SPETTACOLI- Pagina 137

Performing Natural Intelligence entra nel vivo

Torino-Berlino andata e ritorno.

 

Il teatro si aggiunge ai libri lungo lo scambio culturale tra Italia e Germania. Dopo il tedesco, lingua ospite al Salone del Libro di Torino, la stagione “Intelligenza naturale” di Fertili Terreni Teatro, sviluppa seguendo questo tema un progetto europeo che collega Torino a Berlino grazie a un programma per giovani artisti. Si rafforza lo scambio culturale tra Italia e Germania proprio nell’anno in cui l’Italia sarà ospite d’onore alla Buckmesse di Francoforte. Da un lato vi è un contesto di crisi generale, dall’altro la necessità di creare uno spazio di confronto e approfondimento. Nasce così il progetto PNI Performing Natural Intelligence, promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito del Boarding Pass Plus 2023, che unisce Fertili Terreni Teatro a una delle principali realtà teatrali della Germania Deutsches Theater/DT Jung di Berlino.

Il progetto, la cui call rimane aperta fino al 24 maggio, prevede due residenze artistiche, una a Torino e una a Berlino, e sarà un laboratorio itinerante in cui un gruppo di quindici artisti e artiste under 35, uno per ognuna delle due città coinvolte, potrà confrontarsi sul tema dell’intelligenza naturale, con u gruppo misto di attivatori italiani e tedeschi che seguirà entrambe le residenze.

È aperta fino al 24 maggio la call per partecipare alla tappa italiana del progetto, che si terrà a Torino a San Pietro in Vincoli dal 17 al 21 giugno. I giovani partecipanti italiani selezionati avranno la possibilità di lavorare a contatto con artisti e artiste affermati, in un contesto internazionale stimolante. Entrambe le residenze culmineranno con una restituzione pubblica, una performance che elaborerà a più livelli i temi emersi durante la ricerca artistica. Dopo la tappa torinese il progetto si sposterà a Berlino dal 2 al 6 ottobre, dove lo stesso gruppo di attivatori incontrerà il nuovo gruppo di under 35 tedeschi. Entrambi i workshop saranno gratuiti e in inglese.

“In un tempo che guarda con speranza e timore al potenziale e ai prodigi dell’intelligenza artificiale e al dominio dell’algoritmo, ci interroghiamo sull’intelletto umano e sulla sua preziosa natura, imperfetta, imprevedibile, fragile, controversa e irriproducibile – commentano i direttori artistici di Fertili Terreni Teatro Girolamo Lucania, Beppe Rosso e Simone Schinocca – l’intelligenza naturale, plastica in costante mutamento, misto di conservazione e rivoluzione, è sempre alla ricerca di nuove condizioni. Si tratta di u a intelligenza che esplora nuove frontiere, nuovi orizzonti e nuove sponde; un’intelligenza che genera nuove e ignote primavere senza volto, in grado di affascinare e inquietare allo stesso tempo”.

Nel ruolo di attivatori fanno parte 6 artiste e artisti italiani e tedeschi. Ornella Balestra, danzatrice diplomata alla Royal Academy, con collaborazioni importanti di alto livello; Simone Schinocca, regista, attore, autore e direttore artistico, anima di Tedacà e fra i fondatori di Fertili Terreni Teatro; Girolamo Lucania, regista, drammaturgo e direttore artistico, direttore di Cubo Teatro e cofondatore di Fertili Terreni Teatro. Tra i docenti tedeschi si annoverano Paola Thielecke, regista e sceneggiatrice berlinese pluripremiata e attiva presso il Theater di Baden Baden, il Neues Theater Basel e il Deutsche Theater Berlin; Johann Otten, con un profilo legato alla drammaturgia, già assistente alla direzione del Deutsche Theater e specializzato nei temi della transizione ecologica con il collettivo Klasse Klima; Maximilian Grünewald, attore, regista e ricercatore, la cui formazione d’attore e i suoi studi in filosofia e scienza hanno segnato la sua ricerca artistica, orientata su temi epistemiologici e ambientali. Dal 2020 coordina festival e workshop per l’università ed è autore del libro “Jenseits der Wälder” (2024) e insieme al regista Oliver Rossol crea film al limite tra arte e scienza.

 

Mara Martellotta

“Panico” di Ferrini al Gobetti

Sarà in scena dal 23 maggio al 9 giugno prossimo “Panico”, nuovo spettacolo che giovedì debutterà al teatro Gobetti per la regia di Jurij Ferrini, che ha spiegato che, in comune con l’autore del testo, ha solo il fatto di essere regista e interprete.

