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Ruffino (Azione): “Sanità in ritardo, la nutrizione oncologica diventi un diritto, non un privilegio”

“La nutrizione come parte integrante della cura oncologica non è un supporto secondario ma una componente essenziale della presa in carico della persona. Per questo motivo per Azione è doveroso agire su tre piani: normativo, inserendo nei LEA le prestazioni nutrizionali specifiche per i pazienti oncologici affinché diventino un diritto esigibile e non una concessione; organizzativo, garantendo che ogni centro oncologico abbia equipe multidisciplinari; formativo, creando percorsi di aggiornamento obbligatori”.
Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata di Azione, intervenuta alla Camera in merito alle mozioni sui percorsi nutrizionali per i pazienti oncologici.
“Un paziente malnutrito – prosegue Ruffino – risponde peggio e più lentamente alle terapie: questo ha un costo umano e sanitario enorme. Eppure nel nostro Paese la valutazione nutrizionale non è ancora stata inserita in modo sistematico nei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali. Abbiamo costruito un sistema eccellente nella fase acuta, ma fragile nella prevenzione, nella riabilitazione e nell’accompagnamento e la nutrizione clinica si trova in quella zona dimenticata tra la cura e la vita quotidiana.
Inoltre, ogni regione agisce per conto proprio, ogni ospedale agisce in autonomia: il diritto alla Salute non può avere confini geografici”.
Secondo Ruffino “investire in nutrizione significa ridurre complicanze, accorciare i ricoveri e migliorare gli esiti. Curare non è solo somministrare una terapia, ma accompagnare una persona nel suo cammino di cura: la sanità del futuro deve essere diversa, più prossima, più equa e più integrata”.

Tubercolosi al Neruda, due interrogazioni

Sul focolaio di tubercolosi nella scuola occupata/Spazio popolare Neruda, sono state presentate due interrogazioni alla Giunta regionale: una di Fabrizio Ricca (Lega) “per sapere se e quali azioni immediate intenda intraprendere, per quanto di competenza, per tutelare la salute dei cittadini, garantire i controlli igienico-sanitari nelle strutture occupate e prevenire ulteriori rischi legati a situazioni analoghe presenti nel territorio piemontese”; l’altra di Alice Ravinale (Avs) “per chiedere se a fronte dell’allarme sanitario che si è diffuso negli ultimi giorni, non ritenga opportuno accelerare, anche mediante la presa in carico senza necessità di impegnative, l’esecuzione dello screening sanitario della popolazione esposta ai casi di tubercolosi avvenuti a partire da fine agosto presso l’immobile di corso Ciriè 7 a Torino”.

“Al momento risultano positivi alla tubercolosi tre adulti e tre bambini – ha risposto l’assessore Gian Luca Vignale, leggendo una nota del collega Federico Riboldi – come accertato dal servizio di sorveglianza sanitaria dell’Asl Città di Torino. Il Dipartimento di prevenzione dell’Asl, a causa della peculiarità del luogo e dell’ambiente, ha richiesto al Comune di Torino di verificarne la possibilità di accesso in sicurezza, stante la decennale condizione di occupazione abusiva e impossibilità di accesso istituzionale, dello Spazio popolare Neruda dove si è verificato il focolaio. Questo allo scopo di procedere ad una valutazione dell’idoneità igienica e al completamento dell’indagine epidemiologica. Il Dipartimento, se consentito dagli occupanti, accederà allo Spazio Neruda nella struttura. Per limitare le epidemie di tubercolosi è fondamentale una combinazione di strategie: diagnosi precoce dell’infezione nei soggetti a rischio; sorveglianza dei soggetti attraverso screening e monitoraggio dei contatti stretti; isolamento dei pazienti con forma attiva per prevenire la diffusione del contagio.

Sono anche in fase di adozione misure di sensibilizzazione per i sindaci a comunicare tempestivamente le situazioni potenzialmente a rischio e a mettere in atto le misure necessarie per consentire gli interventi finalizzati ad individuare tempestivamente la malattia ed assicurarne il controllo”.

