CRONACA- Pagina 295

Sopralluogo Regione e Protezione civile a Bardonecchia

Sopralluogo a Bardonecchia del Capo Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano e dell’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi, che con la sindaca Chiara Rossetti hanno fatto il punto sulle operazioni necessarie per il ripristino dei danni causati dal nubifragio del 30 giugno e per la messa in sicurezza del territorio.

“Dall’agosto 2023 abbiamo messo in campo con il Comune interventi che hanno aiutato anche in questo evento, come il sistema di monitoraggio che  ha consentito di emanare alla popolazione un’allerta tempestiva, anche se non è purtroppo servito per evitare il decesso di una persona, alla cui famiglia rinnoviamo le nostre condoglianze – ha dichiarato Gabusi – E sono già finanziati altri interventi di mitigazione, tra cui la briglia selettiva a monte di Bardonecchia che ridurrà gli effetti delle colate detritiche”.

L’assessore ha poi affermato che “ci sono gli elementi per chiedere l’ampliamento dello stato di emergenza di due anni fa e in questi giorni si effettuerà la stima dei danni, che ad una prima sommaria valutazione risultano inferiori rispetto all’altra volta” ed ha sottolineato “la tenacia della sindaca Chiara Rossetti, che non ha mai smesso di lavorare per arrivare alla messa in sicurezza completa di Bardonecchia”.

In queste ore sono all’opera in città 60 volontari del Coordinamento della Protezione, del Corpo antincendi boschivi e dei Carabinieri in congedo, che stanno provvedendo alla rimozione dei detriti e alla pulizia delle strade.

Esplosione via Nizza: tutte le ipotesi al vaglio

Ad Oggi nessuna  ipotesi viene privilegiata sulle cause dell’esplosione che  ha distrutto alcuni alloggi in un edificio di via Nizza a Torino.  Nel fascicolo senza indagati per disastro, lesioni e omicidio colposo aperto dalla procura gli accertamenti sono ad ampio raggio. Si cercherà di individuare  tutte le persone che avevano a che fare con la palazzina: residenti, proprietari, eventuali affittuari, amministratori di condominio.

Controlli a San Salvario, oltre 27mila euro di sanzioni

La Polizia di Stato ha coordinato un controllo a San Salvario, volto alla verifica dei titoli autorizzativi di esercizi pubblici e al contrasto di fenomeni di illegalità nelle aree del quartiere.

L’attività, coordinata dal Commissariato di P.S. Barriera Nizza, in collaborazione con personale della Guardia di Finanza, della Polizia Municipale, dell’A.S.L. e dell’Ispettorato del Lavoro di Torino, e con il contributo della Polizia Ferroviaria e del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte ha consentito di rilevare molteplici violazioni amministrative nei locali controllati, comminando oltre 27.300 euro di sanzioni. Cinque persone sono state denunciate di libertà.

Una sanzione di 1473 euro è stata elevata nei confronti di un esercizio di via Nizza da parte della Polizia Municipale per diverse violazioni amministrative. Personale dell’A.S.L., invece, ha riscontrato carenze igienico-sanitarie e strutturali, sanzionando il medesimo per 2000 euro. Altri 12560 euro venivano comminati dall’Ispettorato del Lavoro per la presenza di due lavoratori “in nero”, con la conseguente sospensione dell’attività fino alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro. Il titolare dell’esercizio è stato denunciato in stato di libertà per frode in commercio.

Analoga denuncia colpiva il titolare di un locale di corso Raffaello. L’esercizio è stato sanzionato per 160 euro per violazioni amministrative e per 7360 euro dall’Ispettorato del Lavoro che ha accertato irregolarità in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Anche in questo caso l’esercizio andava incontro alla sospensione dell’attività.

A causa delle condizioni igienico-sanitarie, per un ristorante in zona San Salvario è stata sottoposta a sequestro probatorio l’intera unità immobiliare. All’interno veniva riscontrata la presenza di infestanti ed escrementi di roditori e trovati 556 kg di alimenti in cattivo stato di conservazione, alcuni dei quali in avanzato stato di decomposizione. Tutti gli alimenti venivano sottoposti a sequestro. Il titolare veniva denunciato in stato di libertà dalla Polizia di Stato per commercio di sostanze nocive e alimenti in cattivo stato di conservazione e dalla Polizia Municipale per tentata frode in commercio.

