Da giovedì 1° gennaio e fino a lunedì 5 gennaio 2026 compreso, a Torino entra in vigore il livello 1 (arancio) del semaforo antismog, con nuove limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti. Nella sola giornata di Capodanno, però, le restrizioni saranno sospese, in considerazione della riduzione programmata del servizio di trasporto pubblico locale.
La decisione arriva sulla base dei dati previsionali diffusi da Arpa Piemonte, che indicano il superamento del valore limite di 50 microgrammi per metro cubo di PM10 per tre giorni consecutivi.
Con l’attivazione del livello arancio, alle limitazioni strutturali già in vigore si aggiunge, per il trasporto di persone, il blocco dei veicoli diesel Euro 5, valido tutti i giorni, festivi compresi, nella fascia oraria dalle 8 alle 19. Il divieto di circolazione per i diesel Euro 3 ed Euro 4 viene inoltre esteso anche alle giornate di sabato e domenica, sempre nella stessa fascia oraria.
Le restrizioni riguardano anche il trasporto merci: i veicoli diesel Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 non potranno circolare tutti i giorni, festivi compresi, dalle 8 alle 19.
Con il livello arancio si fermano inoltre tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”, che restano comunque soggetti alle limitazioni temporanee previste in caso di accumulo prolungato degli inquinanti atmosferici.
Eventuali variazioni del semaforo antismog vengono comunicate nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, sulla base dei controlli dei dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.
L’elenco completo delle misure antismog, delle deroghe e dei percorsi esclusi è consultabile sul sito del Comune di Torino nella sezione dedicata alle misure antismog a tutela della salute.

L’inaugurazione dell’autostrada Cuneo – Asti è una tappa importante per il rilancio del Piemonte e per le grandi infrastrutture che sono rimaste ferme per decine di anni. La Cuneo – Asti ha avuto una gestazione incredibile di trent’anni. In trent’anni l’avrebbero realizzata anche nell’800. Si è trattato di un’ inerzia incredibile, una penalizzazione grave soprattutto nei confronti della Provincia Granda che finalmente esce dall’isolamento. E’ merito della Giunta Cirio e in particolare del suo presidente se i lavori hanno finalmente avuto fine. Non si può non denunciare come la sinistra al potere per decenni sia stata sempre contraria alle autostrade. Edoardo Calleri per l’autostrada Torino – Pinerolo, che nei suoi piani avrebbe dovuto proseguire, attraverso un traforo, in Francia ,venne crocifisso. Ricordo personalmente i baldi giovinastri – antesignani dei No Tav – che bloccarono la Torino – Bardonecchia senza neppure comprendere che essa liberava dai Tir la valle di Susa. I governi precedenti all’attuale non hanno avuto attenzione verso la nuova autostrada, succubi di una visione retrograda che ha bloccato il Piemonte e l’Italia. Non solo occorrono nuove autostrade, ma occorrono dei raddoppi come si fece, a fatica, con la Torino – Milano per merito soprattutto del compianto Riccardo Formica che, quasi manu militari, seguì i lavori. Cirio ottiene un riconoscimento che merita perché ha dato la scossa che ha portato a riprendere i lavori e finirli. Le autostrade come anche le ferrovie veloci, in primis la Tav ,sono il futuro , anzi sono il presente perché siamo già in ritardo . L’autostrada dei Fiori è diventata impercorribile, la Ferrovia litoranea ligure è rimasta ferma ai tempi di Cavour, anche se il raddoppio creerà problemi anziché risolverli per la eliminazione o l’allontanamento in aperta campagna di alcune stazioni. Occorre recuperare una visione d’insieme , riprendere la spinta che ci fu negli Anni 60 e 70 con politici all’altezza della situazione capaci di vedere lontano. Per decine d’anni la politica locale e nazionale non è stata all’altezza. L’inaugurazione della Cuneo – Asti è un segnale di speranza per il futuro. Speriamo che nel 2026 la Tav si muova: i tempi dei contestatori valsusini diventati attivisti pro Pal si spera che finiscano con il 2025.