ECONOMIA- Pagina 11

A Doha Città di Torino, Politecnico e Compagnia di San Paolo rafforzano il dialogo con il Qatar

/

Prosegue a Doha la missione istituzionale congiunta della Città di Torino, del Politecnico di Torino e della Compagnia di San Paolo, che ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare le relazioni con le principali istituzioni del Qatar nei settori della cultura, dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo urbano, organizzata con il supporto dell’Ambasciatore d’Italia in Qatar, Paolo Toschi, che ha accompagnato e favorito lo sviluppo del programma di incontri istituzionali.

La delegazione, composta dal Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, dal Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati e dal Presidente della Compagnia di San Paolo Marco Gilli, ha incontrato la Sceicca Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, presidente di Qatar Museums e figura di riferimento della politica culturale del Paese, con la quale è stato proseguito un approfondito confronto sulle opportunità di collaborazione tra Doha e Torino nel campo dell’arte, della cultura, della creatività e dell’innovazione culturale.

Nel corso dell’incontro sono state esplorate le possibilità di sviluppare progettualità comuni tra le istituzioni culturali del Qatar e quelle torinesi, valorizzando le eccellenze della città nel campo museale, universitario, artistico e della produzione culturale contemporanea. Particolare attenzione è stata dedicata alla grande iniziativa che Qatar Museums inaugurerà alla fine del mese di ottobre con un’importante esposizione dedicata a Giuseppe Penone, uno dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea italiana e tra i principali esponenti dell’Arte Povera. In tale occasione, la Città di Torino, il Politecnico di Torino e la Compagnia di San Paolo sono stati invitati a presentare l’esperienza torinese quale modello internazionale di integrazione tra cultura, innovazione, ricerca, tecnologia e sviluppo sociale. La missione ha inoltre consentito di consolidare la collaborazione accademica tra il Politecnico di Torino e la Hamad Bin Khalifa University.

Durante l’incontro tra il Rettore Stefano Corgnati e il Presidente dell’Università, Ahmad M. Hasnah, sono stati definiti i prossimi passi per l’attivazione di un double degree e del nuovo Bachelor’s Degree in Aerospace Engineering, consolidando ulteriormente i rapporti scientifici e formativi tra i due Atenei.

La missione è proseguita con l’incontro istituzionale con il Ministro della Municipalità del Qatar, Abdullah bin Hamad Al-Attiyah, nel corso del quale sono stati approfonditi i possibili ambiti di collaborazione nei servizi pubblici locali, nella sicurezza alimentare, nella sostenibilità urbana e nella gestione del ciclo dei rifiuti, valorizzando le competenze scientifiche, tecnologiche e industriali sviluppate dal sistema torinese e individuando possibili opportunità di cooperazione tra le rispettive istituzioni.

“Torino sta costruendo un modello di sviluppo nel quale cultura, innovazione, università e ricerca rappresentano elementi inscindibili. Il confronto con una realtà dinamica e internazionale come Doha conferma il valore di questa strategia e apre nuove prospettive di collaborazione tra le nostre istituzioni culturali, accademiche e scientifiche. La cultura rappresenta oggi uno straordinario motore di crescita economica, innovazione e coesione sociale e Torino vuole essere protagonista di questa sfida internazionale” dichiara il Sindaco Stefano Lo Russo.

“Il Politecnico di Torino è oggi un hub internazionale capace di mettere in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica, design, cultura e creatività. È proprio questa capacità di contaminazione tra discipline diverse a rappresentare uno degli elementi di maggiore interesse emersi nel confronto con i nostri interlocutori qatarini. Le prospettive aperte da questa missione confermano il valore di un ecosistema nel quale università, istituzioni, fondazioni e mondo culturale collaborano per trasformare la ricerca e la conoscenza in opportunità concrete di innovazione, sviluppo e crescita internazionale”, afferma il Rettore Stefano Corgnati.

“La collaborazione tra istituzioni rappresenta uno dei principali punti di forza del sistema Torino. Cultura, ricerca, formazione e innovazione costituiscono un patrimonio comune che può generare opportunità di respiro internazionale. Il dialogo consolidato a Doha conferma l’interesse verso un modello che mette in rete competenze, investimenti e progettualità per produrre sviluppo culturale, economico e sociale” sottolinea il Presidente della Compagnia di San Paolo Marco Gilli.

