ECONOMIA- Pagina 5

Tavolo crisi moda, Chiorino: “Da Governo e Regione massimo sostegno”

 

Il vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte ha partecipato al tavolo convocato presso il Ministero del Lavoro in accordo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Semplificazione, formazione e sostegno ad aggregazione e partecipazione azionaria: sono questi i tre pilastri del rilancio del settore della moda in Piemonte. A parlarne, durante il tavolo congiunto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy convocato ieri presso il Ministero del Lavoro, il vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino.

“Esprimo ringraziamento e apprezzamento per un tavolo che è particolarmente significativo dell’attenzione che il Governo sta dando al settore della moda e alle nostre Regioni” ha affermato Chiorino, ribadendo il valore di incontri congiunti tra i ministeri che aiutino a snellire il percorso di sostegno alle imprese sia artigiane sia industriali in difficoltà operanti nel settore moda.

“Ben venga la disponibilità del Governo a garantire proroga e disponibilità di fondi, con l’auspicio e l’obbiettivo che si debba lavorare in un’ottica di periodo ponte: non possiamo rassegnarci ad alcun accompagnamento alla chiusura o al licenziamento, ma dobbiamo guardare al rilancio di un settore strategico tanto per il Piemonte quanto per la nostra Nazione” ha specificato il vicepresidente.

In Piemonte – come noto – il settore della moda è identificabile principalmente con quello del tessile. Chiorino ha quindi portato al tavolo nazionale le istanze provenienti dal territorio: “Riteniamo imprescindibile il consolidamento delle filiere esistenti e lo sviluppo delle filiere in ambito tecnologico. Abbiamo bisogno di semplificazione e solidità: una filiera solida facilita i processi di innovazione e adeguamento alle richieste di un mercato sempre più veloce”. 

L’introduzione del Digital Product Passport costringerà il sistema produttivo a un adeguamento impegnativo, che dovrebbe consentire informazioni più affidabili e accessibili al consumatore finale, tutelando l’intera filiera: “La tracciabilità non dovrebbe peraltro essere limitata alle sole fibre naturali, ma focalizzata sulle fibre che possano essere riciclate” ha affermato il vicepresidente.

“E’ fondamentale – ha affermato concluso Chiorino – il sostegno a percorsi di aggregazione e partecipazione azionaria. Credo fermamente che sia la formazione che le politiche attive siano un punto imprescindibile da cui partire per accompagnare la transizione di imprenditori e artigiani del settore della moda: la Regione Piemonte sarà al loro fianco in questo percorso”.

Le start up di Torino fondate da donne tra sostenibilità, alimentazione e benessere

Torino si distingue sempre di più come polo di innovazione e imprenditoria con un numero crescente di startup, fondate e guidate da donne, che stanno rivoluzionando diversi settori, dall’alimentare alla tecnologia, dal benessere alla sostenibilità. Le startup femminili torinesi contribuiscono di fatto alla crescita economica e sociale della città dimostrando, finalmente, che l’innovazione non ha genere. Queste imprenditrici affrontano con grinta ed energia, ma soprattutto con competenza ed impegno, le sfide del mercato orientandosi verso un futuro più sostenibile ed inclusivo. Torino, dunque, è un ambiente florido per tutte quelle donne che, attraverso il loro lavoro di ricerca ed imprenditoriale, vogliono lasciare una traccia, offrendo soluzioni innovative e di grande impatto. Il loro percorso rappresenta un modello rivoluzionario che afferma quanto le capacità e una visione innovatrice possano cambiare il futuro di interi settori, ispirando sempre più donne ad intraprendere, con successo, la strada dell’imprenditoria.

Tra le varie e importanti start up femminili torinesi, ne spiccano certamente tre:

Biova Project. È una startup innovativa co-fondata da Emanuela Barbano nel 2019, che ha saputo unire sostenibilità e innovazione nel settore food. “E’ ora di cambiare” “recuperiamo pane e brindiamo al mondo” cita il claim sul sito web; l’azienda, infatti, trasforma gli scarti di pane invenduto in birra artigianale, riducendo lo spreco alimentare e sensibilizzando il pubblico su pratiche di economia circolare attraverso l’utilizzo del surplus generato dagli avanzi di cibo, il risparmio di emissioni di CO2 e della spesa pubblica relativa alla gestione delle discariche, la riduzione dell’uso di acqua ed energia, l’investimento di almeno il 2% del fatturato annuo in onlus e progetti benefici contro lo spreco alimentare. Biova Project ha già collaborato con importanti catene di distribuzione e ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo impatto ambientale positivo come Innovative Start up al Salone Carrefour 2024. “Dalle briciole può nascere la rivoluzione”.

