ECONOMIA- Pagina 9

Nasce un’alleanza per il futuro della viticoltura piemontese

 

Consorzi, enti di ricerca, università e associazioni insieme per un Comitato Tecnico dedicato all’innovazione e alla sostenibilità del settore vitivinicolo in Piemonte

 

Un’alleanza senza precedenti segna una nuova fase per la viticoltura piemontese: consorzi di tutela, enti di ricerca, università e associazioni di categoria si sono uniti per costituire il Comitato Tecnico Vitivinicolo del Piemonte, un organismo previsto dallo Statuto della Fondazione Agrion, che avvia un percorso condiviso di innovazione e sviluppo con un obiettivo chiaro e ambizioso: affrontare le sfide del cambiamento climatico, promuovere la sostenibilità e garantire una viticoltura sempre più resiliente e competitiva.

 

L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto INNOAGRI, incubatore di idee e punti di ascolto per l’innovazione viticola piemontese, finanziato con fondi FEASR–CSR 2023/2027 della Regione Piemonte (intervento SRG09 – Cooperazione per azioni di supporto all’innovazione e servizi rivolti ai settori agricolo, forestale e agroalimentare), di cui Vignaioli Piemontesi è capofila.

 

Nella sede di Vignaioli Piemontesi a Castagnito, si è svolta la prima riunione del Comitato, nel corso della quale è stato presentato il primo censimento delle infrastrutture e delle attività di ricerca in ambito vitivinicolo in Piemonte.

 

Il quadro emerso mostra un territorio ricco di competenze, progetti e potenzialità, ma anche la necessità di coordinare le risorse esistenti, evitare progetti-doppioni e rafforzare la collaborazione tra i diversi attori del settore. L’obiettivo condiviso è sviluppare soluzioni innovative per il miglioramento genetico delle varietà viticole, la gestione sostenibile dei vigneti e l’efficienza dei processi di vinificazione.

 

Alla riunione, svoltasi sotto il coordinamento di Fondazione Agrion e della Vignaioli Piemontesi hanno partecipato i principali enti di ricerca e rappresentanti del comparto produttivo: Università di Torino – DISAFA, CONViVi e Agroinnova, CREA-VE, CNR-IPSP, Politecnico di TorinoPiemonte Land of Wine e i Consorzi di tutela, insieme alle associazioni Confcooperative, Confagricoltura, Coldiretti, Confederazione Italiana AgricoltoriUnioncamere e Confindustria.

 

Verso un coordinamento per l’innovazione vitivinicola

Durante l’incontro è stata inoltre ribadita l’importanza di un coordinamento per lo sviluppo e l’innovazione vitivinicola, pensato per mettere in rete competenze, strutture e risorse, favorendo la condivisione di progetti e strategie, e facilitando l’accesso a finanziamenti pubblici e privati.
Grazie alla sinergia tra enti scientifici, consorzi e associazioni di produttori, il tavolo si prefigge di diventare il motore dell’innovazione condivisa, capace di guidare il settore vitivinicolo piemontese verso un futuro più competitivo, digitale e sostenibile.

 

Formazione, condivisione e prossimi passi

I partecipanti hanno concordato sull’importanza di attivare programmi di formazione rivolti ai viticoltori, condividere dati e buone pratiche e monitorare i progressi in ciascuna area di intervento.

Un primo passo concreto e necessario sarà la presentazione ai Consorzi di Tutela delle linee di ricerca attive in Piemonte, per raccogliere le esigenze di innovazione espresse da viticoltori ed enologi e orientare in modo mirato le future attività di ricerca e sviluppo.

 

Questo confronto tra i diversi attori del settore vitivinicolo permetterà la presentazione alla Regione Piemonte di una proposta progettuale co-costruita, con l’obiettivo di attrarre nuove risorse destinate alla ricerca e allo sviluppo.

 

L’obiettivo finale è valorizzare al massimo le strutture e le competenze già presenti sul territorioconsolidare il coordinamento tra enti di ricerca, Regione e imprese del settore, e facilitare il trasferimento delle conoscenze alle aziende vitivinicole.

 

Mercato immobiliare 2025: Torino prima tra le grandi città, boom nelle colline astigiane

Il mercato immobiliare piemontese accelera nel primo semestre del 2025, mostrando una crescita diffusa sia nei capoluoghi sia nei territori di provincia. Secondo le elaborazioni di Fiaip Piemonte sui dati dell’Agenzia delle Entrate, tra gennaio e giugno sono state compravendute 34.216 abitazioni, pari a un aumento del 12,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che colloca la regione al terzo posto in Italia per numero di transazioni, subito dopo Lombardia e Lazio.

A trainare la ripresa è soprattutto il territorio delle colline astigiane, che mette a segno l’incremento più elevato dell’intera regione: +23%. Una crescita che contrasta con l’andamento del capoluogo, dove Asti città segna un lieve arretramento del 3%, mentre il resto della provincia fa registrare numeri record.

Tra le città capoluogo, la performance migliore spetta a Biella, che vola a +16,6% e conquista anche il primato per volume di compravendite in rapporto alla popolazione residente. Seguono Alessandria (+15,4%), Cuneo (+15,2%), Verbania (+15,1%), Novara (+12,6%) e Torino (+11,7%), mentre Vercelli chiude con +9,8% e Asti resta in terreno negativo.

«Il mercato sta recuperando il terreno perso negli ultimi due anni – osserva Marco Pusceddu, presidente Fiaip Piemonte –. Il calo dei tassi e il miglioramento delle condizioni di accesso al credito stanno riportando in movimento quella parte di domanda che era rimasta in attesa».

