“Oggi, dalle ore 18, parteciperemo come Radicali Italiani al concerto organizzato in Piazza Castello, a Torino, dalla comunità ucraina nel giorno della Festa nazionale dell’indipendenza dell’Ucraina” dichiarano in una nota Igor Boni e Giulio Manfredi, rispettivamente Presidente e Membro di giunta di Radicali Italiani.
Proseguono: “Sono più di vent’anni che denunciamo il regime illiberale di Vladimir Putin e anche oggi, in piazza, raccoglieremo le firme dei cittadini sul nostro appello “Putin all’Aja”, per l’incriminazione di Vladimir Putin da parte della Corte Penale Internazionale dell’Aja per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Ucraina”.
Concludono: “La campagna elettorale è appena iniziata e già Matteo Salvini mette in discussione il regime di sanzioni occidentali alla Russia. Radicali Italiani continuerà a battersi al fianco del popolo ucraino, contro l’aggressore russo, richiamando tutti i partiti politici italiani alle proprie responsabilità, passate presenti e future.”.
L’appello “Putin all’Aja” si può firmare a questo link:
https://radicali.it/campagne/putin-allaja/
L’enfant prodige di queste elezioni, anche se un po’ cresciutello, appare Carlo Calenda, considerato da alcuni come l’ago della bilancia e da altri poco oltre il tre per cento, malgrado l’alleanza con Renzi che gli ha consentito di presentarsi perché non sarebbe mai stato in grado di raccogliere le firme. Calenda è un colonnello senza truppe,se si esclude il 78 enne” soldato “( così si è dichiarato) Osvaldo Napoli ricandidato in più collegi. Anche la presenza femminile e’ assente con Calenda. E sta collezionando molti errori frutto di inesperienza ,ma anche di arroganza.
Il rinnovo del Parlamento dovrebbe essere il momento più alto nella vita del Paese a prescindere da chi vincerà le elezioni perché la qualità del Parlamento potrà dare leggi di riforma di grande rilievo che aiutino la economia e la società italiana a tenere il passo con la economia globale e con i grandi cambiamenti climatici . Purtroppo nella scelta dei partiti non prevale più la logica della qualità e della competenza ma quella della vicinanza al commissario regionale ..o altro