NovisGames. Il percorso di questa azienda è iniziato nel 2019, grazie alla fondatrice Arianna Ortelli, quando sono state sviluppate esperienze di gioco non visive specificamente progettate per i giocatori ipovedenti. Le collaborazioni con le associazioni di categoria in tutta Italia sono molte e hanno portato a raccogliere oltre 350.000 euro e a collaborare con oltre 500 utenti in target per mettere a punto le soluzioni di gioco. La risposta è stata talmente positiva che ora la previsione è quella di andare oltreconfine, verso l’Europa, per favorire ancora di più la possibilità di un nuovo modo di giocare grazie al potere dei suoni e delle vibrazioni, ridefinire i confini dell’accessibilità digitale e superare le lacune tecnologiche creando così uguaglianza nell’area specifica, questo a dimostrazione che la tecnologia può essere utilizzata per migliorare la vita delle persone. NovisGames, di fatto, sta rivoluzionando il settore del gaming con una tecnologia inclusiva che consente anche alle persone non vedenti di giocare ai videogiochi, grazie a un sistema di feedback sonoro avanzato e un’interfaccia innovativa.

Come non parlare poi di Wher, una start up fondata nel 2016 e dedicata alla sicurezza femminile. L’idea è di una psicologa, Eleonora Gargiulo, che insieme ad un ingegnere, Andrea Valenzano, ha ideato un’app che consiglia le strade migliori da percorrere nel momento in cui si è a piedi e sole, principalmente di notte quando i pericoli si moltiplicano. Tra i vincitori dei Digital Innovation Days 2018, Wher è il frutto di un progetto nato grazie ad una idea dalla fondatrice che una volta trasferitasi a Torino si è occupata di user experience research e cioè dei concreti bisogni degli utenti che utilizzano la tecnologia. È una app a vocazione sociale e uno strumento di empowerment femminile, una dimostrazione che le donne possono affrontare ostacoli, anche di natura psicologica, e agire grazie alla condivisione di suggerimenti e indicazioni utili; al momento è attiva a Torino, Catania, Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo e Londra, ma presto la startup conta di raggiungere molte altre città italiane ed europee.

MARIA LA BARBERA

Torino – Lione, quale mobilità quotidiana e turistica prima e dopo la Tav

Prima riunione a Modane (Francia) del comitato di pilotaggio nell’ambito dello studio dedicato alla progettazione della mobilità multimodale nei territori interessati dall’apertura del tunnel di base della Torino-Lione.

L’obiettivo dello studio è sviluppare un piano di mobilità a medio e lungo termine, coinvolgendo gli attori locali e i diversi soggetti operanti nel settore dei trasporti.

L’iniziativa, guidata da Telt e dalla Conferenza delle Alte Valli Alpine con il supporto tecnico del raggruppamento binazionale Setec (mandataria), Pwc Italia e Inddigo, ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alle Infrastrutture strategiche Enrico Bussalino, della presidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese Cristina Bargero, dei rappresentanti delle Regioni Alvernia-Rodano-Alpi e Paca e degli amministratori dei Comuni italiani e francesi coinvolti.

Gli scenari elaborati prenderanno in considerazione sia i margini di miglioramento della situazione “senza” la nuova linea Torino-Lione sia le potenzialità di sviluppo con l’alta velocità in esercizio, senza dimenticare la linea storica sull’asse Italia-Francia, la cui rivitalizzazione potrebbe contribuire allo sviluppo socio-economico, turistico e culturale dell’area.

“Migliorare i collegamenti per gli spostamenti quotidiani e la mobilità turistica, integrando i servizi ferroviari a media-lunga percorrenza con l’offerta di trasporto locale, è uno degli aspetti chiave dello studio, essenziale per favorire lo sviluppo economico locale e migliorare la qualità della vita dei cittadini – ha dichiarato Bussalino – Partire dai dati è fondamentale per la definizione delle politiche pubbliche. Per questo la Regione Piemonte ha condiviso l’impostazione e l’avvio di tale percorso, che vogliamo accompagnare puntando a una sua concreta messa a terra sul territorio transfrontaliero”.