Un bar di corso Dante è stato, infine, sanzionato dalla Polizia Municipale per 1160 euro per diversi illeciti amministrativi.

Nel corso dell’attività, due cittadini egiziani, di 24 e 20 anni, sono stati controllati in via Berthollet angolo via Saluzzo: per entrambi è scattato il provvedimento di allontanamento, ex art.2 T.U.L.P.S., e la denuncia in stato di libertà per la violazione in materia di stupefacenti. Entrambi sono stati infatti trovati in possesso ai fini di spaccio di pastiglie di Lyrica. Al ventenne sono stati rinvenuti anche di 765 euro e il medesimo è stato denunciato in stato di libertà per il possesso di una bomboletta spray al peperoncino e perché inottemperante all’Ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale.

I controlli continueranno con cadenza regolare.

La polizia sequestra 4 chili di droga

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato cinque cittadini, di cui tre italiani e due peruviani per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Da attività info-investigativa, gli operatori della Squadra Mobile apprendevano che presso l’abitazione di uno dei cittadini italiani, a San Giorgio C.se (TO) era stato allestito un vero e proprio laboratorio clandestino per la lavorazione di sostanza stupefacente.

Dalle perquisizioni effettuate, è emersa una vera e propria “raffineria” per la cocaina, con prodotti chimici ed attrezzature per la lavorazione della stessa. Complessivamente, sono stati rinvenuti infatti circa 4 kg di stupefacente tra cocaina e hashish e 4200 euro.

Su richiesta della Procura di Ivrea, è stato convalidato l’arresto con successiva applicazione della misura cautelare della custodia in carcere per quattro degli indagati e degli arresti domiciliari per il quinto.

I sei “cento” del Calamandrei di Crescentino

Sono sei, uno con lode i cento/centesimi degli allievi dei corsi dell’Istituto Calamandrei di Crescentino (che appartiene all’Istituto di istruzione superiore Galileo Ferraris di Vercelli, dirigente scolastico Cinzia Ferrara) a consuntivo degli esami di Stato 2025. Sono risultati di eccellenza raggiunti, a coronamento di un ottimo percorso scolastico da parte dei sei allievi nei diversi corsi di studio.

Nella classe 5 Sistemi informativi aziendali l’importante traguardo è stato raggiunto da Alessandro Tedone (100 con lode) e Mattia Dessimone. “Pensavo di poter conseguire un voto alto ma non ne ero certo – dice Alessandro Tedone, che vive a Brusasco – sono stati cinque anni belli, impegnativi e questo risultato sicuramente è motivo di grande soddisfazione per il traguardo raggiunto.”. Negli ultimi 2 anni ha anche partecipato a due programmi Erasmus con esperienze in Spagna e in Portogallo. Nel suo futuro l’iscrizione al corso di laurea in Ingegneria gestionale al Politecnico di Torino.

Il secondo cento è invece quello di Mattia Dessimone, di Brozolo: anche lui ha potuto vantare un percorso quinquennale di buon livello e un ottimo esame ma “il cento – dice – non me l’aspettavo davvero, sono contento di quanto sono riuscito a conseguire”. Lo aspetta l’iscrizione ad informatica a Torino. Nel plesso scolastico di via Dappiano si registrano altri due 100, quello di Sara Casorzo di Lauriano nei Cat – Costruzioni Ambiente Territorio e di Gabriele Santa, di Castelrosso (Chivasso) negli Agrari.

Non me lo aspettavo, sono molto soddisfatta per questo risultato – dice Sara, che ha frequentato anche un percorso Erasmus in Spagna e Portogallo  – sono stati cinque anni molto belli, con un buon rapporto con i compagni e i professori”: Adesso l’aspetta l’università ma in una facoltà in un ramo decisamente diverso: ha infatti deciso di iscriversi alla facoltà di farmacia. “Il 100 degli Agrari è stato Gabriele Santa, di Castelrosso, frazione di Chivasso. Al Calamandrei è arrivato al terzo anno proveniente dall’Istituto agrario Luparia di San Martino di Rosignano (che appartiene al Leardi di Casale Monferrato). “Non mi aspettavo di poter raggiungere questo risultato.

