ECONOMIA- Pagina 5

Carmagnola, si celebrano le eccellenze agricole e gastronomiche

Dal 14 al 17 dicembre 

Nel mese di dicembre tornano a Carmagnola i tradizionali appuntamenti dedicati al Bovino di razza piemontese, alla Giora e al Porro lungo dolce, tre eccellenze agricole e gastronomiche che rappresentano il cuore dell’identità produttiva e culinaria del territorio.
La trentatreesima Fiera Regionale del Bovino di Razza Piemontese e della Gioria e la sedicesima mostra mercato del Porro Lungo dolce  di Carmagnola si svolgeranno domenica 14 dicembre prossimo presso il Foro Boario di piazza Italia, con un ricco programma pensato per coinvolgere appassionati del settore agricolo, famiglie, visitatori e buongustai.
La Fiera del Bovino da Carne Razza Piemontese e della Giora, detta anche bianca per via del colore candido del mantello, vedrà l’esclusiva partecipazione di bovini di razza piemontese, secondo un programma espositivo riservato agli allevatori e alle associazioni di allevatori.
La Giora rappresenta la vacca a fine carriera riproduttiva che, adeguatamente ingrassata, fornisce tagli pregiati. Il salame di Giora di Carmagnola rientra nei prodotti agroalimentari tradizionali della regione e nel paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino.

Alle 7.30 è  previsto l’arrivo degli animali e la loro sistemazione, dalle 9.30 prenderanno il via le valutazioni dei soggetti in gara da parte della giuria, con la partecipazione degli studenti della sezione agraria dell’Istituto Baldessano Roccati.
Le premiazioni dei primi tre classificati di ogni categoria si terranno alle ore 12. Oltre ai tradizionali riconoscimenti verrà consegnata la gualdrappa in raso. Alle ore 16.30 sono previsti il carico degli animali e lo smontaggio degli allestimenti.
La sedicesima mostra mercato del Porro Dolce di Carmagnola viene organizzata in collaborazione con gli studenti  della sezione Agraria dell’Istituto Baldassare Roccati. Verranno offerte degustazioni gratuite di questo prodotto tipico carmagnolese, riconosciuto come Prodotto Alimentare tradizionale della Regione Piemonte, caratterizzato da una notevole tenerezza e da un sapore delicato che si accompagna ad una facile digeribilità

Durante l’intera giornata il pubblico potrà visitare l’esposizione di macchine agricole, prodotti e attrezzature  per il settore zootecnico e cerealicolo, la mostra mercato di piccoli animali “Fattoria in città”, il mercato degli hobbisti in viale Garibaldi,  il mercatino in corso Matteotti e il mercato ambulante straordinario di Natale di via Valobra.
Durante la mattina di domenica 14 dicembre alle ore 11, presso la Torre Scarpata, si terrà l’inaugurazione dell’Antenna Mab Unesco, nuovo punto dedicato alla Riserva della Biosfera “CollinaPo” riconosciuta dall’Unesco nell’ambito del programma Mab- Man and the Biosphere, progetto che promuove la valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico locale in un’ottica di sviluppo sostenibile.
Mercoledì 17 dicembre,  dalle 8 alle 13, al Foro Boario di piazza Italia si svolgerà l’ormai tradizionale asta dei bovini piemontesi, importante momento di incontro e confronto tra gli allevatori provenienti da tutto il territorio regionale,  accompagnato da degustazioni gratuite offerte al pubblico.