L’entrata in servizio della Torino-Lione porterà profondi cambiamenti nei flussi di mobilità tra Italia, Francia ed Europa, con effetti significativi anche sull’arco alpino. Tra gli elementi chiave di questa trasformazione vi sono la riduzione dei tempi di percorrenza con le principali metropoli europee e nazionali, la creazione di due nuove stazioni internazionali a Saint-Jean-de-Maurienne e Susa, la liberazione di capacità sulla linea storica. Tutti fattori che consentiranno di riorganizzare i servizi di trasporto della Valsusa, della Maurienne e del Grand Briançonnais, creando nuove opportunità per la mobilità locale e per i collegamenti con i territori limitrofi.

Cristina Bargero ha dal canto suo puntualizzato che “gli scenari a breve termine, in particolare il prolungamento della linea SFM3 fino a Modane, sono concretamente realizzabili, poiché richiedono solo un piccolo adeguamento infrastrutturale alla stazione di Modane. Inoltre, stiamo lavorando per potenziare il trasporto pubblico locale, migliorando il servizio esistente tra Pinerolo e Oulx”.

Eventi, cultura, eccellenze territoriali: Piemonte a tutto turismo in mostra alla Bit di Milano

/

I grandi eventi nazionali e internazionali, le ville e i giardini tra i laghi Maggiore e d’Orta e le valli dell’Ossola, i cammini spirituali, le peculiarità di Alessandrino e Biellese, la narrazione innovativa dei paesaggi del vino sono solo alcune delle numerose proposte che il Piemonte presenta quest’anno alla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo in programma a Rho Fiera da domenica 9 a martedì 11 febbraio.

A proporre agli operatori del settore l’ampia e diversificata offerta del territorio con l’obiettivo di incrementare ancora di più i visitatori nazionali e internazionali sono Regione Piemonte, Visit Piemonte, le Agenzie turistiche locali e il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.

“L’outdoor, la cultura, gli eventi, le eccellenze territoriali e il nostro patrimonio enogastronomico compongono un mix di grande rilevanza per il posizionamento del Piemonte a livello mondiale – evidenzia Marina Chiarelli, assessore regionale al Turismo, Cultura e Sport – I dati dimostrano che quello tra grandi eventi e turismo è un connubio vincente sul quale continuare ad investire. Per noi è comunque importante lavorare anche sull’accoglienza inclusiva e sostenibile, alla quale dedichiamo numerosi progetti e iniziative”.

Nello stand il pubblico potrà farsi catturare dalle bellezze del territorio tramite un ledwall immersivo, mentre le e attività di accoglienza e informazione turistica saranno supportate da una delegazione di soci dell’associazione HOSPES – Centro per gli studi turistico-alberghieri dell’Istituto “Erminio Maggia” di Stresa.

Come testimoniano i dati dell’Osservatorio Turistico della Regione per il Piemonte è un momento particolarmente importante: le prime indicazioni di bilancio provvisorio per il 2024 parlano di un anno in crescita con oltre +2% di movimenti rispetto al 2023; i flussi turistici provenienti dall’estero confermano il processo di internazionalizzazione come meta turistica con un aumento degli arrivi e delle presenze e un incremento di circa un punto percentuale; a Torino l’andamento positivo è ancora più evidente con una crescita di oltre il 6% dei movimenti turistici a conferma del posizionamento del ‘brand’ del capoluogo piemontese.

Cibo, filiere e mercati: il bando scade il 28 febbraio

Ha scadenza 28 febbraio il bando della Regione Piemonte che stanzia 3.250.000 euro a sostegno della cooperazione per i sistemi del cibo, delle filiere e dei mercati locali.

«Si tratta di una misura innovativa rivolta a soggetti fondamentali nella costruzione della filiera per la promozione delle nostre eccellenze agroalimentari, cui sto lavorando fin dall’inizio del mio mandato – chiarisce l’assessore all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni – Possono infatti partecipare associazioni temporanee di imprese o di scopo costituite da produttori agricoli e agroalimentari singoli o associati, intermediari di filiera tra produttore primario e consumatore, i Distretti del cibo, le Enoteche regionali, le Botteghe del vino regionali e le Cantine comunali, le Strade del vino e dei sapori riconosciute dalla Regione. Obiettivo del bando è premiare chi sa fare rete e unire le forze, come hanno dimostrato i due progetti piemontesi premiati fra gli 11 a livello nazionale dal bando del ministro Lollobrigida, e far compiere un ulteriore passo avanti nella costruzione della Filiera corta dell’agroalimentare piemontese».

