, il festival si dimostra così in grado di dialogare con la scena mondiale e assolvere al ruolo di facilitatore di quel processo inscindibile tra formazione, creazione e diffusione delle opere d’arte. Il tema del femminile è trasversale ai generi e ai luoghi; in questo senso, rappresenta un focus di riflessione che accomuna tutto il contesto europeo.

Saranno protagoniste delle prime due giornate della kermesse, ovvero il 2 e 3 luglio, tre compagnie molto differenti fra loro: si tratta del trio costituito da Joanna Bassi, Vio Garcia e Sabina Drag, Chiara Capparelli e Compagnia blucinQue.

Lo spettacolo Trioom, in prima italiana al festival, parte dal concetto secondo cui l’umorismo sia il legame più forte tra le persone. Andando oltre le loro carriere individuali come donne clown, Sabina Drag dalla Polonia, Vio Garcia dalla Spagna e Joanna Bassi, discendente da una famiglia di artisti italo-franco-inglese, si sono riunite a Berlino, dove attualmente vivono, per dare vita a un progetto artistico con il quale reagire all’attuale situazione pandemica. Le artiste hanno così creato uno spettacolo nel quale il classico format di performance comica accompagnata dalla musica si mescola con influssi contemporanei. Utilizzando il pretesto di una falsa videochiamata, le tre clown si prendono gioco della nostra nuova vita digitale, piena di difficoltà tecniche. “Indubbiamente è troppo presto per misurare l’impatto globale della pandemia sul mondo dello spettacolo. È già chiaro che, con o senza pubblico, vengano documentati molti più spettacoli, una tendenza destinata a rimanere – commenta Joanna Bassi, figlia d’arta, alle spalle una carriera lunga una vita -. Questo crea da un lato una memoria artistica e culturale senza precedenti, e a lungo termine ciò influenzerà gli artisti. Dall’altro dà una responsabilità aggiuntiva agli organizzatori di spettacoli nei confronti del pubblico: dovranno riuscire a ricreare degli ambienti in grado di competere con la comodità del salotto di casa, dove il pubblico ha imparato a guardare tutto ciò che desiderava per mesi”.

Nelle stesse giornate andrà in scena, emozionata per il fatto di portare al festival la sua prima creazione personale, Chiara Capparelli con Além-Corpo, sull’esperienza di “uscita dal corpo fisico”, in cui il corpo e la coscienza si separano per alcuni istanti, permettendoci di conoscere le nostre reali possibilità. In quest’opera dal sapore noir e grottesco troviamo un virtuosismo dato dalle acrobazie aeree su corde verticali che opera in funzione di narrativa, interpretazione e movimento e anche una plasticità scenica dovuta alla decostruzione dell’attrezzo e dei materiali utilizzati per la scena.

Il 3 luglio sarà portata in scena Gelsomina Dreams, ultima produzione della compagnia blucinQue  diretta da Caterina Mochi Sismondi. Dichiarato omaggio all’immaginario di Federico Fellini a 100 anni dalla sua nascita, lo spettacolo è stato selezionato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in collaborazione con il Ministero della Cultura tra le 20 produzioni artistiche inedite di danza, teatro e circo contemporaneo da finanziare nell’ambito dell’iniziativa “Vivere all’italiana sul palcoscenico”. Gli artisti in scena si muovono in un’ambientazione sospesa e senza tempo, che allude a un set cinematografico dismesso di felliniana memoria. Gelsomina Dreams innesta sul linguaggio del teatrodanza i linguaggi della musica, suonata dal vivo, qui rielaborando anche melodie del grande Nino Rota, e del circo contemporaneo. Protagonisti in scena: Alexandre Duarte, Elisa Mutto, Federico Ceragioli, Vladimir Ježić, Antonio Fazio, Beatrice Zanin, Niccolò Bottasso e Michelangelo Merlanti.  Con la partecipazione di Paolo Stratta e Nina Carola Stratta. “In ambito artistico non parlerei di questioni di genere quanto di identità: se l’identità dell’artista è forte – spiega Caterina Mochi Sismondi – e si ricerca una coerenza nel proprio percorso creativo, basata su una reale necessità, il fatto di essere una donna può diventare anche un punto di forza”.

Corda aerea, danza, sospensione capillare sono invece le discipline che Clara Larcher e Jose Cerecéda della Compañia Depàso porteranno in scena domenica 4 e lunedì 5 luglio nella loro nuova creazione La Trottola. Due personaggi avvolti in una scena senza tempo, si incontreranno in un viaggio vertiginoso dentro un vortice, un rituale per scoprire che cosa c’è dentro ognuno di loro in mezzo al caos. “È impossibile – spiega Clara Larcher – slegarsi da questa epoca di cambiamento nel mondo delle performing art: è stato così tanto inscatolato fra le mura domestiche e gli schermi che inevitabilmente ci dovrà essere una rinascita esplosiva e potente, lo stesso potenziale di trasformazione e sconvolgimento profondo che sta portando avanti il mondo delle donne. C’è un’evidente sete di cultura da parte di tutti, voglia di fare, di vedere, di nutrirsi. La cultura è necessaria per lo sviluppo di una società sana”.

Domenica 4 luglio data unica per Coline Mercier che si esibirà in prima nazionale in Seule en roue, spaccato su quello che per una clown possa significare essere una giovane donna oggi, nata in un paese patriarcale, educata in mezzo agli stereotipi femminili e a disuguaglianze culturalmente accettate. “La discriminazione uomo-donna esiste e c’è tanto ancora da fare per annullarla, nella fase di formazione dei nuovi artisti così come nella distribuzione degli spettacoli. Il fatto stesso di porci la domanda: esistono discriminazioni di genere nel mondo dello spettacolo dal vivo, testimonia il fatto che le discriminazioni esistono. Gli artisti di tutti i tipi, uomini, donne o LGBTQ, sono essenziali”. Coline sarà come un raggio di sole che rischierà lo spirito del pubblico con le sue marachelle perché chiunque potrà identificarsi nel suo groviglio di gioia, frenesia e indecisione.

