GUSTO- Pagina 24

“Di Freisa in Freisa” … ma esageruma nen

Va in scena a Chieri la XV edizione della rassegna dedicata a uno dei “vitigni” simbolo del Piemonte

Sabato 10 maggio

Chieri (Torino)

Sapori. Arte. Cultura. Con l’aggiunta di una mirata attenzione verso il “sociale” e un “sostegno concreto” alle realtà benefiche del territorio. Nasce sotto il segno di questa importante premessa, a Chieri, la XV edizione di “Di Freisa in Freisa” che si articolerà, a partire dalle ore 12, nell’intera giornata di sabato 10 maggio. Organizzato, insieme al “Comune di Chieri”, dal “Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese”, il programma si presenta davvero ricco di iniziative, studiate per agevolare l’incontro fra la locale “enogastronomia”  e il mondo della “cultura” (musica, arte, letteratura e storia) non meno che con il “gioco” e la voglia (che non guasta mai!) di “solidarietà”.

Sottolinea Matteo Rossotto, presidente del “Consorzio”“Oltre ad essere uno dei vini storici del Piemonte, conosciuto e apprezzato per la sua grande varietà e qualità, la ‘Freisa’ riveste un fondamentale ruolo di ambasciatore del proprio territorio. E ‘Di Freisa in Freisa’ da sempre, attraverso la festa di questo ‘vino simbolo”, vuole far conoscere la città di Chieri e i suoi dintorni, le sue bellezze architettoniche così come la sua storia e il tessuto produttivo, culturale e artistico”.

Cuore nevralgico della manifestazione sarà la centralissima Piazza Cavour che, a partire dalle 12, aprirà i battenti con “Note e calici di Freisa”Oltre 20 le cantine presenti e degustazioni guidate in modalità “walk around tasting”, sotto il segno di un  viaggio nel cuore enologico del Torinese reso ancora più straordinario e autentico dalla presenza dell’“Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino”, che con il suo banco degustazione dedicato inviterà all’assaggio dei vini “ospiti” della provincia di Torino. Il tutto accompagnato, ovviamente, da un insieme di cucine di strada provenienti dal Chierese e dall’Astigiano, che non mancheranno di allietare i palati più fini con proposte felicemente sbilanciate fra il tradizionale (il “Galucho d’cher”) e l’innovativo più curioso e allettante, accompagnato da proposta di birre artigianali, con due “Maestri del Gusto”: il chierese “Filodilana” e il “Birrificio Pinerolese”. Colonna sonora di questo grande spazio dedicato alla cultura enogastronomica saranno le note del “djset”, che animeranno l’intera giornata da una postazione scenografica sul sagrato della chiesa di “San Bernardino”, grazie anche alla presenza del “dj vignaiolo” Francesco Quarna direttamente da “Radio Deejay”.

Momento chiave della giornata sarà sicuramente la “Cena di Gala sotto le stelle”a partire dalle 20 in Piazza Umberto I, sotto il celebre “Arco Trionfale” simbolo della città. A guidare i partecipanti in questo magico itinerario all’insegna dei sapori, sarà il chierese Eddy Vara“Head Chef” della cucina italiana in eventi internazionali. A lui il compito di abbinare la tradizione delle antiche ricette con l’estro innovativo dell’arte culinaria contemporanea. Ad accogliere gli ospiti e a servire la cena saranno gli studenti dell’“Istituto Alberghiero Bobbio” di Carignano e dell’“Istituto Alberghiero Colombatto” di Torino, che avranno così l’opportunità di testare direttamente “sul campo” le teorie apprese durante il loro percorso formativo. Anche in quest’occasione, farà curiosamente capolino la musica. Tra una portata e l’altra, infatti, andrà in scena lo spettacolo “Note di Vino”, un’esperienza di “degustazione eno-musicale” unica nel suo genere, ideata e diretta da Francesco Quarna e Maurizio Rossato di “Radio Deejay”. Ogni etichetta durante la cena sarà infatti abbinata a un brano musicale che rispecchia il carattere, il ritmo, il mood, i profumi del vino stesso. E non solo. La “Cena di Gala sotto le stelle” sarà anche una grande “occasione di solidarietà”: parte del ricavato sarà infatti devoluto per sostenere il Progetto “Aiuta CRI aiuta” della “Croce Rossa Italiana” sostenendo la raccolta fondi per la riqualificazione artistica dei locali del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Chieri.