Con questo bando la Regione sostiene l’attuazione di strategie e progetti di cooperazione volti a valorizzare le filiere produttive locali, rafforzare i mercati locali, favorire reti fra produttori e consumatori, forme associative e accordi con catene di distribuzione e ristorazione, incrementare processi di economia circolare e di riduzione degli sprechi, promuovere il consumo consapevole e la sicurezza alimentare e favorire la vendita diretta.
Nelle aree più disagiate l’intervento permette inoltre di favorire approcci innovativi, creare economie di scala, sviluppare l’economia circolare e inclusiva in nei settori produttivi, turistici, ambientali e socio-culturali, e migliorare così la qualità della vita a livello locale.

Ogni progetto deve avere un importo massimo di 90.000 euro, con la Regione che copre totalmente le spese ammesse ed i costi di cooperazione e delle attività promozionali.

«Lo sviluppo dei sistemi del cibo, delle filiere locali e mercati locali – sottolinea Bongioanni – contribuisce a creare un legame diretto tra produttori agricoli e consumatore finale, consentendo ai produttori di recuperare un equo valore aggiunto e al consumatore di trarre vantaggio da un rapporto qualità/prezzo più adeguato. Lo sviluppo di filiere e mercati locali comporta la creazione di un rapporto di fiducia tra agricoltura e cittadini, contribuendo al mantenimento della ricchezza all’interno del territorio e ad aumentare la sensibilità verso la qualità e stagionalità del prodotto».

Mobilità, studio post-apertura della Torino-Lione

 

L’assessore del Piemonte Bussalino: “Migliorare i collegamenti quotidiani e turistici per sviluppo e qualità della vita”

 

 

Ieri a Modane (Francia), si è svolta la prima riunione del comitato di pilotaggio nell’ambito dello studio dedicato alla progettazione della mobilità multimodale nei territori interessati dall’apertura del tunnel di base della Torino-Lione. L’iniziativa, guidata da TELT e dalla Conferenza delle Alte Valli Alpine (CHAV), con il supporto tecnico del raggruppamento binazionale Setec (mandataria), Pwc Italia e Inddigo, ha visto la partecipazione dell’assessore della Regione Piemonte alle Infrastrutture Strategiche, Enrico Bussalino, della presidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese, Cristina Bargero, dei rappresentanti delle Regioni Alvernia-Rodano-Alpi e Paca e degli amministratori dei Comuni italiani e francesi coinvolti.

 

L’obiettivo dello studio è sviluppare un piano di mobilità a medio e lungo termine, coinvolgendo gli attori locali e i diversi soggetti operanti nel settore dei trasporti.

 

“Migliorare i collegamenti per gli spostamenti quotidiani e la mobilità turistica, integrando i servizi ferroviari a media-lunga percorrenza con l’offerta di trasporto locale, è uno degli aspetti chiave dello studio, essenziale per favorire lo sviluppo economico locale e migliorare la qualità della vita dei cittadini” – ha dichiarato l’assessore Enrico Bussalino durante l’incontro.

 

Gli scenari elaborati prenderanno in considerazione sia i margini di miglioramento della situazione “senza” la nuova linea Torino-Lione sia le potenzialità di sviluppo con l’alta velocità in esercizio, senza dimenticare la Linea Storica sull’asse Italia-Francia, la cui rivitalizzazione potrebbe contribuire allo sviluppo socio-economico, turistico e culturale dell’area.

 

L’entrata in servizio della Torino-Lione porterà profondi cambiamenti nei flussi di mobilità tra Italia, Francia ed Europa, con effetti significativi anche sull’arco alpino. Tra gli elementi chiave di questa trasformazione vi sono la riduzione dei tempi di percorrenza con le principali metropoli europee e nazionali, la creazione di due nuove stazioni internazionali a Saint-Jean-de-Maurienne e Susa e la liberazione di capacità sulla linea storica. Questi fattori consentiranno di riorganizzare i servizi di trasporto nell’area della Valle di Susa, della Maurienne e del Grand Briançonnais, creando nuove opportunità sia per la mobilità locale che per i collegamenti con i territori limitrofi.

 

“Partire dai dati è fondamentale per la definizione delle politiche pubbliche. Per questo, la Regione Piemonte ha condiviso l’impostazione e l’avvio di questo percorso. Vogliamo accompagnarlo, puntando a una sua concreta ‘messa a terra’ sul territorio transfrontaliero” – ha concluso Bussalino.