Il tempo, concetto su cui i lockdown hanno costretto tutti alla riflessione, è il punto di partenza dello spettacolo in prima nazionale Kairos. Riflessi per la creazione della compagnia Teatro nelle Foglie. Per Elena Fresch, Marta Finazzi e Nicolas Benincasa, i tre poliedrici artisti che fondano la compagnia, supportati da Damian Fiore Giralt, Lucie Vendlova e Marco Meneghel, il gioco è la chiave per liberare il tempo e renderlo libero da impegni e questioni materiali. Per Elena Fresh, socia fondatrice della compagnia e i suoi colleghi, la nuova normalità dettata dalla pandemia “richiede resilienza e capacità di reinventarsi, e la storia ci insegna che noi donne abbiamo tutte le qualità per far sì che ciò accada. Torno in scena diversa, consapevole che niente sarà come prima ma non per forza con un’accezione negativa”. Fra una ricca scenografia e tecnologie di proiezione 3D digitale, per ben cinque giorni, dal 4 all’8 luglio, prenderà vita una realtà altra nella quale lo spettatore non potrà fare altro che immergersi.

Con gli occhi sognanti ma sempre ben aperti il 6 e 7 luglio potremo assistere alla commedia romantica della Compagnia Autoportante. I due filferristi Emma Edvige Ungaro e Damián Elencwajg in Fuori al naturale porteranno sul filo teso una storia d’amore, la loro storia, raccontando la routine di una coppia che giornalmente si prepara per la vita con conflitti, divertimento, delusioni e riconquiste. Equilibrio, danza e teatro si mescoleranno con l’unico fine di stupire ed emozionare i pubblici di tutto il mondo. Gli acrobati si muoveranno sulle note della Pizzica, danza tradizionale del Salento, che farà da colonna sonora all’intero spettacolo. “Tornare in scena con la prima di uno studio del nostro nuovo spettacolo è ancora più emozionante, e che sia Fondazione Cirko Vertigo a ospitarci assume un significato ancora più forte – spiega Edvige Ungaro -, il trampolino di lancio verso i miei sogni, da dove tutto è partito, dove ci siamo conosciuti io e mio marito, compagno di vita e di lavoro. Un ‘emozione indescrivibile, sarà una grande sfida per me gestire emozioni così forti. Amo le sfide, per questo faccio filo teso”.

Una indimenticabile protagonista della letteratura mondiale e di una delle storie d’amore più popolari al mondo, Giulietta di William Shakespeare, è colei che dà ispirazione al secondo lavoro portato al festival dalla compagnia blucinQue diretta da Caterina Mochi Sismondi, in data unica mercoledì 7 luglio. Vertigine di Giulietta – Distance mode è un lavoro di ricerca sul movimento e la composizione tra teatrodanza, testo, musica dal vivo e discipline circensi, ora con il focus della distanza, da agire e sperimentare anche sulla scena per un percorso post lockdown. A scandire il ritmo, l’alternanza simbiotica di brani di Prokofiev e della musica eseguita da un violoncello classico processato dal vivo da Bea Zanin, musicista in scena insieme ai cinque performer, danzatori e circensi, coinvolti nella composizione fisica e musicale, ovvero Elisa Mutto, Alexandre Duarte, Federico Ceragioli, Vladimir Ježić, e Rio Ballerani.

Il corso professionale per Artista di Circo contemporaneo di Fondazione Cirko Vertigo riconferma la propria vocazione ad essere hub creativo e formativo, preparando le giovani promesse del circo contemporaneo non solo all’esibizione scenica, ma a diventare individualmente artefici di un processo creativo ed esprimere al meglio il proprio talento. È questo il senso più vero di Exit, esibizione dei 14 allievi dell’ultimo anno dell’Accademia, impegnati ciascuno nella realizzazione di un numero intimo e personale volto a suggellare il proprio percorso formativo e artistico. Con l’accompagnamento artistico di Alessandra Simone e Luca Morrocchi, i giovani artisti si esibiranno durante le tre serate conclusive del festival in quattro differenti cast, di cui faranno parte: Filimon Alexandro Balacel, Shunya Baner, Sukey Jane Calladine, Victoria Georgoulaki Tzannetou, Mayra Alejandra Gonzalez Borja, Simona Lea Huber, Daniele Ippolito, Michelangelo Merlanti, Sara Montanaro, Arianna Puiatti, Beatrice Rosso, Yaniv Shem Tov, Besmir Sula, Carina Zimmermann e Georgina Danaé Basurto Gutiérrez.

La carta, così malleabile e delicata, è elemento guida della creazione Charta della compagnia Nomaduo, costituita da Cristiana Morelli e Flavio Barbui, visibile nelle due serate conclusive del festival, il 9 e 10 luglio. Tra mano a mano, scala di equilibrio e aerea e acroduo i due artisti, emozionati all’idea di poter condividere dal vivo la loro arte, portano in scena uno spettacolo nel quale la carta si trasforma e diventa contenitore di infinite possibilità, luogo in cui poter mettere qualunque tipo di espressione umana, un magazzino infinito di arte e significato, aperto a qualunque persona voglia assaporarne e condividerne il contenuto.

In prima nazionale il 9 luglio uno degli appuntamenti più attesi dal festival: la compagnia francese Cabas, grazie alla regista Sophia Perez e l’aiuto regista Karine Noël, la direttrice di produzione Maude Tornare e la sound designer Colombine Jacquemont, porta in scena l’adrenalinico spettacolo Desiderata con il quale affronterà il tema dell’identità di genere attraverso i corpi di 6 giovani uomini: Remi Auzanneau, Hernan Elencwajg, Johannes Holm Veje, Tanguy Pelayo, Baptiste Petit e Martin Richard. Le loro acrobazie mozzafiato, eseguite con l’ausilio della bascula e del quadro coreani, racconteranno la parte più intima degli acrobati in scena. Desiderata reinventa la loro arte, la loro tecnica acrobatica in modo che risuoni coralmente. I protagonisti metteranno in discussione la propria identità lasciando il pubblico a bocca aperta con i loro virtuosismi e grazie alla vasta gamma di emozioni portate sul palco.

Il festival internazionale Sul filo del Circo chiude con Leo Bassi, monumento della clownerie mondiale, che lascerà gli spettatori piacevolmente sconvolti e totalmente disarmati di fronte alle sue trovate dissacranti, frutto di una carriera lunga 40 anni. Nel suo Best of Leo Bassi – Woman Edition dedicato alla donna e al tema del femminile, riuscirà a giocare come sempre sulla provocazione e sugli eccessi per rompere ancora una volta tutti gli schemi e i generi, collocandosi fra il comico, il teatro di strada, l’arte circense e il teatro politico.