E non finisce qui. “Di Freisa in Freisa” proporrà anche in Chieri iniziative e percorsi culturali e ludici atti a promuovere le eccellenze del territorio. Ad iniziare dal “Museo del Tessile” (via Santa Chiara, 6) che, per l’occasione prorogherà l’orario di apertura dalle 14 alle 19 (stessa cosa per “Start Gallery”dalle 15 alle 18, con ingresso gratuito) permettendo l’accesso ai propri atelier e la partecipazione ad alcune attività; in via Vittorio Emanuele II, l’Associazione di Promozione Sociale “CioCheVale” presenterà “Arte in Freisala fotografia incontra il vino”. Una mostra di fotografie realizzate da Giancarlo Volpi, stampate utilizzando il “Freisa di Chieri” come “reagente naturale”, senza l’uso di chimica di sintesi. Nientedimeno! E accanto all’arte, il “Gioco”, con il “Laboratorio di Centurazione” per i bambini dai 5 ai 12 anni e il “Ludichieri” a tema enogastronomico per il pubblico più adulto. Da non perdere, infine, alle 17, in piazza Cavour “L’aperitivo con gli autori”: faccia a faccia fra la scrittrice brianzola Paola Cereda – suo ultimo libro “L’unico finale possibile” – ed il noto libraio torinese Rocco Pinto, autore di “Viaggi di carta”.

Per info e programma: www.freisadichieri.com

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio e Matteo Rossotto

Una Crema Reale celebra i 200 anni di Piazza Vittorio a Torino

Nuovo locale per la gelateria Nivà che dedica, alla piazza porticata più grande
d’Europa, un gusto speciale
La nobile piazza Vittorio di Torino, progettata dall’architetto ed urbanista Giuseppe Frizzi
nel 1825, compie 200 anni. Un genetliaco prestigioso per questo spazio architettonico che
collega la parte barocca del capoluogo piemontese con l’esedra del ‘600 a Borgo Po, il
quartiere oltre il fiume con la splendida chiesa della Gran Madre di Dio.
Per questa speciale occasione, la gelateria artigianale Nivà, di casa in piazza Vittorio, ha
spostato la sua storica gelateria al nr. 8, in un locale più grande e perfettamente in linea
con lo spirito del marchio, creativo ma al tempo stesso saldamente legato alla tradizione
sabauda.
Una passeggiata nel cuore aulico di Torino offrirà così l’occasione per scoprire la Crema
Reale 1825, il dolce tributo di Nivà alla nobile ed elegante piazza Vittorio Veneto.
Il gusto dedicato al bicentenario della piazza, nasce dopo un attento studio dei documenti
dell’epoca di cui vuole rievocare l’atmosfera regale attraverso una combinazione di sapori
intensi e raffinati. La Crema Reale 1825 unisce sapientemente tre ingredienti tra i più
amati dai torinesi dell’Ottocento, lo zabaione, la nocciola ed il cacao. Il risultato è un gusto
sontuoso, una crema dalla struttura ricca e dal profumo avvolgente.
Tra le altre golose novità per l’estate 2025 firmate Nivà, spiccano i Nivotti, originali
gianduiotti gelato che racchiudono un cuore cremoso di gelato artigianale, avvolto da un
sottile strato di cioccolato fondente.
Infine, per chi cerca leggerezza senza rinunciare al piacere, Nivà è tra le prime gelaterie in
Italia a proporre una vera linea di gusti artigianali senza zucchero.
Alessandro Sartore