 

“Gli scenari a breve termine, in particolare il prolungamento della linea SFM3 fino a Modane, sono concretamente realizzabili, poiché richiedono solo un piccolo adeguamento infrastrutturale alla stazione di Modane – ha dichiarato la presidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese, Cristina Bargero -. Inoltre, stiamo lavorando per potenziare il trasporto pubblico locale, migliorando il servizio esistente tra Pinerolo e Oulx, con l’obiettivo di rendere i collegamenti più efficienti e funzionali per i cittadini.”

Il Piemonte presenta il suo cibo d’eccellenza a Fruit Logistic di Berlino

Oggi l’evento inaugurale con il Ministro Lollobrigida, il Presidente Cirio e l’Assessore Bongioanni

Da mercoledì 5 fino a venerdì 7 febbraio il Piemonte presenta le sue eccellenze enogastronomiche a “Fruit Logistic”, a Berlino, una delle fiere di settore più importanti al mondo per il comparto della frutta fresca. A inaugurare lo spazio Piemonte è stato il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’Assessore al Commercio, Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, il Presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, la Presidente dell’Ente Nazionale RISI Natalia Bobba e il Presidente di AOP Piemonte Domenico Sacchetto. L’evento inaugurale dal titolo “Risò”, il festival internazionale del riso e le eccellenze enogastronomiche del Piemonte a Berlino, si è tenuto mercoledì 5 alle ore 16 presso l’area AOP Piemonte. In questa occasione gli ospiti hanno potuto degustare specialità piemontesi come il risotto al Raschera DOP e la mela rossa di Cuneo lgp, accompagnati dalle bollicine di Alta Langa DOC.

“L’offerta dei prodotti di qualità piemontesi certificati è molto ampia – spiegano il Presidente Alberto Cirio e l’Assessore Paolo Bongioanni – dalla mela rossa della provincia di Cuneo ai formaggi, dalle carni ai 60 vini DOC e DOCG. Il Piemonte da solo offre il 25% di tutti i prodotti a denominazione d’Italia. Molti di essi sono diventati irrinunciabili per l’alta gastronomia nazionale e internazionale. A “Fruit Logistic” i prodotti piemontesi a garanzia d’origine incontrano un vasto pubblico di addetti ai lavori, buyers, grande distribuzione, grossisti, catene di distribuzione, negozi specializzati, ristoratori e chef con l’obiettivo di conquistare nuovi mercati globali. Per questo abbiamo voluto dedicare un focus particolare a “Risò”, la nuova fiera internazionale che renderà Vercelli la nuova capitale del riso. Siamo particolarmente orgogliosi che il Ministro Lollobrigida abbia scelto di sostenere con la sua partecipazione questa opportunità per far conoscere un altro gioiello dell’agroalimentare italiano qual è il risotto piemontese”.

Lo spazio Piemonte alla fiera è coordinato da AOP Piemonte, l’associazione delle filiere agroalimentari piemontesi. Sotto l’egida dell’associazione si presentano le più importanti filiere alimentari, e per tre giorno lo stand collettivo del Piemonte metterà in mostra prodotti di qualità e certificazioni d’origine quali la mela rossa di Cuneo IGP, la nocciola Piemonte IGP e la castagna Cuneo IGP, oltre alla grande varietà della produzione frutticola del Piemonte, comprendente kiwi, albicocca, pera, nettarina, pesca e susina, per un totale di circa 6 mila aziende produttrici. Il fatturato del comparto frutticoltura piemontese è stimato i 350/400 milioni di euro. Il Paese dove il Piemonte esporta di più in Europa è la Germania, nel mondo il Brasile, ma sono richiesti ovunque mele, kiwi e susine, compresi Arabia Saudita, Emirati Arabi ed Egitto.

“In Piemonte abbiamo un territorio molto vocato a produrre frutta – dichiara il Presidente di AOP Piemonte Domenico Sacchetto – essendo a ridosso delle Alpi, molto ventilato e con un’escursione termica anche di 20 gradi tra il giorno e la notte, e che fa si che la nostra frutta sia salubre, con una brillante colorazione e venga prodotta applicando la lotta integrata. Il 30% è a produzione biologica”.

Per promuovere la conoscenza del produzione del pregiato riso coltivato ai piedi delle Alpi, in Piemonte, la città di Vercelli promuove un nuovo festival gastronomico, “Risò”, dall’11 al 14 settembre 2025, con stand, show cooking, talk, convegni, degustazioni e numerose altre attività che faranno di Vercelli la nuova capitale mondiale del riso. In calendario un grande workshop professionale rivolto a produttori, compratori e operatori di tutto il mondo organizzato in collaborazione con ICE Nazionale (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). Durante il weekend sarà possibile partecipare a tour alla scoperta del territorio e dei borghi delle vie d’acqua, e nell’area della Baraggia dove si coltiva l’unica DOP del riso in Italia. Attraverso itinerari guidati tra le risaie, cascine, luoghi d’interesse e aziende di settore si potrà conoscere la storia del riso, profondamente legata alla cultura locale.