Biella: comprano gli stranieri, complice la convenienza

Il boom biellese è alimentato soprattutto dagli acquirenti stranieri – tedeschi, francesi, olandesi, israeliani e australiani – interessati a seconde case dal prezzo particolarmente vantaggioso. «Biella ha valori tra i più bassi del Nord Italia e molta disponibilità di immobili», spiega Alberto Meliga, presidente Fiaip Biella.

Il fenomeno è legato anche allo spopolamento: la popolazione è scesa da 55mila abitanti negli anni ’90 agli attuali 43mila. «Oggi in città ci sono circa mille abitazioni in vendita, una ogni quindici famiglie. Molti acquirenti scelgono piccole case di paese a 20-30 mila euro, acquistate come base per soggiorni in Italia».

Nel complesso, la provincia cresce del 9,6% con 1.422 transazioni: Biella città aumenta del 16,6% (459 vendite), mentre i comuni limitrofi crescono del 6,5%.

Asti e il Monferrato: colline in forte espansione

Il Monferrato continua a essere una delle aree più vivaci del Piemonte immobiliare. Le colline astigiane sfiorano le mille transazioni e crescono del 23%, attirando acquirenti italiani e stranieri alla ricerca di paesaggi, vino, outdoor ed equilibrio tra bellezza e prezzi accessibili.

Asti città, invece, registra un calo del 3% e si ferma a 513 compravendite. «Il territorio intercetta la domanda che non trova risposta nelle Langhe, dove i prezzi più elevati e la scarsa offerta frenano gli acquisti», spiega Roberto Coppola, presidente Fiaip Asti. I valori restano complessivamente stabili, con incrementi moderati tra il 2 e il 3% nelle zone più richieste.

Torino: tra le grandi città italiane è quella che cresce di più

Torino guida la classifica delle maggiori città italiane per incremento delle compravendite nel primo semestre 2025: +11,7% e quasi 8mila abitazioni vendute. L’intera provincia registra un trend positivo, con 18.292 transazioni, pari a +12,3%.

«Torino resta una delle città più accessibili tra i grandi centri italiani, nonostante un leggero aumento dei prezzi intorno al 2%», commenta Claudia Gallipoli, presidente Fiaip Torino. La prima casa rappresenta quasi tre quarti delle transazioni, mentre le abitazioni nuove restano una quota minima (2,5%). Quasi la metà delle compravendite avviene tramite mutuo.

Novara: il mercato riparte dopo un 2024 difficile

Nel 2025 Novara mostra un deciso cambio di passo: 2.850 compravendite e +14,5%. Il capoluogo cresce del 12,6% (808 vendite), mentre la provincia segna +15,2%.

A influire positivamente sono i nuovi investimenti industriali e tecnologici, l’arrivo di Silicon Box, i poli sanitari in sviluppo e la forte domanda di affitti da parte di lavoratori, professionisti e studenti. «Le stanze arrivano ormai a 500 euro mensili», spiega Gabriele Zanetta, presidente di Fiaip Novara. «La crescita continuerà, ma il rischio è che l’offerta non basti».


Le altre province

Cuneo: 4.253 abitazioni vendute (+18%). Il capoluogo cresce del 15%, il resto della provincia del 18,4%.
Verbano-Cusio-Ossola: 1.293 transazioni (+13%). Verbania sale del 15%, il resto del territorio del 12,6%.
Alessandria: 3.303 compravendite (+11%). La città segna +15,4%, il resto della provincia +9,7%.
Vercelli: 1.287 abitazioni scambiate (+10,8%). Il capoluogo cresce del 9,8% e la provincia dell’11,2%.

FOTO TORINO RESPIRA

Turismo in Piemonte, una crescita costante

Il Piemonte conferma la sua attrattività come destinazione turistica: nei primi nove mesi del 2025 la regione registra un incremento del +5% negli arrivi e del +7% nelle presenze rispetto allo stesso periodo del 2024, con un trend positivo sia per il turismo nazionale, sia per quello estero.

Il turismo italiano cresce del +4% negli arrivi e +8% nelle presenze, mentre i visitatori stranieri segnano un aumento del +6% negli arrivi e del +7% nelle presenzesuperando complessivamente il 55% di pernottamenti stranieri e confermando il Piemonte come meta internazionale di qualità.

Tra i principali mercati esteri si distinguono Germania, Benelux, Francia e Svizzera, con una crescita significativa anche da Regno Unito (+5%) e Stati Uniti (+13% negli arrivi e +20% nelle presenze). In Italia, i turisti provengono principalmente da Lombardia, Lazio, Liguria ed Emilia-Romagna.

In questo quadro le Nitto ATP Finals 2025 confermano Torino come capitale internazionale del tennis e motore di sviluppo per tutto il Piemonte. Dai primi dati nel periodo dell’evento il tasso di saturazione delle strutture ricettive cittadine ha raggiunto il 61,7%, con punte di occupazione dell’81,8% nel week end della finale, momento che ha visto duplicarsi il numero totale dei visitatori a Torino rispetto al pari periodo 2024, mentre la componente turistica ha segnato una crescita del 30%.

L’evento ha attratto spettatori provenienti sia dall’Italia, sia dall’estero, in particolare dalla Francia, dalla Svizzera e dalla Spagna.

Gli effetti si sono naturalmente estesi a tutta la filiera: ristorazione, trasporti, attività commerciali e servizi culturali hanno registrato importanti benefici, consolidando nel contempo l’immagine internazionale del capoluogo e del territorio regionale.

