Il caso dei Murazzi di Torino aveva scosso profondamente l’opinione pubblica. Ora il tribunale dei minori di Genova ha deciso di scarcerare in anticipo Denise, la giovane che tre anni fa, ai Murazzi, rimase a guardare mentre tre amici lanciavano una bicicletta elettrica dal parapetto sul Po. La bici prese in pieno lo studente Mauro Glorioso, ferendolo gravemente e rendendolo tetraplegico. Denise, minorenne all’epoca dei fatti, è uscita nelle scorse ore dall’istituto per minorenni di Pontremoli. La decisione dei giudici ha suscitato il disappunto della famiglia Glorioso.
Lavori piazza Baldissera, modifiche mezzi GTT
Per mantenere la regolarità del servizio e ridurre i disagi per i passeggeri, dalle ore 13:00 di mercoledì 21 gennaio 2026 fino a nuove comunicazioni, le linee 10N, 11, N10, 52, 67 festiva, 77, 91 vengono deviate su percorsi alternativi. Per conoscere la deviazione della tua linea consulta la sezione dedicata “linee e orari” – “rete urbana e suburbana” (Torino e cintura) del sito www.gtt.to.it
FONDI PER 700MILA EURO
L’assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche Giovanili, Marina Chiarelli: “La Regione Piemonte sceglie di investire in modo concreto sull’autonomia delle donne, sulla prevenzione culturale e sull’educazione delle giovani generazioni, perché solo lavorando insieme su lavoro, scuola e comunità che si può incidere davvero su un fenomeno così complesso e trasversale”.
La Regione Piemonte rafforza in modo significativo il proprio impegno nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, mettendo a disposizione circa 700 mila euro per sostenere interventi di prevenzione, autonomia e sensibilizzazione su tutto il territorio regionale, nell’ambito del Piano strategico nazionale contro la violenza di genere.
Le risorse, riferite alle annualità 2025 e 2026, finanziano un insieme coordinato di azioni che affrontano il fenomeno in maniera strutturata e integrata, intervenendo sia sul sostegno concreto alle donne vittime di violenza, sia sulla prevenzione culturale e educativa, attraverso il coinvolgimento di enti locali, scuole, soggetti del terzo settore e reti territoriali.

Nel dettaglio, i finanziamenti regionali consentono di attivare: interventi di inserimento e reinserimento lavorativo e di accompagnamento all’autonomia delle donne vittime di violenza, riconoscendo nel lavoro uno strumento fondamentale per la fuoriuscita da situazioni di fragilità; azioni educative e formative nelle scuole, rivolte alle giovani generazioni, per promuovere una cultura del rispetto, delle pari opportunità e delle relazioni sane; percorsi di sensibilizzazione e prevenzione rivolti alla comunità, ai luoghi di lavoro, ai centri famiglia e alle università, rafforzando il ruolo della responsabilità collettiva nel contrasto alla violenza di genere.
Complessivamente, sono circa 670.000 euro le risorse che la Regione Piemonte mette a disposizione per queste azioni, in coerenza con la Legge regionale 4/2016 e con le linee del Piano nazionale, con l’obiettivo di consolidare un sistema di interventi stabile, diffuso e capace di rispondere in modo efficace a un fenomeno complesso e trasversale.
Nel dettaglio, i finanziamenti, che rientrano nel quadro delle risorse assegnate dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza dei Consiglio dei Ministri, riguardano tre linee di intervento principali: 235.000 euro sono destinati a sostenere progetti di inserimento e reinserimento lavorativo, accompagnamento all’autonomia e percorsi di fuoriuscita dalla violenza, riconoscendo nel lavoro uno strumento fondamentale di emancipazione, sicurezza e ricostruzione di una prospettiva di vita indipendente; 267.859 euro rivolti ad attività di informazione, comunicazione, formazione e sensibilizzazione nelle scuole sul tema della violenza di genere, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto, delle pari opportunità e delle relazioni sane fin dalle giovani generazioni e 176.000 euro sono assegnati a percorsi di sensibilizzazione e prevenzione rivolti a soggetti significativi della rete territoriale, come centri famiglia, luoghi di lavoro, università e contesti comunitari, rafforzando il ruolo della responsabilità collettiva nel contrasto alla violenza.