Mara Martellotta

Nuovo record per Torino Airport: superato il numero di passeggeri registrato nel 2024

L’Aeroporto di Torino ha superato ieri il record di traffico stabilito nel 2024, che lo aveva visto segnare un totale di 4.693.977 passeggeri. L’11 dicembre i passeggeri trasportati hanno già raggiunto i 4.694.975. Mancano ancora venti giorni alla fine dell’anno e le previsioni restano molto positive.
Il mese di novembre ha superato per la prima volta la soglia dei 400mila passeggeri, ed è stato in crescita del 15% rispetto allo stesso mese del 2024. La stagione invernale 2025/2026, avviatasi lo scorso 26 ottobre, si apre così all’insegna della crescita e con la più ampia offerta di posti mai messi in vendita per volare da e per lo scalo piemontese.
A questo forte incremento stanno contribuendo il terzo aeromobile Ryanair in base a Torino con le nuove rotte per Liverpool e Pescara, e con l’aumento di frequenze su moltissime destinazioni; le nuove rotte verso l’Est Europa, come Budapest e Sofia di Wizz Air e la vasta offerta legata al turismo della neve.
Le novità non finiscono qui: dal 13 dicembre partirà il volo per Chisinau di Wizz Air, e dal 20 dicembre, Aer Lingus, collegherà Torino e Dublino fino a due volte alla settimana. Infine, la novità per le festività natalizie è il volo verso la destinazione regina del Mar Rosso, Sharm el Sheikh, servita da Neos (Alpitour World).
Con 20 Paesi collegati, 12 nuove rotte, 7 nuove destinazioni e 15 mete, di cui 8 internazionali, che vedono un forte aumento di frequenze, l’aeroporto si conferma dunque un punto di riferimento strategico per il turismo e per la connettività del Nord-Ovest.
Mara Martellotta

Fondazione Crt, dal teatro all’economia circolare: 117 progetti per una nuova cultura dell’inclusione

Finanziamenti per 1 milione e 376 mila euro assegnati tramite il bando “Vivomeglio”

 La Fondazione CRT ha selezionato 117 progetti dedicati all’inclusione in Piemonte e Valle d’Aosta nell’ambito del bando “Vivomeglio”, destinando complessivamente 1 milione e 376 mila euro.

Le iniziative, caratterizzate da approcci innovativi e sostenibili, coinvolgeranno oltre 9.000 persone con disabilità e 654 enti partner in percorsi inclusivi che spaziano dal teatro all’avvicinamento all’economia circolare, dallo sport alla poesia, fino alla formazione. Questi progetti sono il risultato di un forte lavoro di rete tra organizzazioni del Terzo Settore, istituzioni e comunità territoriali, con la finalità di valorizzare i talenti individuali e favorire una piena partecipazione sociale.

“Da vent’anni, con il bando Vivomeglio, la Fondazione CRT porta avanti un impegno che non si limita al sostegno economico: il nostro obiettivo è promuovere una cultura dell’inclusione capace di trasformare lo sguardo collettivo e contribuire alla costruzione di comunità più accoglienti, dove la diversità rappresenta un valore condiviso”, afferma Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT.

I progetti finanziati si sviluppano in sei aree principali: abitare sociale, supporto alle famiglie, inserimento lavorativo, formazione scolastica ed extrascolastica, salute e benessere, vita comunitaria.

Tali ambiti si inseriscono in continuità con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU e con la prima Agenda Italiana della Disabilità, promossa dalla Fondazione CRT insieme alla Consulta per le Persone in Difficoltà.

Tra i 117 progetti sostenuti si distinguono:

I GastronAUT 2025 dell’associazione L’un e l’aut A.P.S.: giovani e giovani adulti con disabilità o disturbi dello spettro autistico si mettono alla prova nei panni di chef, apprendendo competenze professionali e trasversali. I percorsi includono laboratori di cucina e attività di gruppo che favoriscono autonomia, senso di responsabilità e fiducia nelle proprie capacità, con l’obiettivo di trasformare una passione in un’opportunità lavorativa concreta.