Speravo in un buon voto, e sono ovviamente molto contento di quanto è stato conseguito” dichiara Gabriele Santa. Adesso per il neo – diplomato, si prospetta un’iscrizione all’Università, alla facoltà di Agraria a Grugliasco, oltre che l’impegno nell’azienda agricola di famiglia. Due cento arrivano anche la corso Agrario serale che ha licenziato la sua prima quinta.

Sono Luca Tabbia, che lavora al Castello di Gabiano e Gianluca Ricciardi Per entrambi riprendere tre anni fa in libri in mano non è stato facile, soprattutto se si tiene conto dell’impegno portato avanti lavorando, ma entrambi hanno messo tutto sé stessi con un ‘impegno non preso alla leggera’ e i risultati, per ambedue sono arrivati.

 

Sia Tabbia che Ricciardi ringraziano i docenti che, con l’insegnamento, li hanno portati al risultato e intendono, lavorando, iscriversi al primo anno di Agraria.

MASSIMO IARETTI

La tragica alluvione di Bardonecchia: il cordoglio del cardinale Repole

Questo il messaggio di cordoglio del cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa in seguito all’alluvione che lunedi 30 giugno ha colpito Bardonecchia:
“La drammatica perdita di una vita nell’alluvione che ha colpito Bardonecchia turba profondamente la Valle e la comunità cristiana, che in queste ore si stringe con grande affetto ai famigliari di Franco Chiaffrino. Sgomenta pensare che la tragedia possa giungere così improvvisa e insensata nella vita di un uomo e dei suoi cari, preoccupa constatare che la natura sta divenendo sempre più pericolosa e imprevedibile. Bardonecchia è colpita dall’alluvione per la seconda volta in due anni, alla cara sindaca Chiara Rossetti un pensiero di particolare amicizia e sostegno”.

Ordinanza “anti caldo” anche in Piemonte per chi lavora esposto al sole

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha firmato oggi l’ordinanza “anti-caldo” che regola le condizioni di lavoro in situazioni di esposizione diretta e prolungata al sole. L’ordinanza entrerà in vigore domani e sarà valida  fino al 31 agosto. Lo rende noto un comunicato della Regione.
In particolare, “ove non sia possibile introdurre misure del riduzione del
rischio” l’ordinanza stabilisce il divieto di lavoro in condizioni di esposizione diretta e prolungata al sole, ai lavoratori del
settore agricolo, florovivaistico e nei cantieri edili ed affini, per attività classificabili come “attività fisica
intensa” sul sito web https://www.worklimate.it/scelta-mappa/#caldo o altre attività equiparabili, tra le
12:30 e le 16, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito web dedicato
https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisicaalta/ riferita a “lavoratori esposti al sole”
con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”.
Per favorire lo svolgersi delle attività lavorative in orari a rischio ridotto, la Regione raccomanda poi ai Comuni di valutare la possibilità di derogare, temporaneamente e previa valutazione della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche.
«Siamo all’inizio della stagione estiva, ma abbiamo già avuto giornate con temperature molto elevate: per questo la Regione Piemonte ha voluto approvare un’ordinanza che garantisce la sicurezza dei lavoratori esposti al sole nelle ore più calde della giornata. L’ordinanza ricalca nella sostanza quella che avevamo approvato lo scorso anno, che era stata frutto del confronto con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo comune di tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro», dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
«Abbiamo voluto intervenire con un’ordinanza specifica che salvaguardi i lavoratori più esposti al sole nelle ore maggiormente calde della giornata – aggiunge l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – Le limitazioni previste devono essere applicate in particolari condizioni, cioè quelle in cui è a repentaglio l’incolumità e la salute dei lavoratori, la cui salvaguardia è la nostra priorità».

Bardonecchia è ferita ma non si arrende

Il giorno dopo la nuova esondazione che ha colpito il paese, Bardonecchia, ferita ed addolorata per la scomparsa di Franco Chiaffrino, si appresta ad accogliere in sicurezza quanti avevano programmato e vorranno trascorrere un periodo di vacanza tra le sue montagne.

A differenza di quanto avvenuto due anni fa, l’area più colpita dalle piogge di ieri è molto più limitata, vicino al ponte in cui si trova la confluenza dei torrenti.