Per il pluripremiato autore argentino Rafael Spregelburd il panico non rappresenta altro che la traduzione moderna del peccato dell’accidia, uno stato d’animo che si genera tra persone affannate a rincorrere una vita divisa tra due o tre lavori, che si arrangiano come possono e  cercano come pazzi le chiavi smarrite di una fantomatica cassetta di sicurezza.

Un panico ridicolo attanaglia, chiunque, come se i personaggi non fossero mai presenti a se stessi e tornassero affannosamente sui propri passi, cercando di ricominciare da capo.

È una pièce che Jurij Ferrini ha deciso di mettere in scena dopo aver affrontato con successo un altro capolavoro di Spregelburd, dal titolo “Lucido”.

MARA MARTELLOTTA

Teatro Gobetti

Dal 23 maggio al 9 giugno

Il panico

Traduzione di Manuela Cherubini

Con Simona Bordasco, Roberta Calia, Jurij Ferrini, Lucia Limonta, Viola Marietti, Elisabetta Mazzullo, Francesca Osso, Michele Puleio, Dalila Reas, Arianna Scommegna e, con voce al telefono, Toni Mazzara. Regia di Jurij Ferrini

 

Sentiero Rampante, l’anello che pensa circolare



Sentiero ludico-ricreativo al Borgo Rubens

Sabato 25 maggio – ore 16,30
Corso Casale, 438/16 a Torino

Inaugura “Il Sentiero Rampante – l’anello che pensa circolare”, il sentiero ludico-educativo posto ai piedi della collina di Superga che sarà aperto a tutte le persone e alle famiglie sabato 25 maggio alle ore 16.30 presso il Borgo Rubens in C.so Casale, 438/16 a Torino.

Il suggestivo percorso naturalistico, disposto ad anello e lungo circa 3 km, circonda l’intera area verde del Borgo Rubens e si snoda tra i boschi e i tipici affacci verdi che caratterizzano la collina di Superga, rappresentando un’occasione unica di movimento all’aria aperta a pochi passi dalla città e in prossimità, per altro, degli altri cammini escursionistici e dei sentieri più attrattivi della zona.

È stato realizzato grazie ad un contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, ispirandosi ai presupposti dell’approccio One Health, che riconosce un legame indissolubile tra la salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema, in virtù del quale non esiste salute umana se non vi è salute ambientale e viceversa.

Ciò che rende speciale il Sentiero Rampante è di essere un sentiero interattivo, unico nel suo genere, che stimola la scoperta in chi lo pratica e può essere percorso molte volte, ogni volta scoprendo qualcosa di diverso.

Infatti, l’Associazione Rubens grazie alla collaborazione con la start up Mercato Circolare ha sviluppato un itinerario educativo che dà la possibilità alle persone di interagire con l’ambiente circostante e in questo modo di conoscere i principi essenziali dell’economia circolare attraverso 10 parole chiave. Ciascuna di queste è approfondita attraverso molteplici stimoli e dinamiche: ci sono stimoli più riflessivi, con riferimenti a brani musicali o a testi di libri, romanzi o saggi che pongono delle domande per la ricerca dei diversi significati del concetto stesso nella vita quotidiana; ci sono proposte di gioco da svolgere da soli o in gruppo; ci sono aneddoti sul Borgo Rubens e, in particolare, sugli animali che in esso vivono.

In più lungo il percorso sono presenti le casette ludico-educative, realizzate tenendo alta l’attenzione su alcuni aspetti sensibili come l’utilizzo responsabile dei materiali, in alcuni casi di recupero e ciò nonostante resistenti a qualsiasi condizione climatica (pioggia, vento, caldo, freddo) e la predisposizione ad offrire stimoli educativi, intercambiabili e sostituibili, allo scopo di favorire la diversificazione della dinamica ludico-educativa all’interno del sentiero, ma anche per permettere agli operatori dell’Associazione Rubens di utilizzarli in altri contesti.

 

La funzione principale del Sentiero Rampante è rivolta in primo luogo alla salute e al benessere sia umano sia ambientale e per questo si integra in modo ideale con la visione del Borgo Rubens e della sua Associazione, che promuove un tipo di benessere integrale, basato tanto sulla valorizzazione delle relazioni umane quanto alla cura del contesto all’interno del quale si muovono e si incontrano le persone.

Inoltre, un’altra sua caratteristica è di essere un circuito percorribile sia da coloro che intendono svolgere attività motorie come la corsa o escursioni in bicicletta sia da chi intende compiere passeggiate a piedi o a cavallo (per chi svolge un percorso riabilitativo-educativo con la Rubens).

La partenza del percorso è all’interno del Borgo Rubens che mette a disposizione dei visitatori il Bistrot del Borgo, un progetto sociale ispirato ai valori di fioritura delle persone che sono alla base di questo angolo di collina e di cui si può usufruire, approfittando delle sue specialità, dalla caffetteria alla ristorazione a base di materie prime biologiche e sostenibili, sia all’inizio che al termine della passeggiata.