La poesia dell’acqua. Linguaggi poetici e pratiche educative della s.c.s. Domus Laetitiae: l’acqua diventa tema narrativo e simbolico in un progetto che intreccia poesia, teatro e crescita personale. Attraverso laboratori teatrali inclusivi, persone con disabilità, educatori e operatori vivono insieme esperienze di scrittura, lettura e rappresentazione scenica. Il linguaggio poetico diventa un mezzo privilegiato per esprimere emozioni, rafforzare i legami e creare un ambiente in cui ogni voce viene ascoltata e valorizzata.

Coltiviamo Abilità della s.c.s. Insieme a voi: un orto accessibile che assume il ruolo di luogo di incontro, formazione e integrazione. Il progetto sostiene percorsi di inserimento lavorativo per persone con disabilità, trasformando la cura della terra in un’esperienza di crescita sia individuale sia comunitaria. Accanto ai filari prendono forma nuove relazioni: scuole, famiglie, volontari e realtà del territorio collaborano per far sbocciare competenze, fiducia e inclusione.

In due decenni, la Fondazione CRT ha sostenuto quasi 3.000 progetti dedicati all’inclusione, investendo oltre 33 milioni di euro.

Gli esiti completi sono disponibili sul sito della Fondazione CRT.

Promozione all’estero, il Piemonte punta sui prodotti agroalimentari di qualità

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«6,7 milioni per la promozione Ue dei prodotti piemontesi Dop, Igp, Doc e Docg. Apre il nuovo bando con una dotazione record da 700mila euro in più del 2024»

Ammonta a 6,7 milioni di euro, con un incremento di quasi 700mila euro rispetto al 2024, la dotazione stanziata dalla Regione Piemonte per la promozione dei prodotti agroalimentari di qualità. Le risorse sono state messe a disposizione dall’assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, Paolo Bongioanni, e saranno destinate alle attività promozionali in Italia e nell’Unione Europea.

I fondi, assegnati tramite bando, serviranno a sostenere i consorzi di tutela e le associazioni di produttori impegnati nella valorizzazione delle eccellenze piemontesi: 13 Dop, 9 Igp, 41 vini Doc, 19 Docg e 4 bevande spiritose, oltre ai prodotti del biologico, del Sistema Qualità Nazionale Zootecnica e dell’agricoltura integrata.

Spiega l’assessore Bongioanni: «Dall’ultima edizione del bando, lo scorso anno, sono intervenuti cambiamenti epocali nella promozione del nostro agroalimentare d’eccellenza e per la crescita della sua redditività. Abbiamo lanciato il brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte” di cui potranno fregiarsi i prodotti agroalimentari di qualità certificata, e che accompagna tutte le azioni di promozione nazionale e internazionale dove è presente la Regione. La cucina italiana ha appena ottenuto il riconoscimento Unesco di Patrimonio mondiale dell’Umanità, e quella piemontese, con i suoi prodotti certificati a livello internazionale che da soli costituiscono un quarto del totale italiano, deve conquistare il posto che le spetta. Dazi e mutamenti economici, d’altra parte, ci incoraggiano a esplorare e approcciare con fiducia mercati sempre nuovi. Per la prima volta abbiamo lanciato una grande campagna nazionale di spot televisivi che racconta i nostri straordinari cibi e il loro grande potenziale turistico».

«Per questo – prosegue Bongioanni – ho voluto aumentare di quasi 700mila euro la dotazione del bando 2025 portandola a 6,7 milioni di euro. Grazie ad essa il Piemonte potrà essere presente in modo ancora più incisivo ai grandi eventi promozionali in Italia e nell’Unione Europea come Vinitaly, Fruit Logistica a Berlino e molti altri. Il Piemonte, come non mi stanco di ripetere, deve recuperare un gap di riconoscibilità che lo renda immediatamente percepibile e gli dia finalmente il posto che merita sui mercati e presso i pubblici italiani e internazionali».

Il bando resterà aperto fino al 12 marzo 2026. I contributi previsti vanno da 50mila a 500mila euro e coprono fino al 70% delle spese ammissibili. L’intervento è rivolto ai consorzi di tutela e alle associazioni di produttori piemontesi per la realizzazione, in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea, di iniziative di informazione e promozione dei prodotti vitivinicoli e agroalimentari di qualità.