Durante i giorni del festival è inoltre in programma, all’interno dello Chalet Allemand, nel parco culturale Le Serre di Grugliasco, una mostra dedicata a Eugenio Guglielminetti, scenografo, costumista, pittore e scultore italiano, nato ad Asti nel 1921. Questa mostra intende rendere omaggio al suo genio artistico a cento anni dalla nascita attraverso non solo l’esposizione di alcune delle sue opere ma anche con la lettura, a cura dell’attrice comica Luisella Tamietto, di passi de Il carro volante, opera letteraria del Maestro Guglielminetti. Le letture si terranno il giorno di apertura del festival, il 2 luglio alle 19.30 e a seguire lunedì 5, martedì 6 e mercoledì 7 luglio alle ore 19, all’interno del parco culturale Le Serre. La mostra sarà aperta al pubblico dalle 18 alle 22 nei giorni del festival.

Eugenio Guglielminetti ha frequentato l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Allievo di Giuseppe Manzone e di Felice Casorati, si è formato nel vivace ambiente artistico torinese degli anni Quaranta e Cinquanta, a contatto con artisti quali Enrico Paulucci, Albino Galvano, Luigi Spazzapan, Mino Rosso, Italo Cremona e Paola Levi Montalcini. Attingendo a quegli umori culturali, con la direzione della galleria d’arte “La Giostra” di Asti e gli intensi rapporti con la cultura più viva del tempo, Guglielminetti definisce le coordinate del suo operare di pittore-scultore, parimenti segnato dai frequenti soggiorni parigini del secondo dopoguerra e dal contatto con le tendenze delle avanguardie internazionali. Da tali esperienze il suo mondo poetico scaturisce in tutta la sua pienezza. A partire dal 1946 all’attività artistica Guglielminetti affianca quella di scenografo teatrale, divenuta professione dal 1953, che lo rende noto a livello internazionale e lo impegna in produzioni di grande prestigio. Basti pensare che dal 1946 al 2006 Guglielminetti progetta più di 300 scenografie. Ha collaborato con il Centro Nazionale di Studi Alfieriani, i teatri stabili di Torino, Roma, Genova e Palermo, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro delle Novità di Milano, il Teatro alla Scala di Milano, il Carlo Felice di Genova, il San Carlo di Napoli, il Regio di Torino, la Fenice di Venezia, il Colon di Buenos Aires, la Deutsche Oper di Berlino, il Grand Theatre di Ginevra, la RAI-Tv Italiana, il Teatro Comunale di Bologna, l’Autunno Musicale Napoletano, il Teatro Bellini di Catania, le compagnie Proclemer-Albertazzi, Mario Scaccia, Ileana Ghione, Calindri-Villi, Paolo Poli, Loredana Furno, Mago Povero, Satta Flores-Quattrini, Gigi Proietti, il Teatro Sistina. La ricerca pittorica e scultorea, tuttavia, non è mai abbandonata, come documenta la presenza dell’artista a numerose rassegne d’arte contemporanea.

PROGETTO DI Fondazione Cirko Vertigo

CON IL SOSTEGNO DI Città di Grugliasco, Regione Piemonte

CON IL PATROCINIO DI Città metropolitana di Torino e ACCI – Associazione Circo Contemporaneo Italia

IN COLLABORAZIONE CON Fondazione Piemonte dal Vivo, Società Le Serre e Festival internazionale di circo e arti performative Mirabilia, Festival internazionale di circo teatro Circumnavigando, Associazione Macramé

SPONSOR Iren e Nova Coop

Vendite Vivaticket online al link https://www.vivaticket.com/it/cerca-biglietti/grugliasco

e presso i rivenditori autorizzati – Info su www.vivaticket.com

Orari biglietteria: 9:30-13 e 14:30-18 presso gli uffici di Fondazione Cirko Vertigo all’interno del parco culturale Le Serre. Durante i giorni del festival, dopo le 18 la biglietteria sarà aperta presso il teatro Le Serre.

Informazioni e prenotazioni

Tel. 011 071 4488

biglietteria@cirkovertigo.com | www.sulfilodelcirco.com

Nel Cortile di Palazzo Arsenale va in scena Madama Butterfly di Giacomo Puccini

Regio Opera Festival. A Difesa della Cultura
Sabato 3, mercoledì 7 e venerdì 9 luglio ore 21
MADAMA BUTTERFLY
Torino, Cortile di Palazzo Arsenale, via dell’Arsenale 22

Una scoperta straordinaria grazie a un narratore d’eccezione: Giacomo Puccini
L’incasso della prova generale di venerdì 2 luglio ore 21
Fermata d’Autobus Associazione Onlus per le donne vittime di abusi

Nella foto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini
Secondo appuntamento con l’opera al Regio Opera Festival. A Difesa della Culturasabato 3, mercoledì 7 e venerdì 9 luglio alle ore 21 al Cortile di Palazzo Arsenale va in scena Madama Butterfly di Giacomo Puccini, nella straordinaria produzione che più di quindicimila spettatori hanno applaudito qualche anno fa in piazza San Carlo, nella quale è proprio il compositore, interpretato dall’attore-narratore Yuri D’Agostino, a raccontare la tenerezza, il trasporto e la cruda disillusione che travolgono la protagonista. Questa versione con l’adattamento e i testi di Vittorio Sabadin, che nulla cambia della musica scritta da Puccini, è pensata anche per chi si avvicina per la prima volta all’opera, ma senza tradire lo spirito e l’ambientazione; il narratore introduce l’opera e, tra aneddoti e ricordi, accompagna lo spettatore nello sviluppo della vicenda. Occasioni straordinarie per scoprire il Cortile di Palazzo Arsenale, una meraviglia nel centro di Torino, e di riassaporare, finalmente, la musica dal vivo, in una platea all’aperto di 1000 posti in totale sicurezza.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio sono diretti da Pier Giorgio Morandi, che dirige le compagini artistiche del Regio per la prima volta. Morandi ha al suo attivo un vastissimo repertorio operistico ed è regolarmente direttore ospite nei più importanti teatri italiani e internazionali; apprezzato interprete anche de lrepertorio sinfonico, ha al suo attivo numerose registrazioni con la Sony. Il Coro del Teatro Regio, impegnato in importanti scene, è istruito da Andrea Secchi. Protagonisti di questo allestimento: il soprano Rebeka Lokar (Madama Butterfly), il tenore Antonio Poli (Pinkerton), il baritono Alessio Verna (Sharpless), il mezzosoprano Sofia Koberidze (Suzuki), il tenore Didier Pieri (Goro) e Yuri D’Agostino, attore interprete di Giacomo Puccini. Completano il cast: Franco Rizzo (commissario imperiale), Roberta Garelli (Kate Pinkerton) e Sofia La Cara e Francesca Urso, che si alternano nei panni del figlio di Butterfly. L’allestimento del Teatro Regio è firmato nella regia da Vittorio Borrelli, le scene sono di Claudia Boasso, i costumi di Laura Viglione e le luci di Andrea Anfossi.