 

 

 

L’inaugurazione è gratuita con prenotazione obbligatoria, consultando il seguente link: https://www.associazionerubens.it/sentiero-rampante/

L’accesso al Borgo è garantito tramite il servizio di navette gratuite a partire dalle ore 15 e durante l’evento alle ore 18 sarà offerto un buffet di aperitivo al Bistrot del Borgo.

Torna il Festival delle Colline Torinesi

Con 15 spettacoli, 7 prime e 6 produzioni, dal 12 ottobre prossimo

 

Il Festival delle Colline Torinesi – Torino Creazione Contemporanea- è la storica rassegna teatrale diretta da Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla, e ideata da TPE Teatro Astra. Tornerà dal 12 ottobre al 10 novembre prossimi con un’edizione di ampio respiro che può contare su sette prime, sei produzioni, quindici spettacoli, 28 giorni di programmazione e 52 recite.

Il Festival delle Colline Torinesi porta in scena spettacoli internazionali e italiani per riflettere sul tema del confine e sconfinando tra le arti. L’attenzione verso le avanguardie teatrali si accompagna alla ricerca di nuovi linguaggi scenici e drammaturgici e alla scoperta di nuovi talenti. Sono questi gli elementi su cui si basa la rassegna, ospitata in varie sale, tra cui quelle della Fondazione Merz, le Fonderie Limone, la Lavenderia a Vapore, il Teatro Astra, il Teatro Gobetti e la Sala Pasolini.

Il12 e 13 ottobre prossimi verrà presentato la “Luz de un lago” di El Conde de Torrefiel.

Una delle sfide ricorrenti di questa compagnia spagnola è quella di produrre teatralità a partire da un paesaggio sonoro. In questo spettacolo il suono diventa pilastro centrale della comunicazione e della narrazione; la tecnologia rinforza l’acqua, l’argilla e il metallo. Il 12 e 13 ottobre sarà di scena la pièce “Senza titolo” della Società, di Romeo Castellucci. La performance presenta componenti di ritualità e somiglia al movimento del Giunca, di molte forme di preghiera e di danza del pianeta. Si tratta di un’azione reiterata offerta al pubblico con un moto perpetuo. “Senza titolo” è il focus condiviso su Castellucci per il terzo anno consecutivo. Il 15 e 16 ottobre sarà di scena il nuovo lavoro di Sotterraneo, che si rifà al romanzo di Ray Bradbury “Fahrenheit 451”, reso celebre dal regista francese Truffaut. In questa pièce a un futuro distopico corrisponde una reale notte della civiltà, il rogo dei libri, che ricorda quello hitleriano del maggio 1933. Come in “Fahrenheit 451”, i pompieri furono gli adepti di una politica liberticida a decidere. Dal 15 al 20 ottobre andrà in scena “Cenci-Rinascimento contemporaneo” con la Piccola Compagnia della Magnolia. Una sua riscrittura attinge a Shilley, Stendhal, Artaud e rivela gli inquietanti atti del processo contro Beatrice Cenci, giovane nobildonna romana decapitata per parricidio nel 1599, dopo aver subito per anni le violenze di un padre violento, incestuoso e corrotto. Oggi quel “teatro della crudeltà” rivela un mancato rinascimento, in cui la vulnerabilità al patriarcato dominante è un’ombra scura mai cancellata. Dal 18 al 19 ottobre sarà in scena “Salomè”, che si ispira alla musicalità ipnotica del testo di Oscar Wilde, che scelse il francese per sfruttare il potenziale sonoro e ritmico della lingua, e che ha ispirato la forma di una drammaturgia in un corpo, luce e suono che agiscono in simbiosi, non mancando di sviluppare tensioni violente. Erode fece decapitare Giovanni Battista e posò la testa su un vassoio porgendola a Salomè. Un’altra pièce, che giunge dal Festival di Atene ed Epidauro, si intitola “Thebes: A Global Civil War”, e sarà in scena il 19 e 20 ottobre. Lo spettacolo riflette sulle guerre civili di ieri e di oggi, e fonte di ispirazione sono “I Sette contro Tebe” di Eschilo, con la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, con Antigone che sfida il tiranno Creonte per dare sepoltura al fratello sconfitto. Gli interpreti sono greci, provenienti da Bosnia, Congo e Libano. Il nucleo concettuale è l’importanza della memoria “Mnemosine – madre delle Muse”. Tra gli altri spettacoli vi è “Elogio della vita al rovescio” di Daria Deflorian, che si concentra su uno dei rapporti più narrati e più amati dalla scrittrice sudcoreana Han Kang. L’osmosi tra le due sorelle è una corrente infinita. Sullo sfondo la violenza delle relazioni domestiche e le guerre del mondo. Il titolo della pièce è preso a prestito da una raccolta di articoli di Karl Kraus.

