E poi anguria, gelato e calciomercato
L’INTERVISTA
Torinese, attore, regista, autore, insegnante e doppiatore, Michele Di Mauro ha iniziato il suo percorso artistico alla fine degli anni Settanta (dopo il Liceo Artistico) con il Teatro Stabile di Torino. Nel corso della sua carriera ha firmato spettacoli originali (su testi di drammaturgia contemporanea) tra cui Primo Amore, Causa di Beatificazione e Fedrah o della spietà dell’amore, e riletture di grandi classici (Il resto è silenzio, dall’Amleto, o Enrico 4 da Pirandello). Parallelamente ha svolto un’intensa attività di formazione, prima fondando la scuola TNT – Teatro Non Teatro e poi insegnando recitazione anche alla scuola del Teatro Stabile di Torino. L’esordio al cinema arriva negli anni Novanta con Portami via di Gianluca Maria Tavarelli. Seguono film come, Santa Maradona e A/R Andata + Ritorno di Marco Ponti, e La doppia ora di Giuseppe Capotondi. Negli ultimi anni è il protagonista di Non morirò di fame di U. Spinazzola e di Tutto a Posto di G. Romano per Rai Uno. Significativa anche l’attività televisiva che lo ha fatto conoscere al grande pubblico grazie a fiction e serie di successo come Questo nostro amore, Fuoriclasse, Non uccidere, L’Allieva, Studio Battaglia, I delitti del BarLume e Call My Agent Italia, confermando una grande versatilità interpretativa. In questa breve intervista racconta del suo rapporto con l’estate e le vacanze.
Michele, come sta andando l’estate?
Combatto il caldo, come tutti. E bevo acqua e mangio frutta! Tra qualche giorno andrò a Roma (dove ho casa) e da lì farò qualche gita al mare nei dintorni. Una settimana, non di più. Non sono un tipo da vacanze lunghe: il mio lavoro mi porta già a viaggiare tutto l’anno e, quando posso fermarmi, non sento il bisogno di spostarmi ancora. E comunque preferisco la qualità alla quantità: 4 giorni in un posto figo che mi piace davvero per me valgono di più di 15 in un altro meno attraente. E poi… adoro mangiare, magari in un ristorantino sulla spiaggia! E prendo il sole, quello sì. Mi brucio volentieri! Non vado al mare in cerca di tranquillità.
Spesso il lavoro diventa anche un’occasione per vivere una vacanza?
Sì, mi è capitato parecchie volte. Ricordo Siracusa, per esempio, durante le rappresentazioni delle tragedie classiche, facevamo le Fenicie di Euripide: un mese di prove e poi lo spettacolo. C’era tutto il tempo lavorare e oziare e visitare luoghi meravigliosi (non io, che preferivo stanziare in Ortigia)!. Devo dire che, non piacendomi quasi per niente viaggiare, con la scusa del lavoro, poi, ho visto anche posti bellissimi.
Una abitudine estiva irrinunciabile?
Seguo il calciomercato. Sono juventino e mi piace guardare le partite estive: le amichevoli e l’inizio del campionato a fine agosto. Agosto, per me è: ANGURIA, fin da quando ero bambino, è sempre stata una festa, buttarmi su una fresca fetta! E poi un’altra, e poi un’altra. E lo faccio ancora, nei pochi chioschi rimasti, a Torino. A Palermo, invece (giusto per tornare in un posto bello in cui spesso capito per lavoro) mi stuzzicano i cartoccini di fritti, (pesciolini e verdurine in tempura): quello che oggi chiamiamo street food, ma che lì, in modo meno ricercato, sono decisamente più accattivanti! E poi non rinuncerei mai anche a un buon gelato o a una granita. Ma questo anche a Torino.
Cinema all’aperto?
Sì, ogni tanto ci vado. A Roma, soprattutto, In piazza San Cosimato (dietro casa mia). Però…preferisco il maxi schermo in salotto, con bibite ghiacciate e ventilatore a palla.
Un film che associa con la stagione calda?
Che domanda difficile! Però, visto che devo rispondere…direi ECCE BOMBO, di Nanni Moretti. Quando uscì lo vidi 5 volte. Lo sapevo a memoria.
Ci racconta un episodio curioso che accaduto durante un lavoro estivo?
Ricordo una scena girata con Corrado Guzzanti sulle moto d’acqua. Ci siamo alzati prestissimo ed è stata una giornata molto impegnativa, tra sole e fatica, per girare una scena che poi, montata, è risultata durare tipo…diciotto secondi. Eravamo sul set de I delitti del BarLume, (un parco giochi!). La serie è arrivata ormai alla quattordicesima stagione; ma ogni volta è un piacere vero ritrovare il gruppo (e girare a Marciana Marina!).
La rivedremo nella prossima stagione di Call My Agent Italia?
Per il momento non ci sarà una nuova stagione. Forse, però, arriverà un film, come è successo in Francia. Magari nel ’27!
Spettacoli teatrali a Torino, invece?
Dal 6 al 25 ottobre sarò al Teatro Stabile di Torino con Una delle ultime sere di carnovale di Carlo Goldoni, per la regia di Valerio Binasco. Ci vediamo lì?
MARIA LA BARBERA






Il 23 aprile 1919 nacque a Torino la Lenci ,
Ancora oggi si utilizza il panno lenci una stoffa non tessuta che viene usata per fare vestiti, ma anche accessori e collane grazie alla sua facilita’ di utilizzo e che rimanda alle famose bambole che erano foderate con un’ ulteriore strato di mussola, per renderle lavabili, e ricoperte di polvere vellutina.



Articolo 9.
succinto che, inarcando la schiena, si solleva con il busto in posa quasi teatrale, ed emerge da un giaciglio posto di fronte ad una croce. I suoi lunghi capelli sono scompigliati dal vento che gonfia anche un drappo posto sulla croce e agita le foglie morbidamente rappresentate sulla bronzea stele verticale. Tra le note di tristezza e di intenso pathos, vi aleggia in primo piano la spettacolarità della scena, la figura si pone come la “divina” del cinema muto, la nuova arte che nei primi anni del Novecento andava affermandosi in città.La protagonista del Monumento Roggeri è una fanciulla inginocchiata e piegata dal dolore, le mani le coprono il volto, e i capelli fluenti e raccolti dietro il capo le scendono fin oltre la schiena. Il lungo abito, movimentato dal panneggio di morbide linee, scende e si posa sul basamento in travertino e in parte lo ricopre. La nota di un patire intenso e irrefrenabile è il messaggio che viene dalla donna che, inginocchiata e chiusa al mondo, sembra pregare, tormentata da un affanno senza fine. Su di un lato, si intravvede appena la firma di O.Tabacchi, allievo di Vincenzo Vela, al quale succederà nella cattedra di scultura presso l’Accademia Albertina di Torino.