Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Alexandra Lapierre “Belle Greene” – Edizioni e/o- euro 19,00
L’autrice è figlia del grande scrittore francese Dominique Lapierre –filantropo e autore di libri di enorme successo tra i quali “La città della gioia”- ed è una maestra nello scrivere biografie e romanzi su grandi personaggi della storia, spesso messi un po’ da parte. Tra le sue opere più riuscite “Fanny Stevenson” e “Artemisia”.
Ora ci regala quasi 500 pagine in cui ripercorre l’incredibile vita della famosa e chiacchierata bibliotecaria afroamericana del magnate J.P Morgan; l’anima, l’ideatrice e curatrice della favolosa Morgan Library di New York, autentico tempio di sapere, erudizione e bellezza.
La sua vita è stata davvero degna di un romanzo, unica e affascinante.
Nella New York di inizi Novecento si muove la 18enne Belle che costruisce il suo glorioso futuro nascondendo un segreto indicibile. La società all’epoca è profondamente razzista e alle persone di colore concede poco-nulla. Belle sembra bianca a tutti gli effetti, in realtà discende da ex schiavi e per la legge di allora è nera. In più il padre è un famoso attivista che si vede tradito da quella figlia che rinnega le sue origini.
Belle, con la complicità di madre (abbandonata dal marito) fratelli e sorelle, si inventa una discendenza diversa. Diventa l’affascinante Belle Greene discendente dall’aristocratica famiglia van Vliet da Costa Greene e inizia l’avventura della sua ascesa ai massimi livelli. Sempre sul filo del rasoio, con il timore di venire smascherata e colta a trasgredire le leggi razziali severissime: impongono la segregazione di chi possiede anche solo una stilla di sangue nero (e tali saranno fino al 1964 con la firma del Civil Rights Act).
Belle è intelligente, colta, gran lavoratrice ed ha una passione profonda per i libri, soprattutto quelli antichi, dei quali diventa esperta conoscitrice. Dopo uno stage alla biblioteca universitaria di Princeton finisce a lavorare per il potente banchiere J.P.Morgan, che all’acume per gli affari unisce una passione da bibliofilo.
Belle diventa il suo braccio destro, imbattibile nello scovare e assicurarsi il meglio del mercato antiquario.
Il loro legame sarà profondo, anche se con qualche asperità. Il banchiere fagocita la vita di Belle, non tollera divagazioni o altri legami che non siano con lui e la biblioteca. Lei gli è devota e fedele fino al sacrificio della sua vita privata. Tra i due correrà sempre e solo un casto affetto e grande stima reciproca.
In pochi anni, con abnegazione e tenacia Belle diventa icona dell’establishment newyorkese, si impone con la sua bravura e forza in una società radicalmente maschilista; diventa direttrice della prestigiosa Morgan Library e la donna più pagata degli Stati Uniti. Non era amata da tutti e le dicerie sulla presunta «puttana nera del banchiere John Pierpont Morgan» circolavano tra gli invidiosi.
Sul versante della vita affettiva avrà una relazione importante e fuori dagli schemi con Bernard Berenson, storico e mercante d’arte nella sua fantastica villa dei Tatti sulle colline di Fiesole. Tra i due (lui era sposato) nasce una passione non solo per i libri, una fitta corrispondenza e un legame tenuto nascosto a J.P. Morgan che l’avrebbe visto come alto tradimento.
La vita però sa essere beffarda e quando Belle era ormai convinta che il suo segreto fosse ben celato, ecco invece la tragedia: il suicidio dell’adorato nipote che aveva adottato e che finì per schiantare la sua coraggiosa giovane vita contro lo spettro dell’infamia.
Belle brucerà tutte le carte che racchiudevano la sua vita e che avrebbero potuto condurre i posteri alla scoperta del suo segreto. Imponente dunque la mole delle ricerche che Alexandra Lapierre ha svolto per raccontarci così a fondo la storia di Belle Greene.