Dal 22 al 31 ottobre si terranno due conferenze-spettacolo intitolate “Hannah”, promosse da Sergio Ariotti e Francesca Cutolo. La prima datata 1943 e la seconda risalente ai giorni nostri. Nella prima si comincia a discutere della “soluzione finale” della Shoah e della condizione dei migranti in America. Nell’altro incontro si parlerà dell’eredità culturale di Hannah Arendt, in riferimento allo Stato di Israele e al mondo arabo.

Il Festival delle Colline Torinesi si concluderà con gli spettacoli “Lapis Lazuli” il 22 e 23 ottobre, “Sahara” il 26 e 27 ottobre, “Ordalie” il 30 e 31 ottobre, e a novembre con quattro spettacoli, l’1 e 2 novembre “L’ombelico dei limbi”, tratto da Artaud, presso la Lavanderia a Vapore di Collegno, l’1 e 2 novembre “La pagina” con il Teatro della Tosse, il 5 novembre “La notte, con Pippo Delbono e Piero Corso, infine dal 6 al 10 novembre sarà in scena “Il risveglio” con la compagnia di Pippo Delbono al Teatro Astra.

 

Mara Martellotta

Druento, torna il Palio dei Borghi

UN MESE DI SPORT, TRADIZIONE E DIVERTIMENTO PER TUTTA LA COMUNITÀ

 

Il tanto atteso Palio dei Borghi prenderà il via il 26 maggio 2024 e si concluderà il 23 giugno. Sei borghi storici del nostro paese – Asilera Misterletta, Pagliare, S. Rocco, Madonna, Filatoio e Rive – si sfideranno in una serie di competizioni sportive per aggiudicarsi il titolo di Borgo Vincitore del Palio 2024.

Un’occasione per tutti i cittadini di Druento, e non solo, di vivere momenti di divertimento e sana competizione, rafforzando il senso di appartenenza e solidarietà.

Il programma dell’evento prevede una varietà di discipline sportive, tra cui corsa, volley, calcio a 5, basket, petanque, pinnacola, calciobalilla, palio dei ragazzi e go-kart, garantendo divertimento e partecipazione per tutte le età.

 

Inaugurazione il 26 maggio 2024 in Piazza del Filatoio

La giornata inaugurale del 26 maggio inizierà alle ore 10:00 con una camminata non competitiva alla scoperta dei Borghi, aperta a tutti e arricchita dalla partecipazione del noto comico Federico Basso e delle Majorettes Punto e Virgola. Alle ore 11:00 si terrà una corsa di 8 km lungo la suggestiva Via dei Borghi, dove i partecipanti inizieranno ad accumulare i primi punti validi per il Palio.

La sera, a partire dalle ore 19:00, si darà il benvenuto a tutti con una grande festa di inizio palio che vedrà la partecipazione di Alex Giordano, tecnico del suono, lcon musica, danze, giochi e proiezioni video che animeranno la piazza e celebreranno l’inizio di questo mese di competizioni.

 

L’energia e la passione che i cittadini di Druento mettono nel Palio dei Borghi rappresentano la vera essenza della nostra comunità. Questo evento non è solo una competizione sportiva, ma una celebrazione dello spirito di squadra, della tradizione e della vitalità dei nostri borghi. Con queste parole l’Assessore allo sport invita tutti a partecipare numerosi e a godere di ogni momento di questo straordinario mese di sport e divertimento.

 

Conclusione il 23 giugno in Piazza Oropa

Il Palio si concluderà il 23 giugno con l’ultima sfida alle ore 17:00, quando i Go-Kart dei Borghi scenderanno in pista sul circuito cittadino in Piazza Oropa. Alle ore 19:00, sarà proclamato il Borgo Vincitore del Palio 2024, seguito da una grande festa di chiusura alle ore 19:30 con musica del rinomato Frankie DJ, punti ristoro e divertenti giochi per concludere in bellezza questo straordinario evento.

RAFFAELLA CHIARAVALLOTI

 

“Ciarlatani”, il testo povero e inconcludente di Pablo Remòn

Silvio Orlando sino a domenica 26, sul palcoscenico del Carignano

Ad inizio di serata, a sipario rosso ancora chiuso, in una delle repliche, balza fuori la chiacchierata di Silvio Orlando che forse fa Silvio Orlando, oppure quella è già una parte del copione o soltanto forse una occasione un tantino subdola per ribadire “quanto ci fa piacere essere qui a Torino, in una città che ci accoglie sempre con simpatia, in questo bellissimo teatro che è il Carignano, davanti ad un pubblico preparato e competente. Ecco, adesso s’apre il sipario e andiamo a incominciare.” Dieci capitoli per quattro attori, il testo s’intitola nell’originalità “Los farsantes”, tradotto in italiano da Davide Carnevali con “Ciarlatani”, l’autore è il drammaturgo spagnolo Pablo Remòn, osannato in patria con premi prestigiosi, non ultimo il Lope de Vega per il Teatro, che per questa odierna fatica s’è caricato anche del ruolo di regista.