Madama Butterfly è la storia di un amore illuso e ingenuo, pagato a caro prezzo dalla protagonista. Non è però solo la storia di un tragico amore, ma anche la denuncia di un colonialismo spregiudicato e senza scrupoli, in questo caso il tenente della Marina degli Stati Uniti, F.B. Pinkerton il quale, sbarcato in Giappone, compra casa e sposa la quindicenne Cio-cio-san (Butterfly) per soli cento yen, circa un euro d’oggi. Nel giugno del 1900 Puccini, a Londra, vide il dramma di David Belasco Madame Butterfly. Pur non conoscendo l’inglese, il compositore toscano rimase affascinato dalla vicenda della giovane giapponese che si uccide per amore. Appena tornato in Italia chiese a Giulio Ricordi l’autorizzazione per trarre un’opera da quel lavoro, con la collaborazione di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa per il libretto. Il titolo andò in scena il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala e fu uno dei più clamorosi insuccessi della storia dell’opera, che poi rinacque – in una seconda versione –, al Teatro Grande di Brescia il 28 maggio dello stesso anno. Da allora la triste storia d’amore di Butterfly, sostenuta dalla fida servente Suzuki, osteggiata da tutta la famiglia, e rallegrata solo dal sorriso di figlio avuto con Pinkerton, è rimasta nel repertorio di ogni teatro del mondo.

Lo spettacolo dal vivo è condivisione, partecipazione, sicurezza, fiducia, basi fondanti del sentirsi parte di una collettività. Senso di appartenenza alla comunità è anche non dimenticare chi vive situazioni di disagio e di fragilità. Per questo L’Impegno del Regio prosegue: abbiamo scelto di destinare l’incasso della prova generale di Madama Butterflyvenerdì 2 luglio alle ore 21, a Fermata d’Autobus Associazione Onlus per la comunità residenziale “Fragole Celesti”, che si occupa delle donne vittime di abusi, maltrattamenti e violenze. Per sostenere questo progetto è possibile acquistare il biglietto richiedendo il codice necessario a: rabo48@libero.it – Tel. 348.3615173; per informazioni sul progetto: www.fermatadautobus.net e www.fragolecelesti.it.

L’estate del Regio è la festa di tutti. Dopo il grande entusiasmo suscitato dalla Chorus Parade, proseguono gli appuntamenti gratuiti per offrire musica alla città e per condividere il lavoro dei nostri artisti. Il Regio propone due prove musicali aperte a ingresso gratuito con l’Orchestra e il Coro, che avranno luogo – in completa sicurezza –, nella Galleria Tamagno del Teatro Regio. Sabato 3 luglio dalle ore 11 alle 13.30 l’Orchestra d’Archi Teatro Regio Torino, con Sergey Galaktionov maestro concertatore e violino, proverà il concerto Le 8 Stagioni con Le Stagioni di Antonio Vivaldi e Las cuatro estaciones porteñas di Astor Piazzolla, un match affascinante e ricco di suggestioni. Sabato 10 luglio dalle ore 16.30 alle 18.30, il Coro, istruito da Andrea Secchi, proverà il Concerto di mezza estate (in programma il 30 luglio) e l’opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo (in programma il 7, 10 e 12 agosto).

I prossimi appuntamenti del Regio Opera Festival

  • Sabato 3 luglio ore 11 prova aperta dell’Orchestra d’Archi (Galleria Tamagno Teatro Regio; ingresso gratuito)
  • Sabato 3 luglio ore 21 Madama Butterfly di Giacomo Puccini
  • Mercoledì 7 luglio ore 21 Madama Butterfly
  • Venerdì 9 luglio ore 21 Madama Butterfly
  • Sabato 10 luglio ore 16.30 prova aperta del Coro (Galleria Tamagno Teatro Regio; ingresso gratuito)
  • Sabato 10 luglio ore 21 Concerto Le 8 Stagioni; in collaborazione con Piemonte dal Vivo
  • Lunedì 12 luglio ore 21 Strehler 100. Parole e musica per Giorgio Strehler concerto-spettacolo con Marta Comerio, Margherita Di Rauso, Andrea Jonasson, Pamela Villoresi e il Quartetto del Teatro Regio; regia di Lluis Pasqual; in collaborazione con Piemonte dal Vivo

Un Festival che nasce dal desiderio e con l’auspicio di ritrovarsi finalmente insieme uniti nella musica. Proprio con questo intento il Regio propone le Festival Card a 6 e 10 spettacoli, che danno la possibilità di scegliere 6 o 10 spettacoli tra opere, concerti e spettacoli per bambini, oppure di essere utilizzate per assistere da più persone per la stessa manifestazione. Inoltre, per gli under 30 è prevista la riduzione del 20% su tutti i biglietti, e con la Festival Card Giovani 10 il biglietto costa solamente € 10.

Il Regio Opera Festival. A Difesa della Culturache si svolge presso la sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, è realizzato dal Teatro Regio Torino con il patrocinio del Ministero della Difesa e del Ministero della Cultura, grazie al Main Partner Camera di commercio di Torino, in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo, con il contributo di Reply, di Federfarma Torino con l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino Farma Cares, e di Sipal.

BIGLIETTERIA
La Biglietteria è aperta dal lunedì al sabato ore 10-14 presso l’Info-Point di piazza Castello 215 (Teatro Regio, Ingresso Uffici) e un’ora prima degli spettacoli al Cortile di Palazzo Arsenale (via dell’Arsenale 22). Acquisti esclusivamente con carta di credito, bancomat e Satispay.

Biglietti e Festival Card in vendita anche online su www.teatroregio.torino.it, su www.vivaticket.it e presso i Punti Vivaticket.

BIGLIETTI
Madama Butterfly€ 50, € 40, € 30 a seconda del settore
Biglietti per i concerti€ 10 – 15 a seconda del settore

FESTIVAL CARD
Festival Card 10 biglietti: € 200
Festival Card 6 biglietti: € 120
Festival Card Giovani (under 30) 10 biglietti: € 100

INFORMAZIONI
Info-Point: ore 10-14 dal lunedì al sabato presso l’Ingresso Uffici del Teatro Regio (piazza Castello 215), per informazioni e assistenza al pubblico; info@teatroregio.torino.it
Info-Tel. 011.8815.241: ore 10-18 dal lunedì al venerdì 10-18; sabato 10-13; biglietteria@teatroregio.torino.it.