La visibilità sui media, i riscontri social e la presenza di personalità ed ospiti da tutto il mondo hanno rappresentato un volano promozionale di enorme valore come confermato anche dai dati diffusi da Fitp che ha stimato le ricadute turistiche in 591,1 di euro così suddivisi: impatto diretto 264,9 milioni di euro, indiretto: 226,4 milioni di euro, indotto: 99,8 milioni di euro. Nel 2024 l’impatto economico totale era stato di 503 milioni di euro, quindi, nel 2025 si registra un incremento di 88,1 milioni di euro, pari a un aumento del 17,5% rispetto al 2024.

Guardando al futuro, anche le vacanze natalizie 2025/2026 mostrano segnali positivi: tra il 22 dicembre e il 7 gennaio, la saturazione degli alloggi piemontesi già oggi è stimata al 32,8% quando l’anno scorso a fine novembre era pari al 20,5%.

 

L’esperienza turistica in Piemonte mantiene un elevato livello di soddisfazione, con un indice di gradimento di 86,6/100, superiore alla media nazionale (86,1/100), e il comparto ricettivo registra un giudizio positivo di 84,9/100 contro 84,2/100 a livello italiano, segno di un sistema dell’accoglienza efficiente e apprezzato. Il dato si riflette nell’incremento delle tariffe medie e nelle elevate percentuali di occupazione rilevate durante i grandi eventi.

Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti nel 2025, confermano la crescita costante del turismo in Piemonte e premiano il lavoro svolto per valorizzare la nostra regione a livello nazionale e internazionale – dichiarano Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e Paolo Bongioanni, assessore al Turismo, Commercio, Agricoltura e Cibo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, della Regione Piemonte -. Il Piemonte conferma il suo fascino unico, tra paesaggi straordinari, eventi di richiamo e un’offerta ricettiva di qualità, attirando sempre più visitatori da Italia e mondo. Continueremo a investire nello sviluppo sostenibile del turismo, promuovendo itinerari outdoor, innovando le strutture ricettive e supportando le imprese, con l’obiettivo di rafforzare la nostra regione come meta di eccellenza e destinazione di riferimento a livello internazionale“.

Questi dati, elaborati dall’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte – Visit Piemonte,  dimostrano come il Piemonte si confermi una destinazione strategica, dinamica e sempre più apprezzata, capace di attrarre visitatori di qualità e di rappresentare un motore di sviluppo economico e culturale.

Università di Torino e Regione raccontano il successo dei Bilanci POP

● Dopo gli USA, l’Italia è stata la prima in UE ad adottare 10 anni fa il Bilancio POP, modello di
rendicontazione che rende trasparenti ai cittadini dati economici e sociali di enti pubblici e
organizzazioni. Oggi questa pratica è consolidata nel panorama italiano della
rendicontazione pubblica e sta iniziando a diffondersi anche in Spagna.

● Ad aprire la strada sono state la Città di Torino e la Regione Piemonte, seguite da altri
comuni, istituzioni e aziende locali e poi nazionali.

● A 10 anni dal primo Bilancio POP, l’Università di Torino fa il punto insieme a chi ha adottato
questo modello, analizzando il percorso e i risultati ottenuti.

È stato presentato presso il Grattacielo della Regione Piemonte lo stato dell’arte dei Bilanci
POP, a dieci anni dal primo esperimento italiano di rendicontazione partecipata. L’incontro,
promosso dal Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino con il
patrocinio della Regione Piemonte, ha riunito rappresentanti del mondo istituzionale,
accademico e produttivo per riflettere su un decennio di pratiche di trasparenza e dialogo
con i cittadini e i portatori di interesse non addetti ai lavori.

Nato negli Stati Uniti e introdotto in Italia nel 2014 (pubblicato per la prima volta nel 2015)
dalla Città di Torino con il supporto dell’Università di Torino, il Bilancio POP (Popular
Financial Reporting) non è solo un documento, ma un vero percorso che ha coinvolto
didattica e ricerca, coltivando l’idea di una collaborazione virtuosa tra aziende, pubbliche e
private, territori e cittadini. L’idea di base è rendere il bilancio comprensibile a tut
attraverso un modello di rendicontazione che traduce dati economici e gestionali in
linguaggio chiaro, visuale e accessibile, favorendo la comprensione delle scelte pubbliche e
la partecipazione dei cittadini.

All’appuntamento torinese sono intervenuti, tra gli altri, Jacopo Suppo (Vicesindaco della
Città Metropolitana di Torino), Francesca Culasso (Università di Torino), Andrea Tronzano
(Regione Piemonte), Elena Piastra (Sindaca di Settimo Torinese), Marzio Olivero (Sindaco di
Biella), Claudio Raviola (Sindaco di Dogliani), Davide Canavesio (Presidente OGR Torino),
Eleonora Gerbotto (Direttore dell’Ordine degli Architetti di Torino) e Fabrizio Bontempo
(Presidente Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino).

“Il Bilancio POP rappresenta una delle iniziative più significative di rendicontazione orientata
al dialogo sviluppate nel nostro Paese: in dieci anni di lavoro abbiamo costruito un percorso
che non si limita a descrivere risultati, ma punta a generare fiducia e dialogo tra istituzioni,
portatori di interesse e imprese”, dichiara il Professor Paolo Biancone, Professore ordinario
Università di Torino e responsabile scientifico del progetto Bilancio POP e POP Accounting.
“Rendere conto in modo aperto e comprensibile significa restituire valore alla relazione tra
amministrazione e comunità, trasformando il bilancio da mero adempimento contabile a
strumento di partecipazione attiva. Il percorso dei Bilanci POP dimostra che la trasparenza
può diventare un motore di coesione e innovazione istituzionale”
Aggiunge la Professoressa Silvana Secinaro, Professoressa ordinaria Università di Torino e
responsabile scientifica del progetto Bilancio POP e POP Accounting: “L’esperienza dei
Bilanci POP ha anticipato molti dei principi oggi al centro della smart accounting e
della dialogic accounting: una rendicontazione che, non solo utilizza tecnologie intelligenti,
ma promuove il dialogo e il confronto tra aziende e portatori di interesse. In questi anni di
studi e sperimentazioni abbiamo dimostrato che la rendicontazione può diventare un
processo interattivo, in cui i dati si trasformano in narrazioni condivise e le informazioni in
occasioni di partecipazione. La logica POP unisce persone, conoscenza e valore sociale,
aprendo la strada a una cultura della rendicontazione capace di coniugare trasparenza,
innovazione e democrazia sostanziale”.