Un insieme di interventi che conferma la volontà della Regione di operare su più livelli: sociale, educativo, culturale ed economico, valorizzando il lavoro di rete e il radicamento territoriale come elementi essenziali per rendere efficaci le politiche pubbliche.
«Il contrasto alla violenza maschile contro le donne non può essere affidato a interventi episodici, ma richiede politiche strutturate, continuative e capaci di agire su più livelli. Con questo stanziamento di circa 700mila euro la Regione Piemonte sceglie di investire in modo concreto sull’autonomia delle donne, sulla prevenzione culturale e sull’educazione delle giovani generazioni, perché è solo lavorando insieme su lavoro, scuola e comunità che si può incidere davvero su un fenomeno così complesso e trasversale. – afferma l’assessore Chiarelli – Il lavoro rappresenta uno strumento fondamentale di libertà e di uscita dalle situazioni di violenza, così come la scuola è il luogo in cui si costruisce una cultura del rispetto, delle pari opportunità e delle relazioni sane. Accanto a questo, è essenziale coinvolgere i territori, i luoghi di lavoro, le università e le reti sociali, rafforzando una responsabilità collettiva che non lasci sole le donne. La Regione Piemonte continuerà a sostenere un sistema di interventi integrato e diffuso, – continua Chiarelli – in coerenza con la legge regionale e con il Piano nazionale, perché la lotta alla violenza di genere è una priorità che riguarda l’intera comunità e che deve tradursi in azioni concrete, capaci di generare cambiamento reale e duraturo» conclude l’assessore Marina Chiarelli.
Con questo stanziamento, la Regione Piemonte ribadisce la propria volontà di trasformare l’impegno contro la violenza di genere in politiche concrete e continuative, capaci di incidere realmente sulla prevenzione, sul sostegno alle donne e sulla costruzione di una cultura del rispetto e delle pari opportunità.
Mercoledì 21 gennaio inaugurerà alle 15.30
La Città Metropolitana di Torino, nell’ambito delle proprie funzioni di supporto ai tutori e agli amministratori di sostegno, avvia una nuova fase di collaborazione territoriale con l’associazione Solidarietà Volontariato a Domicilio (ASVAD). In questo contesto il 21 gennaio alle 15.30 Rosanna Schillaci, la consigliera metropolitana delegata alle Politiche Sociali e di Parità, presiederà l’apertura ufficiale del nuovo sportello informativo nella sede associativa di piazza Massaua 17 bis.
L’iniziativa, formalizzata dal protocollo di intesa per il triennio 2025-2027, si propone di consolidare il sistema diffuso della pubblica tutela, offrendo ai cittadini che ricoprono il ruolo di tutore o amministratore di sostegno un punto di riferimento diretto e qualificato sul territorio. L’attività dello sportello avrà una cadenza mensile e vedrà la partecipazione di operatori, tirocinanti e volontari del servizio civile della Città Metropolitana.
“L’apertura di questo nuovo sportello nella sede dell’ASVAD – ha dichiarato la consigliera Schillaci – rappresenta un passo fondamentale nel percorso di decentramento e prossimità che la Città Metropolitana di Torino sta portando avanti nell’ambito della protezione giuridica. Con la firma di questo protocollo d’intesa intendiamo consolidare un sistema diffuso di pubblica tutela che non si limiti agli uffici istituzionali, ma che sappia incontrare i cittadini nei luoghi dove ricevono supporto e assistenza”.
L’accordo prevede una reciproca collaborazione tra le due realtà per integrare le rispettive competenze e rispondere in modo efficace alle esigenze delle persone fragili e delle loro famiglie.
Da un lato la Città metropolitana fornirà orientamento sulle procedure di tutela e amministrazione di sostegno, assicurando la corretta tracciabilità dei colloqui nel proprio sistema informativo. Dall’altro l’ASVAD metterà a disposizione locali idonei a garantire la massima riservatezza e offrirà, tramite i propri professionisti, supporto informativo gratuito sulle pratiche previdenziali e sulle procedure relative all’invalidità civile.
Questa collaborazione permette inoltre di valorizzare l’esperienza del caffè Alzheimer gestito dall’associazione, offrendo ai caregiver un contesto di mutuo aiuto fondamentale per la presa in carico consapevole della persona fragile.