TorinoClick

Credito in agricoltura, Bongioanni: «Nuovo bando»

/

L’assessorato al Commercio, Agricoltura e cibo, Turismo, Sport e Parchi della Regione Piemonte guidato da Paolo Bongioanni ha stanziato per l’anno 2026 la somma di 1 milione e 850mila euro destinata a coprire parte degli interessi sostenuti dalle imprese agricole singole, associate e cooperative che hanno contratto per il 2026 prestiti bancari per esigenze di conduzione aziendale.

 

Ne dà l’annuncio lo stesso assessore Bongioanni, che spiega: «È un impegno preso con le associazioni cooperative che abbiamo rispettato. Questo intervento costituisce un sostegno concreto alle nostre aziende e cooperative agricole per favorire il loro accesso al credito e aiutarle a disporre della liquidità necessaria per conseguire il loro obiettivo primario e immediato, cioè la produzione e la conduzione aziendale. Grazie ad esso, la Regione interviene sulla voce interessi con un contributo pari al 2% dell’ammontare del prestito per le imprese ubicate in zona di pianura o di collina e 2,5% per quelle ubicate in zona di montagna. Sono ben 327 le aziende agricole e cooperative agricole piemontesi che, nelle ultime edizioni dei rispettivi bandi, hanno potuto accedere a prestiti di conduzione per un importo complessivo che supera l’importante cifra di 91 milioni di euro. Sono molto orgoglioso di una misura che sostiene realmente i nostri imprenditori agricoli in un comparto quotidiano come quello del credito legato alla produzione, soggetto alle tante variabili del settore e che proprio per questo deve poter godere di tutte le certezze di liquidità».

 

Sono complessivamente 327 le aziende e cooperative agricole piemontesi che finora hanno potuto beneficiare del credito di conduzione erogato dalla Regione, generando un volume di prestiti di 91 milioni di euro: 276 gli imprenditori singoli e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli che hanno potuto accedere a prestiti per un importo di oltre 11 milioni di euro; e 51 le cooperative e altre forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli che hanno avuto accesso a prestiti per la conduzione aziendale per un importo di oltre 80 milioni di euro.

 

In questo nuovo bando, per poter essere ammessi al finanziamento l’importo del prestito di conduzione per le imprese singole, le società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli dev’essere compreso tra un minimo di € 5.000,00 e un massimo di € 80.000,00. Per le cooperative agricole e per le forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli, la spesa massima ammissibile a finanziamento è calcolata con riferimento e in proporzione alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d’esercizio.

 

Il bando è a questo link: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-alle-aziende/credito-conduzione.

 

Quello destinato a imprenditori singoli, società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 4 settembre 2026, mentre quello riservato a cooperative agricole e forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 31 dicembre 2026.

 

Business Match dei Ronchiverdi

Il 30 giugno all’ippodromo di Vinovo si terrà la sesta edizione

È tutto pronto a Torino per la sesta edizione del Business Match dei Ronchiverdi, fra trenta aziende di valenza nazionale, eccellenze piemontesi ma non solo, che il 30 giugno si sfideranno fino all’ultima idea imprenditoriale, nella splendida e inusuale cornice dell’ippodromo di Vinovo.

Sono diverse le New entry di aziende partner Ronchiverdi. Per fare un esempio basti citare il Parco Olimpico, che gestisce Inalpi Arena e Palavela, l’Auditorium del Lingotto Music e EA7 Emporio Armani, dall’inizio dell’anno Official Outfitter del Club, che ha preso in esclusiva tutti i settori sportivi. Massimo Di Conza (nella foto) è il Direttore Marketing

MM

Fondi europei, il Piemonte: “Servono procedure più semplici e risorse certe”

/

Le priorità dell’industria italiana nel nuovo bilancio europeo: confronto tra Confindustria e istituzioni

Le prospettive delle politiche europee dedicate alla crescita economica, alla competitività del sistema industriale e alla coesione territoriale sono state al centro dell’incontro “Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034: priorità per l’industria italiana tra crescita, coesione e competitività”, promosso da Confindustria e Confindustria Lombardia insieme a Confindustria Piemonte, Confindustria Valle d’Aosta e Confindustria Liguria.