REGIO OPERA CAFÉ
All’interno del Cortile di Palazzo Arsenale, il Regio Opera Café vi aspetta a partire da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.

Per tutte le informazioni: www.teatroregio.torino.it.

Torino, 29 giugno 2021

MADAMA BUTTERFLY
Tragedia giapponese in due atti
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
dal racconto di John Luther Long e dal dramma di David Belasco
Adattamento e testi di Vittorio Sabadin
Musica di Giacomo Puccini

Personaggi e interpreti
Madama Butterfly (Cio-cio-san) soprano: Rebeka Lokar
F.B. Pinkerton, tenente della Marina U.S.A. tenore: Antonio Poli
Sharpless, console degli U.S.A. a Nagasaki baritono: Alessio Verna
Suzuki, servente di Cio-cio-san mezzosoprano: Sofia Koberidze
Goro, nakodo tenore: Didier Pieri
Il commissario imperiale baritono: Franco Rizzo
Kate Pinkerton mezzosoprano: Roberta Garelli
Il figlio di Butterfly mimo: Sofia La Cara / Francesca Urso
Nel ruolo di Giacomo Puccini attore: Yuri D’Agostino

Direttore d’orchestra: Pier Giorgio Morandi
Regia di Vittorio Borrelli
Scene di Claudia Boasso
Costumi di Laura Viglione
Luci di Andrea Anfossi
Maestro del coro: Andrea Secchi

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Allestimento Teatro Regio Torino

Prova generale
Venerdì 2 Luglio ore 21

Recite
Sabato 3 Luglio ore 21
Mercoledì 7 Luglio ore 21
Venerdì 9 Luglio ore 21

Umberto Tozzi a Stupinigi Sonic Park

Cortile d’Onore, Palazzina di Caccia Stupinigi Lunedì 5 luglio, ore 21

 

Per la prima volta nella sua carriera, Umberto Tozzi propone uno speciale concerto interamente acustico “Songs” con i suoi più grandi successi e alcune canzoni mai eseguite dal vivo, chicche del suo repertorio recuperate per l’occasione, a cui verrà data una nuova, emozionante, veste acustica.

«Sono felicissimo! La riapertura dei concerti e dei luoghi di cultura in genere vuol dire finalmente ridare ossigeno a tutti gli operatori dello spettacolo che per questo lunghissimo periodo hanno sofferto in silenzio, dimenticati e senza nessun sostegno economico. Sembra un sogno poter immaginare di risalire su un palco e incontrare di nuovo le persone che saranno lì per assistere ad un tuo concerto. Mi auguro che sia per me che per i miei colleghi possa essere l’inizio di un ritorno al più presto alla normalità e la fine di un lunghissimo incubo».

Stupinigi Sonic Park è promosso da Città di Nichelino e Sistema Cultura in collaborazione con Fondazione Ordine Mauriziano e il patrocinio di Regione Piemonte. Una produzione Reverse AgencyHR Partner: Lavoropiù.

Quest’anno, inoltre, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro taglia il traguardo dei suoi 35 anni di attività e sarà charity partner di Stupinigi Sonic Park. Una significativa collaborazione con una delle realtà più importanti del nostro territorio, la quale da molti anni offre un contributo significativo alla sconfitta del cancro.

In allegato: comunicato stampa

Le foto a questo link: https://bit.ly/2UUfR9y

Lunedì 5 luglio, ore 21

Umberto Tozzi, Songs

Biglietti da 35 a 65 euro

I biglietti sono in vendita su Ticketone (www.ticketone.it)

Info

Cortile d’Onore, Palazzina di Caccia di Stupinigi, piazza Principe Amedeo 7, Nichelino

stupinigisonicpark.com

info@stupinigisonicpark.com

FB: StupinigiSonicPark

IG: stupinigisonicpark

#SonicPark2021#RitornoAllaMusica

Moncalieri, un videomapping sull’antico palazzo comunale

Per un intero mese Moncalieri si racconta con un videomapping sull’antico palazzo comunale e i tour guidati nel centro storico, affiancati dagli eventi live dal buskercase, i dj set dal balcone, gli spettacoli di stand up comedy in piazza.

Con un vero e proprio show – uno spettacolo di videomapping sull’antico palazzo comunale che racconta la storia della città – affiancato da live, dj set, esibizioni di stand up comedy e tour guidati, il centro storico di Moncalieri si trasforma in un palcoscenico di musica, cultura e divertimento.  Da giovedì 1 luglio e, a seguire, tutti i giovedì, venerdì e sabato del mese, alle 22, 22,30 e 23, sarà proiettato sulla facciata del palazzo del Comune in piazza Vittorio Emanuele II, uno spettacolo di videomapping della durata di 5 minuti che racconta la storia della città combinando immagini del passato e tecnologia in uno show di realtà aumentata ed effetti speciali incantatori.  Innovativo è anche il palcoscenico che ospiterà i live dei giovani artisti emergenti della scena moncalierese. Si tratta del BuskerCase, un originale palco mobile che rivoluziona le performance artistiche all’aperto: la struttura modulare è infatti una scenografia acustica, trasportabile, temporanea, autoportante e personalizzabile che diventa un vero e proprio elemento di arredo urbano. I live sono in programma da giovedì 1 luglio e, a seguire, tutti i mercoledì e giovedì del mese. Dai live sul palcoscenico mobile ai dj set sul balcone: tutti i venerdì, a partire dal 2 luglio, selezione musicale a cura di Massive Wave web radio dal balcone del palazzo comunale. In piazza Vittorio Emanuele II sono in programma invece tutti i sabati, a partire dal 3 luglio, gli spettacoli di stand up comedy. I tour “Moncalieri sotto le stelle” alla scoperta del centro storico, a cura di Amici del Real Castello, si muoveranno infine per la città tutti i giovedì, venerdì e sabato, a partire dal 1 luglio.

Gli appuntamenti sono gratuiti. Giovedì 1 luglio è in programma la serata inaugurale dalle ore 19. Venerdì 2 e sabato 3, l’anteprima degli appuntamenti che continueranno per tutto il mese di luglio.

i giardini della Venaria si animano con “Metamorfosi”

Da venerdì 2 luglio alla Reggia di Venaria prende avvio Metamorfosi, la rassegna di spettacoli serali che animerà per un mese i Giardini e gli spazi esterni della Venaria Reale con concerti, performance di danza ed esibizioni teatrali.