In paese, invece, come conferma il sindaco Chiara Rossetti, la situazione è molto vicino alla normalità:

“Gli alberghi sono tutti operativi – dice il sindaco Chiara Rossetti – la località è raggiungibile, la via ferroviaria è agibile sino a Bardonecchia, l’autostrada è aperta, le attività proseguono, i negozi sono tutti aperti. Noi procediamo con le operazioni di pulizia e messa in sicurezza ma tutto il resto è assolutamente fruibile”. E sulla situazione della strada statale 332, la sindaca Rossetti anticipa “ho notizie che entro domani mattina potrà essere riaperta”.

“Confermiamo tutte le iniziative della Stagione – aggiunge il presidente del Consorzio turistico Giorgio Montabone – Bardonecchia è assolutamente pronta a vivere al meglio questa stagione estiva. Tutti gli operatori sono pronti a fare la loro parte”.

“Bardonecchia è di nuovo pronta
ad accogliere gli amanti delle montagne e continua a essere la meta intatta e facile da raggiungere in auto e in treno che tutti conoscono. – afferma la presidente degli albergatori Beatrice Bosticco –
Il nostro più grande desiderio adesso è offrire splendide vacanze estive a tutti!”.

 

In Regione il Comitato Metro Oltre Rivoli

Il Comitato spontaneo “Metro oltre Rivoli”, nato dall’impegno di cittadini e cittadine del territorio, ha lanciato una proposta strategica per il prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Torino: una visione a medio-lungo termine che guarda alla salute pubblica, all’accessibilità e al futuro della mobilità nella Zona Ovest e non solo.

L’obiettivo è chiaro: portare la metropolitana prima all’Ospedale di Rivoli, e in una fase successiva, verso l’Ospedale San Luigi di Orbassano, creando un corridoio di collegamento strategico tra due importanti poli sanitari e universitari del territorio. Una scelta che consentirebbe di servire un bacino di oltre 110.000 abitanti tra Rivoli, Rivalta e i Comuni della Val Sangone, oggi privi di un’infrastruttura di trasporto veloce e capillare come la metro.

Il Comitato, attivo da diversi mesi, ha avviato un percorso di ascolto e confronto con le istituzioni. L’ultimo incontro si è svolto la settimana scorsa con l’Assessore regionale alle Infrastrutture, Enrico Bussalino, che, come già accaduto con altre istituzioni locali, ha manifestato interesse verso l’ipotesi. All’incontro, svoltosi presso il Palazzo della Regione, hanno partecipato i membri del Comitato: Valter Morizio, Carlo Beltramino e Bruno Merlin.

La proposta del Comitato mira a valorizzare un’opportunità concreta di sviluppo sostenibile e inclusivo, in grado di:

  • intercettare reali flussi di mobilità legati alla sanità, al lavoro e alla formazione universitaria;

  • favorire l’integrazione tra mezzi di trasporto (metropolitana e rete SFM);

  • alleggerire la pressione sul traffico privato, migliorando l’accessibilità di aree oggi congestionate;

  • offrire una vera alternativa a proposte meno impattanti in termini di utenza, come il prolungamento verso Rosta, già servita dalla linea ferroviaria SFM3.

La Linea 1 potrebbe così diventare un’infrastruttura chiave per l’integrazione urbana e territoriale, contribuendo alla coesione della Zona Ovest di Torino e creando un collegamento diretto tra città, sanità e periferia metropolitana.

Il Comitato continuerà a dialogare con le amministrazioni locali per portare avanti questa proposta, che guarda con concretezza e visione al futuro del territorio.

Esplosione in via Nizza: aperta inchiesta per disastro colposo

Prende sempre più corpo l’ipotesi di una fuga di gas. Questa sarebbe la causa dell’esplosione che ha provocato la morte di un uomo di 35 anni e il ferimento di cinque persone nell’esplosione di ieri in via Nizza a Torino, in un condominio al civico 389. L’alloggio sottostante a quello sventrato all’ultimo piano è uno dei più danneggiati e farebbe quindi pensare a questa ipotesi. I residenti in questo appartamento erano in vacanza all’Isola d’Elba. La procura della Repubblica sta esaminando tutti gli elementi a disposizione.  E’ stato aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo a carico di ignoti. Italgas è intervenuta nel frattempo sul posto per mettere in sicurezza la rete