SPETTACOLI- Pagina 133

Sonic Park Stupinigi debutta con il sold out di Geolier

GEOLIER
Venerdì 12 luglio 2024, h 21.00
Giardino Storico della Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO)
sold out!

La sesta edizione di Sonic Park Stupinigi anche nell’estate 2024 porta nel giardino storico della Palazzina di Caccia di Stupinigi – residenza sabauda, patrimonio mondiale Unesco – grande musica e concerti da non perdere all’insegna della migliore musica italiana.

Alla vigilia del debutto del Festival Fondazione Reverse è orgogliosa di annunciare il terzo sold out del 2024. Dopo i Dogstar nell’anteprima cittadina di OGR Sonic City e l’atteso set di Gigi D’Agostino domenica 14 luglio, anche il concerto di apertura registra il tutto esaurito.
Le luci sulla sesta edizione di Sonic Park Stupinigi si accendono domani 12 luglio, con l’arrivo sul palco di Stupinigi di GEOLIER. Il rapper napoletano si esibirà davanti a 9500 appassionati in arrivo dal Piemonte e non solo ed è certamente uno dei nomi del momento. Dopo aver conquistato il secondo posto al Festival di Sanremo con la canzone “I p’me, tu p’te” è in testa alle classifiche con Dio lo sa, terzo album in studio ad un anno e mezzo di distanza da Il coraggio dei bambini ed è reduce da tre straordinari sold out allo stadio Maradona di Napoli.

Proprio alla vigilia di un appuntamento così importante gli organizzatori condividono le parole del sindaco di Nichelino Gianpietro Tolardo sulle recenti polemiche riguardanti la scomparsa di specie protette a Stupinigi e i presunti collegamenti al Sonic Park Stupinigi:

Anche quest’anno sta per iniziare la tanto attesa edizione del Sonic Park Stupinigi, un evento che grazie all’impegno dell’Ente Parco, della Sovrintendenza, dell’Ordine Mauriziano e della Regione Piemonte, è ormai entrato a pieno diritto tra i festival musicali più apprezzati della regione e del nostro Paese. Non mi soffermerò sui contenuti già discussi durante la conferenza stampa, né sulle importanti collaborazioni create con la città di Torino e con le OGR nelle ultime edizioni, se non per esprimere la nostra soddisfazione per i due sold out già registrati per gli eventi di Gigi D’Agostino e Geolier.
Oggi desidero affrontare un altro tema: da alcuni giorni, diversi giornali hanno riportato notizie che collegano, in maniera infondata, la scomparsa di alcune specie (prevalentemente chirotteri) allo svolgimento del Festival, che ricordo svolgersi entro massimo dieci giornate di eventi all’anno, tutte concentrate nel mese di luglio. L’edizione 2024, in particolare, propone 5 appuntamenti concentrati in un periodo di sette giorni.
Fin dalla prima edizione, sia per rispetto delle normative vigenti sia su precisa richiesta della Città che governo, gli organizzatori hanno sempre mostrato grande attenzione al tema ambientale e alla protezione del parco, della sua flora e della sua fauna, adottando misure concrete per la salvaguardia dell’ambiente (il Festival è certificato da Plastic Free Onlus, distribuisce acqua gratuita, utilizza esclusivamente bicchieri riutilizzabili, distribuisce al pubblico posaceneri portatili).
Dal 2018, ogni anno viene condotto un monitoraggio su base annuale uno studio sulla fauna locale da parte di dottori naturalisti, il cui lavoro è finanziato appositamente. Grazie a questo monitoraggio costante, disponiamo di relazioni dettagliate sull’area di Stupinigi che prima non esistevano. Vengono monitorati l’area dei concerti e quella della fascia perimetrale all’ingresso del parco naturale, così come gli edifici di Castel Vecchio e della Locanda, per valutare gli effetti diretti e indiretti del Festival.
Il numero, la tipologia e l’attività delle specie di chirotteri dall’inizio della rassegna fino al termine dell’ultimo concerto del 2023 sono rimasti sostanzialmente invariati.
Inoltre, l’intera attività di monitoraggio faunistico ha consentito e consente tuttora l’aggiornamento e l’acquisizione di nuovi dati faunistici inediti, essenziali per arricchire la banca dati dell’EGAP Parchi Reali. Molte specie mai segnalate sono state trovate in seguito alle approfondite attività di rilevazione. Tali dati sono disponibili per tutti, con trasparenza, senza ambiguità ed occultamenti strumentali.
Il rinolofo minore, la cui scomparsa è stata denunciata in queste settimane, è una specie della quale già nel 2018 non si avevano segnalazioni da 118 anni. È stato registrato un solo contatto nel 2019, il che non indica la presenza di una colonia in passato, verosimilmente si trattava di un individuo in dispersione proveniente da un’area diversa da quella di indagine.
Non si può pertanto parlare con leggerezza di estinzione legata alla manifestazione, anzi. Nel 2022 è stato contattato per la prima volta dall’inizio dei monitoraggi e riconfermato nel 2023, un esemplare appartenente alla specie protetta di Pipistrello Pigmeo, una specie individuata quindi 5 anni dopo l’inizio del festival.
Il Sonic Park Stupinigi è una realtà trasparente dove ogni controllo è benvenuto e incoraggiato.”