Salone Off Food Topic, quando il cibo è arte

IL TORINESE WEB TV 📺

Sesta edizione del Salone Off Food Topic, un salone che accompagna eventi artistici e culturali a Torino, chiedendo alle attività enogastronomiche di preparare dei piatti in edizione limitata ed esclusiva. Rosalia Imperato commenta: ”L’abbiamo già fatto in diversi altri eventi come il festival del cinema, il festival del jazz e con Artissima. Quest’anno insieme ad Open House, che si svolge dall’ 1 all’ 8 giugno, abbiamo chiesto a dei ristoranti di preparare dei piatti ispirandosi all’arte, all’architettura e al design ovviamente legato alla casa, perché stiamo appunto parlando di “Open House”. Inoltre, sarà possibile mangiare in alcune abitazioni esclusive di Torino che avranno all’interno gli chef di questa edizione che prepareranno le cene a un prezzo di 40 euro, in modo che tutti possano partecipare. Un menù di 4 portate più il dolce. Cioè ci sarà l’opportunità di vedere degli appartamenti esclusivi e di mangiare del cibo di altissima qualità.”

FRANCESCO VALENTE

Guarda il video👇

Gavi World Tour, a Torino il 5 maggio

Una giornata di degustazioni alla scoperta del grande bianco del Piemonte

Dopo il grande successo delle tappe di Miami ed Edimburgo, sarà Torino il prossimo 5 maggio ad ospitare, presso la sede AIS Piemonte in via Modena, il Gavi World Tour, l’evento che il Consorzio Tutela del Gavi organizza dal 2022 nelle più importanti metropoli internazionali.

Il momento di scoperta ed approfondimento dedicato alle diverse espressioni del Gavi DOCG vedrà protagoniste 29 cantine e 71 etichette di questo pregiato bianco piemontese.

Il programma della giornata prevede due distinti momenti: alle ore 13:00 la Masterclass riservata agli operatori e alla stampa. La sessione sarà condotta da Filippo Bartolotta, wine educator di fama internazionale attivo anche negli Stati Uniti. Nel pomeriggio, dalle ore 14.30, la Walk-around tasting aperta al pubblico, in cui i partecipanti vivranno attraverso la degustazione delle diverse referenze presenti, un viaggio sensoriale e culturale che permetterà di confrontarsi ed approfondire, direttamente con i vignaioli, le caratteristiche peculiari di questo vino.

Il Gavi DOCG, che con una quota di export del 92% gode di un grande successo all’estero, è il vino bianco secco maggiormente prodotto in Piemonte e mira, con questo evento, a tornare ad essere protagonista anche in Patria.

Espressione delle colline della provincia di Alessandria, come ricordato da Maurizio Montobbio, presidente del Consorzio Tutela del Gavi, questo nobile vino è testimonial del territorio nel quale nasce: “un’area dal grande valore storico e culturale, che merita di essere scoperta e apprezzata attraverso il suo vino”.

Per partecipare al Gavi World Tour è necessario accreditarsi e prenotare sul sito: https://gaviworldtour.com/it/torino

Alessandro Sartore

Cocconato capitale del gusto

Due date sono da segnare in agenda per gli amanti dell’enogastronomia: giovedì 1 maggio e giovedì 8 maggio. Il centro storico di Cocconato ospiterà due eventi che raccontano la vocazione della riviera del Monferrato, borgo sempre più simbolo dell’accoglienza del buon bere e della grande cucina. Il 1⁰ maggio prossimo approda “Cocco…Wine Stories-messaggi in bottiglia”. Dopo 23 edizioni di successo di questa manifestazione, tradizionalmente svolto a fine estate, nasce una nuova iniziativa pensata per la stagione primaverile, “Cocco…Wines Stories – Messaggi in bottiglia”, organizzata dal concorso Cocconato Riviera del Monferrato, e dell’associazione Go Wine, di Intesa con il Comune di Cocconato. Un’intera giornata, dalle 11 alle 20, sarà dedicata ad assaggi, incontri e riflessioni sul mondo del vino, avvolti dall’atmosfera conviviale e ospitale del centro storico. 5 i temi, veri e propri messaggi in bottiglia che guideranno la scoperta – I giovani vignaioli, guardando agli under 30 che fanno viticoltura da protagonisti  con attenzione all’imprenditoria femminile – i Piwi e la viticoltura sostenibile con uno sguardo sullo stato dell’arte e della produzione in Piemonte e in Italia – No Legno, messaggio in bottiglia che non ha bisogno di precisazioni e farà concentrare gli assaggi su selezioni di vini – Il mondo degli orange, nuova tendenza che i viticoltori stanno stanno sperimentando – il Nebbiolo, fra le più alte colline del Monferrato, fra Cocconato e Albugnano, messaggio di territorio per porre un’attenzione speciale al vigneto di queste colline. Le cantine partecipanti saranno suddivise in aree tematiche, ognuna con un’enoteca dedicata. Tre punti ristoro lungo il percorso completeranno l’esperienza insieme a talk e masterclass. Dalle 21.30 si terrà la festa in piazza con djset, “avanzi di balera”, a cura del Consorzio.

