Si rinnova l’impegno diretto dei Lions sostenitori del progetto “Bambini nuovi poveri”, che da più di dieci anni raccoglie in città e provincia beni di prima necessità per stare a fianco dei più piccoli che vivono in famiglie in difficoltà. Sabato 14 dicembre i volontari dei Club Lions di Torino e cintura saranno nuovamente alle casse dell’ipermercato Carrefour “La Certosa”, in via Spagna 10/12 a Collegno (TO), dalle 09:00 alle 19:00, per la “Colletta per l’infanzia” volta a raccogliere i giocattoli che i clienti vorranno acquistare e generosamente donare.
Da sempre dalla parte dei bambini, con questo tipo di operazioni i Lions di Torino e cintura, in 10 anni hanno aiutato oltre 4.000 famiglie residenti sul territorio. «Solo a Torino e cintura ci sono 5.900 bambini poveri ogni anno. Aumenta il numero di persone bisognose di aiuto ma, dall’altra parte, diminuiscono l’offerta e il numero di donatori. Un calo dovuto alla crisi economica generalizzata, che interessa ormai larga parte della società» ha spiegato la Coordinatore Service Lions Bambini Nuovi Poveri, Giovanna Sereni «Per questo è importante presidiare il territorio stando sempre dalla parte dei più piccoli. Abbiamo allargato la tipologia dei prodotti per le donazioni e, oltre all’alimentare, adesso raccogliamo anche prodotti per l’igiene, materiale scolastico e vestiario. In questo caso, data la vicinanza al Natale, sabato ci concentreremo soprattutto sui giocattoli».
Quando conobbi il giovane John Elkann trassi l’ impressione positiva di un giovane a modo consapevole che lo zio Umberto Agnelli, succeduto a Gianni, era il Capo. In effetti Umberto fu costretto a vivere all’ombra del fratello senza poter svolgere quel ruolo che Gianni non si rivelò all’altezza di affrontare, prigioniero tra Romiti e Ghidella. L’unico vero protagonista della storia della Fiat fu Vittorio Valletta che non viene riconosciuto, se non nella biografia di Piero Bairati. Adesso, dopo il disastro di Stellantis, dare un giudizio su Elkann e il suo degno amministratore delegato dimissionario – un nuovo genere di “portoghese” abilissimo nel prendere soldi – appare inutile tanto vistoso è il fiasco imprenditoriale. Gli Elkann dovrebbero andarsene dall’Italia e tornare da dove sono arrivati, volendo noi essere gentili con loro. Il danno prodotto è gigantesco. Ma la debacle rivela anche l’assenza di ogni politica industriale italiana almeno dall’epoca di Prodi e delle privatizzazioni, che hanno distrutto il patrimonio industriale italiano passato in altre mani con tante aziende chiuse o delocalizzate.