Geolier, foto Fabio Turco
Sonic Park Stupinigi è un progetto di Fondazione Reverse promosso da Città di Nichelino Sistema Cultura Nichelino, con il patrocinio di Regione PiemonteCittà di TorinoCittà Metropolitana di Torino, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, con la promozione dei partner territoriali Fondazione Ordine MaurizianoPalazzina di Caccia di StupinigiDistretto Reale di StupinigiOGR TorinoTurismo Torino e Provincia.
I lavoratori del festival sono inquadrati grazie alla collaborazione con Lavoropiù, i servizi bancari sono garantiti da BTM Banca Territori del Monviso, gli arredi sono di ICOS.
La sostenibilità del festival è riconosciuta da Plastic Free Onlus conferendo il bollino ‘Eco Event’ che premia le attenzioni degli organizzatori. Accanto ai più noti vettori per la biglietteria i fan possono da quest’anno rivendere i propri biglietti su Ticketswap.
A supporto della comunicazione e valorizzazione del festival Noir Studio, la unit creativa di Fondazione Reverse.

OGR SONIC CITY
Dogstar (30 giugno) – Tom Morello (10 luglio)

SONIC PARK STUPINIGI
Geolier (12 luglio) – Coez & Frah Quintale (13 luglio) – Gigi D’Agostino (14 luglio) – Cristiano De Andrè (17 luglio) – Pooh (18 luglio)
sonicparkfestival.it | stupinigi@sonicparkfestival.it

Al “Concordia” Domiziano Pontone racconta Martin Scorsese

Renato Rascel, l’attore che nacque “per caso” a Torino

STORIE PIEMONTESI: a cura di CrPiemonte – Medium /   

Il 2 gennaio del 1991, moriva dopo una lunga malattia Renato Rascel, nome d’arte di Renato Ranucci

di Marco Travaglini

Artista incredibilmente versatile, indimenticabile protagonista del teatro leggero italiano, nella sua lunga carriera di attore, comico, cantautore e ballerino si cimentò in moltissimi ruoli. In molti, tra i non più giovanissimi, lo ricorderanno protagonista di moltissimi spettacoli dalla rivista alla commedia musicale, dall’intrattenimento televisivo e radiofonico all’operetta e al teatro.

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La sigla della trasmissione tv I racconti di Padre Brown

Non tutti sanno però che nacque “casualmente” a Torino il 27 aprile 1912, durante una tournée della compagnia di cui facevano parte i suoi genitori, il cantante di operetta Cesare Ranucci e la ballerina classica Paola Massa, artisti di opera comica che lavorarono anche con il grande Ettore Petrolini.

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Il Corazziere del 1961

Il piccolo Renato passò così i primi giorni di vita in una cesta dietro le quinte dove i genitori, a turno, si prendevano cura di lui tra una scena e l’altra. Venne poi battezzato a Roma, nella basilica di San Pietro per volontà del padre “che volle confermare la sua romanità risalente a sette generazioni”.

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Una vecchia locandina

Nascendo in una famiglia d’artisti fu normale che anche Renato sentisse il richiamo della scena e così, fin da piccolo, si ritrovò a calcare i palcoscenici di compagnie filodrammatiche e teatrali. A 10 anni entrò a far parte come soprano nel coro delle voci bianche della Cappella Sistina. Grazie alla sua travolgente simpatia e a un innato talento fece tutta la trafila dalla gavetta al successo.