Ultimo appuntamento anche per la rassegna “Banchetti enogastronomici”, l’8 maggio, frutto della collaborazione tra Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato, l’associazione Discepoli di Escoffier e il Comune di Cocconato, che ha coinvolto fin dal mese di febbraio diversi locali di Cocconato e dintorni, quali l’osteria, l’osteria della Pompa, l’osteria il Gheub, la cantina del Ponte e il ristorante Cannon d’oro. In programma giovedì 8 maggio alle ore 20 in piazza Cavour, o in caso di maltempo nei saloni del Cannon d’oro, un evento all’insegna della condivisione. 5 cuochi dei ristoranti coinvolti nella rassegna prepareranno un piatto ciascuno, lavorando fianco a fianco per un menù che celebra le eccellenze del territorio. In carta aperitivo del Consorzio: battuta al coltello alla Monferrina, cipolla ripiena, risotto con asparagi, agnolotti tradizionali alla moda dei cuochi, i Fricandò del vincitore, scelto dai discepoli Escoffier, la torta di nocciole del Consorzio, con zabaione al Vermouth. La serata sarà anche l’occasione per l’incoronazione di nuovi discepoli Escoffier, i cuochi Enrico Macchia e Gianfranco Ceglie, nel segno della continuità e del legame con la grande cucina. Il vincitore della sfida del Fricandò dei Banchetti Enogastronomici, sarà intronizzato con una fascia bianca da giovane cuoco. Tra i protagonisti della serata Claudio Barisone, Presidente Nazionale Discepoli di Auguste Escoffier, Franco Bonda, Maestro di Cucina, Vicepresidente Piemonte Discepoli di Auguste Escoffier, Beppe Sardi, Maestro di Cucina Escoffier e Domenica Tomasi Canovo, Maestra di Cucina Escoffier.

Mara Martellotta

Borello Supermercati: per noi, il cibo è tradizione, passione e rispetto per la qualità

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“San Giors”, con torrefazione e pasticceria nasce un centro del gusto dalle radici ultracentenarie

Di Maurizio Tropeano

“Tra spazi vuoti e spazi pieni io, come architetto, prediligo i secondi, soprattutto se mi permettono di evitare l’abbandono di locali storici e di recuperare, rinnovandole, tradizioni secolari come la torrefazione o la gastronomia”. Simona Vlaic, che dal 2017 ha preso in mano l’albergo ristorante San Giors, racconta così il percorso che dalla metà di maggio porterà alla riapertura del Caffè Roma Torrefazione e anche ad ereditare l’arte pasticciera di Gino e Marina Viziale e del loro laboratorio artigianale.

E così i grandi locali alla confluenza tra Porta Palazzo e Borgo Dora, in quel tratto di corso Giulio Cesare che si può considerare la porta di accesso al centro di Torino diventeranno un polo enogastronomico di eccellenza.