Rachel Cohen “Bernard Berenson. Da Boston a Firenze” -Adelphi- euro 32,00
Rachel Cohen è docente alla University of Chicago e in queste pagine ha ricostruito la biografia del controverso storico dell’arte ed esperto di Rinascimento italiano, Bernard Berenson.
Un uomo tormentato e in crisi di identità per tutta la vita, preso dal tentativo di smarcarsi dalle sue origini e di essere annoverato tra i più prestigiosi e autorevoli intellettuali dell’epoca; cosa che però si scontra con il veniale mestiere di mercante d’arte.
Era figlio di un venditore ambulante di stoviglie emigrato con la famiglia dalla Lituania a Boston; fu un brillante studente di Harvard, nonostante il forte antisemitismo dell’epoca, imperante anche in ambito accademico.
Berenson è stato uno dei maggiori esperti d’arte, soprattutto, strenuo sostenitore del Rinascimento italiano che era ancora poco apprezzato. Abilissimo autenticatore di dipinti e autore di cataloghi tra i più importanti e consultati tutt’oggi dagli addetti ai lavori.
Si occupò anche di compravendita e dovette fare i conti con il passato familiare.
Rachel Cohen -tra romanzo e saggio- ricostruisce in modo approfondito, minuziosamente e con dovizia di particolari, la vita di quest’uomo, da Boston a Firenze.
La sua cultura, i viaggi, la vita quotidiana nella meravigliosa villa “I Tatti” sulle colline di Firenze che acquistò con la moglie, ristrutturò e rese grandiosa. I suoi rapporti con i principali collezionisti e intellettuali, il suo anticonformismo di studioso disposto ad amare più donne, instaurando una sorta di matrimonio aperto con la moglie Mary, che era a sua volta traditrice seriale.
Una biografia imprescindibile se si vuole capire più a fondo questo complesso intellettuale, senza tralasciare difetti, debolezze e limiti. Una piacevole immersione nel mondo di uno dei più importanti critici d’arte e abilissimo mercante affarista, con tutta la bellezza che lo circondava, opere magnifiche, rapporti con artisti e miliardari per i quali le opere d’arte erano importantissimi beni finanziari.
Non sempre il suo rapporto con il mercato dell’arte fu limpido, perché era sedotto dalla vita agiata e dalle bellissime donne con le quali divise parti della sua vita, tra incontri semiclandestini, ampiamente noti alla consorte.
Questo dandy di profonda cultura ebbe una tormentata relazione con Belle Greene, che però non rivide più dopo il 1936 a Salisburgo.
Assistette la moglie malata fino alla sua morte nel 1945 e poi trascorse l’ultima tranche della sua lunga esistenza con Nicky, più giovane di lui di 22 anni, che descrisse come compagna ideale perché «..lavora con me, pensa con me, sente come me…», ovvero l’alchimia che non gli era riuscita con la bibliotecaria di J.P.Morgan.
Berenson morì a 94 anni nel 1959 e lasciò la villa “I Tatti”, la biblioteca e le sue collezioni all’Università di Harvard dalla quale era partita la sua incredibile vita.
Elizabeth Jane Howard “La ragazza giusta” -Fazi Editore- euro 20,00
L’autrice della “Saga dei Cazalet” questa volta si concentra su una storia che è commedia intrisa di ironia sullo sfondo della Londra di fine anni 70.
Protagonista è l’impacciato e timido 31enne Gavin che di mestiere fa il parrucchiere in un salone il cui proprietario è assai stizzoso e poco amato. Gavin viene da una famiglia modesta, vive ancora con i genitori e ubbidisce a una madre maniaca di ordine e controllo la cui debolezza è una passione sconfinata per i reali e persone titolate in generale.
Gavin, più che assaporare la vita, si lascia vivere, assorbito dal tranquillo tran tran quotidiano al servizio di clienti di tutti i tipi, che tra una messa in piega e una tinta si raccontano, confidano, chiedono consigli e pettinature in grado di abbellire le loro figure e perché no, anche un po’ le loro esistenze.
