La Lega Salvini Collegno ha presentato un’interrogazione per segnalare la diffusione di affissioni non autorizzate e pertanto abusive di iniziative in corso presso lo stabile occupato nel Parco Dalla Chiesa ma la risposta ufficiale ricevuta e firmata dal Sindaco ha lasciato perplesso il Segretario cittadino e Capogruppo della Lega, Giovanni Parisi, che entra subito nel merito della questione:
“In città si trovano manifesti firmati per promuovere eventi abusivi ma per il Comune è <materialmente impossibile risalire all’autore dell’affissione> – Parisi continua – Una risposta davvero surreale. Ai cittadini comuni le multe, per gli squatter si chiudono così tanti occhi da rimanere ciechi davanti all’evidenza.”
Che Laura Pompeo sia candidata al Consiglio Regionale del Piemonte, dopo quasi dieci anni da assessore alla cultura e alle pari opportunità al Comune di Moncalieri, appare persino un’ovvietà. Nessuna donna o uomo è confrontabile a lei per cultura, impegno, intelligenza nel Pd in tutta l’area sud di Torino. Il suo è un lavoro quotidiano a cui ha sacrificato anche la carriera accademica di archeologa a fianco del suo maestro Giorgio Gullini. Eppure quello che sta accadendo è pura follia: nella stessa lista regionale c’è chi vorrebbe candidare altre due donne moncalieresi. Di follie e non solo follie se ne leggono tante: come il civico del Barolo Damilano che fugge da una candidatura europea appena si parla di Albertini in FI e vorrebbe imporre un suo dipendente candidato in Regione, malgrado il possibile conflitto di interessi con le acque minerali di cui è il re, sia lampante perché materia su cui legifera la Regione. Non c’è da stupirsi di nulla. La politica è diventata una maionese impazzita. Ma che il maschilismo moncalierese introduca il cannibalismo tra donne non era ancora accaduto. Non credo che questo sia femminismo: un eccesso di candidate donne porta solo confusione personalistica di bassissimo livello. La candidata legittima e titolata è una sola. Il Sindaco di Moncalieri dovrebbe capirlo o la candidata presidente o la segretaria del Pd dovrebbero farlo ragionare. Usare le donne per scopi strumentali è quanto di più lontano dalla parità. Le altre due candidate moncalieresi dovrebbero esse stesse fare una riflessione e capire che non possono accettare di farsi usare per scopi che hanno poco a che vedere con la politica.