Tra le attività finanziabili rientrano la partecipazione a fiere e manifestazioni di rilievo — come Fruit Logistica di Berlino e Fruit Attraction di Madrid per la frutta di qualità, Wine Paris, Vinitaly di Verona e Prowein di Düsseldorf per il settore vitivinicolo, il Salone del Gusto di Torino, oltre a fiere nazionali come quelle del Tartufo di Alba e del Bue grasso di Carrù — nonché l’organizzazione di presentazioni e degustazioni, campagne pubblicitarie, spot radiofonici, televisivi e web, la realizzazione di siti internet, iniziative promozionali mirate ed educational rivolti alla stampa specializzata.

Guida autonoma in città: Torino e Piemonte si candidano per essere primi in Europa

Torino e il Piemonte in prima fila per le sperimentazioni dell’intelligenza artificiale negli ambiti sanitari e della mobilità. Il presidente della Regione Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo (in videocollegamento) hanno illustrato oggi a Bruxelles il dossier per candidare Torino a diventare la città‐laboratorio dell’Unione Europea per la sperimentazione della guida autonoma e il sistema sanitario regionale per le applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito diagnostico, organizzativo e per la telemedicina.

Il documento, consegnato questa mattina al direttore generale della Direzione generale Comunicazione, Reti, Contenuti e Tecnologie della Commissione Europea Roberto Viola, raccoglie numeri importanti su infrastrutture già esistenti e su un ecosistema tra i più avanzati sul fronte dell’innovazione e della ricerca.

La proposta di candidatura presentata punta a trasformare queste esperienze in un ruolo formale dentro la rete europea delle città pilota della guida autonoma, con Torino pronta a ospitare nuove fasi di sperimentazione soprattutto attraverso test in ambiente reale con modelli di governance dell’AI che consentiranno anche il monitoraggio dei flussi veicolari.

«L’obiettivo è essere la prima città in Europa dove si prova a far viaggiare su una strada pubblica un auto senza conducente adibita al servizio pubblico, quindi taxi o navetta, come già oggi avviene con la sperimentazione nella zona del Campus universitario – spiega il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. – L’Europa lancerà una call nelle prossime settimane per quelle che Viola ha chiamato le città e le Regioni ambiziose e io credo che Torino e il Piemonte lo siano e su questo c’è un alto interesse da parte della Commissione Ue. Torino ha le caratteristiche giuste per quando attiene all’ambito urbano, per le competenze che offre, con il Politecnico e la filiera dell’auto e per la possibilità di attrarre investimenti: ci sono quindi tutte le condizioni perché, già 2027, possa essere una città, come San Francisco o Denver, dotata di un servizio di mobilità pubblica con auto senza conducente. Per quanto riguarda la sanità – prosegue il presidente Cirio – l’uso dell’intelligenza artificiale è legato alla possibilità di fare diagnosi anche fuori dagli ospedali: in Piemonte oltre il 40 per cento del territorio è montano ed è quindi adatto a sperimentare in maniera estesa il sistema di cabine di telemedicina che l’Europa intende avviare e sostenere, dove è possibile fare tutti gli esami e verificare le condizioni di salute di un paziente, alla presenza di un operatore sociosanitario formato, con il medico in videocollegamento da un ospedale. Questo significa garantire davvero la sanità territoriale e portare il diritto alla salute anche nei luoghi più periferici del Piemonte, con una diagonistica capillare e efficiente».