L’appuntamento ha riunito i rappresentanti del sistema confindustriale delle quattro regioni del Nord-Ovest, parlamentari europei e rappresentanti delle istituzioni territoriali per analizzare le prospettive del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, lo strumento attraverso cui l’Unione Europea definisce priorità strategiche e risorse economiche per il nuovo ciclo di programmazione.

Il confronto si è concentrato in particolare sull’evoluzione della politica di coesione e sui futuri strumenti europei destinati a sostenere la competitività delle imprese, favorendo un dialogo diretto tra il mondo produttivo e i decisori politici in una fase decisiva del negoziato europeo.

“La politica di coesione è una componente essenziale della competitività dei sistemi produttivi e dei territori europei. Per questo – ha detto Annalisa Sassi, vicepresidente Confindustria e Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali – riteniamo sia cruciale preservarne risorse adeguate, certe e prevedibili, evitando contrapposizioni tra territori e settori produttivi. L’Europa deve continuare a investire nella crescita, nell’innovazione e nella coesione, coinvolgendo pienamente il sistema delle imprese nella definizione delle strategie di sviluppo”.

Nel corso dei lavori, Confindustria Piemonte ha ricordato come il Programma regionale Fesr 2021-2027 abbia coinvolto oltre 3.300 imprese piemontesi, mobilitando più di 400 milioni di euro. L’associazione ha inoltre evidenziato il valore del confronto costante con la Regione, ritenuto determinante per individuare le reali esigenze del tessuto produttivo e adeguare gli strumenti di sostegno all’evoluzione del contesto economico.

Partendo da questa esperienza, Confindustria Piemonte ha avanzato alcune proposte per il futuro della programmazione europea, chiedendo procedure più semplici, minori adempimenti burocratici, processi standardizzati, tempi istruttori più rapidi, stabilità delle risorse e un confronto permanente con il partenariato economico nella definizione dei bandi.

“Si devono semplificare le procedure, riducendo gli oneri documentali, standardizzare i processi e accelerare le istruttorie. Garantire certezza e stabilità delle risorse, con dotazioni prestabilite nel tempo per consentire la pianificazione degli interventi e degli investimenti, mantenere un dialogo costante con il partenariato per calibrare i bandi sui bisogni reali” ha sottolineato nel suo intervento Confindustria Piemonte.

L’associazione degli industriali piemontesi si è soffermata anche sul Fondo Europeo per la Competitività (Ecf), osservando come i migliori risultati siano stati ottenuti laddove gli strumenti sono risultati semplici e facilmente accessibili, mentre procedure più articolate hanno limitato la partecipazione soprattutto delle piccole e medie imprese.

Da qui la richiesta di rafforzarne il profilo industriale.

“Si deve dare all’Ecf una vocazione industriale, non solo di ricerca: deve accompagnare i progetti dall’idea fino al mercato, non fermarsi alla fase sperimentale. Ecco perché servirà cambiare i criteri di valutazione: misurare il successo dell’Ecf non in pubblicazioni o progetti avviati, ma in capacità produttiva, posti di lavoro creati e filiere rafforzate”.

La tavola rotonda con i presidenti delle Confindustrie del Nord-Ovest ha quindi messo in luce le priorità condivise dai territori, evidenziando il peso strategico di un’area che rappresenta una parte rilevante del manifatturiero italiano, dell’export e della capacità innovativa del Paese.

“La Lombardia, dal canto suo, non può arretrare: ridurre e accentrare i fondi di coesione significherebbe interrompere bruscamente progettualità e percorsi virtuosi avviati in maniera condivisa da istituzioni regionali e imprese interpretando la attuale programmazione per attuare una politica industriale personalizzata sul nostro modello di sviluppo” ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di confronto avviato dal sistema Confindustria per contribuire alla definizione delle future politiche europee e del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria italiana e garantire strumenti adeguati alle esigenze di sviluppo dei territori e delle imprese.

