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Frenesia dell’estate e pandemia

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Mario Soldati parlava della frenesia dell’estate, della voglia di sole, di mare, di sesso  che con il caldo diveniva sfrenata  gioia di vivere. Erano anni liberi e felici. Quelli che ad Alassio Mario Berrino aveva definito della “Gran Cagnara“  estiva 

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Non è questa purtroppo  la prospettiva che ci troviamo di fronte quest’anno. Almeno le persone responsabili non possono lasciarsi andare alla vita spensierata di un passato che forse almeno per molti di noi non tornerà mai più. E’ triste dirlo, ma purtroppo forse è proprio così. L’ ultimo  fine settimana in quasi tutte le città e  soprattutto nelle località marine  ha rappresentato una forte criticità che va denunciata con fermezza e preoccupazione. Il distanziamento sociale non è stato rispettato e l’uso delle mascherine sembra diventato un optional.
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Nelle  farmacie hanno registrato un calo nelle vendite delle mascherine, rimaste introvabili per mesi. Siamo in un momento in cui risale il contagio e c’e’ troppa gente irresponsabile che mette in gioco la salute propria e quella degli altri. Il rispetto della vita nostra e degli altri – va ribadito con forza –  è un valore a cui  non possiamo e non dobbiamo rinunciare. Troppi stupidi  ribaldi circolano indisturbati e il caso del manager veneto tornato dall’estero che ha infettato persone in modo irresponsabile, grida vendetta. E‘ un esempio di  cretineria   e di disprezzo della comunità in cui si vive,  che va sanzionato, senza se  e senza ma. Dobbiamo tutti darci una regolata perché quest’anno bisogna convivere con il virus, senza illuderci di essere usciti dal tunnel. Nel budello di Alassio domenica  c’erano persone ammassate e senza mascherina. E parliamo di una città vistosamente toccata dal Coronavirus alla fine di febbraio. Persino  Zingaretti, il segretario del Pd e il peggiore presidente di Regione, secondo il Sole 24 ore, ha tardivamente capito che  oggi bisogna stare molto attenti. Qualche mese fa parlava di ritorno alla normalità ,andando spavaldamente e irresponsabilmente  a brindare a Milano ai Navigli. Oggi è lo stesso ministro Speranza a chiedere negli aeroporti  controlli  dei viaggiatori che rientrano dall’estero e controlli ferrei su migranti che continuano a sbarcare ,creando problemi anche di ordine sanitario. L’Italia non può più farsi carico di queste realtà  perché siamo un paese alle corde ,entrato in una crisi  economica  comatosa. Siamo noi che dovremmo essere aiutati e non certo noi ad aiutare altri, come sostengono quelli che hanno smarrito quella che Weber chiamava  l’etica della responsabilità. Le ONG devono scegliere altri porti , quelli italiani non possono continuare ad essere disponibili . Le regole della pandemia vanno fatte rispettare a tutti .Anche per i migranti l’estate 2020 non può essere un’estate di sbarchi continui. Se non vogliamo tornare chiusi in casa a Ferragosto ,dobbiamo comportarci in modo responsabile. Personalmente ho minacciato un esposto ai Carabinieri nei confronti di gente che circola all’interno degli ascensori senza mascherine. Gente barbara, in fondo  forse neppure  degna di vivere, perchè non rispetta la vita degli altri e neppure la propria. L’esempio di Trump  che ha  festeggiato il 4 luglio ,provocando  migliaia e migliaia  contagi è l’espressione più vistosa di un’indecenza e di una irresponsabilità totale che va condannata senza riserve. E’ il peggiore presidente degli Stati Uniti in assoluto. Speriamo che la festa del 14 luglio in Francia riveli  un’altra responsabilità da parte di Macron. In Italia Conte pare ormai disinteressato alla pandemia dopo mesi di comparsate televisive continue. Oggi è alla prese con la pandemia economica, ma non sa decidere o non può decidere. E’ fermo in mezzo al guado e non sa frustare i cavalli, per ripetere una metafora di Nenni. Chiudere tutto e’ stato relativamente facile, riaprire diventa un’impresa difficile, se non impossibile. Sotto il profilo politico l’estate italiana è invece  simile a tante altre estati con un governo balneare  che fa pensare alla I I Repubblica ,preda di una rissa politica senza fine che rivela il degrado di un paese allo sbando. In fondo i tanti che vanno in giro senza mascherine e non rispettano le regole  forse hanno il governo che si meritano. Tra il resto, sarebbe interessante sapere che fine hanno fatto gli assistenti civici del ministro Boccia . Era un’idea un po’  balzana, quasi uno stigma da regime illiberale, ma un controllo sui distanziamenti  ci vorrebbe. Lo dimostrano i fatti. E anche in questo il Governo ha fallito.
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Universiade invernale 2025, il sogno di Torino e del Piemonte