Un primato piemontese – La Città di Torino è stata la prima in Europa a introdurre il
Bilancio POP nel 2014, facendone uno strumento di rendicontazione accessibile e
partecipata verso i cittadini. In seguito la Regione Piemonte ha adottato il Bilancio POP nel
2018, consolidando un percorso che ha trasformato la rendicontazione pubblica in un vero e
proprio esercizio di democrazia economica. Negli anni il Bilancio POP è diventato un
modello consolidato di rendicontazione in Italia: sempre più enti locali, regioni, fondazioni e
aziende adottano questa pratica per comunicare in modo trasparente. Tra i casi più
significativi ci sono il Comune di Basiglio, premiato dal Consiglio d’Europa nel 2022 con
l’ELoGE (European Label of Governance Excellence, riconoscimento assegnato alla buona
governance), l’Università di Torino, prima Università italiana ad implementarlo all’interno
delle proprie politiche di Ateneo, e l’Istituto Sommeiller di Torino, che ha realizzato il
proprio Bilancio POP con il supporto scientifico dell’Università, candidato all’Oscar di
Bilancio 2025: quest’ultima esperienza, in particolare, mostra come il modello si stia
estendendo oltre la Pubblica Amministrazione, diventando un linguaggio condiviso di
responsabilità e dialogo civico. Poi via via si sono aggiunte sperimentazioni virtuose anche
da parte di aziende private, come DiaSorin Spa, Fondazioni, quali Ogr, Gruppi di interesse
economico, quali il Traforo del Monte Bianco, Ordini professionali, quali Ordine degli
architetti di Torino, Ordine dei Consulenti del lavoro di Torino.

Il Bilancio POP tra formazione e ricerca – In dieci anni il Bilancio POP è diventato anche uno
strumento formativo: 12 insegnamenti universitari hanno trattato il tema della
rendicontazione partecipata, coinvolgendo oltre 6mila student e realizzando più di 800
project work dedicati alla costruzione di bilanci accessibili. Il Bilancio POP ha, inoltre,
generato un filone di ricerca riconosciuto a livello internazionale che affronta temi quali
smart accounting, dialogic accounting, trasparenza digitale, intelligenza artificiale applicata
alla governance: attraverso l’analisi della produzione scientifica dedicata all’evoluzione della
rendicontazione pubblica nel mondo, è emerso come l’esperienza italiana sia una delle più
attuali linee di studio sulla comunicazione economico-gestionale.

Cos’è il Bilancio POP – Il Popular Financial Reporting si diffonde negli anni ’90 nel mondo
anglosassone – Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda – come strumento per rendere
i bilanci pubblici più comprensibili ai cittadini. In Europa questo modello si è diffuso prima in
Italia e poi in Spagna, dove la città di Almería ha avviato il suo primo Bilancio POP. Si fonda
su tre pilastri principali: trasparenza, ovvero l’apertura dei dati economici e gestionali in
forma chiara e sintetica; partecipazione, che stimola il dialogo tra amministrazioni, imprese
e cittadini; e accountability, la comunicazione degli impatti sociali e delle scelte pubbliche.
La differenza con i bilanci tradizionali è l’adozione di un approccio basato su chiarezza,
semplificazione e dialogo attraverso linguaggi visivi, infografiche e narrazioni accessibili allo
scopo di favorire la comprensione da parte di tutti i cittadini, anche non esperti. I primi
dieci anni del Bilancio POP hanno visto l’attivazione di 57 accordi con comuni, scuole,
fondazioni, ordini professionali e imprese, mobilitando complessivamente 818mila euro, di
cui 415mila nell’ambito dell’innovazione digitale della PA.

10 anni dopo il primo Bilancio POP in Piemonte – A dieci anni dalla sua introduzione, il
Bilancio POP è oggi una pratica consolidata nel panorama italiano della rendicontazione
pubblica che ha messo la trasparenza al centro del dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini.
Il percorso, avviato in Piemonte, si è diffuso in tutto il Paese: a oggi sono stati realizzati o
sono in svolgimento 44 Bilanci POP da parte di enti pubblici, scuole e aziende. In Piemonte –
oltre alla Regione, alla Città di Torino e all’Università – hanno adottato il Bilancio Pop l’OGR
Torino, l’Ordine degli Architetti di Torino e i Comuni di Biella, Cuneo, Moncalieri, Acqui
Terme, Venaria, Bardonecchia, Buttigliera Alta, Borgaro, Collegno, Rivoli, San Mauro,
Orbassano, Chieri, Settimo Torinese, Chivasso, Grugliasco, Dogliani. Le evidenze raccolte
mostrano che i bilanci POP sono più letti e compresi rispetto ai documenti contabili
tradizionali, in quanto favoriscono fiducia e partecipazione: non solo gli enti che li adottano
registrano un sentiment positivo da parte dei cittadini e un miglioramento del dialogo
istituzionale ma, in diversi casi, la maggiore chiarezza informativa ha contribuito a rafforzare
la reputazione delle istituzioni e la percezione di trasparenza.