Per Francesco De Santis, vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e lo Sviluppo, “In un contesto globale e geopolitico sempre più complesso e competitivo, l’Europa non può permettersi di perdere ulteriore terreno. Per questo, riteniamo che il prossimo QFP debba segnare una svolta rispetto al passato. L’impianto proposto dalla Commissione – con la scelta di porre la R&I al centro della strategia per la crescita dell’UE, potenziando il collegamento tra R&I e competitività – risponde a questi bisogni e presenta una portata strategica per il futuro dell’UE. Si tratta di un salto logico fondamentale: continuare a puntare sulla R&S, come fatto in questi anni dall’UE, ma con attenzione ai risultati, all’impatto, in termini di applicazione dei risultati”.

Casa, energia, Territorio: assemblea Confabitare

/

Dal 26 al 28 giugno, i delegati di ottanta province italiane si riuniranno nel capoluogo piemontese a partire dalle ore 14:00 del 26, per discutere del nuovo Piano Casa, le strategie per affrontare l’emergenza abitativa, gli obiettivi della “Missione Clima 2030” e per un momento di formazione. Da venerdì 26 a domenica 28 giugno si svolgerà a Torino l’assemblea di Confabitare, associazione nazionale proprietari immobiliari, l’appuntamento annuale che riunisce tutti i presidenti delle sedi provinciali, storicamente ospitato a Bologna. La tre giorni torinese rappresenterà uno dei più importanti momenti di confronto annuale sui temi dell’abitare, mettendo al centro del dibattito politico e associativo le principali sfide che interessano i proprietari immobiliari e le amministrazioni locali. Al centro dei lavori assembleari ci sarà un’approfondita analisi del nuovo Piano Casa, arricchita dal resoconto delle audizioni parlamentari e ministeriali. Confabitare presenterà inoltre una serie di proposte operative concrete ideate per restituire fiducia ai piccoli proprietari e incentivare la reimmissione sul mercato della locazione degli appartamenti che oggi risultano sfitti. Ampio spazio sarà dedicato alla transizione ecologica e immobiliare nell’ambito della “Missione Clima 2030”, l’ambizioso progetto europeo che vede proprio la Città di Torino attivamente coinvolta e schierata in prima linea insieme ad altri otto comuni capofila coordinati dal Comune di Bologna. L’evento alternerà panel di discussione politica a sessioni di formazione interna, finalizzate a qualificare e aggiornare costantemente i servizi di consulenza offerti agli associati su tutto il territorio nazionale. L’Assemblea Nazionale di Confabitare inizia con Torino un percorso itinerante lungo la Penisola presso l’Hotel Holiday Inn Corso Francia, Piazza Massaua, 21.

Elon Musk e la moltiplicazione dei pani e dei pesci

/

 

Di Gianluigi De Marchi *

 

Un mio amico abbastanza facoltoso possiede un bel patrimonio molto differenziato.

Beato lui, ha una lunga serie di BTP, un bel pacchetto di azioni italiane, alcuni ETF che investono in tutti i paesi del mondo e, dulcis in fundo, 9 appartamenti nel centro di Torino.

Non so per quale motivo la settimana scorsa ha deciso che non poteva restare con “solo” nove appartamenti, ma che doveva arrivare a 10 che è un numero bello rotondo, e dà immediatamente il senso di una ricchezza consistente…

Ha dato un’occhiata agli annunci immobiliari, poi ha deciso che era meglio attivarsi con un mediatore, esponendogli le proprie esigenze.

Vorrei un bell’appartamento in zona Crocetta, vicino ad un’area verde, comodo per i mezzi pubblici, se possibile con vista sulle Alpi, per investire; quindi preferirei che l’alloggio fosse già locato, per evitare la fatica di cercarmi un affittuario”.

Al mediatore non è parso vero: proprio da poche settimane aveva ricevuto l’incarico di vendere un appartamento prestigioso proprio alla Crocetta, ultimo piano con terrazza ampia, vista stupenda sulla Sacra di San Michele, lo Chaberton ed il Monte Rosa.

Lo ha immediatamente portato in visita: immobile molto elegante, ristrutturato da pochissimi mesi, rifiniture di lusso.

E quanto costa?” ha chiesto il mio amico.

Due milioni di euro” ha detto il mediatore.

Non certo poco, ma alla portata del mio amico, che ha chiesto: “E l’affitto a quanto ammonta?” Le spese condominiali sono alte?”