Nel corso del question time è stata data anche risposta  alle interrogazioni: 695 “Verifica del rispetto dei limiti di legge per i mercatini organizzati nell’ambito di progetti contro la povertà nel Comune di Torino”, presentata da Fabrizio Ricca (Lega); 713 “Modalità di integrazione e supporto alla Sanità pubblica da parte del Poliambulatorio Medico Specialistico Monferrato di Montiglio Monferrato (AT)” di Fabio Isnardi (Pd); 714 “Tempi per la nomina del rappresentante delle associazioni agricole nel Consiglio dell’Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime” di Giulia Marro (Avs); 715 “Congelamento dei contributi per persone non autosufficienti nei Comuni del CISA 31e ritardi regionali nei trasferimenti per la non autosufficienza” di Valentina Cera (Avs); 716 “Nuovo Pronto Soccorso Ospedale Civico di Ovada, completamento dei lavori di riqualificazione oppure nuovi progetti?” di Domenico Ravetti (Pd); 717 “Aree interne piemontesi SNAI vecchie e nuove. Quale futuro?” di Emanuela Verzella (Pd); 718 “Tutela della sicurezza pubblica e della fauna domestica a seguito dell’uccisione del cane Rocky da parte di un cacciatore nel Comune di Cumiana (TO), quali misure urgenti?” di Disabato (M5s); 720 “Difficoltà di prenotazione degli anziani delle prestazioni sanitarie quali misure urgenti? 27.10.2025” di Alberto Unia (M5s).

Lista Cirio: “Contributi sul trasporto pubblico per i giovani sportivi eccellenti”

“Sostegno alle famiglie e agli sport meno blasonati”

Il Consiglio regionale ha approvato questa mattina l’Ordine del Giorno presentato da Elena Rocchi, e sottoscritto da Silvio Magliano, Sergio Bartoli e Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente): l’atto impegna la Giunta regionale a istituire, con il coinvolgimento delle Federazioni sportive, contributi per il trasporto pubblico da destinare ai giovani atleti di alto livello e di interesse nazionale per gli spostamenti verso il luogo di allenamento e quelli di gara.

 

Spiegano Magliano, Bartoli e Castello: “Non in tutti gli sport, infatti, sono le società a organizzare gli spostamenti per i loro tesserati, soprattutto nelle discipline meno note e meno conosciute dal grande pubblico: nelle categorie giovanili non succede nemmeno negli sport più blasonati. I ragazzi devono, quindi, raggiungere autonomamente palazzetti, palestre e campi sportivi, in molti casi situati fuori dalla provincia in cui risiedono. Si tratta di situazioni difficili da gestire per le famiglie, soprattutto per chi non abita nei grandi centri, sia dal punto di vista logistico sia da quello economico”.

Il progetto sperimentale “Giovani atleti di alto livello” permette a studentesse e studenti della scuola secondaria di secondo grado, statale e paritaria, impegnati in attività sportive di rilievo nazionale di conciliare il percorso scolastico con quello agonistico attraverso la formulazione di un Percorso Formativo Personalizzato (PFP).

I Giovani atleti di interesse nazionale sono invece sportivi già inseriti stabilmente, a cura delle proprie Federazioni, nei circuiti delle nazionali e partecipano a competizioni sportive con la maglia azzurra.

In Piemonte i Giovani atleti di alto livello sono 4145 iscritti a 192 istituti scolastici – commentano ancora i Consiglieri-; aiutare i giovani a perseguire i propri obiettivi in ambito sportivo, superando eventuali difficoltà economiche della famiglia, rappresenta un fattore di crescita per tutto il movimento sportivo, in particolare le discipline meno note, lontane dai riflettori, che faticano ad attrarre attenzione, a reperire risorse e a coinvolgere nuovi atleti“.

Concludono Magliano, Bartoli e Castello: “Se, come diceva Nelson Mandela, un vincente è un sognatore che non si è mai arreso, aiutiamo i nostri giovani più talentuosi a perseguire i propri sogni, dimostrando loro che le pari opportunità non sono solo tratti di penna lasciati sulla carta dal legislatore, ma il nostro modo di disegnare il futuro della nostra comunità”.