Oltre al lavoro Gavin ha ben poco: minimi svaghi, piatte cene con i genitori, qualche disco, libri e il tempo trascorso con il suo migliore amico Harry che è omosessuale e con molta più verve di lui. Una vita senza scossoni alla quale manca soprattutto una ragazza giusta. Trovarla non è impresa facile per Gavin, ragazzo all’antica che sogna un amore per tutta la vita; ideale difficile da concretizzare in un’epoca in cui più che l’impegno a lungo termine in voga c’ è la recente libertà dei costumi sessuali.
Poi una svolta, quando Harry riesce a trascinarlo ad una festa in un ambiente assai diverso dal suo. E’ il suo ingresso in una casa aristocratica e nella mondanità. Ad affascinare Gavin in quel mondo per lui nuovo è la padrona di casa, Jane; donna raffinata, colta, affascinante, moglie innamorata di un uomo che la fa soffrire. Joan instaura subito un feeling con il giovane parrucchiere e lo costringe a fare un gioco intrigante in cui devono svelarsi e raccontarsi a suon di battute.
Sempre alla festa incontra anche la giovanissima Minerva, ragazza bizzarra, a tratti disperata, infelice e con una fantasia inarrestabile.
E’ lei che gli si accolla, praticamente lo insegue e lo supplica di ospitarla per la notte. E qui pagine particolarmente divertenti perché Gavin vive ancora con mamma e papà e quindi la cosa scatena timori e panico. Gustatevi la scena della colazione in cui la madre di Gavin va letteralmente in visibilio quando le viene presentata Lady Minerva Munday, rampolla di ricchissima famiglia che racconta di castelli e vita ai massimi livelli. La verità è che è poco amata dai genitori e alla spasmodica ricerca di affetto….
Due donne totalmente diverse che però finiscono per coinvolgere Gavin in sviluppi che non vi anticipo. E non ci saranno solo loro all’orizzonte del cambiamento, ma anche la giovane collega apprendista Jenny, ragazza madre di grande tempra, che poco a poco si rivelerà agli occhi di Gavin…
Quale sarà quella giusta?
Agnès Poirier “Rive Gauche. Arte, passione e rinascita a Parigi 1940-1959” -Einaudi- euro 21,00
Queste pagine sono un piacevole e dotto viaggio letterario nel cuore di un’epoca eccezionale, raccontato attraverso le vite di chi l’ha vissuta e resa indimenticabile. E’ il frutto di anni di ricerche della giornalista francese Agnès Poirier attraverso diari, cronache e scritti dei diretti interessati; non un romanzo -anche se come tale può essere letto- in realtà tutto è rigorosamente documentato ed avvenuto davvero.
Ricostruisce idee, correnti di pensiero, vite e amori di artisti e intellettuali che, nel dopoguerra, seduti in mitici caffè e bistrot, trasformarono Parigi nella capitale d’Europa.
La Rive Gauche Parigina con la Sorbona, Les Deux Magot e il Café de Flore dove bere, fumare, dialogare ed esprimere idee, l’hotel La Louisiane: tutti luoghi avvolti da un alone leggendario.
Qui tra gli anni Quaranta e Cinquanta hanno assistito all’orrore della guerra e dell’occupazione tedesca artisti e intellettuali che hanno creato, pensato, combattuto, vissuto e amato, partecipando alla rinascita di una città ferita.
A fare la parte dei leoni fin dal 1939 sono soprattutto Jean Paul Sartre e Simone De Beauvoir che in quegli anni si destreggiarono tra insegnamento, fascino esercitato sui loro studenti e relazioni aperte con vari amanti e pretendenti. Furono motore importante della febbrile rinascita della cultura parigina dopo la liberazione dall’occupazione nazista. Una nuova ventata di idee e un modo inedito di vivere i rapporti affettivi e sessuali.