Il Piemonte ha formalizzato la candidatura per l’Universiade Invernale 2025. A fine luglio sarà presentato il budget preventivo e l’assegnazione è prevista entro l’anno

La notizia è comunicata in una missiva inviata al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, da  Regione Piemonte, Città di Torino, Università di Torino e del Piemonte Orientale, Politecnico di Torino, Edisu e Centro Universitario sportivo di Torino.

Gli enti hanno costituito una cabina di regia.

Sempre a Torino, la settimana dopo l’Universiade, si svolgeranno anche la prima Para Universiade e la manifestazione Special Olympics.

Dopo la guerra ai giovani il governo si dedica ad insultare i nonni

Il direttore generale dell’INPS Gabriella Di Michele con una nota datata 17 giugno, ma di cui si è venuti a conoscenza soltanto a fine mese, ha dichiarato in merito al cosiddetto “bonus baby sitter” contenuto nel Decreto Rilancio,

«si chiarisce la non applicabilità del principio di carattere generale della presunzione di gratuità delle prestazioni di lavoro rese in ambito familiare, salvo si tratti di familiari conviventi con il richiedente», e che «in caso di convivenza i familiari sono esclusi dal novero dei soggetti ammessi a svolgere prestazioni di lavoro come baby-sitting remunerate mediante il bonus in argomento»…

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Dopo la guerra ai giovani, il governo si dedica ad insultare i nonni

Addio a Mellini, avvocato e politico delle battaglie civili

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / La morte di Mauro Mellini ci priva di una grande coscienza civile: un Principe del Foro e un parlamentare che seppe combattere grandi battaglie civili a fianco di Marco Pannella.

Poi le strade tra i due si divaricarono per questioni che oggi non hanno importanza. Mellini, in realtà, combattendo per una giustizia giusta, anche come membro del CSM, oltre che come parlamentare, è stato un grande protagonista delle battaglie radicali e liberali, a partire da quella a favore di Enzo Tortora.
Anche in questi ultimi anni su Fb Mellini ha fatto costantemente  sentire la sua voce contro le distorsioni della giustizia e contro la casta di creata da certi magistrati per spartirsi i posti in base a criteri politici e correntizi. Vanno anche ricordate le sue epiche battaglie sull’uso scellerato dei pentiti , il cosiddetto pentitismo che ha fatto vittime innocenti e ha incrinato il valore dello Stato di diritto, soprattutto in Sicilia quando si tennero i maxi-  processi e magistrati come Caponnetto  e sindaci come Orlando vennero considerati santi ancora in vita attraverso una retorica fastidiosa ed intollerabile creata dai giornalisti di regime. Mauro sentiva il pericolo che i fondamenti della Repubblica stessero vacillando e “difese a viso aperto” come Farinata i valori della civiltà liberale. Parlare con lui significava respirare sempre una boccata di ossigeno liberale. Fu tra i fondatori del Partito radicale e fu il parlamentare più attivo e più preparato a dare voce alle battaglie radicali e liberali, fin dal suo ingresso a Montecitorio nel 1976 .Fu lui a coniare l’espressione “partito dei magistrati” che costituisce il titolo di uno dei suoi tanti libri, tutti meritevoli di attenzione. E’mancato all’età di 93 anni . Una vita interamente spesa per la libertà e la giustizia giusta , per un’Italia più civile. Dovremo guardare, pensando a Mauro,  ad un maestro che ci ha indicato la strada impervia da seguire , il sentiero da percorrere, magari in solitudine, per rimanere noi stessi anche in tempi in cui i diritti civili sono ignorati e calpestati, oltraggiando la Costituzione . Senza la lucida autorevolezza di Mellini ci sentiamo più soli, ma ancora più motivati ad essere e soprattutto a dimostrare il nostro essere disperatamente liberali. Quell’avverbio che il grande avvocato Francesco Carnelutti abbinava al suo amore di Patria, noi lo estendiamo anche all’amore per la libertà.

