Torino Capitale delle Alpi fa molto bene a insistere su collegamenti adeguati verso la Francia. È punto centrale del ruolo. I lavori della TAV e del Tenda devono accelerare. E che il Sindaco di Torino ne parli, con la Giunta e tutto il Consiglio comunale, è molto importante. Lo Russo fa bene a insistere. Una azione insieme con quella della Regione guidata dal Presidente Alberto Cirio, da apprezzare, che Uncem applaude. Lo Russo Sindaco di una Città alpina unita all’Europa attraverso le Alpi-cerniera. Occorre massima convergenza di azione, di tutti i livelli istituzionali, per superare rallentamenti nelle opere (la situazione al Tenda è grave e Anas deve cambiare passo), per intervenire efficacemente in Valle Stura come nelle Alpi Marittime, per avere reti viarie e ferroviarie moderne. Uncem lo chiede da quasi due decenni.
Torino supera l’isolamento – come Uncem ha sempre ripetuto – insistendo come Città sulla sua naturale relazione con Nizza attraverso Cuneo. Con la Valle d’Aosta e la Liguria. E con Lione attraverso le Montagne Olimpiche. Non possiamo essere tagliati fuori – come Capitale alpina, Torino e le sue Valli, gran parte del Piemonte – dal Terzo Valico che passa solo sul Sempione e da Genova va verso Milano, come vorrebbe fare anche SNCF con i treni ad alta velocità francesi sulla rete italiana, dal 2025, probabilmente escludendo Torino. Fanno bene Confindustria, Confartigianato, CNA, le Associazioni dei trasportatori ad alzare la voce. Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte, incoraggia questo impegno e questa relazione tra sistema delle imprese e degli Enti locali. I cantieri non possono essere lenti. Sulla TAV abbiamo perso vent’anni per colpa di proteste, mentre altri tunnel anche in Italia, e in altri Paesi UE, si facevano. Ora è molto importante l’azione della Giunta di Torino Capitale delle Alpi per avere collegamenti efficaci, in tempi rapidissimi, verso la Francia. Per evitare l’isolamento di Torino e del nord-ovest, come Uncem ripete da 15 anni.


Con l’aumento delle temperature estive si riscopre la montagna ove si sta al fresco naturale e si respira molto meglio oltre a vivere in un bell’ambiente naturale. Il Sole 24 ore ha dato conto di quanto siano aumentati i prezzi delle case in montagna . Ora anche la politica riscopre l’importanza della montagna. Mentre dal ritorno da Pialpetta per mangiare la cotoletta alla piemontese con la Toma della zona scrivevo su FB che la montagna d’estate allunga la vita , Bussone presidente dell’’Uncem a domanda rispondeva che Torino avrebbe dovuto farsi carico di rilanciare la montagna . A ruota gli interventi dell’Assessore comunale Tresso , che fa fatica a far tagliare le sterpaglie , interveniva a favore della tesi di Bussone e così stamane Michele Vietti , da Lanzo, stranamente condivide la stessa opinione. Così il Vicepresidente della Città Metropolitana , nonché Sindaco di Condove, malgrado la Città Metropolitana non riesca a mantenere in modo decente le strade provinciali e in particolare quelle che portano alle nostre Valli. Certo la montagna e’ una ricchezza di natura, di acqua, di benessere, di tradizioni, di professioni che vanno assolutamente difese e salvaguardate ma non è il Comune di Torino che se ne può interessare . Un Comune che non è capace nemmeno a rilanciare la crescita economica e negli ultimi vent’anni ha perso 20 punti di PIL rispetto a Bologna e ha visto i suoi Quartieri periferici da Barriera di Milano in la sempre più emarginati. Ai tempi delle vecchie provincie le cose andavano meglio a partire dalle strade provinciali ma li avevamo gente in gamba che capiva di viabilità come gli on.li Bovetti e Botta sino ai tecnici della Provincia dall’ing. Nicola originario di Lanzo all’ing. Camoletto. La Regione nella sua fase migliore, le prime legislature , disponeva di Assessori di livello e sul territorio c’erano esponenti locali di qualità da Bozzello a Sartoris e le Comunità Montane avevano un ruolo oltre ad esserci Sindaci di peso, per tutti ricordo Bellino di Locana che spingeva tantissimo per la strada statale di Ceresole di cui parlai a nome di Donat-Cattin con l’allora Ministro dei Lavori Pubblici Stammati. All’epoca inoltre vi erano Senatori di grande peso, penso a Donat-Cattin che da anche Ministro, che nel 1978 fece fare un Decreto per ben tre eventi alluvionali a Pinerolo, Alessandria e Val d’Ossola. Ora la Istituzione che deve rimettere al centro la Montagna e’ la Regione. La Regione ha le risorse italiane ed europee e soprattutto ha un ruolo legislativo e di programmazione dello sviluppo che la Città non ha. Anche perché non c’è solo la montagna della provincia di Torino, dalle vallate cuneesi a quelle vercellesi e del MonteRosa. L’auspicio è che la nuova Giunta Regionale inserisca la Montagna tra le sue priorità e mi auguro che l’Assessore Marco Gallo si faccia presto un giro nelle Vallate alpine non solo quelle cuneesi .

