Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Ken Follet “Le armi della luce”
-Mondadori- euro 27,00
Ken Follet -mostro sacro della narrativa mondiale- con questo monumentale romanzo conclude il quinto e ultimo capitolo della saga iniziata con “I pilastri della terra”, ambientata a Kingsbridge, l’immaginaria città inglese di cui ha narrato l’evoluzione.
In “Le armi della luce” leggiamo le vicissitudini dei protagonisti nell’arco di tempo che va dal 1792 al 1824; epoca in cui il progresso si scontra con le tradizioni più radicate del vecchio mondo rurale, e il potere dispotico delle élite intende trasformare l’Inghilterra in un Impero commerciale.
Al centro c’è la strenua lotta dei lavoratori degli opifici tessili che vogliono riunirsi in un sindacato che li tuteli. Follet narra le
vicende di un gruppo di famiglie legate tra loro, alle prese con l’industrializzazione e i nuovi macchinari che consentono un nuovo tipo di produzione. Un cambiamento epocale con il quale si confrontano personaggi memorabili come la coraggiosa Sal e il geniale Spade.
A muoversi sono anche molte altre figure alle prese con le conseguenze della guerra: la rivolta delle donne per il pane, il diritto degli operai alla tutela sindacale, la legislazione repressiva esercitata da personaggi avidi e discutibili. Un magnifico romanzo tra storia e fantasia, quella suprema di Ken Follet….
Enrica Tesio “I sorrisi non fanno rumore”
-Bompiani- euro 17,00
Cosa può succedere se una scrittrice molto amata sale su un palco e smantella una delle bugie più grandi in cui si culla l’infanzia? Ovvero che Babbo Natale non esiste ed è solo un’invenzione degli adulti spacciata ai più piccoli. Apriti cielo e giù palate di disapprovazione a catinelle.
La distruttrice di mondi è la scrittrice per l’infanzia Antonia Baldi che in un momento di incauto sfinimento lancia questo meteorite. Subito una pletora di genitori la lapida sui social e in ogni dove, i bimbi ora la odiano, tutti intorno le fanno il vuoto.
E’ una commedia tragicomica in cui si ride parecchio, e mette in scena un caos familiare che Tesio racconta con penna acuta da anni. Sotto la trama serpeggia la difficoltà di essere adulti e genitori. Ne è un esempio Antonia che deve fare i conti con una figlia di 8 anni in rotta di collisione, un ex marito e la sua nuova famiglia. Ma anche con agenti letterari, avvocati e altri personaggi che popolano il suo quotidiano e le danno filo da torcere.
C’è la riflessione sull’epoca in cui tutto corre in rete e su Watshapp, con i figli che cliccano i regali direttamente sui siti di vendita online. E la malinconia diventa acuta quando Antonia si rintana nella casa della madre che non c’è più…e medita sulla sua vita e i suoi inciampi.
Kathleen Farrel “La malizia del vischio”
-Fazi Editore- euro 18,50
E’ la prima volta che viene pubblicata in italiano questa sferzante commedia intrisa di humor della scrittrice inglese (nata nel 1922, morta nel 1999) che diede alle stampe il libro nel 1951 riscuotendo successo immediato in patria.
E’ la cronaca a tratti esilarante, ma anche impietosa, di una rimpatriata natalizia che mette insieme i disparati membri di una famiglia nella casa della matriarca Rachel sulla costa del Sussex. Al caldo scoppiettante del rassicurante camino acceso si avvicendano vari personaggi, mentre sotto la cenere covano antichi rancori, segreti, drammi personali.
Il romanzo mette in scena l’anziana e tirannica Rachel che tenta di tenere uniti i parenti, ma rischia di fare esplodere conflitti sottesi da tempo. Con lei vive la nipote Bess che ne asseconda ogni minimo capriccio, ma sogna di scappare ed è segretamente innamorata del giovane Piers. Poi c’è Marion, donna in carriera e dispotica con il consorte. Il rampollo Adrian che arriva alla festa obnubilato dall’alcol e più immaturo che mai. Inviso al clan perché si è già preso una parte di eredità ed è stato allontanato all’estero.
Tutti sono sotto la lente di ingrandimento della cameriera Mrs Page, che si arrovella inutilmente sulle stranezze della famiglia riunita più per ferirsi che amarsi.
Tra tè, pasticcini e preparativi è un continuo scambio di frecciatine velenose, sottintesi malevoli, dialoghi serrati che svelano ambizioni mancate, frustrazioni varie, desideri e debolezze.
Zadie Smith “L’impostore” -Mondadori- euro 22,00
Zadie Smith, nata 48 anni fa a Londra da padre inglese e madre giamaicana (oggi docente di narrativa alla New York University), in queste pagine si avventura in un romanzo storico. E trae spunto da un fatto realmente accaduto.
Il celebre caso Tichborne che appassionò la società vittoriana londinese. Lo spunto è nato quando ha visitato alcune tombe in un cimitero londinese: quella dello scrittore del XIX secolo quasi dimenticato, William Harrison Ainsworth (1805- 1882) e della sua governante -forse anche amante- Eliza Touchet.
Invece in un altro camposanto riposano i resti del macellaio australiano Arthur Orton che aveva affermato di essere il baronetto Sir Roger Tichborne, erede di una colossale fortuna, dato per morto durante un naufragio.
Nel romanzo l’autrice intreccia le vite di più personaggi. Lo scrittore di luoghi comuni che ebbe successo ma era privo di talento. Sua cugina Eliza, governante di origini scozzesi, libera e particolarmente arguta. Il falso baronetto e l’avvocato al processo, Kenealy amico di Ainsworth. Una trama in cui si parla di schiavismo, Giamaica, temi politici e razziali, bisogno di appartenenza. E nelle pagine compaiono anche Dickens e Tackeray.