Le ragioni del Kurdistan

Alla conferenza stampa tenutasi venerdì 3 luglio alle h 11.30 presso il Polo del 900 sono intervenuti, come relatori: Firat AK in rappresentanza di Rete Kurdistan Italia, Giampiero Leo portavoce del Movimento interconfessionale “Noi siamo con voi”, Paolo Candelari rappresentante del coordinamento contro le atomiche, tutte le guerre e il terrorismo. Il dibattito è stato condotto dalla giornalista e saggista Laura Schrader.

Firat Ak ha enumerato le numerosissime violazioni dei diritti umani e della legalità compiute in Turchia, dove un governo, eletto una prima volta democraticamente, si è trasformato in un regime. Un regime intollerante all’interno verso le minoranze, nonché spregiudicato, imperialista, aggressivo all’esterno, in quanto Erdogan ha la mentalità e una politica da “Califfo neo ottomano”. La repressione e l’aggressione condotta contro le varie minoranze e in particolare quella Kurda – sia presente in Turchia che allocata fuori dai confini nazionali – rappresentano un elemento destabilizzante per tutto il Medio Oriente, nonché una vergogna per l’Occidente, la NATO e le organizzazioni internazionali che gli permettono di agire in questo modo. Noi chiediamo appoggio a tutte le forze politiche e a tutte le Istituzioni perché venga costituita una commissione, o un osservatorio internazionale, sui crimini compiuti dal governo e dalle forze armate turche, tanto in patria quanto nei territori esterni aggrediti. Le osservazioni e le richieste di Firat Ak sono state sustanziate da una puntuale e documentata “cronaca” della giornalista Laura Schrader.

Paolo Candelari e Giampiero Leo hanno illustrato i motivi dell’appoggio incondizionato alla causa Kurda da parte dei movimenti da loro rappresentati. Leo in particolare, ha affermato che “la c.d. real politik non salva i popoli ma li uccide”. l’indifferenza e l’inazione dei nostri governi e dell’Unione Europea verso clamorose violazioni dei diritti umani, quali quelle compiute dal governo turco verso i Kurdi e le altre minoranze accolte generosamente in quei territori, è ingiustificabile. Così come è ingiustificabile la sostanziale acquiescenza verso il governo cinese, per il trattamento che sta riservando alla popolazione di Hong Kong. Oggi noi tutti siamo convintamente a fianco del movimento antirazzista sviluppatosi negli USA e troviamo sacrosanta l’affermazione che “la vita di un nero vale. Nel contempo siamo sconvolti dal fatto che per le nostre autorità, l’opinione pubblica occidentale, e anche gran parte dell’informazione, sembra invece non valere nulla la vita di tanti altri esseri umani, a partire da bambini, donne e uomini Kurdi, Armeni, Yazidi, Cristiani ecc., che ogni giorno cadono vittime dei bombardamenti o delle feroci milizia jadiste riorganizzate dalla Turchia!”

Osserva ancora Leo: “Per questo, anche se siamo pochi e poco ascoltati, dobbiamo mobilitarci per sviluppare un forte movimento di solidarietà a favore di quella parte dell’umanità, a partire da quella succitata, che subisce ogni forma di violenza e sopraffazione. Se non ci riusciremo, avremo tradito loro, ma anche, egualmente, noi stessi e la nostra dignità di esseri umani”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato oltre ai 4 relatori – 22/23 ospiti (di più non era permesso a causa delle norme covid) – fra i quali la segretaria dei Radicali Italiani Patrizia De Grazia, il sen. Gian Giacomo Migone, ed altri esponenti e leaders di movimenti e associazioni pro diritti umani. Una adesione ufficiale ed un saluto sono giunti dal Presidente della Regione Alberto Cirio, dal ex Presidente del Consiglio Mauro Laus, dall’assessore regionale Maurizio Marrone, dai consiglieri regionali Silvio Magliano e Daniele Valle, dal segretario provinciale del PD Mimmo Carretta.