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Le più belle canzoni

Suonò la batteria, ballava il tip-tap, si esibì come cantante, debuttò nel 1934 vestendo gli abiti di Sigismondo ne “Al Cavallino bianco” l’operetta più nota e popolare dopo la “Vedova Allegra”. L’esperienza lo portò a inventare un suo personaggio che lo rese riconoscibile al grande pubblico. La bassa statura e il fisico esile gli suggerirono la celebre, esilarante e surreale interpretazione del Corazziere.

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Rascel nelle vesti del Corazziere

Elaborò sketch e canzoni diventate pietre miliari della rivista, al fianco di attori e autori come Garinei e Giovannini. Con la sua compagnia teatrale mise in scena nel 1952 uno spettacolo — “Attanasio cavallo vanesio” — che ottenne un clamoroso successo, confermandolo tra i più amati beniamini del pubblico italiano. Un successo bissato con “Alvaro piuttosto corsaro”, “Tobia la candida spia”, “Un paio d’ali”, girando per i teatri di una Italia desiderosa di svago e divertimento.

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Rascel cantante

Si cimentò nel cinema con i suoi personaggi senza tralasciare ruoli più impegnati come ne “Il cappotto” (tratto da un racconto di Gogol’) con la regia di Alberto Lattuada e “Policarpo ufficiale di scrittura”, diretto dal torinese Mario Soldati. Rascel fu anche protagonista di una grande e commovente interpretazione nei panni del mendicante cieco Bartimeo nel “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli.

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Renato Rascel nei panni di Padre Brown

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Un primo piano di Renato Rascel

Rascel scrisse anche molte canzoni, alcune delle quali riscossero un successo che varcò i confini nazionali entrando a far parte del nostro repertorio popolare come “Arrivederci Roma”, “Romantica” ( con la quale trionfò al Festival di Sanremo nel 1960), “Te voglio bene tanto tanto”, “E’ arrivata la bufera”. I ragazzini della mia generazione lo ricordano in televisione con la veste talare del protagonista de “I racconti di padre Brown”, sceneggiato prodotto e messo in onda dalla Rai nel 1970. Risale a quello stesso anno la sua ultima interpretazione in una commedia musicale di Garinei e Giovannini (Alleluja brava gente) dove Rascel ebbe l’onere di sostituire all’ultimo istante il famosissimo Domenico Modugno con un giovane Gigi Proietti, pressoché sconosciuto al pubblico.

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Rascel con Giacobetti, Chiusano e la Mannucci del Quartetto Cetra nel 1970

Una carriera lunga e ricca che lo vide al tempo stesso innovatore e rappresentante autentico della storia nobilmente popolare della commedia italiana. Una vicenda umana e artistica che, ancora oggi, molti ricordano con affetto e riconoscenza.

Arridatece Shakespeare! Fino al 14 luglio “Prato Inglese” al Carignano

Un giorno, sul finire del millennio scorso, si dice dopo aver visto “Romeo + Giulietta” di Baz Luhrmann, Keira Knightley chiese alla mamma Sharman Macdonald di mettersi a scrivere un sequel, ovvero quel che potesse essere accaduto ai veronesi Capuleti e Montecchi, famigliari e amici, una volta seppelliti all’interno della cripta i giovani e sfortunati amanti e una volta siglata dal principe Escalo la pace dentro le mura della città. Dalla figliale proposta nacque “After Juliet”, un testo dove di pace si assaporava ben poco, dove quanti avevano avuto in passato con le spade la mano facile continuavano nel loro passatempo di alterchi e gazzarre più o meno sanguinose, dove la città scaligera, a guardarla con occhio contemporaneo, diventava facilmente il terreno periferico di Edimburgo o di New York, di Liverpool o di Dublino, dove con un felice guizzo prendeva forma e importanza di protagonista quella Rosalina che negli iniziali sogni occupava il cuore e la mente del bel Romeo ma che poi doveva come sappiamo cedere il passo. Certo, una tregua esiste, secondo le direttive del principe, ma il fuoco continua a covare sotto la cenere. C’è spazio per un approccio amoroso tra Benvolio e Rosalina, che mostra un carattere felino sempre irruente e pronto al bisticcio, c’è spazio per le trame di Valentine, il fratello gemello del fu Mercuzio, c’è il buon Petruccio, fratello di Tebaldo, che vorrebbe vivere in pace. Mentre il tribunale, nel processo che è seguito alla morte dei due ragazzi, sentenzia l’esilio per la nutrice e il patibolo per lo speziale che ha fornito il veleno, Benvolio sventa un duello che già vede Rosalina e Valentine con le armi in pugno.

