Nel romanzo Un sasso nel lago torna con una nuova indagine l’ispettore Marco Tobia, una sorta di Philip Marlowe che vive sull’isola di San Giulio, in mezzo al lago d’Orta. Nato dall’immaginazione dello scrittore Matteo Severgnini e pubblicato da Todaro, una piccola e importante casa editrice di Lugano, l’investigatore privato affetto dalla sindrome di Tourette che improvvisamente lo costringe ad abbaiare e ululare muovendosi in modo scoordinato come fosse un burattino impazzito, è alla sua terza apparizione dopo i primi due libri, La donna della luna e La regola del rischio. Tra lo specchio d’acqua più romantico d’Italia, gli angoli della capitale della moda e del design e la Parigi del Cafè Panis sulla rive gauche, della celebre Shakespeare and Company e di Montmartre, Marco Tobia indaga su un complicato intreccio di vicende che dall’omicidio di una escort amica della sua compagna si allarga in cerchi concentrici come le piccole onde prodotte da un sasso scagliato nell’acqua.

Come nelle altre indagini l’indole solitaria di Tobia trova protezione nel silenzioso microcosmo dell’isola circondata dalle acque del Cusio, contando sull’amicizia del barcaiolo ortese Anselmo, appassionato giocatore con le parole strane e dimenticate ( un poco come Marina, la moglie morta del vicequestore Rocco Schiavone ), dell’ex collega Antonio Scuderi, ispettore di polizia costretto su una sedia a rotelle per causa di un malaugurato incidente causato proprio da Tobia e della fidanzata Clara, donna di un indubbio fascino che lavora come escort a Milano. Coinvolto suo malgrado in una vicenda che riguarda i proprietari di una storica azienda produttrice di giocattoli e un corollario di altri personaggi, Tobia teme per l’incolumità della sua compagna e a causa del suo atteggiamento protettivo l’investigatore rischia di pregiudicare il loro rapporto. Dovrà far ricorso a tutta la sua pazienza per venire a capo dell’intricata matassa degli eventi, riannodandola dopo averne trovato il bandolo in un passato fatto di vecchi rancori che hanno alimentato un ossessivo desiderio di vendetta. Anche in questo caso la storia, che si colloca a metà strada tra il noir e il giallo d’ambiente, si svolge su più piani in un seguirsi di investigazioni e di brillanti invenzioni narrative di Matteo Severgnini, scrittore che è nato e vive a Omegna, la città di Gianni Rodari e delle caffettiere, ama coltivare l’orto e andare a pesca di trote nei laghi delle valli ossolane. Collaboratore della Radio Televisione Svizzera Italiana a diversi programmi culturali, radiofonici e televisivi, Severgini ha pubblicato racconti su diverse antologie, tra le quali La spesa del commissario. Per il cinema ha scritto e co-sceneggiato il film documentario “Moka noir. A Omegna non si beve più il caffè” di Erik Bernasconi (prodotto dalla Ventura Film).
Marco Travaglini















Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Ha appena 20 anni, ma si sente pesantemente sposata da una vita con l’editore 53enne Viggo Frederik Møller; e non è certo un matrimonio d’amore, pilotato più che altro dalla madre di lei.
Nato nel New Jersey il 31 gennaio 1923 e morto a New York nel 2007, fu più cose. Presunto boxeur, candidato 2 volte come sindaco della Grande Mela, inanellò 6 mogli ed ebbe 9 figli. Incontrò la fama come scrittore nel 1948 con “Il nudo e il morto”. Autore di 40 libri, vincitore di 2 Premi Pulitzer; ma anche poeta, giornalista, sceneggiatore e regista.
Questo libro è affascinante, un intelligente e profondo viaggio tra vita e morte, tra il regno dei vivi e quello dell’eterno riposo di chi non c’è più. Un peregrinare tra senso della vita e ineluttabilità della fine, ma anche nelle radici del proprio passato, non sempre facile da rintracciare e ricostruire.
Il resto è venuto da sé, incoraggiata dai genitori ai quali aveva fatto leggere parti del romanzo.