 

La liberissima democrazia degli anni Sessanta

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Nel luglio del 1960 ci fu  in Italia il governo Tambroni  con il sostegno del MSI. Tambroni era una seconda fila democristiana, come mi disse Vittorio  Badini Confalonieri, era  un onesto avvocato di provincia, non era certamente uno statista. Venne imposto come presidente del Consiglio da Gronchi, un Presidente della Repubblica molto decisionista, del tutto diverso dal  predecessore Luigi Einaudi 

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Nello stesso luglio era previsto il Congresso nazionale del Movimento Sociale a Genova , congresso considerato  a priori un’offesa alla Resistenza e ad una città medaglia d’oro. L’appoggio del MSI al governo e il congresso di Genova fece esplodere incandescenti polemiche. La sinistra scese in piazza massicciamente e ci furono gravi incidenti con delle vittime in Emilia. La polizia venne accusata di aver ucciso dei manifestanti. Togliatti adottò la figlia di uno dei manifestanti comunisti  caduti. Anche Guareschi accennò a quei fatti. In realtà  Tambroni non era certo una minaccia alla democrazia, se non per  i soliti Parri e Antonicelli, accecati dalla faziosità, sempre pronti a scendere in piazza.
Era  solo una persona inadeguata al ruolo. Anche la FIVL si schierò con l’ANPI  nelle manifestazioni  di piazza per impedire il congresso missino e far cadere il governo,  ma il senatore e generale  Raffaele Cadorna, comandante  del Corpo dei Volontari della Libertà nella Resistenza  e presidente  nazionale della FIVL, steccò nel coro e dichiarò che non si potevano vietare congressi di partiti con parlamentari eletti attraverso  una sommossa di piazza che diventava automaticamente eversiva. Il diritto costituzionale a riunirsi doveva essere tutelato e non oppresso dagli uomini della Resistenza. Cadorna dovette dimettersi da presidente a causa delle critiche e degli insulti ricevuti. Ma la sua presa di posizione era indicativa di un antifascismo non fazioso, storicamente rivissuto attraverso le garanzie costituzionali repubblicane. Un antifascismo liberale. Cadorna veniva da una famiglia di patrioti risorgimentali e fu a capo della Resistenza come comandante generale designato dal governo legittimo del Regno Sud. Non poteva mescolarsi con gli agitatori di piazza, come mi disse una volta quando lo incontrai a Pallanza dove si era ritirato.  A distanza di tante decine d’anni credo che si possa dire che avesse ragione  il generale Cadorna e avessero torto gli altri. Poi il governo Tambroni cadde in Parlamento, come avviene in una libera democrazia e il nuovo governo fu presieduto da Fanfani che nel 1963 fece il centro-sinistra con l’appoggio dei socialisti . Fanfani volle come ministro degli Interni Mario Scelba, padre della legge contro la ricostituzione  del partito fascista , ma anche  ministro accusato di essere  stato istigatore di una Celere molto repressiva  negli Anni 50 . Conobbi Scelba nel 1970 quando era Presidente del Parlamento Europeo e trassi l’impressione di aver conosciuto un sincero democratico, un cattolico democratico fedele a don Sturzo. Uno statista di alto livello. Quella degli Anni 60 fu una liberissima democrazia che non è stata abbastanza considerata. Soffermarsi solo  sul luglio 1960 e’ un errore storico . Tra l’altro , andrebbe ricordato che, paradossalmente ,il MSI fu un partito  che faceva congressi democratici in cui si scontravano idee e persone. In assoluta libertà. Niente tessere comprate, tanto per capirci , come avverrà in altri partiti. Forse solo da Fiuggi in poi, con Fini,  l’ex MSI perse l’abitudine di discutere e fini’ in malo modo,  incagliandosi nella villa di Montecarlo. Era un ex MSI divenuto antifascista  che vedeva nel fascismo il male assoluto , come diceva Fini. I partiti degli Anni 60 erano partiti puliti in cui il valore delle idee era  largamente il metro del dibattito. Io ho vissuto giovanissimo il luglio 60. Anche a Torino c’era un clima pesante. Mio padre mi telefonò da Parigi, ordinandomi di stare in casa, di non uscire,  senza darmi spiegazioni, se non sommarie. Incredibilmente proprio in quei giorni io avevo sentito per la prima volta In segreto  un disco, venduto insieme ad un giornale,  di un discorso di Mussolini che mi colpì molto. Avevo sentito parlare spesso del Duce, ma non sapevo nulla di lui. La mia famiglia era antifascista da sempre. La sua oratoria mi colpì’ fortemente, anche se colsi, sia pure in modo ancora confuso, che il fascismo era una dittatura oppressiva e, direi oggi, populista,   incompatibile con i valori della libertà, come mi disse mio nonno, criticando il fatto che avessi ascoltato quel disco. Strano destino di un giovane solitario  che nel luglio 1960 ascoltò la voce del Duce. Da allora in poi  cercai di dedicarmi agli studi storici anche e oltre la scuola con una passione sempre più forte  e decisi che sarei diventato professore di storia, come poi mi accadde. I miei interessi per la storia nacquero dall’ascolto di quel disco che mi incuriosì  e mi indusse a conoscere la storia più recente. Non fu facile per un giovane districarsi nel labirinto delle celebrazioni acritiche. L’amicizia con il partigiano Valdo Fusi che frequentava la nostra casa, fu preziosissima a farmi capire cosa fosse la storia e cosa fosse l’ideologia. Poi arrivò il 68 e tutto fu molto più chiaro: il fanatismo politico divenne violenza e cercò di travolgere la democrazia.
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Niente bagaglio a mano in aereo? Una idiozia assoluta