Avviato il cantiere di via Nizza:  nuove residenze universitarie, un centro commerciale, impianti sportivi

L’arrivo del freddo a Torino non ha fermato l’avvio dei lavori del nuovo Scalo Nizza. Un progetto di Nova Coop, Nido Living e Taurus che restituirà alla città l’area dell’ex scalo ferroviario Vallino, dismesso dal 2010 e rimasto fino ad oggi in disuso e inaccessibile, in via Nizza, a ridosso della ferrovia e del cavalcavia di corso Sommeiller.

Ieri mattina il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, insieme al presidente di Nova Coop Ernesto Dalle Rive, al responsabile dell’Italia di Nido Living Giuseppe Zafferri e all’amministratore delegato di Taurus Pietro Burdisso, hanno visitato il cantiere.

Un intervento che rafforza la vocazione universitaria e di servizio del quartiere San Salvario e che darà vita a un nuovo mix funzionale di residenzialità studentesca, commercio e spazi pubblici. L’area coinvolta misura complessivamente 32mila metri quadrati, oggi oggetto delle opere di scavo e fondazione destinate a ospitare un complesso articolato in due anime principali: una nuova residenza universitaria da 402 posti letto e un polo commerciale e di servizi.

«L’ex Scalo Vallino oggi diventa Scalo Nizza: un cambio formale, ma anche sostanziale per comunicare la rigenerazione che prende concretamente il via e che rappresenta un fondamentale tassello della strategia di trasformazione urbana dei siti industriali dismessi – afferma Stefano Lo Russo, Sindaco di Torino –. La realizzazione di una residenza studentesca contribuirà ad una delle vocazioni strategiche di Torino, come città universitaria di livello internazionale, l’area commerciale, la piastra sportiva e la piazza pubblica saranno al servizio del quartiere e degli studenti che vi gravitano, mentre i collegamenti saranno garantiti dalla pista ciclopedonale che si connette con piazza Nizza e dalla presenza della stazione della metropolitana. È grazie a progetti come questi che la nostra città potrà essere sempre di più riconosciuta per la sua capacità di attrarre giovani in formazione universitaria offrendo esperienze di studio, residenzialità, lavoro e integrazione nel sistema economico e sociale cittadino».

Il primo nucleo dell’intervento è rappresentato dalla futura residenza studentesca, sviluppata dall’operatore immobiliare specializzato Taurus per conto della piattaforma europea di alloggi per studenti Nido Living. Questa sarà organizzata in due edifici distinti ma collegati a livello sotterraneo e nei sistemi impiantistici tecnologici: uno con forma a ferro di cavallo, manica principale con orientamento nord-sud e ingresso principale su via Nizza, l’altro con un fronte lungo parallelo a corso Sommeiller, che sorgerà al di sopra della piastra commerciale. Gli edifici sono progettati per fornire spazi moderni, sostenibili e dotati di ampie aree comuni: sale studio, palestra, sala gioco, zone bar e di ristorazione, terrazze verdi e depositi per le biciclette. Con una superficie complessiva di circa 10.500 metri quadrati di superficie lorda pavimento (Slp), la residenza offrirà monolocali singoli e doppi, ideali per rispondere alla crescente domanda di residenzialità universitaria di qualità in città.

La componente commerciale, sviluppata direttamente da Nova Coop, si articola in due volumi complementari, per un totale di 10 mila metri quadrati di Slp, e ospiterà un mix bilanciato di funzioni pensato per integrare servizi di prossimità, ristorazione e commercio. Il cuore dell’offerta sarà il nuovo Superstore Coop, che occuperà 2.499 metri quadrati dedicati alla vendita, affiancati da 1.386 metri quadrati di superfici accessorie, e realizzato secondo il format “presto e bene”, con tecnologie digitali avanzate e l’intera gamma dei servizi cooperativi. Al primo piano dello stesso edificio saranno posizionate alcune medie superfici commerciali, per un totale di 2984 metri quadrati. Il secondo edificio ospiterà al piano terra circa 3000 metri quadrati per la ristorazione e le attività di vicinato, in connessione diretta con la nuova piazza pubblica prevista all’interno del complesso. I suoi due piani superiori saranno invece dedicati a parcheggi coperti che, assieme a un livello di parcheggio interrato, garantiranno complessivamente circa 16.500 metri quadrati di sosta.

Lo sviluppo verrà completato da circa 5.000 metri quadrati di impianti sportivi, da una nuova piazza pubblica aperta a usi temporanei flessibili, da percorsi pedonali e ciclabili e da nuove aree verdi per una superficie complessiva di circa 8.500 metri quadrati, di cui quasi 3.000 ricavati come giardini pensili sulla soletta dell’edificio commerciale che ospiterà il superstore. La copertura del secondo edificio commerciale, pari a 2.600 metri quadrati, sarà interamente occupata da un impianto fotovoltaico, che produrrà energia rinnovabile per la copertura dei fabbisogni dell’intero complesso.

Con la sua articolazione di funzioni e la qualità architettonica prevista, Scalo Nizza è stato concepito per ricucire un vuoto urbano storico, restituendo continuità al fronte di via Nizza e creando un nuovo polo di attrazione nonché un luogo di relazione a beneficio del quartiere. L’intero intervento adotta criteri avanzati di sostenibilità: gli edifici della residenza universitaria sono progettati per ottenere la certificazione LEED Gold, grazie a soluzioni costruttive efficienti e a sistemi impiantistici evoluti, mentre la piastra commerciale segue gli standard della certificazione ITACA, orientati alla riduzione dell’impatto ambientale e all’ottimizzazione delle prestazioni energetiche.

Il cronoprogramma lavori prevede la consegna delle funzioni commerciali entro il primo semestre 2027 e di quelle ricettive nel corso del secondo semestre, con un avanzamento distinto dei lotti. L’investimento complessivo ammonta a circa 105 milioni di euro.