Poi il monologo della giovane Anna Velasco, un po’ trasandata ma tanto caruccia, che ha la malattia del palcoscenico a scorrerle dentro le vene, che aspira a grandi ruoli, che ha già frequentato produzioni di poco conto a sfornare opere classiche, che parla di Accademia e del Piccolo di Milano, che già stringe tra le mani il suo David di Donatello ma che intanto riempie la giornata con lavoretti fasulli e spettacolini per i più piccoli. Che coltiva un rapporto con il padre morto prematuramente, regista geniale negli anni Ottanta, ma probabilmente richiamato a sorreggere una vita di ragazza che altro non è se non un sogno, un sogno che ritorna, iperattivo e ingombrante. E poi Diego Fontana, un curriculum di film di successo, e di cassetta, pronto a soddisfare le mire e le voglie del proprio produttore che insegue la grande produzione internazionale e la star Veronica Del Rey che suoni propizia ai favori del pubblico: fino alla sveglia in un letto di ospedale, dopo aver visto la morte in faccia per quell’incidente d’aereo che ha il potere di sconvolgerti le idee e soprattutto l’esistenza. Risvegliarsi in quel letto bianco d’ospedale e scoprirsi un regista che vuole azzerare tutto quanto e tramutarsi in un autore d’essai, per una volta imporre la propria volontà all’alcolizzato produttore (avrà afferrato bene il concetto?) e fargli abbracciare l’ultima sceneggiatura di Eusebio Velasco.

Tanti piccoli, a volte impercettibili – nel senso che sono buttati in palcoscenico senza la più pura e necessaria costruzione, o se qualcosa sembra avere maggiore corpo poi non viene sfruttata, portata a compimento, avvolta da un senso che le dia vita vera – squarci pensa Remòn all’interno del proprio testo, surreale, pronto a inciampare, nebbioso, con il seme principale della fragilità, di modo che, quando vedi gli attori richiusi nella scena finale al di qua e al di là (d’obbligo la abbondante mescita di un assurdo barista kazako?) del bancone di un bar, in vena delle ultime confessioni e degli ultimi alleggerimenti del cuore, quando il cuore di Anna s’è acquietato con un “sto bene”, quando per un paio di concludenti (?) battute quello che hai visto sinora altro non sarebbe che il sogno venuto fuori dalla mente e dagli occhi di un cane (??), che cosa rimane allo spettatore? Sì, situazioni assurde che spingono inevitabilmente alla risata e spremono il divertimento della serata, le intromissioni degli attori chiamati con i loro nomi e cognomi, il bambino con il palloncino e Dorothy dalle trecce rosse del “Mago di Oz”, la scena di vele grigiastre, a trasudare leggerezza, inventata da Roberto Crea, la citazione della produzione Cardellino srl che ha dato vita al pasticciaccio giù giù sino alla direzione generale di Maria Laura Rondanini, le entrate e le uscita tra vita e finzione, i ricordi e i rimandi e gli sberleffi di quegli avvenimenti e di quelle esistenze che ruotano intorno al modo della celluloide e dei palcoscenici della penisola: ma hai la netta sensazione che dietro quegli accartocciamenti teatrali e quella fiumana di parole, non rimanga molto, che il fuoco delle buone intenzioni si smorzi con troppa facilità e troppo presto.

Non cercate insomma uno straccio di trame. Cercate un buon quartetto d’interpreti. C’è il viso sghembo e stralunato di Silvio Orlando a muoversi attraverso i tanti nonsense della serata, c’è il divertimento e la bravura senza se e senza ma di Francesco Brandi alle prese con l’oceano infinito dei plagi, c’è la sicurezza della giovane Blu Yoshimi che padroneggia il palcoscenico. C’è in ultimo – ma io direi, per come mi sono sentito a fine spettacolo (110’), soprattutto – la maestria e la bellezza nel vedere Francesca Botti trascorrere da un personaggio all’altra, davvero eccezionale sorpresa. Ma si ritorna al davvero poco di Remòn: e ti chiedi quanta trasandatezza e quanta inconcludente scrittura ci sia nel teatro di oggi.

Elio Rabbione

All’Auditorium RAI di Torino atteso ritorno di Matthias Pintscher

Giovedì 23 maggio 

 

Nella doppia veste di direttore e di compositore, ritorna ospite dell’Orchestra Sinfonica della RAI Matthias Pintscher, protagonista del concerto RAI Nuova Musica in programma giovedì 23 maggio alle 20.30 all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino, in una trasmissione in diretta su Radio 3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura.