“Siamo, e vorremmo essere ancor di più un punto di riferimento per questo territorio, e potremo farlo perché siamo riusciti a cogliere le opportunità legate a scelte personali che porteranno alla cessazione dell’attività”. O anche alla scelta di Carla Clemente, la proprietaria del bar, di condividere il progetto di rilancio della torrefazione. “Il San Giors è nato 210 anni fa e con il bar condivide una storia di 154 anni”.
Un legame che riprenderà a metà maggio nel segno del “sanguis” e della “tradizione piemontese che nasce dalla nostra cucina e dalle idee dello chef Giulio Carlo Ferrero”. Dunque, panini con il vitello tonnato o acciughe al verde o alla finanziera. Ma anche quelli classici. “Il San Giors dal 2013 è nell’elenco dei locali storici d’Italia e vogliamo trasferire la nostra esperienza di tradizione e qualità nella vita di tutti i giorni di un bar che vogliamo legato a questo territorio. Sarà un bar pop, insomma, dove la torinesità incontra le diversità e le ricchezze di un borgo che è sempre stato multietnico”, spiega ancora Vlaic.
E dai primi di maggio Gino e Marina Viziale, affiancheranno la squadra del San Giors che ha rilevato il loro laboratorio. “Andiamo in pensione – raccontano mentre Marina sta finendo di preparare i dolci della tradizione pasquale e Gino di riordinare – ma siamo contenti di poter trasmettere tutta la nostra esperienza nel mondo della pasticceria perché permetterà di portare avanti una tradizione familiare nata nel 1993”. Il laboratorio si affaccia sul cortile interno dell’isolato, lo stesso dove insiste il dehors del ristorante. Ancora l’architetta: “Andiamo a lezione con l’obiettivo di diventare autosufficienti nella produzione di pane, grissini, e piccola pasticceria.

L’autoproduzione ci permette di essere più sostenibili da un punto di vista economico e anche di allargare l’attività di catering”. Dopo il primo maggio si parte e “chissà – conclude la signora Marina – che da questa nostra collaborazione non nasca il dolce del San Giors”.
Questo, però, è il futuro. Intanto da alcune settimane sui tavoli del San Giors è arrivato il menù di primavera che, per la prima volta, sarà accompagnato anche dalla carta degli oli extravergine d’oliva del Piemonte. Una scelta nata da una partnership con il consorzio di tutela che dovrebbe permettere di far conoscere le caratteristiche uniche dell’Evo subalpino ad un numero sempre maggiore di consumatori.

Nivà inaugura la sua nuova gelateria in Piazza Vittorio

Nel cuore di Torino, Nivà inaugura la sua nuova gelateria in Piazza Vittorio Veneto 8, un luogo dove la tradizione sabauda incontra l’innovazione artigianale. Per celebrare questa apertura, Nivà presenta “Crema Reale 1825”, un gusto che rende omaggio alla storia della piazza, celebrando i 200 anni dalla sua ristrutturazione. Gli ingredienti scelti sono quelli più amati dai torinesi dell’Ottocento: lo zabaione, la nocciola e il cacao. Un gusto sontuoso, cremoso, dalla struttura ricca e dal profumo avvolgente, che accompagna idealmente il visitatore in una passeggiata tra le arcate storiche di Piazza Vittorio.

Ci sono storie che nascono dall’amore per la genuinità e la tradizione, come quella di Nivà, una realtà familiare iniziata quasi quarant’anni fa sotto una buona stella – quella Michelin – con il ristorante “Bontan”, aperto da Diana De Benedetti e Silvio Rivolta sulla collina torinese nel 1988. Da allora, l’amore per le materie prime di qualità è la base di un progetto che oggi unisce due generazioni e otto gelaterie tra Torino, la città dove tutto è iniziato, Cannes, Porto e Lisbona.

In questi giorni Nivà ha spostato la sua storica gelateria di Piazza Vittorio dall’altro lato della piazza, al nr. 8.  Il nuovo locale, più grande, incarna perfettamente lo spirito di Nivà e, in uno dei luoghi più figurativi e amati della città, unisce la solidità della tradizione sabauda con la creatività delle nuove generazioni, offrendo ogni giorno prodotti che raccontano una storia autentica fatta di famiglia, passione e qualità.

Oggi il progetto Nivà è seguito da Diana e dai suoi figli, Dalia e Daniel, ognuno con il suo ruolo e tutti accomunati da un’unica grande passione, quella per il cibo. Grazie ai suoi viaggi, Dalia –ex concorrente di MasterChef, oggi foodteller e appassionata viaggiatrice – porta da Nivà nuovi concept e ispirazioni di gusto e rappresenta una fonte inesauribile di creatività e ricerca. Le sue storie di gusto prendono vita anche su Instagram: @daliarivolta.

Daniel, molto spesso dietro il bancone, è l’anima creativa della famiglia e a lui è affidata anche la comunicazione del gruppo. A loro da molti anni si è unito Roberto, ex farmacista che, con grande sapienza mescola ingredienti e studia le ricette trasformando le idee di famiglia in gelati apprezzatissimi anche all’estero.