Mara Martellotta
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È partita la campagna di comunicazione promossa dalla Città di Torino sul Fondo Sociale 2026, un contributo economico che la Regione Piemonte e l’Amministrazione Comunale riservano agli assegnatari di casa popolare che non hanno potuto pagare le bollette dell’anno precedente.
Per presentare la domanda sono necessari il possesso di un ISEE 2026 non superiore ai 7.493,06 euro (si può richiedere gratuitamente ai Caf) e l’aver pagato la quota minima, in riferimento alle bollette dell’anno precedente, per un importo pari al 14 per cento della “somma dei redditi dei componenti del nucleo” risultante dall’ISEE 2026 e comunque non inferiore a 480 euro, anche per i redditi pari a zero. Nel calcolo deve essere inserito l’Assegno di Inclusione (ADI).
Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 30 aprile 2026 (attenzione: il termine non sarà prorogato).
Dal 2023 é attivo un servizio di accompagnamento alla compilazione delle domande per nuclei fragili, e in alcuni casi anche di copertura della quota minima, sostenuta da risorse del Piano di Inclusione Sociale.
«Il Fondo Sociale è uno strumento fondamentale per sostenere le famiglie più fragili che vivono nelle case popolari e che faticano a far fronte alle spese delle bollette – dichiara l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli –. Come Città di Torino stiamo investendo molto nella comunicazione e nell’accompagnamento delle persone, affinché la misura sia conosciuta e accessibile a tutti gli aventi diritto. Attraverso l’Ufficio Casa abbiamo già scritto a oltre mille nuclei in situazione di morosità per informarli di questa opportunità e, grazie al proficuo raccordo con i distretti territoriali e con i partner del Piano di Inclusione Sociale, accompagneremo le famiglie sia nella compilazione delle domande sia nel pagamento della quota minima, condizione necessaria per poter accedere al contributo».
La domanda va presentata agli enti gestori:
- per l’ATC a partire dal 12 gennaio 2026, su appuntamento agli sportelli dell’Agenzia (chiamando i numeri 011.3130504/011.3130302 o scrivendo all’indirizzo e-mail prenotazionifondo@atc.torino.it), oppure online attraverso il portale dei servizi digitali.
Quest’anno chi fa domanda di fondo sociale presenterà nello stesso momento anche il nuovo censimento ATC (22° censimento). Il giorno dell’appuntamento occorre dunque portare con sé, oltre all’ISEE 2026, anche i documenti attestanti i redditi 2025 di tutti i componenti del nucleo familiare.
- per il CIT scrivendo all’indirizzo di posta elettronica fondosociale@cit-torino.it (seguendo tutte le indicazioni presenti sul sito www.cit-torino.it)
Nel 2025 il numero delle domande presentate al Bando Fondo Sociale è stato di 7.167, di cui 5.466 sono state accolte e hanno ricevuto il contributo. Nel 2024 erano state presentate 6.358 domande, e 6.104 nel 2023.
Per informazioni è possibile consultare il sito della Città: www.comune.torino.it/informacasa
TorinoClick
Il legame tra Valentino Garavani e Torino non è mai stato fatto di passerelle o grandi eventi pubblici, ma di incontri, relazioni e presenze silenziose che hanno attraversato oltre mezzo secolo di storia italiana. Una relazione costruita lontano dai riflettori, nel segno della stessa eleganza misurata che ha reso il couturier uno dei maestri assoluti dell’alta moda.
Il primo contatto con la città risale agli anni Sessanta, quando la maison Valentino, fondata nel 1960 a Roma, inizia a vestire l’alta società industriale del Nord Italia. Torino, capitale economica del Paese, diventa presto un punto di riferimento naturale. In quegli anni nasce il rapporto con l’Avvocato e con la famiglia Agnelli, che rappresenterà il filo più solido e duraturo del legame con la città. Marella Caracciolo Agnelli, icona di stile internazionale, indossa più volte le creazioni di Valentino a partire dalla metà degli anni Sessanta, contribuendo a diffonderne l’estetica nei salotti torinesi e internazionali. Attraverso di lei, Valentino entra in contatto con un mondo in cui moda, industria e cultura convivono con naturalezza.