Salario minimo, Pd: “A Rivoli è realtà”

A 𝐑𝐢𝐯𝐨𝐥𝐢 è stata approvata l’introduzione del 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐨 di 9 euro l’ora per lavoratori e lavoratrici in tutti i bandi di gara per l’affidamento in concessione o assegnazione degli 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢.

Questo risultato è frutto di una mozione presentata dal 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐏𝐃 e dalla maggioranza di centrosinistra e 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞.

Una misura concreta e immediata a Rivoli, con la speranza che il governo nazionale decida di renderlo realtà in ogni azienda del Paese.

Quando si parla di salario minimo non si sta parlando di un dettaglio tecnico, né di un cavillo sindacale. Si parla della 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐚̀ delle persone, del valore del lavoro, della giustizia sociale. La mozione approvata in Consiglio Comunale non indebolisce i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), non li sostituisce, non li mette in discussione. Al contrario: li integra, li rafforza, li sostiene.

Il salario minimo è una rete di 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚. Una soglia sotto la quale non si può scendere, mai. 𝐸̀ 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑡𝑒𝑡𝑡𝑜. Significa che nessun lavoratore e nessuna lavoratrice potrà essere pagato meno di quanto stabilito come dignitoso. Ma i CCNL restano il luogo dove si costruisce di più: dove si aggiungono tutele, diritti, garanzie.

Oggi, troppe persone 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞. Troppe famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese nonostante il loro impegno quotidiano.

Questo non è accettabile in un Paese che vuole dirsi civile e moderno. Il salario minimo serve a fermare quelle aziende che competono al ribasso, sfruttando la fragilità dei lavoratori più deboli. Serve a dire con chiarezza che in Italia nessun lavoro può valere meno della dignità. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐮𝐧 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐟𝐫𝐚.”

Ricordiamo che le sedute del Consiglio Comunale sono aperte al pubblico presso la sede di via Capra 27 e disponibili in diretta streaming sul canale YouTube della Città di Rivoli. Il Consiglio Comunale si riunirà nuovamente mercoledì 29 e giovedì 30 ottobre dalle ore 19:00.

Gruppo Consiliare PD Rivoli

FdI Rivoli: “Mai confondere la scuola con un palcoscenico per la propaganda”

Il post di Fratelli d’Italia Circolo di Rivoli a proposito di un incontro svoltosi in un istituto scolastico torinese nei giorni scorsi

Bufala? No. Si tratta di un comunicato reale, arrivato dalla scuola ad un papà simpatizzante del circolo di Rivoli.

Si continua purtroppo a confondere la scuola con un palcoscenico per la propaganda.
Eventi e incontri che dovrebbero servire a formare coscienze libere e critiche si trasformano sempre più spesso in strumenti di orientamento ideologico, mascherati da momenti culturali o di testimonianza.

È grave vedere come, dietro manifestazioni sostenute o promosse da esponenti istituzionali, trovino spazio gruppi e ambienti che hanno vicinanza a realtà radicali o coinvolte in episodi di violenza (come per esempio Askatasuna). Intanto le nostre città devono affrontare problemi ben più concreti: aggressioni alle forze dell’ordine, spaccio diffuso, quartieri sotto pressione e un senso crescente di insicurezza.

È singolare che, invece di offrire ai ragazzi immagini di società che vivono nella legalità o esempi autentici di vita e di servizio, come la testimonianza di una madre che ha perso un figlio per droga, quella di un poliziotto ferito in servizio o di una donna vittima di violenza, si scelga di portare in aula figure e movimenti che da settimane occupano le cronache politiche e mediatiche per iniziative dal chiaro ed inequivocabile spirito ideologico e politico oltre che palesemente inefficaci e pericolose.

Forse qualcuno ha già iniziato la propria campagna elettorale… e lo fa tra i banchi di scuola!
La scuola non deve essere un’arena politica, ma il luogo dove INSEGNARE A PENSARE, NON A COSA PENSARE!