In questa quotidianità sempre vissuta sul filo del rasoio, si costruisce “una favola moderna che parla di amore e di odio, di speranza e di redenzione”, sottolinea Filippo Dini nelle sue note di regia. È lo specchio di un odio che continua, che passa di padre in figlio, di un passato che ritorna, che continua senza che abbia il benché minimo sospetto di voler cambiare, è una quotidianità in cui s’arrabatta una gioventù malconcia e sulla perenne difensiva, è l’attesa del nemico e dell’agguato. Ma anche dei ricordi, delle sensazioni non colte, di un amore gettato via. Ma “After Juliet” è anche la sponda opposta del precedente shakespeariano, è l’annullamento del verso e del linguaggio alti, è il contemporaneo trascinato via senza guizzi e convinzioni, pallidamente (ti verrebbe quasi voglia come Romeo di dire “taci, taci, Mercuzio, taci!, tu parli di niente”), è la presenza di personaggi e di fantasmi che hanno la medesima consistenza vana del testo, dove i fatti riempiono la pagina e la scena senza tuttavia convincere, senza creare l’orizzonte di un sentimento, di un coinvolgimento. Affacciandosi a un certo momento nei 100’ dello spettacolo anche una leggera noia. Insomma un testo di cui non s’avvertiva la mancanza. Il segno positivo, vivaddio, è quello di fare la conoscenza, tra i tanti maturandi degli allievi della Scuola del Teatro Stabile torinese che popolano il dittico di “Prato Inglese” (sino al 14 luglio sul palcoscenico del Carignano), di una giovane attrice (definiamola pure così, ne ha i meriti), della sua maturità e della sua autenticità: si chiama Maria Trenta, interpreta Rosalina, lo fa con rabbia e con candore e con tutto il rimpianto del tel tempo passato, svolge un primo monologo in primo luogo in maniera eccellente, è forte di toni e di riflessioni, sicura, una bella prova, un inizio che si spera possa arrivare ad altri titoli, ad altri palcoscenici.

Quel che è andato peggio è il “Romeo e Giulietta” visto la sera precedente. È il biglietto di commiato di Dini, in definitiva partenza e chiamato oggi a reggere le sorti dello Stabile Veneto, che ci regalato spettacoli apprezzati e di buon se non eccellente successo, come “Così è (se vi pare)”, “Misery”, “Ghiaccio”, un grande “Crogiuolo” di Miller e un altrettanto convincente “Osage County”, spettacoli che ce lo hanno fatto apprezzare, magari discutere, ma sui quali s’è sempre dovuta riconoscere una grande onestà drammaturgica e fattiva. In ultimo, siamo incappati in Shakespeare, ahimè il povero, sbrindellato, biecamente attualizzato, pieno di soluzioni e di peccati (gravi) di regia che lasciano il segno e lo spettatore stupefatto e sempre più brancolante nel buio. Se hai per le mani il testo più, magari sto pronunciando una parolaccia?, etero di tutti i tempi, un ragazzo e una ragazza che s’incontrano e si amano e vanno incontro alla morte, perché – e non è un discorso omofobo! – devi sottrarre a Romeo i tratti di quel ragazzo per affidarli a un’interprete femminile, con una scelta che appare tra lo scaltro e il forzato e il fasullo, e non è né giusta né coerente quella scelta, e pensare proprio in un’occasione come questa a una relazione omosessuale. Perché la nutrice deve essere nata sotto il cono fumante del Vesuvio, perché obbligatoriamente mostrare i giovani veronesi come esempi di gang metropolitane, in continuo assetto di guerriglia, in tute mimetiche, con spadoni e pietre con cui fracassate il cranio. Perché assoldare i palchi del Carignano per travestirli da lontano balconcino di Giulietta, perché imporre i giovani attori a urla estenuanti e continue anche se al momento non se ne vede la necessità (pure frate Lorenzo sbraitante?). Perché, tutti in proscenio, ultima ciliegina, con accesi toni drammatici e un gran numero di feroci colpi sul petto, intonare la marcia di Topolino che “solo tu puoi capir i mille e mille sogni di un bambin”. Se ne esce come gatti arruffati, ti rendi conto che di tutta la poesia trovata benissimo in altre precedenti messinscena nemmeno risalenti a chissà quando non ne siano restate che delle briciole, che ti rimanga soltanto il rumore e la carneficina assordanti della guerra. Non credo che “Romeo e Giulietta” sia soltanto questo. I giovani attori ce la mettono tutta, i più con diligenza e molti con passione, se non convince la debole Giulietta di Martina Montini il Romeo di Alice Fazzi tenta di esprimere irruenza e atteggiamenti più consoni ad una personalità maschile, il Mercuzio di Iacopo Ferro ha le note il più delle volte giuste e forse il più convinto e convincente della serata pare il Capuleti di Samuele Finocchiaro – quando detta l’ultimatum alla figlia non c’è da stravolgere il testo e attualizzarlo visivamente, il messaggio esce sonoro e ben definito dalle parole che hanno più di cinquecento anni: mettono allo stesso modo i brividi -, unito alla consorte Hana Daneri.

