Sabato 9 aprile si inaugura il Welcome Tour® Pinerolo, il tour guidato della cittadina condotto da Theatrum Sabaudiae – operatore iscritto al Registro Incoming dell’ATL – che si è aggiudicato il servizio a seguito del bando promosso dall’ATL. L’iniziativa è stata realizzata da Turismo Torino e Provincia in accordo con il Comune di Pinerolo, socio dell’ATL.
Pinerolo – conosciuta soprattutto per essere la patria della Cavalleria e dell’equitazione oltre che del panettone ”classico piemontese”– potrà essere scoperta attraverso una passeggiata guidata nel suggestivo centro storico, tra vie medievali che hanno conservato intatto tutto il loro fascino, tra i palazzi del potere, conventi e monasteri ripercorrendo inoltre il periodo francese ricco di aneddoti primo fra tutti quello della Maschera di ferro, misterioso personaggio fatto imprigionare da Luigi XIV, scortato dai Tre Moschettieri.
Un percorso attraverso lo spazio e il tempo che culmina sul colle di San Maurizio, da cui godere di un panorama mozzafiato: la vista spazia dalla collina circostante, con le sue ville signorili e i suoi vigneti, alla città di Torino, dalla pianura pinerolese alle Alpi dove svetta, imponente, il Monviso.
Per Francesca Costarelli, Assessora al Turismo del Comune di Pinerolo: “Welcome Tour è un’occasione per raccontare le meraviglie di Pinerolo ai cittadini temporanei che ancora non ne conoscono il fascino, soprattutto a un pubblico di fruitori di lingua francese che ci auguriamo cresca sempre di più. Allo stesso tempo, con queste visite anche tanti pinerolesi avranno la possibilità di sentirsi viaggiatori in casa propria, per conoscere vie, palazzi e strade con uno sguardo nuovo. Un grande grazie a Turismo Torino e Provincia per la definizione di questo servizio che arricchisce l’offerta culturale e turistica della città“.
Welcome Tour® Pinerolo si svolge ogni secondo sabato del mese, a partire dal 9 aprile, alle ore 10.30. La visita guidata, in italiano e francese, dura circa due ore e può essere prenotata su www.turismotorino.org.
La partenza è dall’Ufficio del Turismo di via del Duomo 1. Costi: €14 intero, €11 ridotto per over 65, studenti under 25, Torino+Piemonte Card, Abbonamento Musei, MUPI card. Per informazioni: info.pinerolo@turismotorino.org – +39 0121.795589
“Siamo orgogliosi – sottolinea Marcella Gaspardone di Turismo Torino e Provincia – di aver contribuito alla definizione di un servizio di visita guidata per la città di Pinerolo, Comune nostro socio; tale iniziativa rappresenta un importante segnale per il nostro territorio ma anche, e soprattutto, per i nostri operatori turistici affinché il turismo ritorni a valorizzare il nostro tessuto economico-sociale legato a cultura e commercio“.
Parte del ricavato della serata andrà nelle casse della Croce Rossa e tutti i commensali riceveranno, come omaggio simbolico, una confezione contenente una tazzina da caffè della Linea Women in Coffee, progetto di sostenibilità sociale di Caffè Vergnano, e una lattina di caffè della linea Pink Collection.
della carne”, si continua con gli Gnocchi arrostiti croccanti con fave crude e mousseline di cipolla e caffè, “in cui quest’ultimo va ad aromatizzare una zuppa di cipolle, insieme all’aceto”, si prosegue con il Petto d’anatra, radici e salsa al pane profumata al caffè, “dove la salsa viene realizzata con pane raffermo prodotto con lievito madre e fondo aromatizzato al caffè”, e si termina con un Parfait alla liquirizia e tuile croccante al caffè, “piatto nel quale il caffè è presente nella sottilissima tuile, quasi dello spessore di un’ostia, assieme all’alga nori”.