E la domanda sorge spontanea: chi sarà il prossimo “ospite”? Forse la Salis? o un “povero” trafficante di esseri umani?
Ci si chiede poi perché scuola e università restino lontane e disconnesse dal mondo del lavoro. La risposta è evidente: troppo spesso sono usate come strumenti di propaganda, e sempre meno come percorsi di vera formazione e crescita.
Tutto questo è inaccettabile.

Nicola Carlone

Coordinatore Fratelli d’Italia Rivoli

La deriva di sinistra del centrosinistra e la realtà trumpiana

Landini continua ad urlare ma mi sa che la Cgil è isolata da Uil e Cisl. Magari hanno torto, ma chi è isolata è la Cgil. Sembrerebbe molto peggio di quel che si pensi. Oramai il quasi 70% degli iscritti sono pensionati e gli unici compagni di strada sono i Cobas grandi amici dei centri sociali.  Deriva di sinistra del centro sinistra. Con i riformisti del PD che , riuniti a Milano cercano di modificare la rotta puntando al centro. E tante ma tante liste civiche  che vogliono dire la loro. Come il mio amico Pino Demichele che rispolvera i vecchi tempi di oltre 30 anni fa con Alleanza per Torino che  espresse il primo sindaco laico, il Prof Castellani. Ora la missione è blindare il Sindaco attuale Lo Russo e per l’appunto cercare di spostare l’asse politico al centro.
Chi non ci sta assolutamente è Chiara Appendino. Si è pure dimessa da vice nazionale pentastellata. Al grido opposizione opposizione! Una Chiara Appendino tutt’altro che isolata.  Tra i suoi sodali Bossuto, del resto mio carissimo amico da oltre 20 anni e da più di 35 in politica ed ottimo scrittore. Va  bene… contenti tutti.
Per ora, mi pare, tanta confusione. Non che a destra il clima sia migliore. Sulla finanziaria tre posizioni diverse. Da una parte Salvini dall’altra Tajani e la Meloni sempre più innamorata di Trump. Del resto, come si è sempre detto: al cuore non si comanda. L’amore ha sempre avuto una dimensione onirica ed irrazionale. Amore ricambiato da Trump. Ogni volta che si incontrano baci e abbracci. Sono soddisfazioni. Ed entrambi che sostengono di essere la coppia più bella del mondo.  Sarebbe bello che questo amore fosse fondamentale per fare la Pace nel Mondo. E qui sta la “genialità” del Presidente Usa: basta inventarsi tutto e poi.., altra genialata dire: la verità non esiste più, c’è la post-verita’. Ho cercato nella mia memoria di studi liceali di filosofia ma un concetto simile è la prima volta che lo sento. Tradotto: loro fanno quello che vogliono e quando vogliono. Basta inventarsi la realtà, altro che interpretarla. Con l’intelligenza artificiale e le false notizie il gioco è fatto.  Siamo proprio messi male. Continua la guerra in Palestina e continua in Ucraina e per Trump il gioco è semplice. Colpa degli altri. Soprattutto quello che dice oggi viene smentito domani e nessuno si può permettere di sottolinearlo. Viceversa subito bollato di essere un nemico della Patria. Siamo proprio, proprio messi male. Ultima cosa. Il giornalista Ranucci è giustamente diventato un eroe. Concretamente per essere solidali con lui basta ritirare le 220 querele che pendono sulla sua testa. Vedremo che succederà.
PATRIZIO TOSETTO

Via Carcano, esposto di FdI contro il “suk”

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“CONTRO LA PROROGA ILLEGITTIMA”

“Questa mattina abbiamo voluto effettuare un sopralluogo con i cittadini in via Carcano dal momento che sono formalmente scadute le giornate permesse per l’apertura del Suk. Lo abbiamo trovato aperto e con molti venditori senza cartellino esposto. Per questo motivo abbiamo pronto l’esposto penale presso la Procura della Repubblica di Torino relativo alla proroga illegittima della concessione di via Carcano – ad annunciarlo sono la vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli e i consiglieri di Fratelli d’Italia della Circoscrizione 7, con la capogruppo Patrizia Alessi, Domenico Giovannini e Francesco Caria.