Negli anni Settanta e Ottanta, la città, pur rimanendo fortemente industriale, coltiva un’intensa vita culturale e filantropica, e Valentino ne diventa un ospite apprezzato, spesso in contesti riservati e lontani dalla cronaca mondana.
Parallelamente, cresce il rapporto con la committenza torinese: imprenditrici, collezioniste e figure di primo piano della società cittadina scelgono Valentino per abiti da sera e da cerimonia. Tra anni Novanta e primi Duemila, la maison organizza anche presentazioni private e trunk show in residenze storiche, consolidando un legame diretto e personale con la clientela locale.
Un altro capitolo significativo riguarda il rapporto con il mondo delle fondazioni culturali. Tra la fine degli anni Ottanta e i Duemila, il marchio Valentino partecipa a iniziative promosse dalla Fondazione Giovanni Agnelli e dalle fondazioni bancarie, anche in occasione di eventi di raccolta fondi per musei e progetti culturali. È il periodo in cui Torino avvia una profonda trasformazione, culminata con le Olimpiadi invernali del 2006, e il contributo del mondo della cultura e del mecenatismo diventa centrale.
Negli anni Duemila, il rapporto con la città si arricchisce di una dimensione più culturale che mondana il brand è ospite di eventi culturali che favoriscono il dialogo tra moda e arte, sempre più riconosciute come linguaggi affini. Dopo il suo ritiro dalle scene nel 2008, la sua presenza a Torino si dirada, ma il legame resta vivo nel riconoscimento che la città continua a tributargli come interprete di un’eleganza senza tempo, in certo qual modo affine alla sobrietà sabauda, il rigore delle forme, il gusto per la bellezza non ostentata tipicamente torinesi.
Le ferite alle braccia, poi i tagli al volto con una lama: i carabinieri arrestano il compagno 37enne. Questo l’ennesimo caso di violenza domestica avvenuta a Giaveno in via Coazze l’11 gennaio, ai danni di una ragazza 22enne compagna dell’uomo. La vittima lavorava come intrattenitrice in un locale notturno. Secondo le ricostruzioni, i due avevano litigato per futili motivi quando la lite è degenerata in aggressione; i vicini hanno sentito le grida, hanno chiamato il 112 e la ragazza è stata trasportata all’ospedale di Rivoli per le ferite. È stata poi dimessa il giorno dopo con 45 giorni di prognosi. Oggi il Gip ha convalidato l’arresto e ha disposto il carcere su richiesta della Procura.
VI.G
Quella di oggi è la seconda visita del Presidente della Repubblica a Torino in meno di un anno: l’ultima risale a otto mesi fa, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’ILO, il centro di formazione delle Nazioni Unite.
Sergio Mattarella, dopo un breve intervento, ha lasciato tra gli applausi la sala delle Gallerie d’Italia di Torino, dove ha preso parte alle celebrazioni per i 430 anni della Fondazione Ufficio Pio, ente strumentale della Compagnia di San Paolo impegnato nel sostegno alle persone in condizioni di difficoltà.
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha richiamato le nuove sfide sociali che la Fondazione è chiamata ad affrontare: “Oggi l’Ufficio Pio si confronta con nuove povertà, presenti nel nostro Paese e non solo, con il disagio di molti giovani, le condizioni dei migranti, le difficoltà di accesso al lavoro e alla casa. Sono problemi concreti, che l’Ufficio Pio affronta con impegni operativi e non con analisi astratte, per aiutare le persone a sfuggire alla trappola della povertà”.
Mattarella è arrivato a Torino intorno alle 10.40 per partecipare alla cerimonia nella sede delle Gallerie d’Italia. Ad accoglierlo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il prefetto Donato Cafagna e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. In piazza, ad attenderlo, gli applausi dei presenti.
(foto TorinoClick)
Tre auto si scontrano all’alba nella discesa della rampa sulla statale 11. È successo in via Castiglione a Settimo Torinese, all’altezza dell’uscita dei mezzi verso Torino. Fortunatamente, i conducenti hanno riportato ferite lievi. Sul luogo sono intervenuti i soccorsi della Croce Reale del 118 Azienda Zero e la polizia locale per effettuare i rilievi. Si è registrato inoltre un forte caos al traffico fino allo sgombero dei mezzi.
VI.G