Di Augusto Grandi / Ryanair non si è mai contraddistinta per una particolare attenzione nei confronti dei passeggeri dei suoi voli low-cost.

Eppure è difficile dare torto ad Eddie Wilson, l’amministratore delegato della compagnia aerea, quando critica il colpo di genio delle autorità italiane che hanno vietato l’utilizzo delle cappelliere, dove sistemare il bagaglio a mano, sui voli italiani. Un branco di incompetenti, è il giudizio di Wilson…

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Niente bagaglio a mano in aereo? Una idiozia assoluta, secondo Ryanair (ed il buon senso)

#stopusura #insiemecontrolusura

Questo applicando le leggi statali 108 del 7 marzo 1996 e 3 del 27 gennaio 2012 e la legge regionale 8 del 19 giugno 2017. Spiegano l’iniziativa,  Giorgio Bertola e Gianluca Gavazza, componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale delegati alla presidenza dell’Osservatorio.“L’allarme usura preoccupa le istituzioni e le associazioni che si occupano di questo fenomeno – afferma Bertola -. Approfittando della crisi economica e sociale in corso a causa della pandemia da Covid-19, le organizzazioni criminali si stanno dando un gran da fare per estendere il giro dei loro affari illegali, compreso quello legato all’usura. Si presentano da commercianti e imprenditori, stremati dalla situazione di blocco delle attività e dal calo di degli incassi, ma non delle spese e dei costi per il mantenimento della stessa impresa lavorativa, per proporre il loro pericoloso aiuto. Il modus operandi è sempre lo stesso, dapprima lo strozzino conquista la fiducia della vittima disperata, ma quella che inizialmente può sembrare la mano tesa di un amico, si trasforma presto nella presa soffocante dell’usuraio, da cui diventa difficile uscire. È bene sapere in queste circostanze che non si è soli. Sin dai primi contatti con persone sospette che offrono soccorso insperato, come l’acquisto di una attività in crisi per pochi soldi o il prestito di denaro con tassi elevatissimi, bisogna far riferimento alle forze dell’ordine e denunciare l’accaduto. Per le situazioni critiche esistono sul territorio piemontese diverse associazioni come La Scialuppa e le Fondazioni Operti e San Matteo in grado di fornire consulenza professionale ai soggetti oltre che modalità concrete sia per uscire dalla crisi emergenziale sia dal racket dell’usura. Altre associazioni come Libera o istituti come l’Ires Piemonte e istituzioni come lo stesso Consiglio regionale con l’Osservatorio si occupano di fornire preziose informazioni per tutta la cittadinanza oltre che a sensibilizzare e a far conoscere le insidie che si nascondono dietro usura e sovraindebitamento. Oggi più che mai è fondamentale la sinergia che viene messa in campo tra questi enti perché l’ombra ‘dello strozzinaggio’ si allunga su difficoltà e disperazione dilaganti a causa dell’emergenza del momento.”