Poi c’è la storia importante del direttore del Museo del Louvre, Jacques Jaujard, che con lungimiranza comprese l’imminente arrivo dei tedeschi e iniziò ad orchestrare l’esodo delle principali opere. Le farà nascondere in castelli e cantine sparsi in tutto il paese, lasciando ai tedeschi lo smacco di un museo quasi vuoto.
Questi solo alcuni spunti del libro che narra molto di più, grazie alla curiosità di Agnès Poirier che, con cura certosina, è andata alla ricerca di ciò che i protagonisti di quell’epoca fumavano, mangiavano, bevevano, come si vestivano e con che penne scrivevano. Una ricerca che li rende più vivi che mai e penetra nelle pieghe più nascoste delle loro esistenze.
Tra i tanti personaggi raccontati nel libro anche Juliette Greco e le famose libraie Sylvia Beach e Adrìenne Monnier della storica “Shakespeare and Company”, ritrovo di artisti europei di avanguardia ed espatriati americani negli anni Venti.
Ma fin qui i problemi sono tutto sommato gestibili. Il peggio invece avviene sullo scacchiere mondiale, dove il terrorismo è il nemico da stanare, e per questo agisce una variegata rete di spie. Tamara è una 30enne abile e affascinante che parla l’arabo; dal quartiere generale della Cia di Langley viene assegnata alla stazione di N’Djamena, sulle tracce dello spietato leader dello Stato Islamico del Grande Sahhara (Sigs), ovvero un califfato come l’Isis che nel deserto nasconde basi operative di jihadisti.
E’ l’esploratore Percy M. Clark che nel 1904 raggiunge le cascate Vittoria e ne è stregato. Si ferma all’Old Drift, piccolo insediamento coloniale alle prese con zanzare e malaria che falcidiano vittime a tutto spiano. Percy è di fatto un pioniere, e lì si stabilisce, convinto che essendo arrivato per primo troverà grandi opportunità. Però non è certo una vita facile e il tasso di mortalità è altissimo. Il posto viene ribattezzato Deadrock -la roccia della morte- e, tra un funerale e l’altro, il becchino è selezionato tra i sopravvissuti.
Ha fatto ancora una volta centro questo scrittore francese tra i più letti, tradotto in 42 lingue e col vanto di circa 35 milioni di copie vendute.
Alessandro Martini -docente di architettura- e Maurizio Francesconi -di semiotica della moda-hanno unito le forze e scritto questo saggio che è una guida storica del viaggio, circoscritta a un preciso periodo. Hanno ricostruito storie di villeggiatura tra Ottocento e Novecento, il significato delle vacanze nel passato, i luoghi prescelti, i mezzi per raggiungerli, le classi sociali che potevano permetterselo.
Promotore il “Salone Internazionale del Libro” di Torino, in collaborazione con il “Ministero dell’Istruzione” (main partner “Intesa San Paolo” con il sostegno dell’“Associazione delle Fondazioni di origini bancaria del Piemonte” e la partecipazione di “Chora Media”), prende il via fra febbraio e marzo di quest’anno la seconda edizione di “Un libro tante scuole”, progetto nazionale di “lettura condivisa” che riunisce attorno ad un romanzo best seller studentesse e studenti da tutta Italia. Dopo il successo della prima edizione nel 2021, dedicata a “La Peste” di Albert Camus, la seconda edizione del progetto vedrà arrivare a marzo sui banchi di scuola un grande classico della narrativa italiana, con la collaborazione della casa editrice “Einaudi”: “L’isola di Arturo” di Elsa Morante, vincitore del “Premio Strega” nel 1957 e sicuramente tra i romanzi più importanti del secondo Novecento. Il romanzo, che costruisce un fitto dialogo tra l’uomo e il paesaggio, “intreccia – dicono gli organizzatori – due poli insieme concettuali e narrativi, riuscendo a parlare a un pubblico di giovani e adulti: da una parte Arturo e il suo sguardo di ragazzino su ciò che lo circonda, dall’altra un’isola selvaggia in cui la natura detta i tempi delle esperienze di crescita, facendo diventare l’esplorazione uno strumento privilegiato di formazione”. E i numeri confermano l’asserzione. “L’isola di Arturo” in questa edizione speciale (ancora unavolta affidata, per cover ed impostazione grafica, a Riccardo Falcinelli, fra i più calebri art director italiani) raggiungerà infatti più di 6mila studentesse e studenti in tutta Italia, che riceveranno il libro gratuitamente. Il volume entra così a fare parte della “Biblioteca del Salone” e la sua scelta vuole essere anche un modo per celebrare “Procida Capitale Italiana della Cultura” nel 2022. Il progetto, inoltre, prevede l’“arruolamento” di autrici e autori d’eccezione che accompagneranno ragazze e ragazzi, ma anche il pubblico più adulto, alla lettura del libro della Morante, grazie a lezioni e interventi audio del podcast in sei puntate “Il Salone presenta Elsa Morante”, realizzato in collaborazione con “Chora Media”, scaricabile su SalTo+ e sulle principali piattaforme di streaming gratuite a partire da marzo. Interverranno: la giornalista e scrittrice Angela Bubba, la vincitrice “Premio Campiello 2021” ( con “L’Acqua del lago non è mai dolce”, per “Bompiani”) Giulia Caminito con Giuliana Zagra, responsabile dell’ “Archivio Elsa Morante” alla “Biblioteca Nazionale Centrale” di Roma, la scrittrice Antonella Lattanzi, lo psicoanalista attento alla poesia e alla letteratura Vittorio Lingiardi, la scrittrice Valeria Parrella ( che con “Almarina” è stata finalista al “Premio Strega 2020” e che oltre al podcast terrà anche una video lezione registrata, il filosofo e storico della biologia Telmo Pievani. Ogni ospite si concentrerà su un aspetto della poetica e delle tematiche di Elsa Morante, fornendo una propria chiave di lettura e un approccio specifico all’opera. E ancora. Dopo il viaggio virtuale alla scoperta della Morante, autrici e autori incontreranno dal vivo studentesse e studenti delle scuole nelle diverse sedi delle “Gallerie d’Italia”, i Musei di “Intesa Sanpaolo” a Milano, Napoli, Vicenza e Torino. Il programma con il dettaglio degli incontri sarà comunicato nel mese di marzo sul sito
Per rendere visibile il lavoro delle classi sul romanzo e permettere lo scambio e la condivisione, studenti e docenti pubblicheranno poi scritti e recensioni sul Bookblog del Salone, lo spazio di racconto condiviso che il Salone mette a disposizione dei ragazzi e delle scuole, nell’apposita area dedicata al progetto, dove sono già presenti i tanti contributi su “La peste” di Albert Camus. Il momento conclusivo del grande percorso di lettura de “L’isola di Arturo” sarà alla “XXXIV Edizione del Salone del Libro”, con un appuntamento corale aperto a tutte le ragazze e i ragazzi coinvolti nel progetto, in cui saranno chiamati a parlare ospiti da sempre legati alle opere di Elsa Morante.