«Torino, oggi, – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – è un laboratorio dove si sperimenta il futuro anche grazie alla sua capacità di mettere insieme la vocazione manifatturiera, che è parte integrante della sua storia e del suo presente, con la capacità di essere luogo d’innovazione e modello per la transizione ecologica. Per il 2024-2025 la città è stata Capitale Europea dell’Innovazione. Un titolo conferitole dall’Unione Europea che ne ha riconosciuta la capacità di generare e attrarre progettualità di alto livello, dalla mobilità sostenibile all’intelligenza artificiale, dalla manifattura 4.0 alla ricerca avanzata e di far dialogare università e impresa, tradizione e tecnologia. Vogliamo proporci come nodo cruciale dell’ecosistema europeo dell’innovazione e siamo certi di avere tutti i requisiti. Dallo scorso mese di ottobre è partita sulle strade della città, prima in Italia, la sperimentazione della navetta elettrica a guida autonoma AuToMove, parte del progetto Living Lab ToMove, dedicato allo sviluppo di nuove soluzioni di mobilità urbana smart e sostenibile. Un progetto che ci consente di esplorare nuove soluzioni tecnologiche in grado di assicurare spostamenti efficaci e sicuri e forti del quale, insieme ad una tradizione senza eguali nel settore dell’automotive e di un ecosistema d’innovazione così fertile, pensiamo davvero che Torino e il Piemonte possano diventare il centro di riferimento europeo per l’Intelligenza Artificiale applicata alla guida autonoma. Per queste ragione ci candideremo, insieme alla Regione Piemonte, non appena la commissione europea avrà lanciato ufficialmente la manifestazione di interesse».

Per quanto riguarda la guida autonoma, a Torino si sono succedute nel tempo numerose progettualità che hanno consolidato la città come piattaforma di riferimento per la sperimentazione della guida autonoma in ambiente reale e dell’applicazione del concetto della Mobility as a Service. In questo quadro, nell’ambito del Torino Mobility Living Lab, è nato AuToMove, primo servizio urbano autonomo attualmente aperto al pubblico in Italia e autorizzato tramite Sperimentazione Italia. Una navetta connessa e integrata nel MaaS cittadino, dove l’AI è impiegata per permettere al veicolo di analizzare l’ambiente circostante e muoversi in modo sicuro e consapevole, mentre la guida rimane sotto la super visione di un safety driver. Dal 2021 a sostegno di Startup e PMI innovative opera CTE NEXT – Casa delle Tecnologie Emergenti, 700 le imprese coinvolte in 4 anni, oltre 150 quelle che hanno fruito di percorsi e servizi dedicati e oltre 35 le soluzioni testate in campo. Dentro CTE NEXT è nato anche il primo Board Etico sulle tecnologie emergenti e sull’Intelligenza Artificiale applicate in ambito urbano.

La seconda direttrice del dossier riguarda la sanità digitale, presentata come l’ossatura di un nuovo modello di servizio pubblico per integrare prevenzione, territorio e ospedale attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale. Il Piemonte presenta caratteristiche demografiche, geografiche e di maturità digitale che lo rendono un contesto ideale per la sperimentazione avanzata dell’AI applicata alla sanità. L’obiettivo del Piemonte Health Lab è creare un living lab regionale in cui sperimentare soluzioni digitali e AI-based nei segmenti della prevenzione e del territorio in aree rurali e a bassa densità abitativa. Una sfida che trova nelle aree montane la sua applicazione più immediata e più strategica. In un territorio in cui il 40% della superficie è montano, l’intelligenza artificiale diventa un fattore di riequilibrio, prima ancora che tecnologico. Il modello proposto dal Piemonte introduce un insieme di strumenti integrati: televisita, telemonitoraggio, Fascicolo Sanitario Elettronico di nuova generazione, algoritmi predittivi in grado di segnalare precocemente situazioni di fragilità con l’obiettivo di anticipare i bisogni e portare la cura vicino alla persona.