Secondo Gavazza, “il pericolo di ‘avvicinamenti’ e di ‘pressioni’ da parte della criminalità nei confronti di semplici cittadini, ma soprattutto di imprenditori che si trovano in difficoltà è molto elevato, specie in questo momento di emergenza socio-economica post pandemia. Lo conferma anche l’indagine condotta da Ascom Confcommercio dalla quale si evince una forte dose di rassegnazione e sfiducia sulle 800 aziende intervistate. La crisi economica ha già rilevato una vasta zona d’ombra, dove rischia di insediarsi e rafforzarsi la criminalità attraverso l’usura, le estorsioni o le acquisizioni illecite in danno di aziende in difficoltà. Riponiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e delle Forze dell’ordine, che dimostrano concreta vicinanza con il quotidiano impegno nella repressione dei fenomeni criminali. Mai come ora, l’Osservatorio regionale continuerà a favorire lo sviluppo di attività educative responsabili, ispirate alla conoscenza e al rispetto della legalità, pianificando proprio ‘percorsi di legalità’, ovvero di educazione economica, finanziaria e di cultura d’impresa, rivolta anche e soprattutto ai giovani con il sostegno delle Forze dell’ordine, psicologi e criminologi per condividere un percorso di conoscenza didattica. Sono convinto che, mai come in questo momento, vadano individuate ulteriori attività formative rivolte agli studenti delle scuole a tutti i livelli, iniziando da quelle più vicine alle famiglie, per generare consapevolezza economica su temi quali il denaro, la finanza, il sovra-indebitamento, l’usura e la cultura d’impresa, ricorrendo anche a dei format specifici affiancati a seminari formativi con visite presso le terre confiscate alla mafia. Per quanto riguarda il sistema di supporto alle vittime di estorsione e di usura – reso possibile grazie alle associazioni che fanno parte dell’Osservatorio – deve continuare ad essere in grado di fornire una risposta tempestiva, che possa tradursi anche nell’incoraggiamento a percorrere fino in fondo la strada della legalità, nella consapevolezza che ‘chi conosce denuncia e sceglie di vivere’”.

Sul territorio regionale operano diversi enti che si occupano di aiutare chi vuole sfuggire alla morsa dell’usura sotto ogni punto di vista. Viene dato supporto psicologicogiudiziario e finanziarioanche a soggetti che non sono nelle normali condizioni di poter ottenere dei prestiti in banca.

In particolare, assicurando la tutela della privacy, si possono aiutare:

  • le vittime del reato di usura e di estorsione,
  • i soggetti a rischio di usura o di sovra indebitamento,
  • i soggetti in stato di sovra indebitamento.

Questo l’elenco degli enti ai quali rivolgersi.

Fondazione Don Mario Operti Onlus

Via S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, 22, 10152 Torino TO

Telefono: 011 563 6910

Email: segreteria@fondazioneoperti.it

La Scialuppa CRT onlus – Fondazione Anti USURA

via Nizza, 150, 10126 Torino

Telefono 011.19410104, Fax 011.0208903

Email lascialuppacrtonlus@unicredit.eu

(sedi anche ad Alessandria, Aosta, Asti, Biella, Cuneo, Ivrea, Novara, Verbania e Vercelli)

Fondazione San Matteo – Insieme contro l’usura ONLUS

Via delle Rosine, 11 – 10123 Torino

Tel. 011.8390846 – 011.8390820 Fax: 011/812.94.71

email: segreteria@fondazionesanmatteo.it

Fondazione San Martino Antiusura

Via Lorenzo Preosi, 3 – Tortona (Al)