E così ha scoperto che l’affitto annuo era di 18.000 euro, con spese condominiali di 21.000 euro…

Naturalmente ha lasciato cadere ogni altra domanda, e per il momento ha rinunciato ad “arrotondare” le sue proprietà immobiliari.

Sembra strano, ma questa storia è, con altre cifre ma con le stesse proporzioni, realmente avvenuta sul mercato borsistico di New York pochi giorni fa: centinaia di migliaia di investitori hanno fatto la fila per sottoscrivere l’ultima nata in casa di Elon Musk, la società Space X, che ha per obiettivo quello di portare viaggiatori sulla Luna, su Marte ed anche oltre, come ha detto trionfante il finanziere americano.

 

 

Leggete bene le cifre: chi ha sottoscritto le azioni ha pagato la società duemilamiliardi di dollari (2.000.000.000.000 per capirci) per acquisire un’azienda che produce 18 miliardi di fatturato ed affronta costi per 21 miliardi di dollari!

Le stesse cifre (con qualche zero in più…) raccontate nella storia del mio amico; con una differenza.

Basta fare una semplice moltiplicazione per capire l’assurdità della situazione: chi investe lo fa per trarne un reddito o per accrescere il valore del capitale. Nel primo caso l’utile dovrebbe essere pari ad almeno 100 miliardi di dollari (un modesto 5% annuo…), nel secondo il prezzo dell’azione dovrebbe crescere dai 135 dollari in sede di offerta pubblica ad almeno 270 in un triennio.

Una “moltiplicazione dei pani e dei pesci” che solo il dio Elon è capace di promettere senza vergognarsi!

Commercio di prossimità, due interventi per sostenere 8mila micro e piccole imprese  

/
 

La Città di Torino presenterà la propria candidatura al bando regionale 2026 per l’istituzione di due nuovi Distretti Urbani del Commercio (DUC). Il provvedimento, approvato  dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, mira a sostenere la rete commerciale urbana attraverso investimenti diretti, attività di comunicazione e iniziative di valorizzazione del territorio e coinvolge 320mila residenti e 8mila attività commerciali.

“Con i due nuovi distretti urbani del Commercio – dichiara l’assessore Paolo Chiavarino – metteremo a disposizione delle micro e piccole imprese contributi per sostenere investimenti di innovazione, accessibilità e ammodernamento dei locali. In stretta sinergia con Ascom Confcommercio Torino e Provincia e Confesercenti di Torino e Provincia, parteciperemo al Bando Regionale per proporre l’attivazione di due nuovi distretti del commercio, corrispondenti ad aree delle zone Nord che coinvolgono Barriera di Milano, Madonna di Campagna, Borgo Vittoria, Aurora e Vallette e nella zona Sud di Torino Lingotto, Nizza Millefonti, Filadelfia e Mirafiori nord e sud. Le aree sono caratterizzate entrambe da criticità proprie, ma anche da possibilità di sviluppo del territorio, di valorizzazione e consolidamento delle attività commerciali, con particolare riferimento alla funzione di servizio di prossimità agli insediamenti abitativi, anche al fine della creazione di migliori condizioni di servizio alla collettività dei territori di riferimento, in un contesto storico – sociale ampiamente mutato”.

La costituzione di due nuovi Distretti del Commercio, che si affiancheranno al DUC Torino Centro, consentirà di replicare le politiche commerciali sull’area centrale della città, sulla base delle specificità di ciascun DUC e di adottare un modello policentrico di sviluppo economico capace di rispondere alle differenti esigenze dei quartieri torinesi.

L’agevolazione regionale prevede per le prime attività di costituzione dei distretti, un contributo per ciascun distretto, pari all’80% della spesa in conto corrente ammessa, per una somma massima di 25mila euro, con cofinanziamento a carico del Comune per un importo massimo di 5mila euro.

Il Distretto Urbano del Commercio di Torino è iscritto nell’apposito elenco regionale dal 2025. Alla sua nascita e alla stesura del Programma Strategico Triennale 2025-2027, hanno partecipato, oltre alla Città di Torino, anche Ascom Confcommercio Torino e Provincia e Confesercenti Torino e Provincia. Hanno inoltre manifestato il proprio interesse, in qualità di soggetti partner di secondo livello, la Città Metropolitana di Torino, la Camera di Commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Politecnico di Torino, Università di Torino, IREN e GTT – Gruppo Torinese Trasporti.