Elio Rabbione

Nelle immagini, il regista Filippo Dini e un momento delle prove (foto di Luigi De Palma).

In Val Chisone torna il “Summer Forest Festival”

A Usseaux ricordando “Woodstock”, seconda edizione in omaggio ai 55 anni del “Festival di Bethel”, massima icona della “cultura hippie”

Dal 12 al 14 luglio

Usseaux (Torino)

15 – 17 agosto 1969. Alla “Fiera della Musica e delle Arti di Woodstock”, meglio nota con il più semplice “Festival di Woodstock”, tenutosi, all’apice della diffusione della “cultura hippie”, a Bethel (piccola città rurale dello Stato di New York) furono tre giorni “mondiali”, “tre giorni di pace e musica rock” (“3 Days of Peace & Rock Music”) che coinvolsero dai 400 ai 500mila spettatori: ultima grande manifestazione del “movimento” che da allora si diffuse sempre più fuori dagli USA e che diede origine nel mondo a svariati “cloni” di Woodstock (cittadina nella contea dell’Ulster, famosa per le sue molteplici attività artistiche), assolutamente incapaci però di reggerne la portata e la fama. Unica, Woodstock! Che quest’anno compie i suoi bei 55 anni, ricordati ed omaggiati, con tre giorni di musica piena, nel nostro Piemonte, su un pianoro a 1.500 metri d’altitudine, circondato dalla foresta del “Parco naturale Orsiera – Rocciavrè” e dal “Parco Naturale del Gran Bosco”, dal “Summer Forest Festival” ad Usseaux, in Val Chisone, in mezzo ad un bosco che qui è proprio “foresta”, come avverte lo stesso nome. Seconda edizione, formula completamente gratuita, per un appuntamento a 40 chilometri di Torino, in un Comune inserito fra i “Borghi più belli d’Italia” ( e, per il “Touring”“bandiera arancione” con la sua “Area Magic Forest”), pensato sia per gli appassionati di musica sia per i ragazzi vogliosi di scoprire le montagne vicino casa, il “Festival” è in programma da venerdì 12 a domenica 14 luglio.

“L’idea, quest’anno – sottolinea Maurizio Dainelli, ideatore ed organizzatore del ‘Festival’ – è fare anche educazione musicale: ogni concerto, infatti, sarà occasione per fare domande, ripercorrere, anche a parole, generi e periodi musicali, con un omaggio speciale a Woodstock a 55 anni dall’evento, che in fondo si tenne proprio su un pianoro come il nostro. Certo con più persone”“Altro nostro intento – prosegue Dainelli – è quello di unire diverse generazioni attraverso la musica, così come attraverso il cibo e la sostenibilità ambientale che caratterizzano il nostro ‘Festival’”.

Grande contenitore della tre giorni, ovviamente i concerti con band di grande richiamo. I motori si iniziano a scaldare venerdì 12 luglio, con musica dalle 16 alle 24Alle 16 rivivono i grandi del “Rock and Blues” con “Roagna Rizzi Buelow”Alle 20 “Si canta Bob Dylan” con i “From Jungle To The Moon”.

Sabato 13 luglio si riprende dalle 16 con “Canzoni tratte dal piccolo e grande schermo”, con le musiche dei “Seasons”Dalle 20 “Italian Graffiti”, spaccato di canzoni italiane dagli Anni ‘60 con “La Roagna & Friends”.

Domenica 14 luglio l’iniziativa “Woodstock 1969 – Ricordi di un evento irripetibile”, con “Roagna & Friends”. Tanta, tanta musica. Giornate di pace e amicizia. In mezzo a una natura da sogno, capace d’incantare in ogni ora del giorno.