Le aree montane, per condizioni demografiche e orografiche, diventano così il laboratorio ideale per testare soluzioni replicabili sull’intero territorio regionale e in linea con le priorità europee: European Care Strategy, European Health Data Space, AI Act e le politiche di trasformazione digitale dei sistemi sanitari.

cs

Viticoltori piemontesi in affanno: le proposte di Confagricoltura

 

In occasione dell’assemblea nazionale di Confagricoltura, i presidenti delle Unioni Agricoltori del Piemonte hanno presentato all’assessore Bongioanni una serie di proposte per il rilancio del comparto

 

Il comparto vitivinicolo della nostra regione si sta confrontando, ormai da alcuni anni, con una crisi di mercato dalle molteplici cause: dai conflitti internazionali, ai dazi imposti dagli USA, alla crisi economica europea, il tutto associato ad una riduzione strutturale dei consumi interni, all’aumento dei costi di produzione in vigna, nonché ai danni causati dal cambiamento climatico in atto.

Il calo generalizzato degli scambi, in particolar modo con Russia, Paesi dell’Est e Stati Uniti, sia in volume, sia in valore, insieme al minor consumo di vino, portano ad un accumulo delle giacenze nelle cantine.

Per queste ragioni, Confagricoltura Piemonte ha elaborato alcune proposte, frutto di un approfondito confronto con i servizi tecnici e i viticoltori, finalizzate ad un miglioramento complessivo del sistema, soprattutto dal punto di vista della regolazione della domanda rispetto all’offerta.

Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte: “In occasione dell’assemblea nazionale della nostra Confederazione, che si è tenuta a Roma qualche giorno fa, i presidenti e i direttori delle sedi piemontesi hanno incontrato l’assessore all’agricoltura   Bongioanni, sottoponendogli una serie proposte di intervento che illustreremo anche questa mattina in occasione del Tavolo Verde. In sintesi chiediamo la sospensione dell’assegnazione delle autorizzazioni di nuovo impianto a partire dal 2026, la proroga di tre anni per tutte le autorizzazioni di nuovo impianto in scadenza e la sospensione delle sanzioni per il loro mancato utilizzo, la proroga, da concordare con i Consorzi di Tutela, delle idoneità assegnate dai bandi delle DO piemontesi, la riformulazione della Ristrutturazione e Riconversione Vigneti, con un premio specifico per chi attende almeno tre anni prima di effettuare un nuovo impianto, l’introduzione della misura della ripalatura, cioè della sostituzione delle viti vecchie o malate e gestione del terreno, nella Ristrutturazione vigneti per favorire la meccanizzazione, soprattutto per l’uso della vendemmiatrice e infine di attivare la misura dell’estirpazione dei vigneti sul modello francese”.

Inoltre, verrà chiesto di poter introdurre nei disciplinari delle denominazioni, in forma ordinaria e possibilmente con sistemi a basso consumo di risorsa, la pratica dell’irrigazione, quale strumento di contrasto agli effetti del cambiamento climatico, in particolare della siccità.