A rafforzare l’impegno dell’Amministrazione comunale verso il commercio e l’artigianato locale, questa mattina la Giunta, ha anche approvato una delibera che destina i rimanenti 353mila euro di contributi a fondo perduto per le micro e piccole imprese commerciali e artigiane dei quartieri Barriera di Milano e Aurora. Risorse ancora disponibili grazie al bando PN Metro Plus “Aiuti all’Economia di Prossimità” che prevedeva per la Città di Torino 1 milione di euro alle imprese per investimenti in innovazione, risparmio energetico e sostenibilità. L’iniziativa mira a rafforzare la competitività delle attività di vicinato, contrastare la desertificazione commerciale e promuovere la qualità urbana e la rivitalizzazione economica del territorio.

Un provvedimento proposto dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino: “Con questi contributi vogliamo dare un segnale concreto alle piccole realtà commerciali, che rappresentano un importante presidio territoriale e un punto di riferimento per la comunità, sostenendole in un percorso di innovazione e rinnovamento e rafforzando il loro ruolo nel tessuto economico e sociale dei quartieri. Crediamo che la crescita economica vada di pari passo con la qualità della vita urbana, per questo l’intervento sui negozi di vicinato si affianca alle azioni di rigenerazione degli spazi pubblici già avviate in queste aree della città”.

Nello specifico, la misura approvata sosterrà i progetti con caratteristiche di innovatività nei prodotti o servizi offerti, oppure nei processi impiegati, con l’obiettivo di generare valore economico e sociale per il territorio e la comunità. L’avviso intende favorire la crescita sostenibile delle attività di prossimità attraverso progetti di investimento che promuovano soluzioni orientate al risparmio energetico e alla mitigazione dell’impatto ambientale, oltre a interventi di innovazione gestionale e digitale. L’obiettivo è generare ricadute positive sulla qualità urbana e sulla rivitalizzazione del tessuto economico locale, incrementando l’offerta commerciale e prevenendo fenomeni di svuotamento delle aree interessate.

I contributi a fondo perduto copriranno fino a un massimo dell’80% dell’investimento effettuato, con un importo compreso tra 10mila e 30mila euro al netto dell’IVA. Vi potranno accedere le micro e piccole imprese già attive sul territorio dei due quartieri o le nuove imprese esercenti attività di vendita diretta al dettaglio e somministrazione al pubblico di alimenti e bevande che si impegnino ad avviare un’unità locale nell’area entro la data di presentazione della rendicontazione.

Crescita internazionale pmi, un successo il bando

/

Si è chiuso con una partecipazione particolarmente significativa il bando regionale per l’adesione alla prima annualità dei Progetti Integrati di Filiera (PIF) 2026-2029, iniziativa per sostenere la crescita internazionale delle piccole e medie imprese piemontesi finanziata mediante il Programma regionale FESR 2021-2027 e gestita da Ceipiemonte.

Le candidature presentate sono state 871, per un totale di 1.464 richieste di adesione alle filiere produttive di eccellenza del Piemonte, a conferma dell’interesse delle imprese verso percorsi strutturati di sviluppo sui mercati esteri.

«La massiccia adesione al bando – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – dimostra che il tessuto produttivo piemontese guarda con determinazione ai mercati internazionali. È un risultato che conferma la validità di uno strumento costruito per accompagnare concretamente le pmi nei percorsi di crescita, diversificazione e apertura verso nuove opportunità commerciali. I Progetti Integrati di Filiera – aggiungono Cirio e Tronzano – consentono alle imprese di entrare in contatto con buyer, partner e investitori, partecipando ai principali eventi internazionali di settore o incontrandoli direttamente sul territorio piemontese, e rafforzare la propria competitività. La forte partecipazione registrata evidenzia la capacità del Piemonte di fare sistema e valorizzare le proprie eccellenze produttive, dall’aerospazio all’automotive, dall’agroalimentare all’ICT, dal tessile alla microelettronica».