Allievo di Pierre Boulez e Peter Eotvos, Pintscher è un musicista di grande versatilità, apprezzato in tutto il mondo in entrambe le sue due aree di attività. Recentemente è stato nominato alla testa della Kansas City Symphony Orchestra, dopo aver guidato per un decennio l’Ensemble Intercontemporain.

Per il suo ritorno con l’OSN della RAI propone la San Francisco Polyphony di Gyorgy Ligeti, composta tra il 1973 e il 1974 per il sessantesimo anniversario della San Francisco Symphony Orchestra ed eseguita nella città californiana l’ 8 gennaio del 1975 sotto la direzione di Seiji Oxawa e si posiziona al termine di un percorso creativo iniziato da LIgeti con ‘Atmosphere’ del 1961, proseguito con ‘Lontano’ del 1967, con i Dieci pezzi per quintetto di fiati e con Melodien per orchestra.

“La mia musica dalla fine degli anni Cinquanta – ha dichiarato il compositore – si basava sulla micropolifonia, la tecnica di fusione stretta ed intensa di voci strumentali e linee vocali, mentre a partire dalla metà degli anni Sessanta ho iniziato a tendere verso la direzione di una polifonia più trasparente, più netta e fragile”.

Al centro del programma un brano dello stesso Matthias Pintscher, Chute d’etoiles, per due trombe e orchestra. L’opera, del 2012, il cui titolo significa ‘Stelle cadenti’ è un omaggio ad Anselm Kiefer, deriva da un’installazione dell’artista tedesco esposta alla mostra Monumenta 2007 di Parigi, che rifletteva sui rapporto tra umanità e cosmo.

“Siamo costituiti da elementi del cosmo – ha detto Pintscher – e portiamo dentro di noi l’infinitamente grande come l’infinitamente piccolo. A interpretarla in veste di solisti due trombettisti Simon Hofele e Lucas Lipari-Mayer, entrambi al loro debutto con l’Orchestra RAI

Chiude la serata la prima esecuzione italiana del Concerto for Orchestra del 2019 di Nina Senk, allieva pluripremiata di Matthias Pintscher le cui opere sono state eseguire in numerosi concerti e festival internazionali.

 

I biglietti per i concerti di RAI Nuova Musica , in vendita online sul sito dell’OSN della RAI e presso la biglietteria dell’Auditorium RAI di Torino, sono proposti al prezzo di 5 euro per tutti e 3 euro per gli under 35.

Informazioni: 0118104653

Mara Martellotta

“Ridicola” di e con Annamaria Troisi al Torino Fringe Festival

Lombroso 16, via Cesare Lombroso 16, Torino 21-26 maggio, ore 20

 

In prima assoluta un racconto liberamente ispirato a Dostoevsky riadattato al femminile

 

 

“Ridicola” di e con Annamaria Troisi, liberamente ispirato al racconto “Il sogno di un uomo ridicolo” di Dostoevskij e riadattato al femminile, è la storia di una prostituta, di una donna e del suo dolore, un dolore silenzioso e sapientemente nascosto agli occhi di un mondo che vede e che finge di non vedere. Un mondo pronto a giudicare senza farsi troppe domande, senza provare ad andare oltre l’immagine, oltre lo stereotipo; un mondo affaticato, abituato a sputare sentenze e prendere le distanze, con sconvolgente indifferenza, da ciò che solo in apparenza non lo riguarda.

Annamaria Troisi, attrice diplomata nel 2021 alla Scuola del Teatro Stabile di Torino sotto la direzione di Valter Malosti. Negli anni ha recitato per diverse produzioni.

 

Oltre a “Ridicola”, nella prima settimana del Torino Fringe Festival, dal 21 al 26 maggio, sono in programma 20 spettacoli di artisti e compagnie nazionali e internazionali, tra cui 6 eventi speciali, con Igor Sibaldi, lo scrittore, studioso di teologia e storia delle religioni; Marianna Folli, vincitrice del Premio Troisi 2023 come migliore attrice comica, Sofija Zobina, attrice di origine lituana di cinema e teatro; Marco Ripoldi, l’attore che ha studiato giurisprudenza per poi finire nei più grandi teatri italiani a recitare al fianco di Paolo Rossi; Stefano Santomauro, nel cast del film The Return con Ralph Fiennes e Juliette Binoche, di prossima uscita. In programma la parata con incursioni d’opera open air in piazza della Repubblica, la performance sui suoni del Moby Dick di Melville, i talk e il workshop, lo spettacolo di giocoleria, quelli che si fanno satira feroce sull’attualità (le guerre, il sesso, la femminilità e la mascolinità) e quelli liberamente ispirati ai testi di Dostoevsky o all’Ulisse di Joyce in un’inedita fusione di parole e musica.