 

LA NUOVA GELATERIA NIVÀ IN PIAZZA VITTORIO VENETO: UN DIALOGO TRA STORIA E INNOVAZIONE

Il nuovo locale incarna perfettamente l’anima del marchio: coniugare la tradizione con lo spirito contemporaneo. Le volte storiche dialogano con luci dal design organico e materiali moderni, senza contrasti netti. Elementi tecnologici e decorativi si integrano naturalmente, creando un ambiente immersivo. Il risultato è un luogo che supera la distinzione tra conservazione e innovazione, offrendo un’esperienza sensoriale unica.

Grignolino: il nobile ribelle 2025

Banchi di degustazione e masterclass per conoscere tutte le sfumature di questo vino eclettico.
Grazzano Badoglio (At)
Via IV Novembre 15, Grazzano Badoglio (At) mappa
12 Aprile 2025 – 14 Aprile 2025
Orario 11 – 19 / 11 – 19 / 10 – 17
Banchi d’assaggio
Orari e modalità di accesso
La manifestazione si svolgerà il 12, 13 e 14 aprile con i seguenti orari:
• Sabato 12 aprile dalle 11 alle 19
• Domenica 13 aprile dalle 11 alle 19
• Lunedì 14 aprile dalle 10 alle 17
Evento aperto sia al pubblico sia agli operatori.
Per il pubblico l’ingresso è libero senza prenotazione; è previsto un contributo per la degustazione di 15 € (10 € per i soci AIS).
SCOPRI I VINI

Note Storiche

Il nome “Grignolino” potrebbe derivare dal termine piemontese “grignòle”, che indica i vinaccioli, di cui gli acini sono particolarmente ricchi. Un’altra teoria lo collega al verbo dialettale “grignare”, che significa ridere. Le prime notizie documentate su questo vitigno risalgono alla fine del XVIII secolo, sebbene fosse già conosciuto e utilizzato per produrre vini “chiaretti” nel Cinquecento.

Note tecniche

Il Grignolino è un vitigno autoctono piemontese da cui si ottengono due vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC): il Grignolino d’Asti e il Grignolino del Monferrato Casalese. Entrambi i vini sono regolamentati da specifici disciplinari di produzione che ne definiscono le caratteristiche e le modalità di produzione.
🏷️ Grignolino d’Asti DOC
• Vitigni ammessi: Grignolino in purezza. È consentita la presenza di uve Freisa fino a un massimo del 10% nei vigneti.
• Zona di produzione: Province di Asti e Alessandria.
 
Norme per la Viticoltura
• Resa massima: La produzione di uva non deve superare le 8 tonnellate per ettaro di vigneto in coltura specializzata.
• Titolo alcolometrico volumico minimo naturale: Le uve destinate alla vinificazione devono garantire un titolo alcolometrico volumico minimo naturale del 10,5% vol.
Caratteristiche del Vino
• Colore: Rosso rubino, che può variare in intensità e tendere all’aranciato con l’invecchiamento.
• Profumo: Delicato e caratteristico, con note fruttate di sottobosco e spesso accompagnato da sentori speziati di pepe bianco.
• Sapore: Asciutto, leggermente tannico, gradevolmente amarognolo, con un retrogusto persistente.
• Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11% vol.
Per ulteriori dettagli, è possibile consultare il disciplinare completo sul sito : Registro Nazionale delle Varietà di Vitehttp://catalogoviti.politicheagricole.itPDFDisciplinare di produzione – Grignolino d’Asti
🏷️ Grignolino del Monferrato Casalese DOC
• Vitigni ammessi: Grignolino minimo 95%; è consentita la presenza di uve Freisa e Barbera, da sole o congiuntamente, fino a un massimo del 5%.
• Zona di produzione: Comuni della provincia di Alessandria, in particolare nell’area del Monferrato Casalese.
Norme per la viticoltura
• Terreni: calcarei, argillosi o loro combinazioni
• Giacitura: esclusivamente collinare; sono esclusi i terreni di fondovalle, umidi e non sufficientemente soleggiati
• Densità d’impianto: minimo 4.000 ceppi per ettaro
• Forme di allevamento: controspalliera con vegetazione assurgente
• Sistemi di potatura: Guyot tradizionale, cordone speronato basso o altre forme atte a non modificare la qualità delle uve
• Resa massima: 8 tonnellate per ettaro
• Titolo alcolometrico volumico minimo naturale: 11,50% vol. (9,50% vol. per la versione spumante rosato; 12,00% vol. per le versioni riserva, vigna e riserva vigna)
 