I Progetti Integrati di Filiera rappresentano uno degli strumenti più consolidati della politica regionale per l’internazionalizzazione e consentono alle aziende di accedere a un articolato programma di attività: partecipazione a fiere internazionali, incontri b2b con buyer e operatori esteri, business convention, missioni imprenditoriali, workshop specialistici e servizi di accompagnamento personalizzato. La forza dei progetti sta nella loro capacità di adeguarsi al continuo mutamento dello scenario internazionale e nell’ascoltare bisogni e necessità delle aziende del territorio, proponendo iniziative rispondenti alle priorità delle aziende. I PIF coinvolgono dieci filiere strategiche dell’economia regionale: aerospazio, automotive&transportation, microelettronica e automazione, agritech e macchinari agricoli, cleantech/green building, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design e ICT. Le attività sono realizzate nell’ambito della strategia regionale per l’internazionalizzazione delle imprese piemontesi e sono finanziate dal PR FESR 2021-2027.

«L’internazionalizzazione – concludono Cirio e Tronzano – rappresenta una leva fondamentale per la crescita economica del territorio. Come Regione continuiamo a investire risorse europee e regionali per sostenere le imprese che scelgono di competere sui mercati globali, creando valore, occupazione e nuove opportunità di sviluppo per tutto il Piemonte».

Con i fondi regionali un aiuto a ricerca, sviluppo, innovazione

APPROVATE DALLA GIUNTA REGIONALE DUE “SCHEDE DI MISURA”

A DISPOSIZIONE RISORSE COMPLESSIVE DI CIRCA 84 MILIONI DI EURO

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati, ha approvato due provvedimenti destinati a sostenere ricerca, sviluppo, innovazione e le fasi di industrializzazione dei relativi risultati, con particolare attenzione allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step, per complessivi 84 milioni di euro, a cui si aggiungono fino a 3,9 milioni per l’assistenza tecnica.

Si tratta di due “schede di misura”, ovvero i documenti tecnici che descrivono obiettivi, ambiti, criteri di ammissibilità, dotazione finanziaria e modalità attuative di una misura del programma Fesr 2021‑2027. Sono in sostanza il “manuale operativo” del bando.

Step è la “Piattaforma di Tecnologie Strategiche per l’Europa”,con cui l’Unione Europea mette a disposizione risorse per finanziare ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie critiche (digitali, pulite, biotecnologie e difesa), con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica europea e attrarre investimenti.

«Con l’approvazione delle “schede di misura” mettiamo a disposizione delle imprese piemontesi risorse importanti, per circa 84 milioni di euro, a favore dell’attività di ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione e per le fasi di industrializzazione — dichiara l’assessore Matteo Marnati -. Rinnoviamo il sostegno alle imprese, agevolando il passaggio dalla ricerca al mercato, e lanciamo un intervento strategico dedicato allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step: l’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica delle nostre filiere, ridurre le dipendenze e accompagnare il tessuto imprenditoriale verso una transizione industriale più competitiva e ad alto tasso di innovazione».

La prima misura, denominata “Swich – edizione 2026”, sostituisce una precedente scheda e rappresenta la terza finestra di agevolazioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La seconda misura è invece dedicata allo sviluppo di tecnologie critiche (digitali, pulite e biotecnologiche) che apportino elementi innovativi emergenti con elevato potenziale economico e contribuiscano a ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione.

Entrambe le misure, ciascuna dotata di circa 40 milioni di euro, mirano a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese piemontesi, favorendo il trasferimento dei risultati alle fasi di avvio industriale e commerciale e sostenendo le attività intermedie di valutazione di fattibilità tecnica, economica e di mercato. L’intento è mantenere continuità con i modelli di supporto attivati nel ciclo di programmazione 2014‑2020 e promuovere la validazione e l’incorporazione dei risultati scientifici e tecnologici nei processi produttivi, con particolare attenzione alla generazione di vantaggi competitivi e opportunità di business a livello di singola impresa o di filiera.

Potranno concorrere proposte in forma singola o partenariale, a diverso stadio di maturità purché in prossimità della fase di avvio industriale o commerciale, e caratterizzate da piani di investimento di taglio medio‑basso o medio‑alto; nei progetti collaborativi la quota minima di partecipazione delle Pmi non può essere inferiore al 20% del costo complessivo ammissibile, mentre la partecipazione degli organismi di ricerca è ammessa esclusivamente in partenariato con le imprese e fino a un limite massimo del 30% a seconda della linea di intervento.