“Chiediamo alla magistratura di accertare eventuali reati connessi alla proroga del servizio di gestione affidato all’associazione ViviBalon – spiegano – in violazione della legge regionale 28/1999, così come modificata dalla L.r. 9/2025, che limita a 12 giornate annue le aperture dei cosiddetti mercatini dell’usato su area pubblica, salvo specifica deroga approvata dalla Giunta regionale. Dopo il 19 ottobre, dodicesima giornata consentita, ogni apertura ulteriore rappresenta una violazione della legge regionale.”

Nel documento depositato si evidenzia che il Comune di Torino, con una determinazione dirigenziale del 14 agosto 2025, ha prorogato di un anno la concessione del mercato in via Carcano “alle condizioni previste dalla concessione vigente”, cioè per oltre cento giornate annue e fino a 400 stalli per espositori. “Un atto – proseguono i consiglieri – che l’Amministrazione Lo Russo ha adottato sapendo che la nuova normativa regionale, in vigore dal 25 luglio, non consente più di dodici giornate l’anno. È scritto nero su bianco nelle premesse del provvedimento, eppure il Comune ha deciso di procedere ugualmente, senza alcuna deroga approvata dalla Regione Piemonte.”

“Chiediamo che la Procura – continuano Montaruli, Alessi, Giovannini e Caria – accerti se vi siano gli estremi di abuso d’ufficio, omissione o rifiuto di atti d’ufficio, violazioni delle norme sulla concorrenza e sulla corretta gestione delle concessioni pubbliche, nonché eventuali condotte agevolanti attività di commercio non autorizzato o di vendita di merce di provenienza illecita.”

Dall’esposto emerge inoltre che, secondo le stime economiche, la prosecuzione del mercato oltre i limiti di legge potrebbe determinare un illecito arricchimento per l’associazione concessionaria stimabile in oltre 6.000 euro per giornata di apertura, pari a circa 624.000 euro annui derivanti dai pagamenti di espositori e ticket giornalieri.

“Non è accettabile – concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia – che il Comune di Torino proroghi un’attività in piena violazione di legge, favorendo un soggetto privato e ignorando i vincoli regionali. Il Suk di via Carcano deve chiudere: la legge è chiara, e da oggi la parola passa alla magistratura. Ci auguriamo che anche l’associazione ViviBalon voglia prendere atto della situazione e interrompere spontaneamente un’attività che, da metà ottobre, si svolge senza alcun titolo legittimo.”

Scontri Pro Pal Torino, Ravello: “Di pacifismo non c’è traccia”

“regia politica dietro le piazze Pro Pal”
“La misura è colma. Condanniamo con estrema fermezza gli scontri avvenuti a Torino in occasione della manifestazione contro la presenza del ministro Tajani: un atto di violenza organizzata, volto deliberatamente a creare tensione e delegittimare le Istituzioni e lo Stato. Se in Palestina si è giunti a un cessate il fuoco — pur ancora fragile — è anche grazie all’azione diplomatica internazionale che ha visto l’Italia e il Governo Meloni protagonisti in prima linea per una soluzione politica.
Chiedere una ferma condanna da parte della sinistra non serve più: il silenzio, l’ambiguità e la complicità politica parlano da soli. È ormai chiaro, anche sulla base dei recenti lavori parlamentari, che si tratta di piazze animate e dirette contro il Governo e Giorgia Meloni, con una regia politica evidente, che nulla ha a che vedere con il pacifismo o con una reale solidarietà alla causa palestinese. Di ‘Pro Pal’ non c’è nulla: solo odio, strumentalizzazione e violenza.
Un ringraziamento e un plauso alle Forze dell’Ordine, anche oggi con coraggio e professionalità al fianco dello Stato e della democrazia. Esprimo inoltre piena solidarietà e vicinanza al Ministro degli Esteri Antonio Tajani, agli amici di Forza Italia e agli agenti rimasti feriti negli scontri, sempre in prima linea nella difesa delle Istituzioni e per la sicurezza dei cittadini”.
Ad affermarlo Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.