Caratteristiche organolettiche
• Colore: rosso rubino chiaro, con tendenza all’arancione con l’invecchiamento
• Odore: caratteristico e delicato, con sentori di fragola, lampone e note di pepe bianco
• Sapore: asciutto, leggermente tannico, gradevole amarognolo con caratteristico retrogusto di mandorla
🏷️ Tipologie e menzioni aggiuntive
Il disciplinare prevede le seguenti specificazioni:
• “Riserva”: invecchiamento minimo di 30 mesi, di cui almeno 18 mesi in contenitori di legno
• “Vigna”: possibilità di indicare il nome del vigneto
• “Riserva Vigna”: combinazione delle due menzioni precedenti
Inoltre, è prevista la versione “Spumante Rosato”, con un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 9,50% vol.
Per ulteriori dettagli, è possibile consultare il disciplinare completo sul sito : Registro Nazionale delle Varietà di Vitehttp://catalogoviti.politicheagricole.itPDFDisciplinare di produzione – Grignolino del Monferrato Casalese
L’Associazione Monferace è un’iniziativa nata nel 2016 con l’obiettivo di rivalorizzare il Grignolino, un vitigno autoctono piemontese spesso sottovalutato, promuovendone una versione di alta qualità e lunga maturazione. Il progetto coinvolge produttori del Monferrato aleramico, nelle province di Alessandria e Asti, che condividono la visione di restituire al Grignolino il prestigio storico che merita.
🎯 Obiettivi dell’Associazione
• Nobilitare il Grignolino: trasformandolo da vino leggero e di pronta beva a vino strutturato e adatto all’invecchiamento.
• Recuperare tradizioni storiche: ispirandosi alle pratiche enologiche del passato, quando il Grignolino era apprezzato per la sua complessità e longevità.
• Creare una rete imprenditoriale: favorendo la collaborazione tra produttori per promuovere il territorio e il vitigno.
🍷 Caratteristiche del vino “Monferace”
Il vino prodotto sotto il nome “Monferace” segue un protocollo rigoroso:
• 100% Grignolino: utilizzo esclusivo del vitigno, senza tagli con altre varietà.
• Affinamento prolungato: minimo 40 mesi, di cui almeno 24 in botti di legno, per sviluppare complessità e struttura.
• Vinificazione tradizionale: metodi che rispettano le pratiche storiche del territorio.
🏞️ Territorio e Produttori
L’associazione comprende produttori situati nel Monferrato aleramico, un’area collinare con una lunga tradizione vitivinicola. Tra i membri fondatori figurano aziende come Accornero, Alemat, Angelini Paolo, Castello di Uviglie, Fratelli Natta, La Fiammenga, Sulin, Tenuta La Tenaglia, Tenuta Santa Caterina e Vicara.
📍 Sede e Contatti
• Sede: Castello di Ponzano Monferrato, Piazza Vittorio Veneto 1, Ponzano Monferrato (AL)
• Email: info@monferace.it
• Sito web: monferace.it
Ecco i vini che mi hanno particolarmente colpito:
ASTIGIANO
 
FRANCO ROERO Montegrosso d’Asti (AT) 2023
CROTIN 1897 Maretto (AT) “SAN PATELU” 2023
CASCINA REY Asti BISBETICO INDOMATO 2023
DAVIDE MARELLO Valfenera (AT) LEVOLÙ 2023
CALDERA FABRIZIA Asti LE SERRE 2023
GATTO PIERFRANCESCO
Castagnole Monferrato (AT) MONTALTO 2024
SPERTINO LUIGI Mombercelli (AT) 2024
AGOSTINO PAVIA Agliano Terme (AT) 2023
TENUTA OLIM BAUDA Incisa Scapaccino (AT)
ISOLAVILLA 2024
TENUTA MONTEMAGNO Montemagno (AT)
RUBER” 2023
TENUTA SANTA CATERINA Grazzano Badoglio (AT) ARLANDINO 2023
I PARCELLARI Govone (CN) PARCELLA 505 2021
MONFERRATO CASALESE
 