TORINO CLICK

Al via la quarta edizione di Experience Piemonte

È stata inaugurata questa mattina, nella prestigiosa cornice della Venaria Reale, la quarta edizione di Experience Piemonte, l’appuntamento internazionale che per due giorni mette in scena il meglio della creatività e del saper fare del lusso, del design e del benessere Made in Piemonte. L’iniziativa è organizzata da Ceipiemonte nell’ambito dei Progetti Integrati di Filiera “Abbigliamento/Alta Gamma/Design”, “Tessile”, “Salute e Benessere” della Regione Piemonte finanziati dal PR FESR 2021-2027.

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Arredo, design, moda e accessori, gioielleria, tessile, cosmesi e prodotti per il benessere sono i comparti protagonisti di questa quarta edizione, che vede la partecipazione di 53 imprese piemontesi e 50 operatori esteri provenienti da 22 Paesi (Arabia Saudita, Bosnia-Erzegovina, Canada, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Indonesia, Irlanda, Kazakistan, Lettonia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Turchia). Nel corso delle due giornate – 18 e 19 novembre – sono in programma oltre 450 incontri B2B, organizzati con l’obiettivo di favorire nuove sinergie commerciali, collaborazioni produttive e opportunità di sviluppo internazionale per le aziende del territorio.

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Il Piemonte – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e all’Internazionalizzazione Andrea Tronzano – si conferma un laboratorio di eccellenze che sanno competere sui mercati globali grazie alla forza del saper fare artigianale, all’innovazione e alla capacità di interpretare le nuove tendenze internazionali. Experience Piemonte è una vetrina strategica per promuovere le nostre imprese nei settori chiave del lusso, del design e del benessere, sempre più richiesti in tutto il mondo e nei quali oggi si aprono opportunità concrete di accesso a nuovi mercati. Continueremo a investire con convinzione sull’internazionalizzazione, sostenendo concretamente le nostre imprese, in particolare con i Progetti Integrati di Filiera, accompagnandole nell’intercettare nuove opportunità di business”.

Experience Piemonte ha coinvolto fino ad oggi oltre 300 imprese piemontesi, 250 operatori esteri e organizzato più di 2.500 incontri B2B – sottolinea Dario Peirone, presidente di Ceipiemonte – Portare buyer qualificati direttamente in Piemonte è parte integrante della nostra strategia: nel corso dell’anno abbiamo partecipato a decine di appuntamenti nel mondo dedicati a questi settori portando oltre 130 aziende sui principali mercati internazionali. Experience Piemonte rappresenta il naturale punto di arrivo di questo percorso di promozione, che vuole costruire concrete opportunità di business per le nostre imprese sul territorio.”

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Tra gli operatori esteri presenti in questa edizione figurano nomi di rilievo del panorama internazionale del lusso, del design, del tessile e del wellness come: Brooks Brothers, storico marchio statunitense simbolo dell’eleganza senza tempo; Unbound Merino, brand canadese di abbigliamento sostenibile in lana merino; Ic-10 Proyectos, realtà spagnola specializzata in interior design di lusso; Tropic Maloprodaja Doo, distributore croato di prodotti premium per il benessere e la cura della persona; Meyci Group, gruppo turco attivo nella distribuzione di moda e lifestyle di fascia alta. Completano la delegazione quattro testate internazionali di settore – LUXUS Plus, Riviera Magazine, Boat International, Celebre Magazine – che con la loro presenza contribuiscono a dare ulteriore visibilità all’evento sui principali canali del lusso e del lifestyle. Dal mondo del tessile e della moda all’alta gioielleria, dal design alla nautica, queste testate rappresentano autorevoli punti di riferimento nel racconto delle eccellenze mondiali, offrendo un’importante piattaforma di promozione e networking per le PMI presenti.

I buyer sono alla ricerca di nuove produzioni che sappiano coniugare artigianalità, qualità dei materiali e innovazione, e mirano a individuare nuovi partner piemontesi in grado di unire la tradizione manifatturiera al design contemporaneo e alle più recenti tendenze del benessere. Grande attenzione è riservata a sostenibilità, tracciabilità e personalizzazione del prodotto, valori che rappresentano i tratti distintivi del sistema produttivo piemontese. Sono proprio queste le peculiarità che vengono esaltate dall’affascinante percorso-mostra allestito nella Citroniera della Venaria Reale, dove una selezione di prodotti delle imprese partecipanti racconta la l’eccellenza piemontese: tessuti pregiati, abiti ricercati, gioielli unici, complementi d’arredo dal design innovativo e prodotti cosmetici che uniscono scienza, natura e benessere. Un’esperienza immersiva che celebra la creatività, la qualità e l’identità produttiva del territorio.

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Le imprese piemontesi a Experience Piemonte 2025