Il programma della prima settimana

Dal 2 al 8 luglio

 

Venerdì 2 luglio 

  • Soirée de la fin du siècle, concerto di musica classica – Cascina Medici del Vascello, ore 18.30
  • Sinfonia H2O, performance di danza, suono e parole – Giardino delle Rose, ore 19.15
  • Ovidio e altre storie. Il Castello di Narciso, Sonia Bergamasco ed Emanuele Arciuli, spettacolo teatrale – Resti del Tempio di Diana, ore 20.00


Sabato 3 luglio

  • Il Tango da Gardel a Piazzolla, concerto – Cascina Medici del Vascello, ore 18.30
  • Sinfonia H2O, performance di danza, suono e parole – Giardino delle Rose, ore 19.15
  • Ovidio e altre storie. Il Castello di Narciso, Sonia Bergamasco / Emanuele Arciuli, spettacolo teatrale – Resti del Tempio di Diana, ore 20.00


Martedì 6 luglio

  • Maxime Pascal con Filarmonica TRT, Il Sogno, concerto di musica sinfonica – Cortile delle Carrozze, ore 21.30


Giovedì 8 luglio 

  • Boys don’t cry, spettacolo di danza, compagnia Hervé Koubi e Fayçal Hamlat – Cortile delle Carrozze, ore 21.30

Foto Mario Alesina

“LiberAzioni – le arti dentro e fuori”

Al via, al “Cinema Massimo” di Torino, il Concorso Cinematografico Nazionale Giovedì 1 luglio

Il primo ciak è al “Cinema Massimo” Sala 2, giovedì 1 luglio, alle ore 21,15. Nella sala cinematografica di via Verdi 18 a Torino, si dà infatti ufficialmente il via alle iscrizioni per partecipare alla terza edizione del Concorso Cinematografico Nazionale “LiberAzioni – le arti dentro e fuori”, primo passo di avvicinamento al Festival “LiberAzioni” che si svolgerà in autunno, a cura dell’“Associazione Museo Nazionale del Cinema”, “Antigone Piemonte”, “Cooperativa Etabeta” e “Lacumbia Film”, con il sostegno di “Fondazione CRT” e “Nova Coop” e in collaborazione con l’Ufficio della “Garante dei diritti delle persone private della libertà personale” del Comune di Torino.

Il lancio del concorso è accompagnato dall’anteprima regionale del film “Cattività” di Bruno Oliviero (2020, 80’) che racconta l’esperienza unica del teatro in carcere per un gruppo di detenute della sezione femminile della casa circondariale di Vigevano, sottoposte a un regime di “alta sicurezza”: otto donne segnate da esperienze estremamente dure e faticose con le quali lavora da diversi anni, con grande rigore e umanità, il regista teatrale Mimmo Sorrentino che sarà in sala insieme ad Oliviero a presentare il film. A moderare l’incontro sarà Valentina Noya, progettista dell “Associazione Museo Nazionale del Cinema” e direttrice del festival “LiberAzioni”, che sottolinea: “Il progetto ‘LiberAzioni – festival delle arti dentro e fuori’ è nato con l’intento di sollecitare e promuovere la creatività attorno al tema del carcere e della pena e in particolare creare, attraverso laboratori a beneficio delle detenute e dei detenuti del carcere di Torino, eventi culturali, opportunità di incontro, conoscenza e scambio tra chi in carcere vive e il territorio che il carcere ospita. Il progetto si svolge a Torino, ma ha un respiro nazionale e si articola in due concorsi, di cinema e scrittura, quest’ultimo esclusivamente destinato a detenuti delle carceri d’Italia, che avranno la propria restituzione tra fine settembre e la prima metà di ottobre. A livello locale, nel quartiere ‘Le Vallette’ di Torino, abbiamo portato avanti i laboratori artistici esterni e interni al carcere ‘Lorusso e Cutugno’, fino al sopraggiungere della prima ondata pandemica: da allora non essendo stato più possibile avere accesso in carcere, abbiamo convertito le nostre forze in una campagna di raccolta fondi dal marzo del 2020 per aiutare i detenuti in uscita senza casa e senza un supporto relazionale o familiare.” “Il senso del film-documentario ‘Cattività’ – dichiara il regista Bruno Oliviero – si sviluppa seguendo, all’interno delle giornate di uscita che hanno vissuto le detenute grazie allo spettacolo sulla loro infanzia, i dettagli del modo in cui reagiscono di volta in volta a queste ‘giornate particolari’. I loro stupori per l’accoglienza che ricevono, i loro modi per difendersi dalle troppe emozioni, le loro durezze, il rapporto che cresce ad ogni uscita con le loro guardie, il loro essere quasi stordite dal rapporto che instaurano con il pubblico o con le persone che vogliono imparare da loro come fare teatro. La regia è il risultato della scelta di filmare nella loro interezza e lunghezza proprio quelle ‘giornate particolari’ non filmando solo lo spettacolo ma ciò che accade nelle pause, negli interstizi degli messe in scena e delle incombenze carcerarie. Momenti nei quali si registra, man mano che il film va avanti, qualcosa di sempre più doloroso mentre i loro occhi scoprono l’enormità della normalità del mondo fuori”.
Il bando di concorso rimarrà aperto fino al 31 agosto 2021.

Per maggiori informazioni:
liberazioni.torino@gmail.com – https://it-it.facebook.com/liberazionifestival/
https://www.instagram.com/liberazionifestival/

g. m.

Nelle foto
– Mimmo Sorrentino e le detenute del progetto teatrale
– “Cattività”: prove dello spettacolo teatrale

Fondazione CRT: Selezionati i vincitori del bando “Not&Sipari”, che sostiene il settore e il lavoro di artisti e maestranze

 148 produzioni di musica, teatro e danza sono pronte a “tornare in scena” con i contributi, per complessivi 1,2 milioni di euro, assegnati da Fondazione CRT ai vincitori del bando Not&Sipari, dedicato alle rassegne culturali e agli spettacoli dal vivo.

A beneficiare delle risorse sono associazioni non profit, enti locali e istituti didattici di alta formazione, che promuovono sia grandi rassegne sia eventi di rilevanza locale in presenza e online, in considerazione dell’incertezza legata alla pandemia.

Le risorse della Fondazione CRT, che hanno contribuito negli anni ad arricchire capillarmente l’offerta culturale del territorio, diventano ancora più importanti in questa fase: sono un vero e proprio strumento di resilienza e un ‘collante’ per le comunità, ridando ossigeno ai centri di produzione culturale particolarmente colpiti dalla crisi”, afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia.