ACCORNERO Vignale Monferrato (AL)
BRICCO DEL BOSCO 2024
LIEDHOLM Lu e Cuccaro Monferrato (AL)
BRICCO DEL BOEMIA 2023
MAURO REI Sala Monferrato (AL) PRYNCIPE 23
CINQUE QUINTI Cella Monte (AL)
VIGNA SAN PIETRO 2022
MONFERACE
 
ACCORNERO Vignale Monferrato (AL)
BRICCO DEL BOSCO VIGNE VECCHIE RIS .2019
TENUTA SANTA CATERINA Grazzano Badoglio (AT) MONFERACE 2019
VICARA Rosignano Monferrato (AL)
UCCELLETTA 2019
LIEDHOLM Lu e Cuccaro Monferrato (AL)
RISERVA 2019
CASCINA FALETTA Casale Monferrato (AL)
INDELEBILE 2019
ANGELINI PAOLO Ozzano Monferrato (AL)
GOLDEN ARBIAN 2017
FREISA
 
LA MONTAGNETTA Roatto (AT) LA SVISTA 2022
GARRONE EVASIO E FIGLIO Grana (AT) 2023
CROTIN 1897 Maretto (AT) ARIS 2022
CASCINA GILLI Castelnuovo Don Bosco (AT)
IL FORNO 2022
FEA Calosso (AT) Sup 2021
SCARPA Nizza Monferrato (AT) 2020
499 Santo Stefano Belbo CN COSTE DEI FRE 2022
ADRIANO MARCO E VITTORIO Alba (CN)
LICE 2021
CLAUDIO MARIOTTO Tortona (AL) 2022
 
Alla prossima !
LUCA GANDIN

AffogaTOH, l’ultima golosità di Alberto Marchetti che fa bene al palato e alla ricerca

Un cremoso gelato al caffè ricoperto da una squisita crema di zabaione Zabà, una leggera e morbida panna montata e, dulcis in fundo, i croccanti nocciolini di Chivasso Fontana.

Si presenta così AffogaTOH, l’ultima golosa novità firmata Alberto Marchetti. Un affogato da passeggio, originale rivisitazione del celebre e raffinato Bicerin di Torino.

Ma c’è di più, la novità di casa Marchetti delizia il palato e fa del bene, sposando la nobile causa della ricerca. Metà dell’incasso dei primi 5000 AffogaTOH sarà, infatti, devoluto in beneficenza da Marchetti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ETS

Ed è proprio Candiolo il fil rouge che unisce AffogaTOH di Alberto Marchetti e il TOH dell’artista Nicola Russo.

L’idea – spiega Alberto Marchetti – è nata dall’incontro con Nicola Russo. Rendere il mio gelato l’occasione per sostenere una buona causa mi ha subito affascinato. AffogaTOH mi dà la possibilità di sostenere Candiolo e di far conoscere questa importantissima realtà del territorio”.

Quando ho conosciuto Alberto – aggiunge Nicola Russo – ho ritrovato in lui lo stesso entusiasmo che mi guida ogni giorno. Così è stato naturale immaginare insieme un progetto capace di fare del bene”.

Due eccellenze che hanno fatto della torinesità la loro cifra distintiva, unite, quindi, per un grande progetto, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ETS, nata nel 1986 per dare un contributo significativo alla cura e alla ricerca sul cancro attraverso la realizzazione di un polo oncologico all’avanguardia, l’Istituto di Candiolo – IRCCS.

Ringraziando Alberto Marchetti per aver voluto sostenere la Fondazione insieme a Nicola Russo, Andrea Bettarelli Responsabile Fundraising e Comunicazione dell Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, ha ricordato come le risorse di questa speciale iniziativa andranno a supportare le oltre 800 persone che ogni giorno lavorano con competenza e professionalità a Candiolo.


Alessandro Sartore