“Un’opportunità unica, proprio nell’anno internazionale del riso, poter presentare ‘Risò’ e la nostra provincia all’estero – dichiara il Presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, coordinatore degli enti promotori di ‘Risò’- in un contesto come ‘Fruit Logistic’. Ringrazio il Ministero dell’Agricoltura Sovranità Alimentare e Foreste e la Regione Piemonte per aver sostenuto da subito l’idea di un grande evento in provincia di Vercelli, che possa essere vetrina e rilancio per questo territorio piemontese”.

Il vino che accompagna lo spazio Piemonte a “Fruit Logistic” 2025 è l’Alta Langa DOCG e lo spumante Metodo Classico del Piemonte, una denominazione dalla produzione preziosa e con una storia molto lunga. Fu il primo Metodo Classico a essere prodotto in Italia fin dalla metà dell’Ottocento nelle cattedrali sotterranee di Canelli, oggi riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’Alta Langa DOCG è prodotta con uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o insieme in percentuale variabile; è esclusivamente millesimato, riporta sempre in etichetta l’anno della vendemmia, può essere bianco o rosato, brut o dosaggio zero e ha lunghi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare di produzione. Attualmente 41 vini del Piemonte sono riconosciuti come DOC e 19 si fregiano del marchio DOCG, la più alta classificazione per i vini italiani.

Mara Martellotta

Tronzano: “Il Piemonte si conferma leader nell’innovazione industriale”

Il Piemonte si conferma leader nell’innovazione industriale, l’industria piemontese è il motore della nostra economia e manifestazioni quali A&T 2025 rappresentano un’occasione per rafforzare il dialogo tra aziende, Università e centri di ricerca, accelerando il trasferimento tecnologico e la digitalizzazione delle imprese. E le istituzioni svolgono un ruolo chiave nel sostegno agli investimenti in ricerca e sviluppo”: lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Tronzano, intervenendo presso la Camera di Commercio di Torino alla conferenza stampa di presentazione della 19ª edizione della Fiera A&T Automation & Testing 2025.

La rassegna, in calendario dal 12 al 14 febbraio presso l’Oval Lingotto Fiere di Torino, è dedicata alle innovazioni tecnologiche e rappresenta un appuntamento strategico per imprese, startup e istituzioni, con focus su automazione, robotica, testing e intelligenza artificiale.

La Regione Piemonte – ha quindi evidenziato Tronzano – sostiene con investimenti mirati progetti di ricerca e sviluppo, coinvolgendo imprese e centri di ricerca. Per sostenere la crescita internazionale delle pmi ha recentemente attivato l’annualità 2025 del bando sui progetti integrati di filiera, che accompagna le aziende piemontesi sui mercati esteri in nove filiere strategiche, tra cui aerospazio, automotive, meccatronica e clean tech/green building. Aderendo a questa misura, le pmi potranno beneficiare di un’agevolazione sui costi di partecipazione a fiere internazionali, eventi b2b e percorsi di crescita competitiva per operare con successo nel contesto globale. Continueremo a puntare sull’innovazione – ha concluso l’assessore – per garantire uno sviluppo sostenibile e duraturo del nostro tessuto produttivo

La Regione punta sulla promozione del vino piemontese nel mondo. Investimenti per aziende e vigneti

Dall’assessorato all’Agricoltura 7,5 milioni : «Un’iniezione di risorse strategiche per affrontare le nuove sfide dei mercati mondiali»; 6,8 milioni per la riconversione dei vigneti e 4,8 per punti vendita, un totale di oltre 19 milioni

Una somma di 19.081.166 euro per sostenere il comparto vitivinicolo piemontese su tre assi fondamentali d’intervento: 7,5 milioni sono destinati alla promozione dei vini del Piemonte sui mercati dei Paesi terzi, 6,8 milioni per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 4.781.166 per investimenti come l’apertura di nuovi punti vendita presso le aziende produttrici. Provengono interamente da risorse Ue, sono indipendenti dal bilancio regionale: l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni li ha stanziati sulle annate finanziarie 2025-26. Saranno erogati attraverso bandi regionali pubblicati a partire dalle prossime settimane: primo in ordine di tempo quello per la ristrutturazione dei vigneti.