I beneficiari sono prevalentemente imprenditoriali: Mpmi (micro, piccole e medie imprese) incluse le start‑up innovative, grandi imprese solo in partenariato con Mpmi, e organismi di ricerca in partenariato. Tutti i soggetti devono avere sede operativa e produttiva in Piemonte o impegnarsi ad attivarla prima della prima erogazione del contributo, con possibilità limitata di partecipazione per soggetti non regionali solo se la loro presenza è essenziale per competenze non reperibili localmente.

Le misure privilegiano progetti che sviluppino know‑how su tecnologie e soluzioni innovative e che conducano alla generazione, implementazione e immissione sul mercato di nuovi prodotti, processi e servizi, contribuendo così a rafforzare la competitività, la resilienza e la riorganizzazione delle filiere industriali regionali.

Piemonte, crescita rallentata e industria sotto pressione

/

Il quadro delineato dalla Banca d’Italia

 L’economia piemontese continua a muoversi in territorio positivo, ma con un ritmo decisamente contenuto. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della Banca d’Italia dedicato all’andamento economico regionale, presentato a Torino nei giorni scorsi. Lo studio fotografa una realtà che sta affrontando una fase di cambiamento complessa, nella quale convivono le difficoltà dei comparti tradizionali e le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica.

Nel corso del 2025 il sistema produttivo regionale ha risentito di un contesto internazionale poco favorevole. La domanda proveniente dall’estero si è mantenuta debole e numerose imprese hanno dovuto fare i conti con margini di crescita limitati. A pesare è stata soprattutto la situazione del settore automobilistico, che continua a vivere una trasformazione profonda legata all’evoluzione delle tecnologie e dei mercati.

La manifattura rimane il comparto che ha incontrato le maggiori criticità. Molte aziende hanno registrato una diminuzione degli ordinativi e un utilizzo meno intenso degli impianti produttivi. Le difficoltà del mondo dell’auto hanno avuto inevitabili ripercussioni sull’intera filiera, che in Piemonte rappresenta ancora una componente fondamentale dell’economia regionale.

A controbilanciare queste debolezze hanno contribuito i servizi, che hanno mantenuto livelli di attività complessivamente soddisfacenti. Turismo, consulenza professionale, servizi alle imprese e attività tecnologiche hanno continuato a mostrare una buona capacità di tenuta. Risultano particolarmente dinamici anche i settori ad elevato contenuto innovativo, come l’aerospazio, le tecnologie digitali e le attività legate alla ricerca scientifica.

Il mercato del lavoro ha confermato una discreta solidità. Pur in presenza di una crescita meno intensa rispetto agli anni passati, il numero degli occupati si è mantenuto su livelli elevati. La domanda di lavoro continua a concentrarsi soprattutto nei servizi avanzati e nelle attività specializzate, mentre il comparto industriale evidenzia maggiori elementi di incertezza.

Le famiglie piemontesi continuano inoltre a mostrare cautela nelle scelte di spesa. Il rallentamento dell’inflazione ha contribuito ad alleggerire la pressione sui bilanci domestici, ma il clima di incertezza economica induce molti nuclei a mantenere comportamenti prudenti, rinviando gli acquisti più impegnativi e privilegiando il risparmio.

Guardando ai prossimi mesi, il quadro resta caratterizzato da aspettative moderate. Il Piemonte dispone di numerosi punti di forza, tra cui una consolidata tradizione industriale, una forte apertura ai mercati internazionali, poli universitari e centri di ricerca di alto livello. Tuttavia, il ritorno a ritmi di crescita più sostenuti dipenderà dalla capacità del sistema economico di adattarsi alle nuove sfide, a partire dalla transizione energetica, dalla digitalizzazione e dal riassetto del comparto automobilistico.

L’analisi della Banca d’Italia restituisce dunque l’immagine di una regione che conserva importanti potenzialità ma che si trova davanti a passaggi decisivi per il proprio futuro. La competitività del Piemonte nei prossimi anni sarà legata soprattutto alla capacità di investire in innovazione, competenze e nuove tecnologie, trasformando una fase di difficoltà in un’opportunità di rilancio.