Rielezione di Maurizio Bologna alla Cantina Barbera dei Sei Castelli

La Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli archivia il triennio 2023/2025 con un bilancio che riflette una realtà in piena trasformazione, fatta di nuovi progetti culturali, investimenti strategici e di un percorso di crescita che sono stati capaci di rafforzarne la qualità, l’identità e il posizionamento. Si tratta di un ciclo che si chiude nel segno della continuità con la rielezione di Maurizio Bologna alla Presidenza della cooperativa. Simbolo della rinascita è il centro enoturistico “Il Risveglio del Ceppo”, inaugurato l’1 giugno 2024. Il centro rappresenta un luogo dove vino, territorio e ricerca universitaria dialogano grazie alla partnership con l’Ateneo torinese. A fare da catalizzatore culturale, è il Museo “L’Anima del Vino”, che dal 2026 entrerà nella rete Asti Musei, portando la cantina fra le eccellenze museali del territorio. Il triennio ha visto un deciso miglioramento della strategia comunicativa, dai canali social ai media internazionali, con un forte aumento della visibilità del marchio. Parallelamente è stata ampliata la collezione di vini con nuove etichette e un restyling grafico pensato per un pubblico sempre più giovane e internazionale. Tra gli investimenti più significativi spicca l’impianto fotovoltaico da 150 kW ottenuto tramite il bando Parco Agrisolare, che riduce i costi e rafforza la vocazione green della cooperativa. La modifica dello Statuto ha introdotto un sistema di gestione del conferimento più attuale e competitivo, rendendo la Cantina più agile sul mercato. La partecipazione a eventi di riferimento, da Grandi Laghi a Golosaria, da Barbera Wine Festival a Grand Tasting del Gambero Rosso e i numerosi premi enologici ottenuti, confermano un percorso di crescita qualitativa costante.
“Riassumere nuovamente la Presidenza della nostra Cantina – ha spiegato Maurizio Bologna di fronte all’Assemblea dei Soci – è un grande onore e una responsabilità che colgo con profondo senso di appartenenza. Ringrazio i soci per avermi rinnovato la fiducia. Continueremo a valorizzare il nostro territorio e la qualità dei nostri vini. L’obiettivo resta quello di proseguire nel solco dell’innovazione, della sostenibilità e della competitività, guardando con attenzione alle nuove generazioni”.
Il Presidente ha espresso sincera gratitudine ai soci e al Consiglio di Amministrazione per la collaborazione dei risultati raggiunti insieme, sottolineando come la cooperativa esca da questo triennio più strutturata, proiettata al futuro e pronta per le nuove sfide dei mercati.
Mara Martellotta

Mercato immobiliare e stagione sciistica: ecco i prezzi delle case di montagna in Piemonte

La stagione sciistica è partita a pieno regime e gli italiani hanno subito affollato le piste: con 29,7 milioni di arrivi e 93 milioni di presenze stimati nelle località turistiche più frequentate durante la stagione invernale, la montagna si conferma anche nel 2025 una delle mete preferite dagli italiani, attirando un numero crescente di potenziali acquirenti interessati a una seconda casa in quota.
Secondo l’analisi di Abitare Co. – società di intermediazione e servizi immobiliari specializzata sulle nuove residenze -, che ha analizzato 58 località sciistiche rinomate italiane e 10 estere, nel 2025 il prezzo richiesto per l’acquisto di un’abitazione nuova o totalmente ristrutturata in Italia, situata in centro paese o vicino agli impianti di risalita, è di 5.250 €/mq (+5,5% rispetto a un anno fa). In Italia i valori medi più elevati si registrano nella veneta Cortina d’Ampezzo (15.000 €/mq), mentre all’estero ben tre località superano i 30.000 €/mq: due svizzere — Gstaad (30.700 €/mq) e St. Moritz (30.300 €/mq) — e la francese Courchevel 1850 (30.100 €/mq).
I prezzi in Piemonte
Nella regione i prezzi medi più alti si registrano a Sestriere (TO) con 6.525 €/mq. Seguono Sansicario (TO) con 4.575 €/mq., Alagna Val Sesia (VC) con 4.400 €/mq., Bardonecchia (TO) con 4.375 €/mq., Limone (CN) con 4.025 €/mq. Sotto i 4mila euro si posizionano Sauze d’Oulx (TO) con 3.950 €/mq., Cesana (TO) con 3.900 €/mq., Macugnaga (VB) con 3.750 €/mq. Chiude Prato Nevoso (CN) con 2.950 €/mq.

Cucina italiana Patrimonio Unesco. Il sostegno di ASCOM – EPAT

La Cucina Italiana è ufficialmente Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. È la prima volta che un intero sistema gastronomico nazionale riceve questo riconoscimento: non per una singola ricetta o prodotto tipico, ma per il valore culturale e sociale del cucinare, e per il ruolo che questo gesto quotidiano ricopre nell’identità degli italiani.