È un intervento che l’assessore Bongioanni illustra con soddisfazione: «È un nuovo stanziamento imponente e articolato, un’iniezione di risorse fresche che si aggiunge a quelle già previste a bilancio regionale e che andranno a sostenere il comparto vitivinicolo piemontese sull’intera filiera, dalla vigna alla commercializzazione del prodotto finale. Ringrazio il ministro Francesco Lollobrigida per aver assegnato al Piemonte – nel riparto delle risorse europee – una somma decisamente importante che ci consente di attivare sul biennio 2025-26 nuove politiche, incisive e capaci di quel respiro strategico che permetterà al vino piemontese di affrontare le nuove sfide e le nuove regole dei mercati mondiali».

7,5 milioni del bando per la promozione del vino piemontese nel mondo sosterranno i progetti di consorzi e associazioni di produttori per la promozione dei vini piemontesi Doc e Docg sui mercati dei paesi Extra Ue. «Nel bando di prossima pubblicazione – sottolinea Bongioanni – fisseremo i nuovi obiettivi, regole e strategie per un cambio di marcia nelle azioni di promozione che diano ai nostri vini d’eccellenza il posto internazionale che meritano. Questo bando si affianca e agisce in parallelo a quello da 6 milioni di euro per la promozione dell’agroalimentare di qualità nei paesi Ue, attualmente in corso, che ha già visto la significativa preadesione di 34 progetti e che chiuderà il 20 marzo».

6.8 milioni del bando per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti (compresi i vigneti storici ed eroici) andranno a sostenere le aziende viticole che intendono impiantare una diversa varietà di vite su appezzamenti esistenti o idonei; modificare il sistema di allevamento; ricollocare un vigneto in una posizione più favorevole come esposizione, clima e lavorabilità, o reimpiantarlo sullo stesso appezzamento con modifiche alla forma di allevamento o al sesto d’impianto (la distanza fra le piante). I progetti saranno finanziabili per il 50% del costo complessivo e riceveranno un contributo compreso fra i 12.000 e i 20.000 euro all’ettaro. «L’obiettivo – spiega Bongioanni – è preservare la superficie vitata attuale del Piemonte rendendola più rispondente alle esigenze e agli orientamenti di mercato, e quindi più competitiva». A fine marzo il termine di presentazione delle domande, attorno al 15 novembre la graduatoria.

Il decreto del Masaf autorizza il Piemonte a destinare infine 4.781.166 euro a sostegno degli investimenti di aziende vinicole e cantine cooperative che intendono realizzare nuovi punti vendita in azienda o extra-aziendali; aree accoglienza e degustazione, o riqualificare dal punto di vista edilizio, di arredi e allestimenti di quelli esistenti. L’importo dei progetti sarà compreso fra i 20mila e i 350mila euro, finanziati al 40%. Il bando sarà pubblicato attorno a fine febbraio e chiuderà il 30 aprile, entro 30 novembre la graduatoria.

Sanpaolo acquista bitcoin: un “esperimento” che fa discutere

Una decisione rivoluzionaria quella assunta il 13 gennaio da Intesa San Paolo, che ha deciso di acquistare 11 bitcoin sborsando un milione di euro.

Da tempo Intesa San Paolo aveva costituito un desk all’interno della divisione Imi Cib denominato Digital asset & trading, per studiare il mercato, e ad inizio anno ha deciso che i tempi erano maturi per “saltare il fosso”.

Ricordiamo che il bitcoin è nato da un’idea del fantomatico Satoshi Nakamoto che ha lanciato la sua creatura come” moneta digitale”. Lo stesso nome prescelto per individuarlo lo esprime chiaramente: un bit in informatica è l’unità standard di misura della quantità di informazione, e deriva dal mix dei termini “binary” (binario) e “digit” (cifra), mentre coin significa “moneta”.

In realtà come moneta non ha mai avuto spazi significativi: dopo il primo leggendario acquisto di due pizze a Miami pagate 10 bitcoin (oggi un milione di dollari!) non ci sono mai state consistenti operazioni di compravendite utilizzando valute digitali.

In Italia, ad esempio, sono censiti poco più di 1.000 esercizi commerciali che accettano bitcoin in pagamento di merci o servizi; ed alcuni di questi, interpellati per avere dettagli, hanno candidamente ammesso di non aver mai venduto nulla ricevendo criptovalute

Però queste entità, diventate ormai numerose (sono ormai quasi 10.000) hanno avuto un’enorme diffusione quando hanno mutato pelle, trasformandosi (grazie ad efficaci azioni di comunicazione organizzata dai player) in “riserva di valore”, cioè in una forma di investimento.