INFO

Dal 21 al 26 maggio, ore 20

Lombroso 16, via Cesare Lombroso 16, Torino

Ridicola

Di e con Annamaria Troisi

Progetto sonoro Daniva

Tecnica Niccolò Mazzon

Assistente alla regia Sara Consoli

Produzione AMA Factory

Spettacolo per maggiori di 14 anni

Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 euro

 

TORINO FRINGE FESTIVAL

Dal 21 maggio al 2 giugno, la XII edizione del festival di teatro off e delle arti performative tra i più originali d’Italia, mette in scena a Torino 154 repliche di 27 spettacoli, tra cui 6 prime assolute, e 14 eventi speciali in 16 spazi performativi con 38 compagnie nazionali e internazionali selezionate tra più di 700 artisti candidati.

“Una fetta di sorriso”, quando la tv privata era leggenda

Un viaggio tra gli aneddoti di Antenna 3 Lombardia fondata dal mitico Renzo Villa, compiuto da Cristiano Bussola con la giornalista Mara Martellotta 

Ha avuto luogo nei giorni scorsi a Torino la presentazione del libro di Cristiano Bussola, dal titolo “Una fetta di sorriso”, editrice Paola Caramella, moderata dalla giornalista Mara Martellotta.

 

Lo Studio Uno di Antennatre: ospitava 1200 spettatori

Cristiano Bussola si è  appassionato alla televisione e al giornalismo sin da bambino seguendo proprio le trasmissioni andate in onda su Antenna 3 Lombardia, la mitica televisione fondata dal patron Renzo Villa negli studi di Legnano, in viaperbusto15, negli anni Settanta.

Martellotta e Bussola

Renzo Villa fu un grande sognatore, ma anche un abile imprenditore. Lasciata la città  natale, Luino, per approdare a Roma per ricevere una scrittura come aspirante attore, che non arrivò,  a Varese fondò  una compagnia di filodrammatici. Erano gli anni delle prime televisioni via cavo come Telebiella di Peppo Sacchi.

La comparsa in scena dell’imprenditore Giuseppe Mancini rese concreto il sogno di Renzo Villa che, insieme a Enzo Tortora, dal 1975 animò la prima televisione via etere d’Italia, TeleAltoMilanese, dando vita ad un sodalizio che li accompagnò per tutta la vita.  Nel ’77 fondarono a Legnano Antenna 3 Lombardia, di cui Villa fu editore ma anche ideatore di molti fortunati programmi delle stagioni 1977-1986, tra le quali Bingo, che considerava una delle sue più  care.

Bussola ripercorre il cammino di Antenna 3 attraverso le interviste rivolte a più di quaranta dei suoi protagonisti, con garbo e con quel pizzico di malinconia che non può mancare in chi ha seguito la storia di questa emittente, nata dalla trasformazione di un capannone in viaperbusto15, oggi abbandonata, ma che è stata il primo fenomeno della televisione commerciale via etere italiana.

A margine della presentazione Cristiano Bussola e Mara Martellotta hanno consegnato una copia del libro al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che partecipava a un precedente incontro.

Cuneo, “Città in note. La musica dei luoghi”

A Cuneo, non solo i teatri, ma anche parchi e giardini si aprono alle note della quarta edizione del “Festival” di primavera

Dal 22 al 27 maggio

Cuneo

Oltre 30 appuntamenti (aperti al “Teatro Toselli” dall’attesissimo concerto di Noemi) e sei giorni di programmazione ospitati nelle location più suggestive del capoluogo della Granda. Dalla musica classica al pop, dalla world music all’elettronica, dal jazz alla “contemporanea” senza escludere eventi site specific, a Cuneo con la primavera ritorna – per la sua quarta edizione – il Festival “Città in note”, la rassegna ideata e promossa da “Fondazione Artea” con il “Comune di Cuneo” e la direzione artistica di Claudio Carboni e Carlo Maver. Importanti novità di quest’anno la conquista di nuovi spazi verdi, con il progetto “Note di Verde” realizzato in collaborazione con “Società Orticola del Piemonte-Festival del Verde” ed il maggiore coinvolgimento delle “Scuole” e delle “Istituzioni Musicali” del territorio. Non mancheranno poi due fiori all’occhiello dell’attività concertistica della Città di Cuneo: l’“Orchestra sinfonica Bartolomeo Bruni” e, per la prima volta, la “Società Corale Città di Cuneo”.