Ascom Confcommercio Torino e provincia ed EPAT – l’associazione dei pubblici esercizi di Torino –, hanno sostenuto con forza la candidatura, impegnandosi attivamente nella campagna nazionale “Io amo la cucina italiana” lanciata da FIPE, che ha visto il coinvolgimento in una mobilitazione diffusa di ben 1.500 ristoranti a Torino e provincia.

«Abbiamo creduto fin dall’inizio nel valore profondo della cucina italiana come patrimonio di cultura, relazioni e identità– dichiara Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia –. Per questo, oggi, siamo felici e orgogliosi del riconoscimento Unesco: una vittoria che premia non solo l’Italia, ma ogni singolo ristoratore che ogni giorno vive e tramanda questa eredità. Ringraziamo tutti i ristoratori che hanno aderito con entusiasmo, dimostrando che la cucina è molto più di un’attività economica: è cultura viva, fatta di studio, ricerca, passione, gesti, stagioni e prodotti. È parte della nostra quotidianità, ma anche uno straordinario motore di attrazione turistica: sempre più viaggiatori scelgono l’Italia, il Piemonte e Torino, in particolare, per scoprire sapori autentici, tradizioni regionali e nuove esperienze enogastronomiche».

A sottolineare l’importanza culturale e sociale di questo traguardo, anche le parole del presidente di EPAT, Vincenzo Nasi: «Per la prima volta al mondo una cucina nazionale viene riconosciuta come un modello culturale. Un riconoscimento al nostro modo di “ospitare” e alla nostra tradizione enogastronomica unica: alle nostre cucine regionali, alle nostre tradizioni familiari, ai nostri territori e alle nostre materie prime. La nostra cucina racconta storie, territori, stagioni e identità. Questo riconoscimento celebra proprio la capacità di restituire, attraverso la nostra cucina, l’anima del nostro Paese, ed è una grande gioia».

La campagna “Io amo la cucina italiana” ha visto la partecipazione attiva di chef, ristoratori, istituzioni e dei giovani studenti dell’ITS Academy Turismo Piemonte, che hanno sensibilizzato le attività di ristorazione del territorio. Un’azione corale che ha preso vita nei ristoranti, nelle scuole, sui social e nei cuori di chi ama e vive la cucina italiana ogni giorno.

Il Mercato del Corso aperto per le domeniche prenatalizie

Arrivano le aperture festive prenatalizie per Il Mercato del Corso, il nuovo spazio coperto dedicato alla cultura del cibo a Km Zero, aperto da Campagna Amica Torino in corso Vittorio Emanuele II 50, angolo via Carlo Alberto. Il Mercato del Corso sarà aperto le domeniche 7, 14, 21 dicembre e lunedì 8 dicembre.
Rimangono invariate le altre aperture: tutti i venerdì e i sabati, sempre nell’orario dalle 10 alle 19.

L’enoteca dei vini piemontesi “Divinorum” sarà aperta, oltre che nelle stesse giornate, anche i martedì, mercoledì e giovedì nel medesimo orario.
Rimangono invariate le aperture di mercati domenicali torinesi di Campagna Amica. Domenica 7 dicembre, dalle 9 alle 18 in piazza Palazzo di Città; domenica 14 dicembre dalle 9 alle 14, ai giardini di piazza Cavour e domenica  21 dicembre, dalle 9 alle 18, in piazza Vittorio.

“Invitiamo i torinesi a venire a verificare la qualità offerta dai produttori di Campagna Amica sia al Mercato del Corso che negli altri mercati di Campagna Amica – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – si tratta sempre di prodotti freschissimi che non hanno percorso giorni e giorni di viaggi in tir e nave. Il prezzo pagato, inoltre, va interamente nelle tasche dei contadini che vendono in questa forma diretta”.

Al mercato del Corso è anche possibile comporre i propri cesti natalizi
con i prodotti dei singoli produttori.

Mara Martellotta