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ARTIGIANI DEL CASHMERE

www.artigianidelcashmere.com

3

BRONDELLO ERMINIO

www.brondelloerminio.it

4

BRUNA COUTURE

www.brunacouture.it

5

BRUTUS

www.brutusfactory.com

6

CARUSO GIUSEPPE

www.ateliercaruso.it

7

ELEMENTS BY CAVALLARO

www.cavallarointeriors.com

8

EMMEPI di Manna

www.pinomanna.com/

9

ERREDUE

www.rotaerota.com

10

FERRARIS GIOIELLI

www.ferraris.it

11

G.H.I. GROUP DESIGN

www.ghiwooddesign.it

12

GABRIELLA RIVALTA

www.rivalta.it

13

GIOIELLI DALLA TERRA

www.gioiellidallaterra.it

14

GROPPO F.LLI

www.groppofratelli.it

15

LA BOTTEGA DEL FALEGNAME

www.labottegadelfalegname.net

16

LEPEG

www.lepegcouturelab.com

16

MARIAALLOA CASALE

www.alloacasale.com/it

17

NOVA ANALYSIS

www.nova-analysis.com

18

ORSINI GIOIELLI

www.orsinigioielli.it

19

PARADISI

www.ivanparadisi.com

20

PIETRO CACCIOLATTO

www.pietrocacciolatto.com

21

PLAY ADV

www.muraia.com

22

RIMANI

www.rimanisrl.it

23

RUBINETTERIA GIULINI GIOVANNI

www.giulini.it

24

SAMARCANDA

www.samarcandaluxury.com

25

SILAT

www.ilgiardinodilegno.it

26

STUDIO ARREDI

www.sagliettigroup.it

27

STV ITALIA (CAINO DESIGN)

www.cainodesign.com

28

VANNI SOCIETA’ BENEFIT

www.vanniocchiali.com

29

SEAMA

www.seamashop.com

30

ALBERTO OLIVERO

www.alberto-olivero.com

TESSILE

32

AGENA

www.agenagroup.it

33

BOTTONIFICIO PIEMONTESE

www.bottonificiopiemontese.com

34

F.LLI BONFANTI

www.bonfantifratelli.com

35

IDEA RICAMO

www.ideariamo.it

36

LANIFICIO DEL’ORSO

www.lanificiodellorso.it

37

MANIFATTURA DI DOMODOSSOLA

www.manifatturadomodossola.it

38

OPIFICIO SERICO FIORENTINO

www.lopificio.it

39

SIMTA

www.simtaspa.com

SALUTE E BENESSERE

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ABEKOM

www.abekom.it

41

ACQUA DELLE LANGHE

www.acquadellelanghe.it

42

BIOELITE

www.labioelite.it

43

BODHI NATURAE

www.bodhinaturae.it

44

FARMEN

www.farmenspa.com

45

GONE

www.gonegroup.it

46

ISOMED

www.dietaisomed.it

47

LAB37

www.lab37group.com

48

LOGIDEX

https://logidexgroup.com

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MARIO ZUNINO & C.

www.esterel.it

50

MDD DI MADDALENO MASSIMILIANO

www.naturaedonum.it

51

PASCANIUC LIA PARASCHIVA

www.liapascaniuc.com

52

REYNALDI

www.reynaldi.it

53

VEGETAL PROGRESS

www.vegetal-progress.it

Piemonte, cresce l’allarme contraffazione e il rischio per il Made in Italy

Il Piemonte si ritrova al centro di una nuova emergenza legata alla contraffazione. Secondo l’analisi regionale del Rapporto Iperico 2024, la regione è la quinta in Italia per quantità di merce sequestrata, con 6,3 milioni di pezzi intercettati e un incremento impressionante del +553% rispetto al 2023.

Un segnale preoccupante per il Made in Italy, già impegnato in una fase complessa in cui diventa sempre più urgente preservare credibilità, trasparenza e legalità lungo l’intera filiera produttiva.

Il rapporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy conferma il Lazio come prima regione per merce sequestrata (33,7%, circa 12,1 milioni di pezzi, in calo del 70% rispetto al 2023), seguito da Campania (23,3%, 8,4 milioni di pezzi e +1.163%), Toscana (17,6%) e Friuli Venezia Giulia (5,5%). Una crescita che rivela come la rete del falso si stia radicando anche nei territori simbolo dell’eccellenza manifatturiera italiana.

«Il Rapporto Iperico conferma ciò che purtroppo osserviamo quotidianamente: il mercato del falso cresce più rapidamente di quello legale» commenta Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino. «La contraffazione danneggia soprattutto i piccoli brand indipendenti, altera il mercato della produzione e della vendita e genera ricadute pesantissime sull’intero comparto. Chi acquista prodotti falsi tradisce il Made in Italy, alimentando sfruttamento e concorrenza sleale.»

Per Confartigianato, la risposta non può limitarsi alla repressione: occorrono strumenti di trasparenza e tracciabilità capaci di rendere riconoscibile e protetto il valore autentico dell’artigianato italiano.

«Accogliamo con favore l’introduzione della Certificazione unica di conformità delle filiere della moda, prevista nel Ddl annuale Pmi – conclude De Santis –. È uno strumento utile per rafforzare legalità e tracciabilità, ma dovrà evitare di trasformarsi in ulteriore burocrazia. La certificazione deve valorizzare chi opera nel rispetto delle regole, garantendo tracciabilità completa, equa remunerazione e il riconoscimento degli audit già esistenti. Le piccole e medie imprese non sono semplici anelli della filiera: sono i pilastri della nostra manifattura. Per questo la certificazione deve premiare l’intero percorso produttivo, non solo il marchio o il prodotto finito.»

In Piemonte i webinar di Poste Italiane

Torino, 17 novembre 2025 – In occasione della Settimana dell’Educazione Previdenziale, in programma dal 17 al 23 novembre, Poste Italiane mette a disposizione dei cittadini del Piemonte, 4 webinar di Educazione Finanziaria sulla tematica “La previdenza”.

Si comincia martedì 18 con un doppio appuntamento: il primo alle ore 10:00 (con sottotitoli e interprete LIS), mentre il secondo alle ore 16:00. Si prosegue giovedì 20 novembre, sempre in un doppio incontro online: alle ore 10:00 e poi alle ore 16:00 (con sottotitoli e interprete LIS).

Nel corso di ciascuna sessione i relatori condivideranno con i partecipanti utili suggerimenti sull’opportunità di pianificare da subito il proprio percorso previdenziale.