Basti pensare che il bitcoin è reclamizzato abbinandolo ad una moneta d’oro (oro, sinonimo di valore eterno, riconoscibile ed accettato ovunque nel mondo) sulla quale campeggia una B con due trattini verticali che scimmiotta il simbolo del dollaro USA (una S con due trattini verticali). Altrettanto avviene con Ethereum, Dogecoin, Polkadot… monete fisiche scintillanti, altro che impalpabili entità vaganti del cloud, per rimuovere resistenze psicologiche verso la novità dando loro un’apparente concretezza.

Ciò premesso, riprendiamo la posizione delle autorità che controllano e regolano i mercati monetarie, che non apprezzano uno strumento finanziario che pretende di essere una moneta svincolata dai controlli pubblici a tutela dei risparmiatori.

Da alcuni anni le autorità monetarie dei principali paesi hanno cominciato a studiare il problema di cosa fare per evitare le conseguenze dell’anarchia monetaria.

In Italia il 28 aprile 2021 le due massime autorità di vigilanza e controllo italiane, Consob (responsabile della regolarità dei mercati finanziari) e Banca d’Italia (responsabile del sistema bancario) hanno ritenuto opportuno lanciare un avvertimento al pubblico, con la diffusione di un comunicato stampa congiunto (primo in assoluto, segno significativo dell’importanza annessa al tema), dal titolo chiarissimo: Consob e Banca d’Italia mettono in guardia contro i rischi insiti nelle cripto-attività.

Si legge fra l’altro che: “L’operatività in cripto-attività presenta rischi di diversa natura, tra cui: la scarsa disponibilità di informazioni in merito alle modalità di determinazione dei prezzi; la volatilità delle quotazioni; la complessità delle tecnologie sottostanti; l’assenza di tutele legali e contrattuali, di obblighi informativi da parte degli operatori e di specifiche forme di supervisione su tali operatori nonché di regole a salvaguardia delle somme impiegate. Si segnala, altresì, il rischio di perdite a causa di malfunzionamenti, attacchi informatici o smarrimento delle credenziali di accesso ai portafogli elettronici.

Ritengo inoltre opportuno citare quanto affermato dal Governatore della banca centrale italiana Fabio Panetta in occasione dell’assemblea del 2024 dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana).

In quell’occasione Panetta aveva definito le criptovalute “prive di valore intrinseco, aggiungendo che “sono create mediante scritture informatiche e non vi è alcun soggetto né alcuna attività reale o finanziaria che ne assicuri il valore”. E ancora. “Sono talvolta scambiate su circuiti informali e opachi, su piattaforme non sottoposte ad adeguati controlli. Coloro che le detengono hanno l’obiettivo principale di rivenderle a prezzi maggiori, in alcuni casi quello di eludere le norme fiscali, di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo”. Ed ha concluso affermando che: “In genere, queste cripto attività rappresentano di fatto una scommessa speculativa ad alto rischio il cui valore è svincolato da fondamentali. Per questi motivi il loro valore registra fortissime oscillazioni. Come è evidente, esse non hanno le caratteristiche per svolgere le tre funzioni proprie della moneta: pagamento, riserva di valore e unità di conto”.

Parole pesanti come pietre, inequivocabili, eppure…

Eppure Intesa San Paolo ha destinato un milione di euro per comprare 11 bitcoin.

In un comunicato la banca (evidentemente conscia delle reazioni dell’opinione pubblica) ha messo le mani avanti precisando che non si tratta di un primo passo per offrire criptovalute ai clienti, né di entrare come operatore attivo sul mercato, ma di un “esperimento” e di un “adeguamento a quanto altre banche internazionali hanno già fatto”.

Precisazioni che al momento tranquillizzano correntisti e clienti della banca che non potranno essere stimolati ad operare su questi mercati estremamente speculativi.

L’auspicio è che, dopo anni di discussioni, moniti, avvertimenti, si possa giungere ad una definitiva regolamentazione di bitcoin e simili, giungendo ad una posizione netta e chiara: se le autorità monetarie le accetteranno, via libera per tutti, altrimenti occorrerebbe bloccare alla fonte ogni possibilità di “contaminazione” tra mercati ufficiali e regolamentati e mercati privati dalla dubbia consistenza.

Gianluigi De Marchi 

  • Giornalista e scrittore finanziario demarketing2008@libero.it