Un vero e proprio viaggio nella letteratura novecentesca patrocinato dal Ministero dell’Istruzione e realizzato attraverso la formula del “social reading”, pratica di lettura condivisa attraverso cui gli utenti, in questo caso ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di tutta Italia, potranno leggere insieme – tramite smartphone o tablet – un testo, commentarlo e discuterne secondo le dinamiche di interazione e comunicazione tipiche dei social network. Dal 21 febbraio (con l’inizio del secondo quadrimestre) al 3 aprile prossimi, il percorso di lettura sarà dedicato a “La passione di vivere – Giovani, donne e territori”nelle opere di due dei maggiori scrittori italiani del nostro Novecento, Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 1908 – Torino, 1950) e Beppe Fenoglio (Alba, 1922 – Torino, 1963), di cui quest’anno ricorre, fra l’altro, il centenario della nascita. Promosso da “CRC Innova” in collaborazione con “Pearson”, casa editrice leader nel settore educational, con la “Fondazione Cesare Pavese” e il “Centro Studi Beppe Fenoglio” supportati dalla start up innovativa “Betwyll”, ideatrice del metodo di lettura condivisa, il nuovo progetto – sulla base dell’esperienza maturata l’anno scorso che vide al centro del percorso didattico e con grande partecipazione da parte degli studenti, Dante e Shakespeare – vuole avvicinare i giovani a Pavese e Fenoglio attraverso una selezione di testi che “esalta – dicono gli organizzatori – gli aspetti vitali e meno consueti dei due autori, spesso poco evidenziati e valorizzati, ma quanto mai vicini alla quotidianità e alle problematiche dei ragazzi di oggi”. Per Pavese, brani tratti da “La luna e i falò”, “Tra donne sole” e “Il diavolo sulle colline”; per Fenoglio, tra gli altri, i racconti“La sposa bambina”, “Pioggia e la sposa”, “Nove lune”. L’“App Pearson Social Reading”, gratuita e scaricabile su smartphonee tablet, permetterà così agli studenti e ai loro insegnanti di confrontarsi e dialogare tra loro, partendo dai testi degli autori che più svelano il mondo e l’epoca storica in cui hanno vissuto. Pavese e Fenoglio – pur con vite ed esperienze diverse – hanno infatti condiviso significativi elementi biografici, che verranno ricostruiti durante il social reading: entrambi sono figli dello stesso territorio, le amatissime Langhe; hanno vissuto le atrocità della Seconda Guerra Mondiale e i duri anni della Resistenza contro il Nazifascismo; hanno descritto, nelle loro opere, le donne e i giovani del loro tempo e, infine, hanno concluso a Torino la loro esistenza. Saranno quindi le donne e i giovani descritti da Fenoglio e Pavese i protagonisti del percorso di lettura di quest’anno, in una cornice che fa da fil rouge alle narrazioni: il territorio piemontese e in particolare quella genitrice terra di Langa, dai due profondamente radicata nella mente, nella ruvidità dell’espressione, di cuore e d’anima. Gli studenti potranno accedere al social reading su invito del proprio docente, tramite l’App che “li condurrà in un ambiente sicuro e protetto”. Per gli insegnanti, invece, “Pearson” propone più momenti di formazione e assistenza attraverso webinar e tavole rotonde online. Non solo, ma prima dell’inizio del percorso è prevista una lezione speciale per approfondire le chiavi di lettura e avvicinamento proposte nel corso del progetto: “Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Tra tradizione e innovazione”, con interventi di Bianca Roagna, direttrice del “Centro Studi Fenoglio” e di Pierluigi Vaccaneo, Direttore della “Fondazione Cesare Pavese”. Il percorso si concluderà con un incontro finale tra lettrici e lettori, ad Alba a inizio giugno, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario fenogliano: l’“approdo ideale di un viaggio tra le opere di due grandi autori della nostra letteratura contemporanea”.
Un traguardo importante che segna l’avvio di una nuova fase per la Città che potrà aggiungere un significativo tassello alla sua storia millenaria: da prima capitale d’Italia con Re Arduino, fino a divenire capitale della tecnologia, dell’innovazione e laboratorio di futuro grazie alla straordinaria esperienza di Camillo e Adriano Olivetti.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Questo è il libro di esordio della giovane scrittrice milanese, pubblicato nel 2013 ed ora riproposto in una versione parecchio rivista. Una coinvolgente storia
Storia affascinante che ha per protagonista la giovane
Andrea Albertini
Questo libro è una sorta di manifesto dedicato all’invecchiamento declinato in fascino, colore, personalità e stravaganze. Sono le strepitose foto di oltre 100 donne non più giovanissime ma con le loro interessanti vite da raccontare, tra rughe, stile, ironia e saggezza nell’a