Gli incontri, promossi da Poste Italiane, hanno l’obiettivo di divulgare e diffondere una cultura finanziaria, assicurativa e previdenziale per compiere scelte consapevoli e adatte agli obiettivi personali e familiari.

Per partecipare gratuitamente basta collegarsi su https://www.posteitaliane.it/educazione-finanziaria/eventi alla pagina web di Educazione Finanziarianella sezione sostenibilità del sito istituzionale www.posteitaliane.itscegliere la tematica di interesse e registrarsi. All’interno del sito sono disponibili, inoltre, molteplici contenuti multimediali fruibili da tutti, come ad esempio, la sezione “A scuola di economia”, con due percorsi di educazione finanziaria destinati agli studenti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado e la sezione podcast “Generazione EF – Giovani” dedicata agli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

 

L’iniziativa si muove nel segno della tradizionale attenzione di Poste Italiane alle esigenze dei cittadini e in coerenza con la sua storica vocazione di azienda socialmente responsabile che aderisce ai principi internazionali ESG, promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.  

I prezzi al consumo a Torino: ecco i prodotti che salgono e quelli che scendono

Nel mese di Ottobre 2025 a seguito della rilevazione dei prezzi effettuata dall’Ufficio di Statistica della Città, l’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è risultato pari al 120,7 (Base Anno 2015=100) segnando una variazione del -0,3% rispetto al mese precedente e del +0,9% rispetto al mese di Ottobre 2024 (tasso tendenziale).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto segnalano +0,2% sul mese precedente e +1,9% su ottobre 2024. I prezzi dei prodotti a media frequenza d’acquisto segnalano una variazione del -0,7% rispetto al mese di settembre 2025 e del +0,7% rispetto all’anno precedente. I prezzi dei prodotti a bassa frequenza d’acquisto segnalano una variazione del -0,4% rispetto al mese precedente e del -0,6% rispetto a ottobre 2024.

Nella tipologia di prodotto dei BENI si rileva -0,3% su base congiunturale e INVARIATO su base tendenziale.

I prodotti in rilevazione hanno subito queste variazioni:

Beni Alimentari +0,2% sul mese precedente e +1,8% sull’anno precedente,

Beni Energetici -0,9% sul mese precedente e -3,7% sull’anno precedente,

Tabacchi INVARIATO sul mese precedente e +3,2% sull’anno precedente,

Altri Beni -0,5% sul mese precedente e -0,1% sull’anno precedente.

Nella tipologia di prodotto dei SERVIZI si registra -0,3% su base congiunturale e +2,2% su base tendenziale.

Sono state riscontrate le seguenti variazioni:

Servizi relativi all’Abitazione +0,2% sul mese precedente e +2,7% sull’anno precedente,

Servizi relativi alle Comunicazioni -0,2% sul mese precedente e -0,2% sull’anno precedente,

Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona -0,7% sul mese precedente e +3,4% sull’anno precedente,

Servizi relativi ai Trasporti -0,5% sul mese precedente e +1,9% sull’anno precedente,

Servizi vari +0,1% sul mese precedente e +0,5% sull’anno precedente.

L’inflazione di fondo al netto degli energetici e degli alimentari freschi segnala -0,3% rispetto al mese precedente e +1,4% rispetto all’anno precedente.

L’Indagine dei Prezzi al Consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT.

I dati relativi al mese di Ottobre si possono consultare sul sito: http:/www.comune.torino.it/statistica/

Poirino, Cia Agricoltori: “No ai mega-impianti”

Cia Agricoltori delle Alpi lancia l’allarme contro il progetto di installazione di due nuovi lotti agrivoltaici da 75 e 69 ettari, previsti nel territorio comunale di Poirino, in area limitrofa a un impianto fotovoltaico già operativo di 20 ettari.

Il presidente provinciale Stefano Rossotto parla di “dimensioni insostenibili e incompatibili con la vocazione agricola del territorio”, sottolineando come la superficie complessiva “superi ogni criterio di buon senso e rappresenti un consumo di suolo senza precedenti”.

«Non siamo davanti a impianti pensati per supportare l’agricoltura – osserva Rossotto -, ma a operazioni speculative che sottraggono terreno fertile alle aziende agricole, alterano il mercato fondiario e mettono gli agricoltori in una posizione di totale svantaggio. A queste condizioni, il rischio è che i terreni diventino strumenti finanziari e non più risorse produttive, con un impatto devastante sui prezzi e sulla stessa sopravvivenza delle imprese agricole».

Rossotto richiama un precedente diventato simbolico: «A Carmagnola, un paio d’anni fa, abbiamo condotto una battaglia analoga e alla fine il progetto venne bloccato. È la dimostrazione che quando ci sono criticità evidenti, è possibile intervenire e riportare equilibrio tra esigenze energetiche e tutela dell’agricoltura».

Cia Agricoltori delle Alpi ribadisce che la sua non si tratta di una posizione pregiudizialmente contraria alle energie rinnovabili: «Siamo favorevoli agli impianti che integrano e potenziano l’attività agricola, come il fotovoltaico su capannoni, tettoie e stalle – puntualizza Rossotto -, che permette alle aziende di ridurre i costi energetici senza sottrarre  terreno produttivo. Quello che contestiamo sono i mega-impianti calati dall’alto, che compromettono l’ambiente, riducono la disponibilità di suolo agricolo e contrastano con le finalità dell’imprenditoria agricola stessa».

Rossotto rilancia la necessità di una “transizione energetica che sia davvero sostenibile, non di un modello che sacrifica l’agricoltura per logiche speculative mascherate da innovazione”: «L’energia rinnovabile è un’opportunità – ribadisce Rossotto -, ma va governata con responsabilità etica, ambientale e territoriale».