Tel. 0131 867350 Fax 0131 822963

sanmartinoantiusura@gmail.com

Fondazione San Gaudenzio Onlus

presso Caritas Diocesana – Via San Gaudenzio, 11 Novara

Tel. 0321 661685 Cell. 346 5213344

info@fondazionesangaudenzio.org

Cambio ai vertici del Leo Club Torino Host

In seguito alle elezioni per il rinnovo del direttivo

Nella giornata del primo luglio presso il ristorante Piazza dei Mestieri a Torino vi è stata la consueta cerimonia del passaggio di consegne e della campana tra il presidente uscente e presidente eletto dell’associazione di volontariato e beneficenza attiva sul territorio Torinese

Alberto Sangalli andrà a guidare il club con un ottica di un grande rinnovamento sia dal punto di vista dei soci, grazie all’ingresso di nuove capaci leve, che nella continua ricerca di service al servizio della comunità. 


Nel corso della serata inoltre, alla presenza del presidente del Distretto Lions 108 IA 1 Giancarlo Somà e la Presidente del Distretto Leo 108 IA1 Giulia Marengo, ha visto un cambio ai vertici anche del club padrino, Lions Club Torino Host Regio, infatti il nuovo presidente per l’anno sociale 2020/21 sarà Massimiliano Molino oltre che all’ingresso di 2 nuovi soci Leo e Lions

Il nuovo presidente del Leo Club Torino Host, Alberto Sangalli, ha scelto il nuovo direttivo così composto: vice presidente Matteo Martelli; segretario Ferdinando Cimato; tesoriere Francesco Rizzuto; cerimoniere Marco Sessa

Immediate da parte dei Leo le felicitazioni al nuovo presidente Lions ed al suo direttivo con l’augurio di confermare sempre la preziosa e proficua collaborazione sul solco degli scorsi anni sociali.

Il centenario di Gino Apostolo

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / Gino Apostolo è stato un grande giornalista italiano. Nato nel 1920, dal 1946 si iscrisse all’Ordine dei Giornalisti perché il suo antifascismo non gli consentiva di scrivere. Aveva esordito nel cinema con ”Fuga in Francia“ con la regia di Mario Soldati che me lo fece conoscere nei primissimi Anni 70. Io allora ero alle prime armi  e dirigevo il settimanale “Torino giorni“. Gino per amicizia si mise ad insegnarmi come dovevo impaginare il giornale 

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Lezioni pratiche che mi sono servite molto. Era un uomo semplice e schietto. Poi mi capito’ anche di conoscere sua figlia Claudia, mia allieva e futura giornalista in Rai, una ragazza di viva intelligenza. Gino era redattore della “Stampa“ per la cronaca giudiziaria un compito delicatissimo che poteva rovinare per sempre  con un articolo la reputazione di una persona come accadrà con Travaglio ed altri. Di questo Gino era ben consapevole, aveva scrupoli morali precisi che gli facevano molto onore. Apostolo fu sempre molto attento ed equilibrato, direi sempre equo e prudente. Non cercò mai lo scoop. E questo è un merito che lo distingue e fa di lui un maestro di giornalismo. Mi è stato anche vicino per anni per il Centro Pannunzio che non poteva frequentare, ma che sentiva vicino alle sue idee di liberal- socialista. Si è molto dedicato alla tutela dei giornalisti ricoprendo cariche nazionali nell’Ordine fino a tarda età, malgrado una malattia lo avesse debilitato. Era un uomo di animo gentile e disponibile con cui si poteva parlare. Sarebbe giusto celebrarlo come attore e giornalista. La sua gentilezza era quasi inversamente proporzionale alla sua corporatura  imponente. Di lui mi parlò molte volte  assai bene Ferruccio Borio che fu redattore capo della Cronaca della “Stampa” e anche il comune amico Edo Ballone. Un mondo giornalistico che non esiste più perché quello stile è evaporato. Oggi ci sono, come diceva Salvatore Tropea in anni passati, soprattutto persone a libro paga che imperversano e screditano il vero  giornalismo.
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