BEE EXPERIENCE. Iniziativa dell’azienda agricola di Amalia Perlo, in alta valle Susa
Il progetto dell’architetto torinese Fabio Vignolo diventa realtà in Piemonte e offre opportunità
Lo chiamano turismo esperienziale, che in frazione Bessen Basso di Sauze di Cesana fa rima con “bee experience”, apiturismo. Vuol dire infilarsi in una casetta di legno collegata a otto arnie piene di api operose, il cui ronzìo, per la natura delle frequenze emesse, insieme agli aromi sprigionati dal miele e al panorama ammirabile dalla vetrata sulla vallata, produce nel visitatore, adagiato su comodi cuscini all’interno dell’abitacolo, una sensazione di benessere multisensoriale, avvolgente e unica.
Protagonista di questa innovativa proposta agrituristica è Amalia Perlo, che domenica 9 luglio ha inaugurato nella sua azienda agricola in alta valle Susa la prima “Be(e) Immerso” del Piemonte. Tra i primi, entusiasti sperimentatori il sindaco di Sauze di Cesana Maurizio Beria d’Argentina, il consigliere regionale Valter Marin e il direttore di Cia Agricoltori delle Alpi, Luigi Andreis.
«L’idea – racconta Amalia – è stata di mio figlio più piccolo, Simone, che insieme al fratello Cristian è il cuore pulsante dell’azienda. Grazie a lui ho conosciuto l’architetto torinese Fabio Vignolo, che nella primavera scorsa ha presentato questo suo progetto in esclusiva alla “Milano design week”, la rassegna del design più importante al mondo. All’inizio, la prospettiva di piazzare il modulo da me in azienda mi lasciava perplessa. Ma i giovani mi hanno fatto comprendere le straordinarie potenzialità della proposta ed oggi sono contenta di essermi messa in gioco».
La piccola impresa agricola di Amalia Perlo, a 1700 metri di altitudine, conosce bene i segreti del miele, che produce insieme a grano, orzo, fieno biologico, patate biologiche, genziana e genepy.
«Vedo che i turisti negli ultimi anni cercano esperienze esclusive – continua Amalia -, vogliono unire benessere fisico e mentale, con la degustazione e la scoperta di prodotti dei territori. Sono sempre più attenti alle tematiche ambientali e a ritrovare un rapporto diretto con la natura e le filiere agroalimentari di qualità. Per questo, credo sia una buona opportunità quella di diffondere la consapevolezza dell’importanza delle api quali insetti impollinatori e promotori della conservazione della biodiversità della flora alpina, mettendo insieme divulgazione e degustazione dei prodotti in un’unica esperienza multisensoriale».
Dello stesso avviso è anche l’architetto ideatore di questo progetto, Fabio Vignolo: «Da appassionato di natura e cultura alpina – osserva Vignolo – credo che il turismo alpino debba trovare altre vie, più sostenibili, oltre all’offerta invernale dello sci a tutti i costi e a quello estivo del mordi e fuggi giornaliero del fine settimana o della ricettività più formale degli alberghi e delle seconde case. Esistono aziende agricole che grazie al loro lavoro nei campi garantiscono un presidio sano di questi luoghi stupendi e la gestione del territorio. Attraverso la produzione di prodotti agricoli di qualità perpetuano valori della tradizione contadina e mantengono viva la montagna tutto l’anno».
Per adesso, la “bee experience” di Amalia Perlo è prenotabile per aperitivi esclusivi e momenti di assoluto relax, da godersi all’interno della casetta delle api, ma già si pensa alla possibilità di offrire anche il pernottamento.
«Le aziende come quella di Amalia – commenta il direttore di Cia Agricoltori delle Alpi, Luigi Andreis – rappresentano un orgoglio non solo per la nostra associazione, ma per l’intera categoria, che dimostra la capacità di sapersi innovare e di esplorare nuove strade. Queste imprese meritano il ringraziamento per il ruolo prezioso ed indispensabile che ricoprono per l’economia ed il presidio del territorio montano».
C’è un arcipelago nel cuore del Mar Mediterraneo che offre un mix affascinante di storia millenaria, paesaggi incantevoli e vivace cultura mediterranea. Se stai cercando una destinazione che abbia tutto, le isole di Malta, Gozo e Comino sono il posto giusto per te.
Sicuramente tutti dovrebbero assaggiare i pastizzi¸ il tipico street food maltese disponibile in molti bar per pochi spiccioli: si tratta di una sfoglia salata che nelle sue forme più classiche è ripiena di ricotta oppure di una saporita crema di piselli. Suggerisco di assaggiare anche la ftira, definito patrimonio immateriale, il pane maltese così importante per la cultura locale da essere acquisito tra i beni patrimonio Unesco. Grandi classici della tavola maltese sono inoltre le portate a base di coniglio e, quando è stagione, quelle con la lampuga, un pesce che si trova nei nostri mari soprattutto a settembre. Gli amanti del pesce devono in ogni caso non perdersi la località di Marsaxlokk: sul porticciolo dove sono attraccati i luzzu, i colorati pescherecci maltesi, si affacciano molti ristorantini di pesce che qui viene servito freschissimo, da degustare magari al termine di una passeggiata al mercato della domenica mattina.
Da EDIT si possono gustare (e produrre) eccellenti birre artigianali, ma è molto più di un pub. Si può scoprire cibo di qualità ma è molto più di un ristorante. Si possono ascoltare musica e comici di talento, ma è più di un club. Si può passare la notte in un EDIT loft quando si è in viaggio, ma è molto più di un bed&breakfast.
I suoi spazi ospiteranno sempre più forme diverse, nel contesto più informale e libero possibile.