E accanto alla musica e allo stare insieme lontani dai rumori violenti di un mondo che si cerca di far dimenticare a quelle dimensioni, immancabile ed essenziale anche il “cibo” più adatto all’occasione: il “forest food”. In un magico pianoro fatto solo (che bellezza!) di verde ed alberi sarebbe stato infatti difficile parlare di “street food”. Di qui dunque l’invenzione del “forest food”: piatto forte la carne, soprattutto alla brace, accompagnata da vino e birra. La proposta è allettante!

Per info“Summer Forest Festival – Area Magic Forest”, strada Comunale dell’Inverso 1, Usseaux – Borgata Fraisse; tel. 348/3437621

Per chi decidesse di dormire in zona, tra il fresco delle montagne, l’“Area Magic Forest” mette a disposizione i suoi spazi: si può scegliere se arrivare in tenda o in camper. Infoinfo@magicforest.it

g.m.

Nelle foto:

–       “Roagna & Friends”

–       “From Jungle To The Moon”

Kappa FuturFestival batte il Coachella grazie ai tanti partecipanti da tutta Europa

Questo fine settimana, il Kappa FuturFestival ha trasformato Torino in un palcoscenico vibrante, attirando migliaia di appassionati di musica da tutta Europa. Con la sua undicesima edizione, il festival ha consolidato la sua reputazione, guadagnandosi un posto d’onore tra i migliori eventi musicali del mondo, superando persino giganti come il Coachella nella classifica di DJ Mag.

La città si è animata con cinque palchi e trentasei ore di musica ininterrotta, mentre un imponente led wall di 560 metri quadrati illuminava il Parco Dora. L’atmosfera elettrizzante era palpabile già all’ingresso, dove una coda scorrevole e amichevole anticipava l’esperienza unica che attendeva i visitatori.

Il festival ha accolto “ballerini” provenienti da oltre 130 paesi, dimostrando che Torino è una destinazione turistica a tutto tondo, capace di scaldare i cuori e di far dimenticare la presunta freddezza britannica, come testimoniato da una giovane londinese al suo primo viaggio nella città sabauda.

L’evento ha avuto un impatto significativo anche sull’economia locale, con alberghi e strutture ricettive esauriti per l’occasione. La Gtt ha risposto all’aumento della domanda potenziando il servizio di trasporto pubblico, garantendo collegamenti frequenti fino a tarda notte.

Ma il Kappa FuturFestival non è solo musica e danza; è anche un simbolo di arte e sostenibilità. La collaborazione con il consorzio Coripet e la start-up RE-CIG ha permesso di implementare soluzioni innovative per il riciclo dei rifiuti, come la raccolta differenziata di bottiglie in PET e mozziconi di sigaretta.

Inoltre, il festival ha promosso l’upcycling attraverso la trasformazione di materiali di scarto, come bandiere e neoprene, in oggetti di design realizzati dal laboratorio artigianale Cingomma.

Il sabato ha visto il tutto esaurito dei biglietti, e mentre Gandalf incantava la folla dalla consolle, era impossibile non notare la creatività e la libertà espressa dai partecipanti nei loro outfit colorati e confortevoli, in uno spazio dove il giudizio è sospeso e la diversità è celebrata.

Cristina Taverniti

Magister Harmoniae vince Festival mondiale nel “tempio” del Musikverein di Vienna

Grande successo per la città di Grugliasco, il Piemonte e l’Italia che con l’Orchestra Magister Harmoniae dell’associazione Musica Insieme APS, unica orchestra italiana, ha vinto il primo premio con il massimo punteggio, “with Outstanding Success”, nel tempio della musica mondiale, il Musikverein di Vienna, suonando nella Sala Dorata, da dove vien trasmesso ogni anno il concerto di Capodanno. Diretta dal M° Elena Gallafrio, ha incantato la giuria e il pubblico con un repertorio composto dalle più belle colonne sonore di film

Leggi l’articolo su lineaitaliapiemonte.it:

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2024/07/08/leggi-notizia/argomenti/lineaitaliapiemonteit/articolo/successo-per-litalia-al-musikverain-di-vienna-lorchestra-magister-harmoniae-di-grugliasco-unica.html

Torna a parco Dora il Kappa Futur Festival

Tre giorni di musica elettronica fino a domenica 7 luglio al Parco Dora di Torino. Il Kappa FuturFestival è uno degli eventi  di musica elettronica più grandi al mondo e propone alcuni tra i più famosi dj internazionali come Tiësto, Nina Kraviz, Solomun, Jeff Mills e Carl Cox.