Rimettere in moto la cultura e, in particolare, il segmento dello spettacolo dal vivo, significa far ripartire un settore economico con le sue maestranze e i suoi lavoratori, sostenendo e incoraggiando l’innovazione, l’interdisciplinarietà, l’introduzione di modelli di business sostenibili lungo tutta la filiera”, dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci.

Not&Sipari ha sostenuto fino ad oggi oltre 3.800 iniziative, per un totale di oltre 41 milioni di euro.

Nel Torinese tra i vincitori figurano il Flowers Festival, il Festival Internazionale di Danza Contemporanea Interplay, il festival di circo contemporaneo e comicità Lunathica, il Moncalieri Jazz Festival, il Festival Teatro a pedali di Cumiana.Nel Cuneese si segnalano, in particolare, il Festival Collisioni, la rassegna Musica d’Estate a Fossano e l’Anima Festival; nell’Alessandrino la manifestazione “Orchestra in provincia…e non solo!” e il Festival Echos 2021; nell’Astigiano il progetto “Saltinpiazza” a Viarigi e PATRIC (Polo Astigiano per il Teatro di Ricerca e Innovazione Contemporaneo) che mette in rete le realtà teatrali attive nella ricerca di dinamiche innovative e di coinvolgimento di nuovi pubblici.Nel Biellese Note&Sipari porta in scena il 25esimo festival internazionale di arte e spettacolo di strada “Ratataplan” e “Dal vivo, di nuovo!”; nel Novarese alcuni contributi vanno per la Stagione Teatro Prosa “È ‘na Bellezza”, il Novara Jazz e il Teatro sull’acqua di Arona.Nel Verbano-Cusio-Ossola tra le kermesse sostenute da Fondazione CRT vi sono lo Stresa Festival e la nuova stagione di Tones on the Stones con l’allestimento della Cava Roncino, nuovo “set” della famosa rassegna; nel Vercellese il Festival Jazz:Re:Found, Valsesia Musica e Forever Young dell’Associazione La Musica Ragionata.

In Valle d’Aosta sono assegnatari di contributo, tra gli altri, il Festival Internazionale della Nuova Danza di Aosta e Quarantunesima Estate Musicale di Gressoney.

Le prime anticipazioni del Torino Film Festival edizione 39

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La regista Ildikó Enyedi è la presidente di giuria, l’attrice Emanuela Fanelli la madrina

A Joana Hadjithomas & Khalil Joreige è dedicata una personale completa

Sarà la pluripremiata regista ungherese Ildikó Enyedi a presiedere la Giuria Internazionale del Concorso Lungometraggi e Cortometraggi internazionali che assegnerà i premi principali della manifestazione. La sua grande esperienza, i numerosissimi riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga carriera e la sua speciale sensibilità artistica la rendono particolarmente adatta a un lavoro prezioso di analisi delle opere dei nuovi talenti scelti dal festival.

 

Ildikó Enyedi esordisce come artista visuale e con il suo primo film, Il mio XX secolo (1989), ha immediatamente conquistato un ruolo di grande rilievo internazionale vincendo il premio Camera D’Or al Festival di Cannes. Il suo cinema straordinario e unico attraversa con libertà e fantasia il confine tra realtà e pensiero offrendo ritratti emozionanti di rara profondità umana. I suoi film hanno partecipato a tutti i festival internazionali vincendo premi importanti e Corpo e anima nel 2017 ha vinto l’Orso d’oro al festival di Berlino ed è stato nominato agli Oscar. Il suo ultimo lavoro La storia di mia moglie, tratto dal romanzo omonimo di Milán Füst (pubblicato in Italia da Adelphi) – una coproduzione internazionale con Léa Seydoux, Gijs Naber, Louis Garrel, Jasmine Trinka e Sergio Rubini – sarà presentato in concorso al prossimo Festival di Cannes.

 

“I festival cinematografici sono imprese complesse – sottolinea Ildikó Enyedi. Ma i buoni festival sono come le persone – hanno una personalità complessa. Puoi rapportarti con loro come con una persona e frequentare un festival diventa un’esperienza unica e personale. Per molto tempo ho guardato da lontano e desiderato incontrare questa persona intrigante, audace e nobile nelle proprie scelte, orgogliosa dei suoi valori e umile nei confronti dei registi – il Torino Film Festival. Caro TFF, sono felice che finalmente possiamo incontrarci! Sono davvero onorata che tu mi abbia affidato l’incarico di presidente di giuria. Prometto di servire al meglio te e i registi concorrenti”.

 

 

Madrina del festival sarà Emanuela Fanelli, attrice e autrice talentuosa e poliedrica. La sua intelligenza, il suo estro e la sua eleganza illumineranno le serate di inaugurazione e chiusura del festival e alcuni momenti speciali.

 

Il percorso di ricerca e di precisa determinazione artistica che Emanuela Fanelli ha costruito con scelte coraggiose è particolarmente in linea con la vocazione indipendente e libera dei film e degli autori della manifestazione torinese. La sua capacità di individuare una linea autoriale e originale in tutti gli ambiti artistici da lei esplorati (cinema, teatro, tv, radio, web) le ha permesso di costruire nel tempo personaggi forti, iconici e complessi capaci di fornire spunti inediti su temi attuali della società contemporanea e sul ruolo dell’artista. Tra i suoi impegni cinematografici recenti spicca il suo ruolo da protagonista in Siccità, l’ultimo film di Paolo Virzì di prossima uscita.

 

“L’ultimo anno e mezzo è stato difficile per tutti, umanamente e professionalmente – sottolinea Emanuela Fanelli. Il cinema, il teatro, lo spettacolo in generale e i lavoratori dello stesso tra i più colpiti e provati sotto tanti aspetti, non ultimo quello psicologico. Sarà probabilmente a causa di un crollo nervoso che il Direttore del Torino Film Festival mi ha scelto come madrina dell’edizione 2021. Io sono molto felice e onorata, gli auguro comunque di rimettersi presto in forma e di tornare il buontempone spensierato di sempre”.

 

 

Il festival dedica una personale completa a Joana Hadjithomas e Khalil Joreige, la coppia di filmmaker e artisti libanesi che è stata tra i protagonisti della Berlinale 2021 con Memory Box, magnifica composizione di immagini, suoni e parole, capaci di restituire dignità umana alle macerie della guerra civile libanese.