Della famiglia delle “Theaceae”, la camelia è originaria delle zone tropicali dell’Asia e il nome, scelto nel ‘700 dal medico e botanico svedese Linneo, deriva dal nome latinizzato del missionario gesuita Georg Joseph Kamel (1661 -1706) che, per primo, importò la pianta dal Giappone. Assurta agli onori letterari e resa celebre dal romanzo di Alexandre Dumas figlio “La signora delle camelie” (1848), il fiore è da allora simbolo di costanza in amore, di grazia, di bellezza e devozione. Se bianca, significa “stima” e “ammirazione”. Se rosa, “amore” e “speranza”. A metterla in scena come merita (ricordiamo che, rigorosamente bianca, divenne anche il simbolo di Coco Chanel e della sua celebre “Maison”) sarà, sabato 2 aprile (ore 14,30) la “Fondazione Cosso” che al “Castello di Miradolo” presenterà ufficialmente il piano di recupero, tutela e valorizzazione del suo “Camelieto”, realizzato in collaborazione con “Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA)” e “Società Italiana della Camelia” di Verbania, con il contributo di “Fondazione Compagnia di San Paolo”. “Nell’ambiente protetto del Parco del Castello – spiegano Maria Luisa Cosso e Paola Eynard, presidente e vicepresidente della Fondazione – si trovano oltre 130 giovani esemplari di camelie propagate da piante vetuste appartenenti a due tra le collezioni più antiche e pregevoli d’Italia, provenienti dal giardino dell’ex ‘Albergo Eden’ di Verbania Pallanza e dal Parco di ‘Villa Durazzo Pallavicini’ di Genova Pegli. Alle camelie ottocentesche introdotte dalla Contessa Sofia Cacherano di Bricherasio, ultima discendente della famiglia e proprietaria della dimora fino al 1950, si affiancano così le nuove ‘cultivar’, recuperate e salvate dall’abbandono”. Il progetto di piantamento diffuso ha preso il via nel 2019 con l’obiettivo di mantenere e far sopravvivere un ingente patrimonio botanico formato per il 50% da esemplari unici in Italia. Nel 2020 è stato avviato lo studio e la caratterizzazione dei giovani esemplari introdotti nel Parco del Castello e di quelli già esistenti, da parte di un gruppo di esperti dell’ “Università degli Studi” di Torino guidati da Valentina Scariot, con la collaborazione dell’agronomo Andrea Corneo, presidente della “Società Italiana della Camelia”. Strano destino però quello del prezioso fiore orientale. Portato in Europa grazie agli Inglesi, che sul finire del Seicento esplorarono le “Indie Orientali” alla ricerca di territori da conquistare, conobbe negli anni un enorme successo. Anche in Italia, dove una vera e propria esplosione di “cameliomania” si ebbe solo nell’Ottocento, quando il fiore assunse anche segreti significati politici ( “fiore del Risorgimento” ) e, più apertamente, letterari (“La Dama delle Camelie” e “La Traviata”). Sennonché, dopo anni gloriosi in cui in ogni giardino dell’Ottocento la presenza di piante di camelia era d’obbligo, sul finire del secolo l’interesse per questo fiore si è affievolito fino quasi a scomparire. “Molti vivai sono stati chiusi, la nomenclatura si è persa, anche nelle collezioni e nei giardini botanici. L’assenza di profumo, che accomuna quasi tutte le camelie, fu additata come la causa principale della perdita di interesse verso questa specie. Solo a metà degli anni ’60 del Novecento, grazie ad alcuni studiosi ed esperti floricoltori della ‘Società Italiana della Camelia’, l’attenzione per questa pianta rinasce in un’ottica di tutela della biodiversità”. E fu alla fine degli anni ’90 che l’“Assessorato alla Cultura” della Regione Piemonte, con il sostegno del “Ministero per le Politiche Agricole e Forestali”, avviò un articolato programma per il recupero del “germoplasma” locale sul cui solco si inserisce per l’appunto il progetto sviluppato a Miradolo e presentato ufficialmente sabato 2 aprile, in un incontro (a tema “La camelia nella storia tra Oriente e Occidente”) che darà il via ad un mese di iniziative e di incontri che si concluderanno sabato 30 aprile.