Ogni giorno da mezzogiorno a mezzanotte, 36 ore di show su cinque stage. Interessante la mostra di foto di Oliviero Toscani che raccoglie 150 ritratti di persone di 146 diverse nazionalità fotografati nelle edizioni precedenti  di Kappa FuturFestival.

A Collisioni la prima Giornata giovani

Alba, 6 luglio – In arrivo uno dei momenti clou di Collisioni, con la prima Giornata Giovani. Il progetto di Collisioni e Banca d’Alba inaugurato nel 2021, torna per la sua quarta edizione e si prepara domani domenica 7 luglio a celebrare la musica e la voglia di stare insieme delle migliaia di ragazzi e ragazze che ogni anno accorrono ad Alba da ogni angolo d’Italia.

Il cast sarà come sempre ricchissimo, con un calendario di ospiti che va da Silent Bob, il rapper di Pavia, autore di album come Piove Ancora e Habitat Cielo, Nayt, il raffinato rapper molisano cresciuto a Roma e apprezzato grazie al suo ultimo album anche dal pubblico americano e Mida, l’artista emerso nella nuova edizione di Amici. Per arrivare infine all’attesissimo head-liner della giornata, Tedua, senza ombra di dubbio l’artista rivelazione di quest’anno.

 

Il festival concluderà sabato 13 luglio con la seconda Giornata Giovani, dedicata ai giovanissimi: una maratona di oltre 5 ore di concerti non stop, con alcuni degli artisti di riferimento della fascia 15 – 23 anni.

A salire sul palco di Collisioni saranno il rapper campione di ascolti Capo Plaza per presentare in anteprima al pubblico del festival il suo nuovo attesissimo quarto album, Ferite. Ma anche Anna, regina della Trap italiana. E con lei Artie 5ive, rapper milanese classe 2000 di origini sierraleonesi, con il suo inconfondibile stile infl uenzato dalla scuola Drill di Detroit. Tony Boy, il rapper di Padova classe 1999 segnalato da Rockit come uno dei giovani artisti più interessanti d’Italia, fresco del suo 4° album in studio “Nostalgia” (Export). E Paky, rapper di Secondigliano trasferitosi a Rozzano all’età di dieci anni, arrivato al primo disco di platino con il singolo “Rozzi”.

 

I biglietti di Collisioni sono disponibili online su Ticketone e sugli altri circuiti o presso i punti vendita autorizzati.

Collisioni, il festival dei nuovi linguaggi

Al via COLLISIONI 2024, il festival capace di sintonizzarsi con il pubblico dei giovani e dei giovanissimi, per abbattere le barriere e mettersi in ascolto dei nuovi linguaggi come è sempre stato nello spirito del festival. È questo il senso della 16ª edizione che, da venerdì 5 a sabato 13 luglio, si prepara ad accogliere ad Alba, in piazza Medford, decine di migliaia di spettatori in arrivo da tutta Italia per prendere parte a un grande happening generazionale.

 

Il primo head-liner estivo a cui sarà affidata l’apertura di venerdì 5 luglio in Piazza Medford ad Alba, è il re dell’indie italiana Calcutta con la sua unica data estiva in Piemonte e Liguria. Il cantautore originario di Latina, noto per la sua voce unica e le sue canzoni cariche di emozioni, tornerà a Collisioni per farci ascoltare i brani del suo nuovo disco, “Relax”, uscito il 20 ottobre 2023, oltre ai successi che hanno segnato la sua carriera, per rendere come sempre la nuova edizione del festival indimenticabile.

 

Il live è un trionfo di voci ed emozioni: anche davanti a un pubblico di decine di migliaia di persone, Calcutta riesce a creare intimità con i fan tramite una miscela ammaliante di sicurezza e vulnerabilità, umorismo e sincerità. La potenza della sua voce e la solidità della sua live band, associata a visual di ultima generazione, rendono ogni performance memorabile.

 

Si prosegue sabato 6 luglio con la musica dei Club Dogo. Dopo i 10 sold-out consecutivi al Forum di Milano e la pubblicazione del nuovo album di inediti “Club Dogo” – in poche settimane doppio disco di platino in vetta alle classifi che Fimi – i Dogo faranno tappa ad Alba per la loro unica data in Piemonte portando sul palco di Collisioni vecchi e nuovi successi.