 

Al centro della scena internazionale degli ultimi vent’anni come figure tra le più avanzate nella riflessione sul rapporto tra la Storia collettiva e le storie individuali, Joana Hadjithomas e Khalil Joreige saranno protagonisti di una personale completa curata da Massimo Causo che, oltre all’anteprima italiana di Memory Box (distribuito da Movies Inspired), proporrà la loro intera opera, dall’esordio di Around the Pink House (1999) a A Perfect Day (2005), Khiam 2000-2007 (2008), Je veux voir (2008) e The Lebanese Rocket Society (2012), oltre all’insieme dei cortometraggi che sono parte integrate del loro cammino. Da sempre portati a attraversare lo spazio fisico e ideale del Libano, facendo delle loro opere un atto di resistenza della memoria contro l’oblio cui sono destinati luoghi, persone ed eventi, Joana Hadjithomas e Khalil Joreige saranno presenti a Torino per accompagnare la loro personale con una Masterclass.

 

“Come filmmaker e artisti creiamo senza avere necessariamente l’audience in mente – affermano Joana Hadjithomas e Khalil Joreige -, ma creiamo per “l’altro”, con la speranza di un incontro, il desiderio e la necessità di una condivisione poetica e politica, e un interrogarsi comune. Una retrospettiva come quella offerta da Torino è un momento in cui questa condivisione può avvenire a pieno titolo in un territorio di arte e cinema. Non vediamo l’ora!”

 

 

LE BIO

 

Nata a Budapest, Ildikó Enyedi ha iniziato la sua carriera come artista concettuale e multimediale. E’ apparsa sulla scena cinematografica mondiale con il suo film d’esordio, Az én XX. Századom (Il mio XX secolo), che ha vinto la Caméra d’Or a Cannes. Secondo il New York Times, il film è stato uno dei 10 migliori del 1989 e uno dei 12 migliori film ungheresi di tutti i tempi. Il suo secondo lungometraggio, Bűvös vadász (Magic Hunter, 1994), è stato presentato in competizione alla Mostra di Venezia, mentre Simon mágus (Simon, the Magician) ha partecipato in competizione al festival di Locarno nel 1999. Ha lavorato con HBO Europe e ha vinto il premio come miglior regista dell’anno. Nel 2017, il suo film Teströl és lélekröl (Corpo e anima) ha vinto l’Orso d’oro ed è stato nominato per un Oscar come miglior film straniero. Dopo tanti anni di insegnamento all’Università di Cinema e Teatro (SZFE) a Budapest, Ildikó Enyedi ha dato le dimissioni in veemente protesta contro la decisione del governo di Viktor Orbán di piazzare i propri sostenitori nell’università. Ildikó Enyedi è uno dei fondatori dell’European Cross Media Academy e dell’European Film Academy ed è anche membro dell’American Film Academy. Ha ricevuto più di 40 premi nel corso della sua carriera. Il suo ultimo film, The Story of My Wife, una produzione internazionale tra Inforg-M&M Film, Komplizen Film, Pyramide Productions, Palosanto Films, e Rai Cinema, è basato sul romanzo omonimo scritto da Milán Füst (pubblicato in italiano da Adelphi nel 2002) e sarà presentato in competizione a Cannes.

 

Emanuela Fanelli nasce a Roma e inizia la sua carriera a teatro da adolescente. Esordisce al cinema nel 2015 con Non essere cattivo di Claudio Caligari e prosegue recitando in film di Massimiliano Bruno, Laura Morante, Augusto Fornari e Claudio Bonivento. Nel 2016 è protagonista della serie tv Dov’è Mario? con Corrado Guzzanti. Dal 2016 interpreta vari personaggi per il programma radiofonico 610 di Lillo & Greg di Rai Radio 2. Per la tv partecipa con due monologhi a La tv delle ragazze – Gli Stati Generali (2018) e Stati Generali (2020) di Serena Dandini (Rai3). Per Rai2 è tra i protagonisti del programma Battute? (2019) di Giovanni Benincasa e nel 2020 e 2021 collabora – sempre con Benincasa – come conduttrice, attrice e autrice per il programma Una pezza di Lundini con Valerio Lundini. A fine 2019 è protagonista del videoclip Immigrato, brano di Checco Zalone realizzato per l’uscita nelle sale di Tolo Tolo. Partecipa al Festival di Sanremo 2021 in qualità di ospite per la terza serata cover. Ha vinto una serie di riconoscimenti, tra cui la menzione speciale come miglior attrice e come miglior monologo al festival Ciak, si Roma! (in giuria Carlo Verdone, Daniele Luchetti e Lina Wertmüller) e il premio come migliore attrice del 48h Film Project per il suo ruolo nel cortometraggio Un film d’amore.

È tra le protagoniste del nuovo lungometraggio di Paolo Virzì Siccità di prossima uscita, prodotto da Wildside e Vision Distribution.

 

Joana Hadjithomas e Khalil Joreige sono due filmmaker e artisti libanesi che, integrando fotografia, video, performance, installazioni, scultura e cinema, dalla fine degli anni ’90 lavorano all’elaborazione di opere e rappresentazioni in cui riflettono su Storia, vissuti e immaginario del loro paese e dell’umanità travolta dalle guerre. Come filmmaker hanno diretto numerosi film che alternano, e spesso sovrappongono, documentario e finzione, tutti accolti con successo nei principali festival internazionali: all’esordio con Around the Pink House (Al Bayt el Zaher, 1999) sono seguiti The Lost Film (Al Film Al Makfoud, 2003) A Perfect Day (Yawmon Akhar, 2005, Premio FIPRESCI a Locarno), Khiam 2000-2007 (2008), Je veux voir (2008, Official Selection a Cannes), The Lebanese Rocket Society: The Strange Tale of The Lebanese Space Race (2012), ISMYRNA (2016) e il recente Memory Box (2021) in Concorso alla Berlinale. Come artisti, sviluppano ulteriormente i temi della memoria storica e personale e delle sue tracce invisibili nell’esperienza quotidiana, ponendoli al centro di mostre, installazioni e performance come Circle of Confusion (1997), Lasting Images (2003), Wonder Beirut (2009), SCAMS (2014) e Unconformities (2017), che sono state accolte nei principali musei di tutto il mondo. Autori di numerose pubblicazioni, sono spesso invitati a tenere lezioni e performance in istituzioni libanesi e europee. Sono co-fondatori (con Georges Schoucair) della casa di produzione Abbout Productions e membri del Metropolis Art Cinema e della Cinemathèque di Beirut.