Impossibile dare nota di tutti gli eventi in programma (per il cui calendario e costo biglietti si può consultare il sito: www.fondazioneartea.org), cominciamo col dare conto dei tre “highlights”, da sicuro “sold out”, in programma al “Teatro Toselli” (via Teatro Giovanni Toselli, 9), dove, mercoledì 22 maggio, alle 21, si terrà il concerto di Noemi, straordinaria cantautrice romana (classe ’82) che, con la sua voce unica e graffiante, porterà sul palco, in “versione inedita al pianoforte”, le canzoni che l’hanno resa dal 2009 (dopo la partecipazione alla seconda edizione italiana di “X Factor”) una delle voci italiane più amate di sempre.

Giovedì 23 maggioalle 21, a salire sul palco sarà l’indimenticata Nada, che, accompagnata dal talentuoso chitarrista della scuola jazz-bluessenese Andrea Mucciarelli, proporrà un viaggio nella musica d’autore italiana. Il concerto di Nada sarà aperto dagli studenti dei corsi di “Pop e Jazz” del “Conservatorio G.F. Ghedini” di Cuneo, coordinati dal Maestro Paolo Franciscone.

Sabato 25 maggio, alle 21, il Trio russo Boriso-Glebsky, Tchaidze, Rummukainen, composto da musicisti giovani e di alto profilo internazionale, eseguirà musiche di F. Schbert, J. Suk e A. Dvořák.

Altra importante location, il “Complesso Monumentale di San Francesco” (via Santa Maria, 10). Classificato come “monumento nazionale” e rara testimonianza architettonica di epoca medievale, come negli anni passati, sarà luogo destinato, in specifico, a “crocevia” di vari generi musicali da tutto il mondo. Mercoledì 22 maggio, alle 22,45, Andrew Quinn, video-artist e musicista australiano che ha curato gli effetti digitali di molti film e che ora si occupa di “sound reactive” per la musica, sarà protagonista insieme al “METS”, il Dipartimento di Musica Elettronica del Conservatorio “G. F. Ghedini” di Cuneo, di una performance immersiva de “La création du monde” di Bernard Parmegiani, capolavoro “acusmatico” (musica elettronica creata per essere ascoltata tramite altoparlanti) del 1984 nel quale il celebre compositore francese ripercorre la storia dell’universo, dal “Big Bang” fino alla comparsa della vita e dell’uomo. “San Francesco”, nei giorni del Festival, diventerà anche, luogo ospitante una micro-rassegna dal titolo “EFFETTO NOT(T)E” per tre suggestivi concerti notturni.

Altri incontri di indubbio interesse. Nell’ambito di “Note di Verde”, domenica 26 maggio, alle 11 e alle 12, nell’area del “Parco Fluviale”, si potrà ascoltare e vedere lo spettacolo di teatro musicale “Il Mototrabasso” di e con Luigi Lullo Mosso.  “Mototrabbasso” che altro non è che uno stravagante “strumento-veicolo” frutto dell’unione tra un “contrabbasso” ed una “motocicletta”, che permette di “viaggiare” spostandosi tra una canzone e l’altra. Il suo pilota, quasi “condannato” al movimento, ci racconta un viaggio nell’universo della musica narrando storie e personaggi sotto forma di suoni.

Appuntamento clou, sabato 25 maggio, alle 11,30, nella “Chiesa di Santa Croce” (Centro storico), l’“Orchestra Sinfonica Bartolomeo Bruni”, celebra il Maestro Giovanni Mosca, suo infaticabile animatore e direttore per oltre mezzo secolo, in occasione dei 100 anni dalla nascita, proponendo un programma con musiche di Mozart e Puccini. Sempre sabato 25, alle 19, nel cortile della “Biblioteca Civica” (via Cacciatori delle Alpi, 9) il “Quintetto” composto da Dan Kinzelman(sassofono), Beatrice Miniaci (flauto), Ludovico Franco (tromba), Nicola Traversa(chitarra e voce) e Nicolò Masetto(contrabbasso) proporrà “Six Memos for the Next Millennium”, una performance ispirata alle “Lezioni Americane” di Italo Calvino.

Da sottolineare ancora che il Festival, oltre a spettacoli e concerti, proporrà anche“workshop” e “incontri paralleli” con alcuni dei suoi protagonisti e con altri musicisti e critici in un’ottica formativa e di scambio culturale. La conclusione, lunedì 27 maggio, alle 20,30, al “Palazzetto dello Sport” di via Aldo Viglione, con l’esecuzione dei Carmina Burana” dell’Orchestra e del Coro del “Conservatorio Ghedini” di Cuneo, diretti rispettivamente dai professori Presutti e Peiretti.

Gianni Milani

Nelle foto: Noemi; Nada (ph. Simone Cecchetti); Andrew Quinn; Luigi Lullo Mosso (ph. Motofo); “Il Quintetto” (A.D.A. Vicenza)