 

A completare la line-up del primo weekend di Collisioni torna domenica 7 luglio la prima Giornata Giovani, un progetto di Collisioni e Banca d’Alba inaugurato nel 2021 che torna per la sua quarta edizione a celebrare la musica e la voglia di stare insieme delle migliaia di ragazzi e ragazze che ogni anno accorrono ad Alba da ogni angolo d’Italia.

Il cast sarà come sempre ricchissimo, con un calendario di ospiti che vanno da Nayt, il raffi nato rapper molisano cresciuto a Roma e apprezzato grazie al suo ultimo album anche dal pubblico americano, Silent Bob, il rapper di Pavia, autore di album come Piove Ancora e Habitat Cielo, Mida, l’artista emerso nella nuova edizione di Amici. Per arrivare all’attesissimo head-liner della giornata, Tedua, senza ombra di dubbio l’artista rivelazione di quest’anno.

 

Il festival conclude sabato 13 luglio con una seconda Giornata Giovani, dedicata ai giovanissimi: una maratona di oltre 5 ore di concerti non stop, con alcuni degli artisti di riferimento della fascia 15-23 anni.

A salire sul palco di Collisioni, il rapper campione di ascolti Capo Plaza per presentare in anteprima al pubblico del festival il suo nuovo attesissimo quarto album, Ferite. Ma anche Anna, regina della Trap italiana. E con lei Artie 5ive, rapper milanese classe 2000 di origini sierraleonesi, con il suo inconfondibile stile infl uenzato dalla scuola Drill di Detroit. Tony Boy, il rapper di Padova classe 1999 segnalato da Rockit come uno dei giovani artisti più interessanti d’Italia, fresco del suo 4° album in studio “Nostalgia” (Export). E Paky, rapper di Secondigliano trasferitosi a Rozzano all’età di dieci anni, arrivato al primo disco di platino con il singolo “Rozzi”.

 

«Si conclude con questa edizione – racconta Filippo Taricco, Direttore artistico di Collisioni – un intenso ed emozionante triennio di Collisioni interamente dedicato alla cultura giovanile, nato allo scopo di aprire un dialogo con coloro che fruiranno il festival nei prossimi dieci anni. Un percorso servito in primo luogo a sfatare il mito che dopo la pandemia e la morte del rock, i giovani siano semplici consumatori di spazzatura senza cultura musicale. Ma anche una strada che ci è servita a comprendere meglio la silenziosa guerra dei mondi che si sta consumando tra fi gli e genitori, in un contesto in cui il confl itto generazionale sembra sopito e i genitori appaiono come migliori amici dei fi gli, ma dove in realtà la cultura e la musica dei ragazzi ci terrorizzano e ci destabilizzano nei nostri pregiudizi più profondi, ricordandoci l’importanza di mantenere vivo un dialogo e di non chiuderci nel fortino delle nostre certezze per evitare il confronto. È per questo che oggi in conferenza abbiamo deciso di dare la parola ai ragazzi del Progetto Giovani».

 

«Anche quest’anno Collisioni si conferma un evento di grande livello – sottolinea Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte – capace di parlare ai giovani, di coinvolgerli e di essere attrattivo per il grande pubblico, senza rinunciare alla sua forte connotazione territoriale di un festival nato per promuovere la musica, ma anche le eccellenze del nostro territorio e della sua unicità. Un evento diventato irrinunciabile nel calendario dell’estate di cui il Piemonte è molto orgoglioso».

 

«Collisioni in questi anni è diventato un punto di riferimento per la programmazione degli eventi albesi e non solo, il Festival AgriRock è da molti anni un’istituzione della musica, della cultura e dell’intrattenimento nelle Langhe. Il parterre di ospiti testimonia il prestigio di Alba e di Collisioni; in qualità di Sindaco neo eletto desidero ringraziare la direzione artistica e la passata amministrazione per il lavoro di programmazione messo in campo. Un grande evento per gli albesi, capace di attrarre persone da tutta Italia. Non vediamo l’ora di goderci i concerti di quest’anno e siamo sicuri che saranno un successo», afferma Alberto Gatto, Sindaco di Alba. 

 

 

I biglietti di Collisioni sono disponibili online su Ticketone e sugli altri circuiti o presso i punti vendita autorizzati.