Prima apertura della stagione estiva per le Dimore Storiche del Pinerolese iscritte all’Associazione “dimore storiche italiane”, indicativamente dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18, aprono le porte ai visitatori per offrire spunti di visita originali ed adatti a tutta la famiglia, nonché l’opportunità di entrare in sintonia con la storia locale e cogliere le peculiarità di palazzi ed antiche proprietà di epoche e stili diversi fra loro, che preservano il fascino e le suggestioni tramandate di generazione in generazione. Le viste a pagamento riguardano proprietà breve distanza fra loro, così da invitare a visitare più d’una. L’itinerario intende valorizzare sotto il profilo turistico e culturale una zona del Piemonte che fu strategica per l’associazione, l’arte e l’economia della regione e della stessa capitale. Le prossime aperture estive sono previste per il 27 luglio e 30 agosto.
prima apertura della stagione estiva per le Dimore Storiche del Pinerolese iscritte all’ A.D.S.I (Associazione dimore storiche Italiane). Domenica 28 giugno – indicativamente dalle 10 alle 12.30/13 e dalle 14.30 fino alle 17.30/18 – aprono le porte ai visitatori per offrire spunti di visita originali ed adatti a tutta la famiglia, nonché l’opportunità di entrare in sintonia con la storia locale e cogliere le peculiarità di palazzi ed antiche proprietà di epoche e stili diversi fra loro che preservano il fascino e le suggestioni tramandate e custodite da generazioni.
La visite (a pagamento) riguardano proprietà a breve distanza fra loro, così da invitare a visitarne più di una L’itinerario intende valorizzare sotto un profilo turistico – culturale una zona del Piemonte che fu strategica per la storia, l’arte e l’economia della regione e della stessa Capitale. LE PROSSIME APERTURE ESTIVE SONO FISSATE PER IL 27 LUGLIO E IL 30 AGOSTO, IN BASE ALLE INDICAZIONI SOTTO RIPORTATE
Ecco l’elenco delle dimore aperte domenica 28 giugno e i relativi contatti.
1. Bricherasio, Palazzo Conti di Bricherasio , ricco di affreschi e memorie della famiglia , ebbe un ruolo importante nella storia dell’industria italiana
Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 – 30/8 –
2. Bricherasio, Palazzo Ricca di Castelvecchio, nel centro del borgo è un palazzo di interessante valore artistico e culturale, Eretto sui ruderi dell’antico castello di Bricherasio, fu più volte ampliato, l’ultima nel 1910 in stile liberty
Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 –
3. Pinerolo, Villa Le Peschiere, l’ottocentesca villa Bertea detta “Le Peschiere” è contigua ad un’ampia cascina a pianta rettangolare di stampo settecentesco ed all’annesso parco.
Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 – 30/8
4. Pinerolo, Cascina Losetta e Tenuta del Colombretto una delle più significative e meglio preservate testimonianze di insediamento rurale settecentesco dell’intero territorio pinerolese
Visite su prenotazione: – 28/6 – 26/7 – 30/8 –
5. Pinerolo, Il Torrione, villa neoclassica di campagna circondata d27/9 – 25/10
6. Piobesi T.se, Villa La Paesana raffinata residenza circondata da giardini e alberi secolari, un tempo legata alle riserve di caccia dei boschi di Stupinigi.
Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 –
7. Piossasco, Casa Lajolo armoniosa dimora patrizia circondata da giardini storici e da un suggestivo orto-giardino che dialoga con il paesaggio circostante
Visite su prenotazione: – 28/6 – 26/7
*Oltre alla consueta visite, domenica 28 giugno, sarà possibile sguire il Concerto del Quartetto Eas ( ore 19, prenotazioni su sito istituzionale)In luglio, all’appuntamento di fine mese, si aggiunge – il 15 – l’evento “Assaggi nell’orto”, visita dell’orto e aperitivo finger food con bevande,( € 30 a persona, prenotazioni sul sito istituzionale)
8. S. Secondo di Pinerolo, Castello di Miradolo polo culturale ed espositivo circondato da uno dei parchi storici più affascinanti della zona e oggi sede di mostre, eventi e attività culturali.
Date libere, prenotazione non necessaria
9. Villafranca P.te, Castello di Marchierù, complesso fortificato dei Savoia Acaja (XII secolo), dal ‘700 è una dimora residenziale circondata da un grande parco ottocentesco. E ancora oggi è abitata dalla famiglia proprietaria.
Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 – 30/8
10 Virle, Castello dei Conti Asinari di Piossasco, dimora del XVIII secolo, situata al centro del paese, ospita oggi l’Istituto San Vincenzo de’ Paoli. È noto per il giardino, gli affreschi barocchi e l’architettura a ferro di cavallo
Visite su prenotazione: 31/5 – 28/6 – 27/9
Sempre a Virle, il Castello dei Marchesi Romagnano, racchiuso fra mura e torri angolari che rimandano alle sue originarie funzioni difensive medievali,apre solo per gruppi su prenotazione
11 Volvera, Palazzotto Juva residenza inserita in un antico complesso agricolo oggi luogo di installazioni artistiche
Visite su prenotazione: 26/4 – 31/5 – 28/6 – 26/7 – 30/8 – 27/9 – 25/10
** Sulla pagina https://www.dimorestoricheitaliane.it/pinerolese/, disponibile in italiano e in inglese, sono riportate tutte le dimore del circuito, con indicazioni su modalità di prenotazione (ove richiesta), accesso e curiosità del territorio
Mara Martellotta




Accanto alle saline si sviluppa anche un’importante attività termale. I fanghi e le acque madri provenienti dai bacini salanti vengono utilizzati per trattamenti terapeutici e di benessere, richiamando visitatori da tutta Italia. Per conoscere la storia di questo straordinario patrimonio è possibile visitare il Museo Storico delle Saline, che conserva documenti, fotografie e strumenti utilizzati nel lavoro di estrazione del sale.


La città di Torino è tutta magica, ma ci sono dei punti più straordinari di altri, uno di questi è la chiesa della Gran Madre di Dio, o per i Torinesi, ël gasometro. La particolarità del luogo è già nel nome, è, infatti, una delle poche chiese in Italia intitolate alla Grande Madre. L’edificio, proprietà comunale della città, venne eretto per volontà dei Decurioni a scopo di rendere onore al re Vittorio Emanuele I di Savoia che il 20 maggio 1814 rientrò in Torino dal ponte della Gran Madre (la chiesa sarebbe stata edificata proprio per celebrare l’evento), fra ali di folla festante. Massimo D’Azeglio assistette all’evento in Piazza Castello. Il dominio francese era finito e tornavano gli antichi sovrani. Il passaggio del Piemonte all’impero francese aveva implicato una profonda trasformazione di Torino: il Codice napoleonico trasformò il sistema giuridico, abolì ogni distinzione e i privilegi che in precedenza avevano avvantaggiato la nobiltà, la nuova legislazione napoleonica legalizzò il divorzio, abolì la primogenitura, introdusse norme commerciali moderne, cancellò i dazi doganali. La spinta modernizzatrice avviata da Napoleone con il Codice civile fu di grande impatto e le nuove norme commerciali furono fatte rispettare dalla polizia napoleonica con un controllo sociale nella nostra città senza precedenti. Tuttavia il carattere autoritario delle riforme napoleoniche relegava i Torinesi a semplici esecutori passivi di ordini imposti dall’alto e accrebbe il malcontento di una economia in difficoltà. Quando poi terminò la dominazione francese non vi fu grande entusiasmo, né vi fu esultanza per l’arrivo degli Austriaci. L’8 maggio 1814 le truppe austriache guidate dal generale Ferdinand von Bubna-Littitz entrarono in città, e prontamente rientrò dal suo esilio in Sardegna il re Vittorio Emanuele I, il 20 maggio dello stesso anno. Il re subito volle un immediato ritorno al passato, ossia all’epoca precedente il 1789, abrogando tutte le leggi e le norme introdotte dai Francesi. Il nuovo regime eliminò d’un tratto il principio di uguaglianza davanti alla legge, il matrimonio civile e il divorzio, e reintrodusse il sistema patriarcale della famiglia, le restrizioni civili riservate a ebrei e valdesi e restituì alla Chiesa cattolica il suo ruolo centrale nella società. Il 20 maggio 1814 fu recitato un Te Deum nel Duomo di Torino per celebrare il ritorno del re, che si fermò a venerare la Sacra Sindone. L’autorità municipale festeggiò il ritorno dei Savoia costruendo una chiesa dedicata alla Vergine Maria nel punto in cui il re aveva attraversato il Po al suo rientro in città. A riprova di ciò sul timpano del pronao si legge l’epigrafe “ORDO POPVLVSQVE TAVRINVS OB ADVENTVM REGIS”, (“L’autorità e il popolo di Torino per l’arrivo del re”) coniata dal latinista Michele Provana del Sabbione.
imperturbabile e regale: stringe con la mano destra una croce latina e sta seduta mentre guarda fissa l’orizzonte, incurante del giovane che la sta invocando porgendole due tavole di pietra bianca. I capelli sono ricci, e sulla fronte, lasciata scoperta dal manto, vi è una sorta di copricapo, come una corona, su cui compare un simbolo: un triangolo dal quale si dipartono raggi. Spesso, con un occhio al centro del triangolo, il simbolismo è usato in ambito cristiano per indicare l’occhio trinitario di Dio, il cui sguardo si dirama in ogni direzione, ma anche in massoneria è un importante distintivo iniziatico. Perfettamente centrale, ai piedi della scalinata, è l’imponente statua di quasi dieci metri raffigurante Vittorio Emanuele I di Savoia. La torre campanaria, munita di orologio, venne costruita sui tetti dell’edificio che si trova a destra della chiesa nel 1830, in stile neobarocco.