“LA MEMORIA DEL CORVO”
fine Ottocento al centro della città di Verona.
E’ forse una delle eredità meno note del conflitto: i “figli della polvere”, termine dispregiativo nella lingua vietnamita che sottolineava la consanguineità col nemico. Erano piccoli allo sbando, che il più delle volte le madri-bambine non potevano crescere e sfamare. Diventavano una minoranza etnica segnata dal disonore e sospesa tra due mondi opposti, sempre in bilico su un precipizio fatto di miseria e abbandono.
E’ semplicemente struggente il breve e intensissimo libro che il compagno di Marguerite Duras dedica al suo amore per la grande scrittrice.
Questo prezioso volume è anche il catalogo della mostra “Julia Margaret Cameron. Capturer la beauté” allestita al Jeu De Paume (1 Place de la Concorde) a Parigi fino al 28 gennaio 2024.
Questo libro aggiunge ulteriori notizie sul carattere e l’epoca della fotografa. Ed è corredato da altre splendide immagini. Una carrellata di foto e aneddoti che ci trasmettono in modo più esaustivo e approfondito alcuni aspetti dell’Inghilterra degli anni 60 e 70 dell’Ottocento; una fase improntata ad un forte individualismo che le foto della Cameron esprimono molto bene.







Quello che il cuore non vuole sentire

Una volta designato il/la vincitore/trice di tappa, si aprirà il voto del pubblico per il secondo classificato. Chi otterrà più voti potrà partecipare alla “gara di ballottaggio”. I primi classificati di ogni tappa e gli eventuali ripescaggi potranno accedere alle semifinaliper giocarsi la possibilità di approdare alla finale, in programma a giugno 2024.
Due bravissimi “masculi” succubi delle madri ambiziose e forti, Cettina e Assunta, che li dirigono alla conquista delle mogli (sono loro a sceglierle per i figli) e del mondo. Due donne che la sorte ha pesantemente trafitto -una con il marito suicida, l’altra invece alcolizzato- fermamente decise a riversare sui figli la loro sete di rivalsa e realizzazione. Tutto sullo sfondo di una Sicilia tra anni Cinquanta e Novanta, sospesa tra terremoti e abusi edilizi, dove la frenesia di fare fortuna finisce spesso impigliata nella diretta affiliazione a Cosa nostra o comunque nella sua orbita.
La storia è di quelle che partono subito intriganti. Sheila Levin, 30enne, newyorkese, single suo malgrado, tira le somme di un bilancio di vita che volge in depressione. Non vede l’ora di farla finita, sta per suicidarsi e pianifica nei minimi dettagli la sua dipartita e persino il rito funebre col quale le sue spoglie mortali dovrebbero dare l’addio a questo mondo.
Alison Weir è la scrittrice inglese 72enne che tutto sa delle corti inglesi nei secoli, e ha pubblicato saggi e romanzi al riguardo, scritti sempre in un modo accattivante che non appesantisce mai il tema storico nel quale è documentatissima.